Nella Russi del “pallone” non si respirava un entusiasmo così dai tempi in cui l’US Russi calcava i campi della Serie C2. Oggi a riportare quell’energia è un altro sport: il futsal, comunemente conosciuto come calcio a 5. Il Russi non solo ha vinto qualche giorno fa il campionato di A2, ma ha saputo costruire negli anni un vero e proprio movimento arancionero capace di riempire con continuità il Pala Valli. I Falchetti del “calcetto” sono partiti nel 2017 dalla Serie D e, stagione dopo stagione, hanno scalato il panorama dilettantistico fino ad approdare in Serie A2 Élite (la seconda serie nazionale) con ben cinque giornate di anticipo.
«La promozione non è frutto del caso – dichiara il presidente Andrea Masetti –. È il risultato di un progetto iniziato tre anni fa, al primo approdo in A2. È il frutto di un percorso impostato con metodo e continuità: quest’anno abbiamo inserito quattro-cinque innesti in un gruppo già solido e il lavoro ha funzionato». Fondamentale la guida tecnica di Simone Bottacini, definito dal presidente «il nostro fiore all’occhiello», capace di far crescere tecnicamente e mentalmente una squadra con meno di 23 anni di media, ancora imbattuta in stagione. «Vincere non è mai scontato. Sarebbe bellissimo vincerle tutte, sperando di portare a casa anche la Coppa (gli arancioneri sono ora ai quarti di finale). Quando ti capitano stagioni così provi a chiuderle nel migliore dei modi».
Il salto di categoria comporterà una crescita fisiologica del livello tecnico e organizzativo. I gironi passeranno da quattro a due (divisi tra Nord e Sud, comprese le isole), con trasferte più lunghe e costose. «L’obiettivo resta lo stesso: costruire una struttura societaria solida che possa reggere nel tempo, con ambizione ma sempre con i piedi per terra. Affronteremo realtà più strutturate che conoscono bene la categoria, ma la vera sfida sarà economica». Secondo il presidente, il budget dovrà crescere almeno del 20-25% per affrontare l’A2 Elite, tra maggiori investimenti sulla rosa e spese logistiche più importanti. «Il direttore sportivo Cioni è già operativo sul mercato per rinforzare la squadra. La volontà è quella di dare continuità e confermare gran parte della rosa, con magari l’innesto di un giocatore di categoria».
Il Russi finora ha costruito la propria identità su un mix tra giocatori locali e innesti mirati: «Abbiamo due giocatori proprio di Russi, ovvero Michelacci e Babini, poi abbiamo ragazzi da Rimini e Imola, oltre che Bolotti e Cianciulli che sono di Ravenna. Da fuori regione abbiamo un gruppo da Aosta composto dai fratelli Grosso e Francesco Lescio che provengono da Aosta, mentre Daniel Popa viene da Roma e Lucas Bocca è brasiliano».
Fondamentale è il lavoro sul settore giovanile. Sono cinque le categorie coperte Russi Futsal (dall’under 11 all’under 19), che anche grazie all’aiuto di Sala Bolognese, oggi coinvolge circa 80 ragazzi in vari spazi della provincia. L’idea è quella di proporre il calcio a 5 alle realtà locali del calcio a 11, sfruttando la possibilità del doppio tesseramento. «Pensiamo che un ragazzo possa formarsi meglio sviluppando abilità diverse, tecniche e cognitive. Il futsal aiuta nella rapidità di pensiero e nella gestione degli spazi, qualità utilissime anche nel calcio a 11», sottolinea il presidente Masetti. Proprio in quest’ottica il club guarda con interesse alla possibilità di stringere una collaborazione con il Ravenna FC, considerato un potenziale partner naturale per ampliare il bacino e strutturare ulteriormente il progetto tecnico: «Sarebbe un bel passo che rappresenterebbe un’evoluzione coerente con la crescita vissuta negli ultimi anni».
Intanto la città di Russi continua a rispondere presente. Il Pala Valli è diventato un punto di riferimento del weekend sportivo, con famiglie e bambini sugli spalti e un entusiasmo che va oltre il risultato. «Sicuramente è una delle gioie principali – spiega il presidente –. Eravamo partiti forte già dal primo anno, nel 2017 in Serie D: giocavamo la domenica alle 18 ed era fantastico vedere l’impianto così pieno e coinvolto. Negli ultimi anni è cresciuta anche la conoscenza del pubblico verso questo sport: oggi sugli spalti si capiscono i momenti della partita, le difficoltà, e di conseguenza il sostegno si sente».
La crescita passa anche dalla comunicazione. Il club è molto attivo sui social, con una strategia chiara: dare visibilità agli sponsor e offrire un prodotto “curato” anche fuori dal parquet. «Essendo una realtà dilettantistica che si sostiene grazie alle aziende del territorio, cerchiamo di proporre la migliore immagine possibile – conclude Masetti. Un’azienda ha bisogno di visibilità e di un contesto coerente con i propri obiettivi». Le entrate provengono infatti principalmente da sponsor locali e dalle attività di autofinanziamento organizzate durante l’anno, come lo stand di fine settembre alla Fira de Sett Dulur che rappresenta un aiuto fondamentale per sostenere la stagione.



