Come noto, Ravenna è il secondo comune più esteso d’Italia, dopo Roma. Un territorio vastissimo che ridimensiona un po’ i numeri assoluti, che posizionano di nuovo Ravenna ai vertici in Italia per suolo consumato, secondo l’ultimo rapporto Ispra. Ma 41 ettari nel solo 2025 – pur essendo la metà rispetto a quelli del 2024, sperando sia l’inizio di un trend – restano tanti, troppi, circa il doppio della media nazionale in rapporto alla superficie.
Un dato che fa riflettere soprattutto in un territorio che ha attraversato due alluvioni, pagando sulla propria pelle il prezzo della fragilità idrogeologica. Evidentemente la lezione non è arrivata dappertutto, se ancora si cementifica il doppio rispetto alla media nazionale. O forse si è fermata prima di raggiungere i tavoli dove si decidono le trasformazioni urbanistiche. Ora c’è il nuovo Pug, che dovrebbe segnare una svolta. Ma Alvaro Ancisi, di Lista per Ravenna, ha già sollevato una questione tutt’altro che secondaria: nel piano sarebbero state mantenute 54 vecchie lottizzazioni, che potrebbero portare alla cementificazione di altri 700 ettari di terreno vergine. Insomma, mentre si promette il consumo di suolo zero, ci sarebbe ancora parecchio cemento in lista d’attesa. Che evidentemente, a differenza dei ravennati, non ha ancora paura delle alluvioni…


