Da qualche tempo dietro al bancone del forno Brunelli in via Santucci a Ravenna non si vedeva più Fedora Valentini, storica addetta alle vendite che tutti conoscevano nel quartiere. Età e problemi fisici la tenevano lontana del negozio. La donna è scomparsa di recente all’età di 78 anni e c’è chi vuole ricordarla. Una residente nel quartiere, Roberta Benigno, ci ha inviato le righe che volentieri pubblichiamo.
Al quartiere Nullo Baldini di Ravenna, periferia del quartiere San Biagio, non si dice vado al forno… si dice vado dalla Fedora. La Fedora l’ho conosciuta quando, da piccola, accompagnavo la mia dada al forno. Il forno Brunelli, il cuore pulsante della vita del quartiere, sulla centrale via Santucci, la strada degli affari dove si trovano lo storico bar Pontino, l’edicola, gli alimentari, la tabaccheria, la macelleria Mini e tanti anni fa anche la latteria.
Al terzo piano del mio condominio, con la finestra aperta, arrivava ogni mattina l’inconfondibile voce della Fedora…
Caterina, cosa Ti do?
Luciano? Il solito?
Silvana vuoi le castagnole?
Una voce chiara, decisa, a 100 decibel, eppure avvolgente e accogliente.
Una donnina piccola e minuta con una personalità gigantesca. Una bravissima venditrice, professionista impeccabile, precisa, veloce, capiva al volo. Ti in chiacchierava volentieri, ma se capiva che avevi fretta troncava subito le chiacchiere e ti serviva a razzo.
Mi ha sempre dato la netta impressione di amare il suo lavoro. Ma lei non solo vendeva il pane, era qualcosa di molto di più. Un forno con una funzione sociale di accoglienza, di conoscenza reciproca, di scambio. Lei riusciva a non fare sentire forestiero nessuno. Che tu venissi dalla Romagna, dalle Marche, dalla Puglia… dalla Fedora non eri uno sconosciuto, la Fedora ti trattava come se fossi uno di casa. Da lei ti sentivi già del posto, se la Fedora ti chiamava per nome, eri una o uno del quartiere e facilitava così la comunicazione tra tutti.
Ecco cosa era la Fedora, una facilitatrice della comunicazione! Aveva una sensibilità e un talento particolari. La Fedora conosceva tutti: salutava o apostrofava tutti per nome: nonni, nonne, figli, nipoti, zii, cugini, badanti… tutti. E di tutti si informava. Se non vedeva più qualche cliente abituale chiedeva notizie e spesso l’ho vista ai funerali nella chiesa del Santissimo redentore.
Dalla Fedora ci si andava e ancora ci si va, anche solo per stare lì 5 minuti in compagnia. Incontri sempre qualcuno, ti fai due risate. Oppure ci si andava e ci si va per sapere qualcosa, per chiedere come sta qualcuno. Sì, proprio un forno con una funzione sociale.
Sonia, Veronica e Cristian sono come lei, allegri, gentili, accoglienti, veloci. Vorrei esprimere a loro tutta la vicinanza e l’affetto mio, della mia famiglia ma, credo di poter dire, di tutto il quartiere.
La Roberta



