Musica colta e ritmi atavici nel crossover della Classica Orchestra Afrobeat

Al festival Spiagge Soul il gruppo diretto da Marco Zanotti in “A song for Africa”; il 3 agosto al Peter Pan di Marina

Classica Orchestra AfrobeatLa Classica Orchestra Afrobeat porta una ventata d’Africa al festival  Spiagge Soul. Confermando l’attenzione che il festival ha per le radici più profonde della black music, che hanno sempre dato vita a una sezione a tema all’interno del programma, “A song for Africa”, martedì 3 agosto la formazione capitanata da Marco Zanotti propone al Bagno Peter Pan di Marina di Ravenna uno spettacolo ibrido, che unisce gli strumenti e le sonorità della musica colta europea con le poliritmie e i canti africani (Inizio concerto alle ore 22; per info e prenotazioni: 0544 530402).

Classica Orchestra Afrobeat è un ensemble composto da 13 musicisti di estrazione mista classica, barocca e popolare. Diretta da Marco Zanotti, crea nei suoi lavori di composizione o arrangiamento un territorio di confine che mescola le sonorità e le peculiarità espressive degli strumenti della tradizione colta europea come archi, legni e clavicembalo con le percussioni, i canti e le poliritmie africane. Il disco d’esordio Shrine on you esce nel 2011 per l’etichetta ravennate Brutture Moderne (di Francesco Giampaoli e Andrea Scardovi) ed è un omaggio a Fela Kuti, il più grande genio musicale e ribelle politico africano della storia recente, registrato insieme al figlio ed erede Seun Kuti.
L’album ha fatto in questi anni il pieno di critiche entusiastiche sia in Italia che all’estero, inclusa la partecipazione live nel 2013 allo storico Festival di Glastonbury-UK (prima band italiana mai invitata) e nel 2014 a Perugia come evento di punta del Festival di Radio3.
Gli arrangiamenti originali della Classica Orchestra Afrobeat strizzano l’occhio alle sonorità barocche grazie alla presenza del clavicembalo (alla tastiera Valeria Montanari) e dell’utilizzo, seppur in maniera non convenzionale, del contrappunto musicale. I brani mantengono tuttavia la componente energica e ipnotica delle poliritmie africane grazie alla nutrita sezione di percussioni e a una buona dose di improvvisazione di stampo jazzistico, grazie ad alcuni solisti d’eccezione come il londinese Tim Trevor-Briscoe.
Il repertorio di questo concerto prevede anche alcune composizioni originali, scritte apposta per questo live o prese in prestito dagli altri due spettacoli che l’Orchestra ha all’attivo: Regard sur le passé (2014) e Polyphonie (2017).

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