giovedì
05 Marzo 2026
nuove aperture

Ikea inaugura a Ravenna: taglio del nastro all’Esp per il primo “plan and order point” della città

Nel punto vendita sarà possibile progettare i propri spazi domestici e lavorativi con la consulenza di otto designer. Avviata anche una collaborazione con Linea Rosa

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Taglio del nastro per il primo punto vendita Ravennate di Ikea, all’interno del centro commerciale Esp (in prossimità dell’ingresso ovest).
Da oggi (5 marzo) il negozio mette a disposizione otto consulenti d’arredo per la pianificazione dei propri spazi domestici o lavorativi. Con i suoi 120 metri quadrati di ampiezza, infatti, l’Ikea di Ravenna non assomiglia ai classici showroom multipiano del brand svedese, ma si tratta di un “Plan and order point” (progetta e ordina): a seguito della consulenza con i designer, i clienti potranno ordinare direttamente dal catalogo online di Ikea e ricevere la merce a casa. In negozio è presente anche una piccola esposizione che attualmente ospita 5 cucine e 4 soluzioni d’armadio.

Quello di Ravenna è il 28esimo punto “plan and order” di Italia (il primo in Romagna) ed è direttamente collegato con la casa madre di Rimini. Per l’allestimento e l’avvio del punto vendita sono stati necessari quattro mesi di lavoro. Degli otto addetti presenti in negozio, la maggior parte proviene proprio dal territorio: si tratta di nuove assunzioni ravennati entrate a far parte del team giallo e blu.

Si accede alle consulenze prevalentemente tramite appuntamento: per la giornata inaugurale, la maggior parte degli slot è già stata occupata. Ogni nuova apertura sul territorio di Ikea porta con sé un impegno nel sociale: in questo caso, si tratta di una collaborazione avviata con Linea Rosa. Il colosso svedese fornirà un kit di accoglienza alle donne vittime di violenza che scelgono di allontanarsi dalla propria abitazione per trasferirsi nelle case rifugio, e ai loro bambini. «Siamo molto contenti per questa collaborazione – spiega Alessandra Bagnara, presidente di Linea Rosa -. che con l’arrivo di nuove case rifugio per la nostra associazione potrebbe evolvere in un progetto di arredo condiviso».  Quest’iniziativa dedicata al territorio rientra nel più ampio progetto “Un posto da Chiamare Casa”, che conta già più di 800 progetti sociali realizzati in oltre 10 anni su tutta Italia.

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