sabato
24 Ottobre 2026

Un nuovo, grande romanzo americano

Condividi

Con un titolo italiano che non gli rende piena giustizia, è uscito anche in Italia un libro che potrà appassionare soprattutto i lettori di letteratura americana, alla ricerca del nuovo grande romanzo made in Usa. Le vite nascoste di Patrick Ryan è appena arrivato in libreria per le edizioni Neri Pozza e la traduzione di Laura Prandino. In inglese si intitolava semplicemente Buckeye, che è il nome dell’albero simbolo dell’Ohio che si è allargato a includere gli abitanti dello Stato, peraltro di recente protagonista di altri fortunati romanzi, vedi il best seller pluripremiato di Stephen Markley pubblicato da Einaudi. La scelta del titolo in italiano fatta da Neri Pozza è per la verità vagamente didascalica perché il romanzo di Ryan racconta appunto di vite che hanno intrecciato la grande storia senza salire alla ribalta delle cronache. In un’anonima cittadina, Bonhomie, seguiamo le vicende di due famiglie durante l’arco del Novecento, dove arriva l’eco delle guerre che stanno insanguinando il mondo. Noi entriamo nei matrimoni e nelle camere da letto e nei segreti di una serie di personaggi umanissimi e convincenti, viviamo unioni, amicizie, separazioni, passaggi generazionali. Vediamo la guerra da un angolo degli Usa molto defilato che diventa però quasi un topos simbolico e universale dove si riverberano le più o meno fondate paure di tanti, gli effetti molto concreti e tragici sulle famiglie dei veterani, assistiamo a quelli che diventano noti come “war marriages”.

In particolare alcuni personaggi deviano di pochissimo da quello che ci si potrebbe aspettare da una tradizionale famiglia americana, eppure quel pochissimo li rende in qualche modo speciali: Cal con la gamba più corta, il padre Everett ormai pacifista convinto che scrive esilaranti lettere ai presidenti americani che si succedono nei decenni, Becky con le sue sedute spiritiche, il padre di Becky autoritario ma dolce e comprensivo con la figlia, Margaret che da un’infanzia degna di Charles Dickens diventa un’elegante e invidiata signora, e poi Felix, di cui è meglio non dire troppo. I dialoghi sono quasi tutti essenziali, senza sbavature, efficaci e il narratore in persona preferisce farci intuire gli assilli interiori dei personaggi raccontandoci le loro azioni piuttosto che i loro flussi di coscienza. Con un impianto classico, un narratore in terza persona e una trama che tende talvolta a dilatarsi (del resto sfioriamo le 500 pagine di libro), Ryan ci regala un affresco di vite quotidiane, intrecci famigliari in uno spaccato di mondo ricco di dettagli e riferimenti in cui è facile entrare e lasciarsi avvolgere e coinvolgere.

Condividi

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi