Il Ravenna Fc presenta il suo nuovo allenatore nel giorno di San Valentino, festa degli innamorati, e in effetti tra la società che oggi è seconda in serie C e Andrea Mandorlini c’è un amore di vecchia data. Il 65enne è originario di Ravenna, iniziò a giocare nella squadra della sua città (da libero poi vinse lo scudetto 1988-89 con l’Inter) e sulla panchina giallorossa c’era già 32 anni fa. Dal 1994 al 1998, compreso quindi il sesto posto in B del 1996 che resta il miglior risultato nella storia del Ravenna, Mandorlini fu vice allenatore. «Sembra una favola», sintetizza il mister a margine della conferenza di presentazione alla stampa.
È anche una favola di affetti familiari perché il tecnico si troverà ad avere a che fare con entrambi i figli: il 42enne Davide è direttore sportivo, il 37enne Matteo è in rosa (e come curiosità mettiamoci pure che il nipote 15enne è nelle giovanili). «Ultimamente non sentivo mai Davide – scherza l’allenatore –, adesso dovremo vederci tutti i giorni. Umanamente è una bella emozione, siamo di Ravenna e tutti abbiamo avuto una storia in questa società». Affari di famiglia.
L’ingaggio arriva in sostituzione di Marco Marchionni che, con una squadra neopromossa tra i professionisti, ha vinto il titolo di campione d’inverno e ha raccolto 49 punti in 25 partite (dieci in meno della capolista Arezzo e 18 in più del Livorno che al momento è la prima esclusa dai playoff). La spiegazione dell’esonero, con le parole del ds, sta nel trend negativo cominciato con l’ultima partita di dicembre. Da allora a oggi 2 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte: «In questi casi paga l’allenatore per un tentativo di dare una scossa all’ambiente e invertire l’andamento».
Il ruolino degli ultimi due mesi (8 punti in 8 partite contro i 41 delle prime 17) sembra mostrare come se qualcosa a un certo punto si fosse guastato in un giocattolo che girava bene (forse anche sopra le potenzialità reali). «Difficile dire cosa è cambiato – afferma Davide –. Sicuramente sono cresciute le aspettative e la pressione sui giocatori, ci sono stati degli infortuni lunghi e il girone di ritorno è spesso un campionato diverso. Purtroppo dispiace dover prendere decisioni anche dolorose per i rapporti umani che si creano con il tempo, ma in certi momenti serve la lucidità per andare oltre i rapporti umani. A Marchionni va il nostro in bocca al lupo e possiamo solo dire grazie per quello che ha fatto da ottobre 2024». Nello specifico, oltre al ruolino già ricordato per quest’anno, un secondo posto e una Coppa Italia di serie D.
Se per licenziare Marchionni è servito uno sforzo di lucidità per superare il lato umano, quanta lucidità servirà per analizzare l’operato del proprio padre? Il dirigente non ha dubbi: «Siamo professionisti e tutti sappiamo di essere legati ai risultati. Il lavoro è lavoro».
Domani al Benelli (fischio d’inizio alle 14.30) arriva la Juventus Next Gen: quarta in classifica a dieci punti dai giallorossi (19 collezionati nelle ultime otto partite). La missione di Andrea Mandorlini potrà poggiare su un solo allenamento diretto oggi. Del resto fino poche ore prima era ancora in Romania per completare le ultime incombenze burocratiche dopo l’esonero di ottobre dal Cluj (serie A romena): «Avevo un volo prenotato per il rientro per il 16 febbraio. Ho trovato l’ultimo biglietto disponibile per anticipare di tre giorni».
L’entusiasmo è a mille per l’allenatore, ma sa che non sarà facile: «Ho visto la squadra per un’ora e mezza. Si può fare poco, ma non era una squadra per me sconosciuta». Nei mesi scorsi l’ha vista spesso dalla tribuna e i figli sono una fonte privilegiata. Alla stampa però nessuna anticipazione su moduli e titolari: «La prima necessità è ritrovare entusiasmo, soprattutto in casa, per invertire il periodo».
Comincia un nuovo corso, l’obiettivo resta lo stesso: «Come ha detto il presidente – conclude il direttore sportivo – punteremo al primo posto per la serie B fino a quando la matematica non dirà che è impossibile (l’1 marzo scontro diretto con la capolista in Toscana, ndr). E quando questo dovesse succedere cominceremo a pensare ai playoff».



