venerdì
27 Febbraio 2026
Rubrica L'osservatorio

Novità in darsena: gli orti. E basta… Ma il Comune non si vergogna?

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Nei giorni scorsi è arrivata dal Comune di Ravenna una bella comunicazione rivolta a tutti i cittadini: ci sono dei nuovi orti da poter prendere in gestione. E dove? In Darsena, addirittura, con vista Orangerie. Che bella cosa, tra l’altro probabilmente l’unica mossa del Comune in Darsena da qualche anno a questa parte: uno spiazzo di terra arata a pochi passi dal canale, tra desolanti edifici abbandonati.

Se ci pensate, è davvero una vergogna che nel 2026 a Ravenna siamo ancora qui ad aspettare “la riqualificazione della darsena”. Come se qualcuno, d’altronde, davvero tenesse allo sviluppo urbanistico di questa città. E basta – davvero – dire che è tutto privato.

Proprio di fronte a quei fantastici nuovi orti si trova appunto l’Orangerie, un capannone su suolo pubblico (del Comune) realizzato grazie a un milione di euro di fondi pubblici (dallo Stato) – un milione di euro – pronto da più di due anni (già in clamoroso ritardo) e rimasto finora inspiegabilmente inutilizzato. L’assessore all’Urbanistica avrebbe dichiarato (cito il Carlino) addirittura che è normale che ci siano delle infiltrazioni, ora, visto che è pronto da un po’ e nessuno lo sta curando.

Ma davvero il Comune non è stato in grado di far partire prima un progetto sulla carta da anni? Davvero, in generale, il Comune non riesce a fare concretamente qualcosa per lasciare un segno in darsena?

Pensiamo al Pop Up, uno dei pochi esempi di rigenerazione urbana che era riuscito, ma che è stato smantellato perché, ci hanno detto, era “temporaneo” e così doveva essere. D’accordo, e allora fateci qualcos’altro di “temporaneo”, se davvero non siete in grado di aprirci l’hotel che avevate promesso (qui stiamo parlando di privati, ovviamente, ma suvvia, dov’è finita la moral suasion?).

Per arrivare ovviamente al grande e unico edificio pubblico, questo davvero pubblico, del Comune, che si affaccia sulla darsena, l’ex Dogana, dove sono “temporaneamente” (toh, in questo caso sembra che voglia dire “per sempre”) alloggiati i vigili della polizia locale. Pensate, c’è chi ci avrebbe fatto un Guggenheim, noi (forse perché capitale della cultura non lo siamo diventati…) l’unico edifico pubblico affacciato sul canale, già esistente, tra un parcheggio e la banchina, a pochi passi dal centro, con la possibilità di farne un grande attrattore per il quartiere sull’acqua, lo utilizzamo per una sede distaccata dei vigili urbani (nonostante le sfavillanti promesse di ben due sindaci, aspettando quelle di Barattoni). Non ho parole. Anzi, ne ho, ma è meglio non scriverle…

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