Alta marea, infiltrazioni dalle banchine e cattivo drenaggio delle fognature a rallentare il deflusso: nella mattinata di ieri (15 febbraio), l’acqua ha invaso nuovamente il piazzale del Circolo Nautico “Amici della vela” di Cervia, salendo fino alle porte del ristorante del circolo “Da Cosimo e Mary” e della vicina Osteria Bartolini. Il picco è stato intorno alle 8.45, mentre alle 11.30 l’acqua ha iniziato a defluire velocemente, consentendo ai due locali di riprendere regolarmente l’attività di ristorazione. Già dalla sera precedente, invece, era stata sospesa la regata in programma per la giornata, a causa del bollettino di allerta meteo arancione diffuso dalla capitaneria di porto.
Non si tratta di un episodio isolato. L’area del portocanale è soggetta ad allagamenti e ristagni quasi a ogni alta marea, complice l’acqua che filtra dal muretto di contenimento degradato e un sistema di drenaggio che fatica a reggere la pressione. Anche questa mattina il mare risaliva lungo lo squero, con i primi chiusini che hanno iniziato a rigettare acqua. Un ulteriore mareggiata si è registrata ieri notte, intorno alle 10, senza registrare però particolari danni. Oltre a ieri, l’ultima inondazione di rilievo risale alla fine di novembre, con attività e automobili parcheggiate a rischio.
«La situazione del portocanale è critica, e riguarda salvaguardia della città – commenta Sergio Savelli, presidente del Circolo nautico cervese – non si tratta solo delle infiltrazioni dalla banchina, ma l’intera via Parini è intrisa d’acqua, con infiltrazioni sotto il manto stradale che creano un rischio di voragine ad ogni inondazione. Abbiamo denunciato il problema in comune e in Regione, senza ottenere tuttavia risposte chiare».
Per il 2026 è in programma un progetto di sviluppo e rilancio del Porto turistico di Cervia, sulla sponda opposta del canale, ma le operazioni non sembrano interessare il molo nord: «È inutile sistemare l’approdo turistico senza intervenire strutturalmente sul porto – continua Savelli -. è necessario allungare entrambe le banchine, rifare il molo e dragare il fondale per permettere il transito a barche di pescaggio maggiore, non solo ai motoscafi. Il fondale dovrebbe essere profondo almeno 3 metri e mezzo: oggi molte barche a vela possono uscire solo nel caso di alta marea. La stessa imbarcazione storica del nostro circolo è stata venduta perché ha un pescaggio tropo elevato per questo porto».
Il porto nella mattinata di lunedì 16 febbraio
Il porto nella mattinata di lunedì 16 febbraio
Il porto nella mattinata di lunedì 16 febbraio
Il porto nella mattinata di lunedì 16 febbraio
Il porto nella mattinata di lunedì 16 febbraio



