mercoledì
04 Febbraio 2026
regione

Un piano da 300 milioni di euro per riqualificare gli alloggi pubblici sfitti e affittarli a canone calmierato

La prima fase del percorso prevede la messa disposizione di 23 abitazioni nel Ravennate

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La Regione lancia un piano da 300 milioni per azzerare gli alloggi pubblici sfitti, con un bando per la riassegnazione delle residenze vuote perché bisognose di interventi di ristrutturazione a lavoratori a reddito medio-basso. Si tratta di un percorso di riqualificazione del patrimonio pubblico-residenziale già esistente, pensato per rispondere al bisogno crescente di alloggi in locazione a canone calmierato.

Dopo aver avviato nei mesi scorsi la ricognizione con Comuni e Acer degli alloggi Erp e Ers disponibili a seguito di ristrutturazione, la Giunta regionale ha ora approvato il bando pubblico per costituire elenchi cittadini, lavoratori e nuclei familiari in possesso di requisiti specifici e interessati a ottenere in locazione gli alloggi a canone calmierato.

Per avviare il piano, in questa prima fase si parte con 30 milioni di euro di Fondi Fesr, che permetteranno di ristrutturare e mettere a disposizione i primi 1.011 alloggi da dare in affitto, 23 dei quali nel Ravennate.

Possono presentare domanda le cittadine e i cittadini con un Isee non inferiore a 8 mila euro e non superiore a 35mila euro. La somma dei redditi dei componenti del nucleo che occuperà l’alloggio non deve essere inferiore a 16mila euro. Inoltre, i componenti del nucleo non devono essere proprietari di altri alloggi nel territorio regionale.

Gli interessati dovranno possedere un indice di solvibilità(ovvero rapporto fra canone di locazione dell’alloggio da assegnare e reddito familiare netto) in misura uguale o inferiore al 20% e provvedere al trasferimento della residenza anagrafica nell’alloggio entro 90 giorni dalla firma del contratto di locazione.

L’assegnazione degli alloggi dovrà avvenire a seguito di un regolamento comunale che sarà predisposto sulla base di un regolamento-tipo regionale con cui i Comuni, proprietari degli alloggi, potranno anche destinare quota parte delle abitazioni ristrutturate a particolari categorie di persone, come nuclei familiari presenti nelle graduatorie comunale di accesso all’Erp, nuclei già segnalati o seguiti dai Servizi sociali comunali e in condizione di emergenza abitativa, famiglie interessate da un provvedimento di decadenza dall’assegnazione di un alloggio Erp a causa del superamento dei limiti di reddito o di possidenza mobiliare e nuclei con lavoratrici e lavoratori impiegati nei servizi pubblici. Il canone calmierato del contratto di locazione da sottoscrivere ai fini dell’assegnazione dell’alloggio Ers sarà equiparato al canone concordato con durata di 6 più 2 anni.

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