RAVENNA-JUVENTUS NEXT GEN 2-0
RAVENNA (3-5-2): Anacoura; Bianconi, Esposito, Solini; Corsinelli (22′ st Spini), Tenkorang (34′ st Poluzzi), Lonardi, Rossetti, Bani; Okaka (11′ st Italeng), Fischnaller (22′ st Rrapaj). A disp.: Stagni, Mandorlini, Viola, Calandrini, Castellacci, Scaringi, Sermenghi, Da Pozzo.
JUVENTUS NEXT GEN (3-5-2): Scaglia S.; Mulazzi, Gil Puche, Van Aarle (1′ st Deme); Pagnucco (35′ st Amaradio), Owusu (22′ st Licina), Faticanti, Gunduz (22′ st Macca), Puczka; Cerri, Anghelè (1′ st Guerra). All: Brambilla.
RETI: 22′ pt Fischnaller, 35′ pt Bianconi.
AMMONITI: Okaka, Italeng.
ESPULSI: 20′ st Bani, 30′ st Anacoura.
ANGOLI: 3-5.
Inizia con una vittoria la seconda vita in giallorosso di Andrea Mandorlini sulla panchina del Ravenna. Al Benelli finisce 2-0 contro la lanciatissima Juventus Next Gen, al termine di una partita per cuori forti, con il Ravenna che chiude addirittura in 9 uomini per le espulsioni di Bani (distratto su un taglio di Deme, qui già applaudito in serie D con la maglia del Sasso Marconi) e di Anacoura (incomprensibile il secondo giallo subìto subito dopo quello sventolato per perdita di tempo).
Una partita che al suo interno ne ha contenute almeno tre. Mandorlini sceglie un 3-5-2 piuttosto classico con la novità che è rappresentata però da due punte vere, Okaka (preferito a Italeng) e Fischnaller (riportato davanti dopo gli esperimenti da trequartista/ala con Marchionni). Viola rimarrà invece in panchina per tutta la partita.
Il primo quarto d’ora abbondante sembra un allenamento attacco contro difesa, con la Juventus Next Gen che tiene costantemente il pallino del gioco. Il Ravenna si difende quasi in apnea, senza concedere però niente di clamoroso, per poi capire pian piano come far male ai bianconeri: palla avanti, palla dietro e lancio in profondità. La difesa molto giovane della Juve (con due 2006 a comporre il pacchetto dei tre centrali) paga di inesperienza e va in clamorosa difficoltà, prendendo gol prima da Okaka (ma in fuorigioco, annullato) e poi da Fischnaller lanciato direttamente da Anacoura e poi addirittura da Bianconi, bravo a spingere in porta dopo la traversa dell’attaccante altoatesino su bel cross di Tenkorang. A inizio secondo tempo la pratica poteva essere già chiusa, ma lo stesso Tenkorang (portato da Mandorlini trequartista dietro le due punte) si divora il terzo gol.
L’espulsione di Bani complica la partita, quella di Anacoura mette letteralmente i brividi ai 4mila del Benelli, che perlomeno possono iniziare ad apprezzare il nuovo acquisto Poluzzi tra i pali. Qualche minuto di sofferenza, ma in fondo niente di così esagerato. E il Ravenna può tornare a festeggiare per i tre punti, riportandosi momentaneamente a -7 dall’Arezzo (che ha osservato il suo turno di riposo).
Nota a margine per i tifosi della Curva Mero, lasciata vuota nel settore centrale nel primo tempo come forma di protesta contro le squadre B e “il calcio moderno”. Nella ripresa il tifo è tornato, con tanto di doveroso (e apprezzato anche dal resto dello stadio) striscione di ringraziamento per Marchionni, che resterà per sempre il mister della prima Coppa Italia giallorossa.



