giovedì
12 Febbraio 2026
calcio

«Stiamo valutando uno sponsor per dare un nuovo nome allo stadio. Pronti a rifare il centro sportivo di Fosso Ghiaia»

Intervista al direttore generale del Ravenna Fc, Paolo Scocco, tra ambizioni e passioni: «Siamo qui per restare»

Condividi

«Siamo qui per rimanere, siamo di Ravenna, viviamo per il Ravenna». Tra i pochi che possono parlare anche a nome del presidente Ignazio Cipriani, Paolo Scocco – cresciuto come manager proprio nell’azienda della famiglia Cipriani, con una lunga esperienza di vita anche negli Stati Uniti – è il direttore generale della nuova società che è riuscita a far riavvicinare la città bizantina alla sua squadra di calcio, portandola nel giro di pochi mesi dal fango della serie D al titolo (per quanto platonico) di campioni d’inverno in serie C.

Amico d’infanzia dello stesso presidente, con Cipriani ha condiviso il progetto del ritorno a Ravenna. «Lo abbiamo fatto per la nostra città, con obiettivi reali. Il presidente (come noto, nipote di Raul Gardini, ndr) e noi della dirigenza siamo consapevoli di cosa la sua famiglia rappresenti in città. Siamo dei sognatori, spinti da una grande passione. E ora quei sogni stiamo cercando di metterli a terra».

Ospitiamo Scocco nella nostra redazione – alla vigilia della trasferta di Terni – per capire come procede il progetto. «Siamo pieni di entusiasmo, come il primo giorno; lo stesso entusiasmo che siamo già riusciti a trasmettere alla città e al gruppo squadra. Fuori dal campo, in questo anno e mezzo, siamo riusciti a ottenere risultati sopra le aspettative. A partire dal coinvolgimento delle realtà locali: sponsor e aziende, a spanne, direi che rispetto a prima del nostro arrivo sono quintuplicati».

«Siamo sempre più coinvolti – continua Scocco -, abbiamo lasciato i nostri rispettivi lavori per poter seguire il Ravenna al 120 percento; le ambizioni ti spingono a fare sempre di più e in particolare noi di Ravenna (il riferimento è anche al diesse Davide Mandorlini, ndr) sentiamo una responsabilità aggiuntiva. Ci teniamo a rendere la nostra gente contenta, che si appassioni sempre più al progetto. È bello vedere allo stadio bambini, famiglie o notare in giro per la città gente anche solo con il cappellino del Ravenna, piccole cose che fino a qualche anno fa potevano sembrare fantascienza».

La città si è avvicinata, ma sicuramente i margini per creare una piazza ancora più importante ci sono. «Servono tempo e lavoro. Stiamo battendo il territorio, andiamo nelle scuole per “costruire” i tifosi del domani. Cerchiamo anche di coinvolgere le società sportive di altre discipline, perché crediamo che lo sport ravennate debba restare unito. Abbiamo cercato fin da subito di rendere un’esperienza venire allo stadio, lavorando sul “percepito”: il dj, l’area hospitality, il telone in curva per dare identità, i nuovi bar, i due store di merchandising. Siamo partiti da zero ed è inevitabile che ci siano stati anche dei piccoli problemi. Ma miglioreremo; per esempio stiamo lavorando per avere in futuro un punto fisico in città, un Ravenna Store che possa unire il brand Cipriani con il marchio Nike. Ma lo faremo solo quando potremo farlo per bene. Ora abbiamo tanti progetti da seguire». In primis le strutture sportive.

Per quanto riguarda lo stadio Benelli, è il Comune a investire (con circa 1 milione di euro) nel rifacimento del manto erboso e nei tanto attesi lavori nel settore dei Distinti, che nella prossima stagione riaprirà al pubblico, quasi raddoppiando la capienza attuale dello stadio (che è di circa 5mila posti). «I lavori, sia per il campo che per i Distinti, partiranno a fine campionato, l’obiettivo è terminarli entro l’estate, anche se non è da escludere che possa essere necessario trovare un’alternativa al Benelli per le prime giornate della prossima stagione». I Distinti, come noto, verranno demoliti e ricostruiti, ricalcando grossomodo solo la parte in cemento armato (sempre scoperta, con l’utilizzo di prefabbricati) e l’aggiunta di seggiolini (presumibilmente giallorossi). Lo stadio nuovamente fruibile nel suo complesso, potrebbe essere ribattezzato sfruttando il nome di un importante sponsor, come capita sempre più spesso ad altissimi livelli. Nelle scorse settimane era circolata tra gli addetti ai lavori la suggestione della Redbull Arena… «No, non sarà quello il nome e ne approfitto per sgombrare il campo da ogni dubbio: la Redbull non entrerà in società. C’è stato un avvicinamento per una futura collaborazione, di cui non possiamo che essere orgogliosi, ma niente di più. Per quanto riguarda il nome dello stadio, ci sono trattative per trovare un partner importante, che contiamo di poter chiudere entro l’anno».

Sarà invece la stessa proprietà del club a portare avanti l’investimento (ancora non è stato possibile capire a quanto ammonta) nel centro sportivo di Fosso Ghiaia, dove verranno realizzati due nuovi campi in erba sintetica (di cui al momento il comune è clamorosamente sprovvisto, fatta eccezione per l’ormai obsoleto campo di Classe) e risistemati i due in erba naturale. Verranno realizzati anche una palestra e un ristorante, a servizio in primis dei frequentatori ma aperto a tutti. «Contiamo di partire in aprile e di terminare in dicembre, ma facendo lavori a step, in modo da essere pronti a ospitare una parte delle nostre squadre già in tempo per la nuova stagione sportiva», dice Scocco. Il nuovo centro ospiterà tutto il settore giovanile giallorosso – oggi diviso su più campi, con un aggravio di costi – e inizialmente anche la Primavera, in attesa che sia pronto quello comunale in fase di progettazione al quartiere San Giuseppe che nelle intenzioni del club giallorosso sarà destinato proprio alla formazione più grande del vivaio e alla prima squadra.

A proposito di settore giovanile, c’è chi sottolinea come il Ravenna non abbia finora puntato su giovani in prima squadra. «Abbiamo poggiato ora le basi per la ricostruzione del nostro vivaio e sappiamo che per avere i primi risultati concreti servono anni. In futuro l’obiettivo è quello di portare i nostri ragazzi in prima squadra, ma al momento siamo stati costretti a fare altre scelte. Voglio però sottolineare come la società, a differenza della stragrande maggioranza dei club di C che puntano solo su prestiti, abbia fatto operazioni a titolo definitivo, con giocatori che ora sono un patrimonio anche futuro. È la conferma di un progetto importante, che ha convinto anche gente come Donati, Okaka e Viola…».

Inevitabile, infine, un commento sulla parte sportiva in senso stretto. «Io ci credo – assicura Scocco, sulla stessa linea del presidente Cipriani, recentemente intervistato dal Corriere Romagna -. Ce la possiamo fare a vincere il campionato e ci proveremo fino alla fine. Play-off? Ci penseremo solo quando saremo sicuri di doverli fare…».

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi