Il figlio di Bulow vince la causa: condannato lo storico Stella per diffamazione

Carlo Boldrini aveva querelato lo scrittore per le affermazioni fatte in un libro e in una conferenza: definì il partigiano Arrigo Boldrini “boia di Codevigo” e “cialtrone” il figlio

Il giornalista e storico Gianfranco Stella è stato condannato dal tribunale di Ravenna per diffamazione nei confronti di Arrigo Boldrini, partigiano e membro della Costituente morto nel 2008, e del figlio Carlo: la sentenza riguarda le affermazioni fatte nel corso di una conferenza del febbraio 2015 e quanto scritto nel libro “I grandi killer della Liberazione”. Stella dovrà risarcire 15mila euro più spese legali.

«Nella sua conferenza alla quale non ero presente – spiega il figlio di Bulow – aveva apostrofato mio padre “boia di Codevigo” e contro di me aveva proferito l’epiteto offensivo “cialtrone”; mentre nel suo libro aveva scritto ed erroneamente attribuito a me un trattamento di favore da parte della Regione Emila-Romagna tramite un’assunzione da parte di essa poichè figlio di partigiano».

Boldrini, difeso dall’avvocato Riccardo Sabadini, riporta ora il contenuto della sentenza pronunciata dal giudice Alessia Vicini: «A proposito dell’appellativo “boia di Codevigo” non è stata fornita da parte dello Stella “nessuna prova a riguardo” e si tratta di “una dichiarazione scorretta ed offensiva dell’altrui reputazione ed onore”. Pertanto non ricorre la scriminante del diritto di critica storica che invece presuppone un metodo scientifico di indagine, la raccolta esaustiva del materiale utilizzabile e lo studio di tali fonti, nonchè l’assenza di voluti attacchi personali o polemici per non costituire diffamazione. Per quanto riguarda l’attribuzione dell’epiteto offensivo “cialtrone” e del presunto trattamento di favore da parte della Regione, la sentenza evidenzia che appare evidente la valenza offensiva sulla mia reputazione insita nel termine pubblicamente proferito da Stella nonché della descrizione quale raccomandato presso le amministrazioni rosse in quanto figlio di partigiano, contenuta nel libro del medesimo Stella».

Secondo quanto afferma Boldrini poi nel corso dell’istruttoria sarebbe emersa la falsita dell’affermazione a proposito della sua presunta raccomandazione: «La dichiarazione del teste Paolo Di Giusto, responsabile del servizio amministrazione e gestione della Regione, ha escluso l’esistenza di rapporti di lavoro fra me e la Regione».