giovedì
12 Marzo 2026
non solo calcio

Trasferta vietata anche a Sassari, i tifosi del Ravenna avevano già comprato biglietti di aerei e traghetti. Il club: «Servono altre soluzioni»

Al via anche una petizione nazionale per chiedere «stop a misure ingiuste e spropositate»

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Come già noto, in seguito ai fatti di Arezzo, è stata vietata ai tifosi del Ravenna del calcio anche la trasferta a Sassari contro la Torres (calcio d’inizio alle 14.30 di sabato 14 marzo). Una beffa per i sostenitori giallorossi che secondo tutte le ricostruzioni sarebbero stati aggrediti da quelli di casa dell’Arezzo in una sorta di agguato e che ora si ritrovano tutti penalizzati, in particolare alla vigilia di una trasferta per cui era necessario organizzarsi per tempo: in tanti avevano già comprato biglietti di aereo o traghetto e versato le caparre nelle strutture ricettive, sfruttando la partita del Ravenna per trascorrere un weekend in Sardegna. Solidarietà nei loro confronti arriva direttamente dal club, penalizzato anche per il mancato sostegno sul campo dei propri tifosi (come già successo a Livorno nel girone d’andata e lunedì scorso ad Ascoli e come succederà anche il 29 marzo a Gubbio, a meno di clamorosi dietrofront delle autorità competenti).

«La società – si legge in una nota del Ravenna Fc -, pur nel pieno rispetto delle autorità competenti, non può esimersi dal rimarcare il profondo dispiacere nel dovere per l’ennesima volta affrontare una gara decisiva senza il supporto del proprio pubblico, componente fondamentale ed imprescindibile di ogni competizione sportiva. Nel caso specifico, la decisione assume un impatto ancora più rilevante considerando che molti tifosi avevano già da tempo programmato la trasferta sostenendo importanti costi di viaggio, tra voli e traghetti, per poter essere presenti al fianco della squadra. Il Ravenna FC sottolinea che lo sport debba sempre essere vissuto nel rispetto delle regole e dei valori che lo contraddistinguono ma allo stesso modo è necessario che i provvedimenti puniscano puntualmente solo chi queste regole non le rispetta. Per questo motivo – termina la nota stampa – la società si farà portavoce presso le istituzioni calcistiche della necessità di avviare una riflessione condivisa tra i club, affinché si possano individuare soluzioni capaci di affrontare un tema che sta diventando sempre più di rilevanza nazionale».

Nel frattempo, sta per partire una petizione nazionale (con i tifosi del Ravenna che agevoleranno la raccolta firme anche sul territorio) per “un calcio giusto e popolare” in cui si chiede anche la tutela del “diritto di trasferta” e lo “stop a misure ingiuste e spropositate”.

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