Conad, stagione agrodolce. Ma il presidente guarda già avanti: «Nel 2021 in A1»

L’Olimpia Teodora ha raggiunto la pool promozione ma ha chiuso in calando e ha mancato i playoff. Delorenzi sogna di entrare nel nuovo palazzetto partecipando al massimo campionato. E per il prossimo anno: «Vorrei due ragazze del vivaio in prima squadra e le conferme di Rocchi, Gioli e Bacchi»

Delorenzi Caliendo Conad

Il presidente Paolo Delorenzi con il coach Nello Caliendo

È mancata la classica ciliegina, rappresentata dalla partecipazione ai playoff, su un torta comunque ben preparata. Il bilancio della Conad, alla sua seconda partecipazione nel campionato femminile di Serie A2 di pallavolo, è quindi in gran parte positivo, anche se un pizzico di amarezza resta per il mancato raggiungimento di un obiettivo che a un certo punto della stagione sembrava essere alla portata. In casa Olimpia Teodora, però, non si piange sul latte versato e anzi ci si rituffa con rinnovato entusiasmo verso la prossima avventura.

Presidente Paolo Delorenzi, soddisfatto della stagione?
«Non tutto è andato bene, come non tutto male. È vero che nel finale ci sono sfuggiti i playoff, ma è altrettanto vero che abbiamo realizzato l’impresa di agguantare la partecipazione alla Pool Promozione. E poi non bisogna dimenticare sia l’indisponibilità per tre mesi di Mendaro, sia le difficoltà provocate dall’interruzione del rapporto con il direttore generale (Marco Bonitta, ndr) a poche settimane dall’inizio del torneo».

Come avete rimediato a quest’ultima mancanza?
«Ci siamo rimboccati le maniche, lavorando con impegno e umiltà. Ringrazio tutto lo staff, dirigenziale, medico e tecnico, dal direttore sportivo Tommaso Allocca, entrato in corsa, fino al team manager Alessio Saporetti, al tecnico Nello Caliendo e ai suoi collaboratori».

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Il tecnico della Conad Nello Caliendo durante un timeout

Ci saranno dei cambiamenti nella dirigenza?
«No, continuiamo così. Con le nostre sole forze e il nostro grande entusiasmo».

Qual è il suo maggior rammarico?
«Dispiace soprattutto aver chiuso in calando, senza salutare nel modo migliore il nostro pubblico, perché a mio avviso c’erano i mezzi per potersi divertire un po’ di più. È anche vero che il regolamento ci ha penalizzato, ma dalla prossima stagione la Lega, anche grazie alle nostre pressioni, cambierà: nella seconda fase si porteranno dietro tutti i punti conquistati».

Quali sono i punti fermi da cui ripartire?
«È ancora tutto da decidere e in questi giorni sono previsti degli incontri. Abbiamo ben chiaro quali sono i nostri limiti e quale dovrebbe la direzione da seguire per eliminarli».

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Giulia Rocchi con il capitano Lucia Bacchi

Chi potrebbe restare del gruppo?
«Il coach Caliendo potrebbe rimanere, in quanto è molto apprezzato per la serietà e l’impegno. È il primo a essere stato penalizzato dai tanti infortuni capitati alle giocatrici, non potendo mostrare il suo valore tecnico».

E le giocatrici?
«Mi piacerebbe restassero sia Bacchi, un punto di riferimento fondamentale, sia Gioli, per la sua generosità ed esperienza. E poi anche Rocchi e qualche giovane. Di sicuro, con dispiacere, non saranno confermate Agrifoglio, Lotti e Mendaro, quest’ultima perché non dà sufficienti garanzie sotto alcuni punti di vista».

Le novità?
«La nostra intenzione è quella di integrare la rosa con qualche elemento di talento e belle speranze, a partire da un regista che sappia dare quella fantasia e quel dinamismo mancato quest’anno. Inoltre ci affideremo a un opposto e a una seconda schiacciatrice-ricevitrice di grande valore. In più ho un altro obiettivo».

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«Voglio che vengano valorizzate le giovani di Ravenna, non solo della nostra società, ma anche delle altre. Per riuscirci, però, bisogna mettersi attorno a un tavolo con i dirigenti degli altri club e ripartire da zero, costruendo un grande settore giovanile unico. La mia speranza è quella di vedere almeno due ragazze ravennati inserite nella prossima prima squadra».

È soddisfatto di come è stata seguita la squadra al PalaCosta?
«Secondo i dati della Lega, il nostro pubblico è stato il maggiore come numero di tutta la Serie A2. Il prossimo anno sarà determinante e il nostro obiettivo sarà quello di appassionare in modo ulteriore i nostri sostenitori. Se cresciamo in questo, cresciamo anche nell’appoggio di sponsor e aziende».

Il sogno più grande?
«Di fronte a noi abbiamo una data, quella dell’autunno 2021, quando secondo il programma dell’amministrazione comunale verrà inaugurato il nuovo palazzetto. Sarebbe stupendo entrarci partecipando alla Serie A1. Non sarà facile, ma ci proveremo».

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