Nelle scorse settimane, ben visibile da viale Randi, è stata installata una struttura nel giardino antistante la sede di Medicina e chirurgia dell’Università all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Si tratta di una soluzione temporanea che resterà disponibile fino al completamento dei lavori di ampliamento della sede definitiva (e in ogni caso per almeno tre anni). L’area su cui sorge il prefabbricato è stata messa a disposizione dall’Azienda Usl della Romagna, mentre Fondazione Flaminia ha sostenuto i costi per la realizzazione della platea (base) e il noleggio della struttura prefabbricata, oltre a quelli dell’impianto audio. L’Università di Bologna ha provveduto all’impianto video e alla fornitura degli arredi.
Le aule temporanee – ci dicono da Fondazione Flaminia – rispondono alla necessità di adeguare gli spazi per gli studenti del corso di laurea e in particolare accogliere le matricole di Ravenna salite quest’anno da 130 a 180 unità. Il prefabbricato ha infatti una capienza di circa 180-200 persone.
Critiche sul suo aspetto sono arrivate in questi giorni dall’architetto Emilio Rambelli, fondatore di Nuovostudio, che definisce il prefabbricato adatto nemmeno «per un capannone da carrozzeria di provincia».
«Colore giallo limone – continua la mail inviata in redazione da Rambelli -, con infissi in Pvc e macchine di condizionamento buttate fuori dall’edifico, delle finestrelle che neanche nei disegni di scuola elementare… È una cosa che mi indigna prima che come architetto, come cittadino, e trovo che sia una rappresentazione grottesca dell’utilizzo della cosa pubblica e del suo svilimento culturale. Anche se si tratta di una soluzione temporanea, ancor di più per il fatto che vede coinvolta l’Università, luogo del sapere, poteva essere l’occasione per far progettare un padiglione “leggero” nel verde a dei giovani architetti o il tema per un piccolo concorso di architettura. Poteva essere un’ottima occasione per dare valore a un luogo e a un’istituzione».



