lunedì
16 Febbraio 2026
cervia

Inondazioni al porto, il presidente del circolo nautico: «Occorre un intervento strutturale, non solo per la parte turistica»

Banchine degradate, fondale insabbiato e cattivo drenaggio dei tombini: ad ogni alta marea il molo nord è a rischio allagamento

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Alta marea, infiltrazioni dalle banchine e cattivo drenaggio delle fognature a rallentare il deflusso: nella mattinata di ieri (15 febbraio), l’acqua ha invaso nuovamente il piazzale del Circolo Nautico “Amici della vela” di Cervia, salendo fino alle porte del ristorante del circolo “Da Cosimo e Mary” e della vicina Osteria Bartolini. Il picco è stato intorno alle 8.45, mentre alle 11.30 l’acqua ha iniziato a defluire velocemente, consentendo ai due locali di riprendere regolarmente l’attività di ristorazione. Già dalla sera precedente, invece, era stata sospesa la regata in programma per la giornata, a causa del bollettino di allerta meteo arancione diffuso dalla capitaneria di porto.

Non si tratta di un episodio isolato. L’area del portocanale è soggetta ad allagamenti e ristagni quasi a ogni alta marea, complice l’acqua che filtra dal muretto di contenimento degradato e un sistema di drenaggio che fatica a reggere la pressione. Anche questa mattina il mare risaliva lungo lo squero, con i primi chiusini che hanno iniziato a rigettare acqua. Un ulteriore mareggiata si è registrata ieri notte, intorno alle 10, senza registrare però particolari danni. Oltre a ieri, l’ultima inondazione di rilievo risale alla fine di novembre, con attività e automobili parcheggiate a rischio.

«La situazione del portocanale è critica, e riguarda salvaguardia della città – commenta Sergio Savelli, presidente del Circolo nautico cervese – non si tratta solo delle infiltrazioni dalla banchina, ma l’intera via Parini è intrisa d’acqua, con infiltrazioni sotto il manto stradale che creano un rischio di voragine ad ogni inondazione. Abbiamo denunciato il problema in comune e in Regione, senza ottenere tuttavia risposte chiare».

Per il 2026 è in programma un progetto di sviluppo e rilancio del Porto turistico di Cervia, sulla sponda opposta del canale, ma le operazioni non sembrano interessare il molo nord: «È inutile sistemare l’approdo turistico senza intervenire strutturalmente sul porto – continua Savelli -. è necessario allungare entrambe le banchine, rifare il molo e dragare il fondale per permettere il transito a barche di pescaggio maggiore, non solo ai motoscafi. Il fondale dovrebbe essere profondo almeno 3 metri e mezzo: oggi molte barche a vela possono uscire solo nel caso di alta marea. La stessa imbarcazione storica del nostro circolo è stata venduta perché ha un pescaggio tropo elevato per questo porto».

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