Relitto Berkan B al Piomboni, Ap: «A settembre avvio delle procedure di rimozione»

Autorità portuale al lavoro per il bando di gara che aggiudicherà i lavori per togliere il mercantile turco dalle acque dello scalo dove è semiaffondato per la spaccatura dello scafo nel 2017 durante la demolizione

2019 02 10 Berkan8 Ph Cristiano MazzoliEntro la fine del 2019 il relitto della nave Berkan B, semiaffondata nel porto di Ravenna, non dovrebbe più essere una minaccia per la sicurezza della navigazione nel canale Piomboni e per l’ambiente della valle adiacente. È la previsione che deriva dall’annuncio di oggi, 7 giugno, del presidente dell’Autorità portuale Daniele Rossi: nel mese di luglio la pubblicazione del bando per rimozione e smantellamento, a settembre l’avvio dei lavori che richiederanno un paio di mesi (nei quali saranno necessarie anche brevi interruzioni della navigabilità in quel tratto).

Come noto, il mercantile turco lungo 108 metri è attraccato alla banchina della penisola Trattaroli. L’intenzione è di procedere con una gara ordinaria potendo contare sull’attuale condizione di sicurezza, garantita da ormeggi rinforzati che non lo fanno andare alla deriva e panne assorbenti per trattenere perdite dai serbatoi. Ma se per qualche ragione, la principale delle quali il rischio maltempo, le condizioni dovessero diventare più pericolose allora Ap è pronta a muoversi con un intervento di somma urgenza e un affidamento del cantiere in tempi più celeri.

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DCIM100MEDIADJI 0188.JPGSui costi dell’operazione al momento massimo riserbo dagli uffici di via Antico Squero. Esiste una stima di massima – e non potrebbe essere altrimenti considerato anche la consulenza di esperti del settore – ma prima dell’apertura della gara con la pubblicazione del testo non verrà comunicata per evitare che questo possa minare la regolarità delle operazioni. Vista la necessità di impiegare per settimane un pontone con una capacità di sollevamento di 500 tonnellate è verosimile ipotizzare che si sia nell’ordine di qualche milione di euro. Ap ha già assicurato l’intenzione di rivalersi in tutti i modi possibili sulla proprietà attuale e sulle precedenti. E forse anche su chi due anni fa stava già svolgendo i lavori per rottamare la nave.

22289660 10211955794742666 8172857961543094491 OIl Berkan B infatti è sì a Ravenna dal 2009 ma è diventato un problema per il porto solo negli ultimi due anni. A ottobre del 2017 venne portato dove è ora e durante le procedure di demolizione un cedimento dello scafo ha spezzato la nave in due tronconi (cantiere sequestrato dall’Ausl) con uno sversamento di carburante in acqua e il rischio di scivolamento al centro del canale utilizzato per raggiungere altri terminal operativi. Oggi risulta di proprietà di un privato cittadino italiano ma nel periodo recente è passato di mano almeno tre volte: abbandonato da un armatore turco travolto dai debiti, andò venduta all’asta a novembre 2016 per 70mila euro con l’intenzione di essere recuperata per la navigazione. Non fu così e ora è un relitto.

2019 02 10 Berkan5 Ph Cristiano MazzoliLiberare il porto dal Berkan non sarà un’operazione facile, sia negli aspetti burocratici preliminari che in quelli realmente operativi. La difficoltà principale è data dall’impossibilità di conoscere nel dettaglio la situazione in cui si trova il mercantile. La documentazione disponibile al registro navale della Turchia – per cui sono serviti tre mesi per il reperimento – non è sufficiente a fornire tutte le caratteristiche. Non è noto come si siano svolte le operazioni di smantellamento che hanno causato la frattura. Un robot subacqueo è entrato nello scafo per un’ispezione con una telecamera ma non è stato sufficiente per capire quanto carburante sia ancora a bordo. Ecco perché Daniele Rossi sottolinea che servirà un’operazione di sistema: tutti gli enti coinvolti – oltre all’Ap vanno conteggiati almeno Ausl, Arpae e capitaneria di porto – si metteranno attorno a un tavolo per fissare i paletti di cosa accadrà quando il relitto verrà sezionato e i pezzi poggiati in banchina per essere smantellati.

Il Berkan offre lo spunto per un aggiornamento sulle cosiddette tre caravelle, il nome con cui nell’ambiente portuale ci si riferisce ai tre mercantili russi abbandonati nella stessa zona. Oggi sono di proprietà di una società ucraina. Ap sta portando avanti le procedure burocratiche per arrivare alla rimozione anche di quelle, anche se la situazione è meno preoccupante perché erano state bonificate a loro tempo e non rischiano di ostacolare la navigazione.

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