Beatrice Rigillo è una delle voci e dei volti più riconoscibili della nuova comicità sui social. Nota per prendere in giro influencer e situazioni della vita dei creator, ha alle spalle un percorso che parte da lontano, in particolare dal mondo musicale. Il 9 aprile, la 31enne comica romana arriva al Bronson di Madonna dell’Albero con “Guardiamo ma non giudichiamo”, uno spettacolo che rompe le regole della stand-up classica, mescolando sketch, canzoni e monologhi.
Beatrice, che tipo di show dobbiamo aspettarci a Ravenna?
«Diciamo che ho fatto togliere la dicitura “spettacolo comico”, perché non è solo uno spettacolo comico. Io non sono una monologhista, il mio è un intrattenimento più ampio, con musica, sketch, video e monologhi. Non sarà pura stand-up comedy ma vi garantisco che si ride e anche parecchio».
Il titolo “Guardiamo ma non giudichiamo” quanto racconta del tuo modo di fare comicità?
«È una frase nata da un mio vecchio sketch. Si tratta di un’espressione estremamente ipocrita che però mi è sempre piaciuta. Proprio per questo l’ho scelta come provocazione, è anche perché rappresentativa del mio modo di fare comicità».
Molti ti hanno scoperta sui social: com’è stato il passaggio dallo schermo al palco?
«In realtà il palco lo conoscevo già molto bene. Non tanto come comica, ma come musicista: avevo già esperienza live, soprattutto a Roma. Social e palco sono due mondi completamente diversi, anche a livello tecnico. Scrivere per uno non è scrivere per l’altro. Chi è abituato a seguirmi online, scopre qualcosa di diverso quando mi vede dal vivo».
Quindi, dicevi, prima della comicità c’è stata la musica.
«Sì, prima facevo la cantante, quindi il palco ha sempre fatto parte della mia vita. Sono laureata in lingue e traduzione russa, anche se senza un vero motivo. Già mentre studiavo insegnavo canto e ho lavorato nel mondo della musica in Italia e all’estero. Ho fatto anche un tour con Donatella Rettore come sassofonista e corista».
Fuori scena sei la stessa Beatrice che vediamo sul palco e nei video? E quando eri più giovane qualcuno aveva intuito questa tua vena comica?
«In effetti i comici tendono a essere tutti molto tristi, io sono una rara eccezione! Scherzi a parte, sono molto simile a come appaio: se mi conoscessi dal vivo mi riconosceresti. Da giovane però nessuno mi diceva che avrei dovuto fare la comica, anche perché quando ero piccola, il comico non era nemmeno considerato un lavoro. È tornato un po’ “in auge” dopo il Covid. Comunque, quando lo sono diventata, nessuno si è stupito più di tanto».
Nei tuoi video ironizzi spesso sugli influencer: che tipo di reazioni hai ricevuto dai diretti interessati nel tempo?
«Direi parecchie. Soprattutto all’inizio molti se la sono presa e in tanti mi hanno bloccata. Ho ricevuto critiche sia dalle fanbase sia dagli influencer stessi, a volte anche in modo piuttosto acceso. Nel tempo è successo con diversi profili, anche molto seguiti, come Micol Olivieri dei Cesaroni. Le reazioni sono varie: c’è chi la prende con ironia, come Chiara Ferragni, e chi invece risponde in modo più passivo-aggressivo, come Giulia De Lellis. Ma ci sta, fa parte del gioco».
Ti capita mai di autocensurarti, di pensare “questa è troppo, meglio non pubblicarla”?
«Sì, ma al massimo lo penso prima di registrare il video, non dopo averlo già fatto. Ho sempre ben chiaro il mio limite e la mia “linea”. Nonostante a volte possa sembrare il contrario, non voglio mica sparare sulla Croce Rossa».
Guardando al futuro: dove ti immagini tra qualche anno, tra teatro, televisione e social?
«I social non li lascerò, mi danno una libertà totale. Però da soli non bastano e poi è bello fare altro. Mi vedo in televisione, magari con un progetto mio. Anche il cinema mi incuriosisce: ho già girato qualcosa che uscirà probabilmente a fine anno e del quale non posso ancora dire nulla. Mi piacerebbe fare tante cose, non riesco a definirmi in un solo ambito».
C’è un artista o un comico a cui ti ispiri particolarmente?
«Ne ho tanti, ma cerco soprattutto di capire cosa voglio fare io. Già quello è difficilissimo: se mi metto anche a inseguire qualcun altro, siamo fritti!».



