Il primo dei due gol con cui oggi, 15 febbraio, il Ravenna ha battuto la Juventus Next Gen nella 27esima giornata di serie C è anche il primo gol giallorosso per Manuel Fischnaller. L’attaccante di Bolzano è andato a segno alla sesta presenza con la squadra che a gennaio l’ha acquistato dal Trapani (contratto fino a giugno 2027). Rispetto alle precedenti cinque partite (di cui tre da titolare) con Marco Marchionni in panchina, il nuovo allenatore Andrea Mandorlini ha schierato il 35enne più centrale nel reparto offensivo. L’attaccante, nelle interviste del dopo partita, conferma gli effetti del cambiamento: «Mi sono sentito molto a mio agio oggi. Negli ultimi tempi credo di essere diventato sempre più attaccante centrale».
La difesa alta e tutt’altro che serrata dei bianconeri è diventata terreno di caccia congeniale per le caratteristiche di Fischnaller: «Non sono un attaccante statico, più mi muovo e più spazi trovo e più posso incidere». Avere accanto un armadio a quattro ante come Stefano Okaka è stato un aiuto in più: «Lui aveva quasi sempre due difensori addosso e lasciava spazi liberi a me e Tenkorang per gli inserimenti».
Nelle ultime dieci stagioni, tutte in serie C, Fischnaller ha realizzato 111 gol che lo fanno uno dei cosiddetti bomber di categoria. Eppure nelle ultime uscite lo si era visto disposto sulla fascia in coperture difensive. «Manuel è giocatore che ha sempre segnato tanto – riconosce il nuovo tecnico Mandorlini –, è praticamente andato sempre in doppia cifra ed era impossibile credere che nelle ultime 2-3 partite non avesse mai tirato in porta».
L’allenatore si gode il successo, il secondo in 48 ore contro la Juventus se si conta anche quello di San Siro come tifoso ed ex giocatore dell’Inter: «È andata bene ieri sera, non potevamo fare diversamente», scherza in sala stampa. Ma ci va cauto nel prendersi meriti: «Ho allenato la squadra per un’ora e mezza, si poteva fare poco. I ragazzi hanno dimostrato capacità di sacrificio e anche dinamismo in campo, questo è un merito di chi li allenava prima di me». Anche la curva ha ringraziato Marchionni con uno striscione.
Se lo schieramento iniziale era un 3-5-2 come era quello di Marchionni, la mano di Mandorlini si è vista in due posizioni: si è già detto di Fischnaller, l’altra è quella di Tenkorang, più trequartista che mezzala. «Nelle partite che avevo visto mi è sembrato che abbia buona gamba e sappia ribaltare il gioco, ho voluto ribaltare il triangolo di centrocampo per averlo più avanti».
La coppia offensiva Fischnaller-Okaka è apparsa schierata con intenti più bellicosi rispetto ad altre esibizioni recenti: «Avevamo bisogno di due punte per essere più spregiudicati. Okaka ha fatto una partita incredibile, non pensavo avesse 50 minuti nelle gambe».
Il 2-0 finale non racconta della sofferenza degli ultimi 30 minuti giocati in dieci e poi in nove. «È stata una gara di sacrificio – continua l’allenatore –. Giocare in 9 mi era capitato solo un’altra volta in carriera ed è fatica reggere». La seconda espulsione, del portiere Francesco Anacoura, sembra figlia di una incomprensione: «Dopo un’ammonizione per perdita di tempo l’arbitro ha pensato che Anacoura gli avesse fatto un applauso ironico ed è arrivato il rosso diretto. Il giocatore invece mi dice che ha solo battuto le mani come un gesto di incitamento per se stesso e i compagni in un momento in cui stava per fare un rinvio». Poco da dire invece sul rosso per Cristiano Bani che ha cinturato l’attaccante per un taglio: «Poteva essere più attento in difesa, ma in campo ci sono anche gli avversari e qualche errore si può concedere».
Anche il secondo gol è una prima volta in giallorosso: il 27enne difensore Alessandro Bianconi finora aveva segnato 5 gol in carriera. Il sesto è arrivato vestendo i panni prima del centrocampista che imposta l’azione e poi da centravanti che ribatte in rete la palla restituita dalla traversa sul colpo di testa di Fischnaller: «Non mi capita spesso di buttarmi in avanti – riconosce il bolognese – ma me la sono sentita ed è andata bene».
Bianconi spiega così i 15 minuti iniziali in cui gli ospiti hanno avuto quasi il cento percento di possesso palla: «Penso che abbiamo avuto bisogno di un po’ di tempo per dimenticare la brutta sconfitta di Terni. Eravamo un po’ preoccupati e poi abbiamo cominciato a attaccare bene le seconde palle e ci siamo trovati meglio in campo».
L’ultima parte del match è stata giocata con due uomini in meno, ma il difensore non ha dubbi: «Dal campo avevamo la sensazione che avremmo potuto giocare anche un’altra ora ma non ci avrebbero fatto gol».



