Torna a far parlare il ponte di Ragone, al confine tra i comuni di Russi e Ravenna, riaperto ufficialmente al traffico lo scorso 7 dicembre, dopo oltre sei mesi di ritardo nei lavori. La capogruppo della Pigna in consiglio comunale, Veronica Verlicchi, ha denunciato nei giorni scorsi una fase di stallo dei lavori conclusivi: «Tra Ragone e San Pancrazio è tutto fermo e abbandonato da dicembre – afferma Verlicchi –. Il cantiere è bloccato, mentre le strade che portano verso Pilastro e Filetto risultano ancora chiuse, con disagi quotidiani per chi vive e lavora in queste frazioni». Il ponte infatti risulta ancora interdetto a pedoni e ciclisti, e percorribile solo a velocità ridotta per auto e camion: «Il cantiere è fermo da mesi – continua Verlicchi -. Sono chiuse tutte le vie laterali, quelle lato Ragone e quelle lato Russi. Quelle lato Ragone sono le più disagevoli, specialmente per le aziende limitrofe. Inoltre nei mesi scorsi è rimasto bloccato un autobus di scolari che aveva sbagliato strada per segnaletica carente».
Nelle scorse settimane a intervenire sul tema era stato anche Alberto Ancarani di Forza Italia, che aveva presentato un question time, a cui ora risponde l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani, riportando le parole del dirigente della Viabilità della Provincia di Ravenna. Risulterebbero ancora da ultimare alcuni lavori «come la posa in opera dei nuovi giunti sul ponte, la formazione della pavimentazione in corrispondenza della porzione di impalcato da adibirsi a percosso protetto, l’installazione del parapetto a servizio del predetto percorso protetto, la rimozione dell’opera provvisionale, posta a valle del ponte e realizzata per la gestione delle interferenze con le reti dei pubblici servizi, e le lavorazioni di ripristino delle aree di cantiere». I lavori sono in carico all’Impresa appaltatrice Gr.An Appalti Itali srl di Caserta e, secondo quanto dichiarato da Cameliani, saranno necessari ancora due mesi (circa) per la conclusione dei progetti: «Non appena le temperature diurne e notturne saranno idonee alla posa in opera del sistema dei giunti si ultimeranno i lavori – spiega l’assessore -. In considerazione dell’andamento stagionale e della possibilità di avere temperature mediamente superiori a 5 gradi lungo l’intero arco della giornata, la direzione dei lavori ha autorizzato la ripresa a partire dal 23 febbraio». Le malte cementizie ad altissima resistenza la cui posa è necessaria per realizzare i giunti in neoprene (già presenti in cantiere) hanno infatti bisogno di temperature mediamente superiori ai 5° e di giornate di sole. Per la posa dei giunti (posti in corrispondenza delle spalle vicinissime alla strada comunale) sarà poi necessario istituire un senso unico alternato. Solo dopo la posa dei giunti – che richiederanno circa 15 giorni di lavorazioni – sarà possibile rimuovere le delimitazioni di cantiere verso la Via Sabbionara ora comunque accessibile dalla Sp 34.



