Una lavoratrice della società Mast, impegnata nelle attività di pulizia della stazione di Ravenna in appalto ferroviario, sarebbe stata vittima di un’aggressione a sfondo sessuale mentre stava lavorando, nella mattinata di oggi, 13 gennaio. Si tratterebbe del terzo episodio analogo dopo quelli avvenuti il 29 dicembre e il 4 gennaio. Lo denuncia in una nota inviata alla stampa la Fit Cisl Emilia-Romagna, esprimendo «profonda indignazione e ferma condanna». La lavoratrice sarebbe stata inseguita e palpeggiata da un uomo senza fissa dimora che staziona abitualmente nell’area dello scalo ferroviario. Solo il coraggioso intervento di un collega avrebbe evitato che l’episodio degenerasse ulteriormente. Il malvivente sarebbe lo stesso protagonista anche nelle altre due occasioni (tre complessivamente le denunce formalmente depositate, da due lavoratrici), ossia un 27enne senza fissa dimora, straniero, già identificato e denunciato dagli operatori della polizia ferroviaria di Ravenna. Nei suoi confronti – come ha comunicato la polizia – il questore ha emesso il divieto di accesso alla zona stazione e agli adiacenti giardini Speyer per un anno. Un provvedimento che la Fit Cisl ritiene rappresenti «solo uno spostamento del problema e non una reale risoluzione. Senza un presidio costante e un intervento strutturale di assistenza e sicurezza – commenta il sindacato -, il rischio concreto è che il degrado si sposti semplicemente di pochi metri, mantenendo inalterato il clima di insicurezza per chiunque debba transitare nell’area circostante la stazione».
«A questo scenario degradante si aggiunge la presenza costante, nelle aree limitrofe e all’interno della stazione – continua la nota inviata alla stampa dalla Cisl -, di gruppi di giovani (comunemente noti come “maranza”) che bivaccano e infastidiscono sistematicamente sia i lavoratori che i viaggiatori. Si tratta di una situazione di “autonomia non regolamentata” caratterizzata da atteggiamenti ostili, insulti agli addetti e portamenti volti allo scontro. Tali gruppi generano frequenti situazioni di tensione e conflittualità, rendendo il clima insostenibile per chiunque frequenti lo scalo ferroviario». La Fit Cisl sottolinea come la situazione di degrado sia stata oggetto di ripetute e dettagliate segnalazioni formali. «Già il 26 novembre 2024 e il 30 gennaio 2025 avevamo denunciato le gravi criticità della stazione. Nonostante un riscontro della Prefettura in data 14 febbraio 2025, le misure adottate si sono rivelate del tutto insufficienti. Siamo tornati a sollecitare interventi urgenti il 18 aprile 2025 e ancora il 1 dicembre 2025, evidenziando come gli strumenti ordinari di controllo non fossero più in grado di garantire la tutela del personale e dell’utenza. Nonostante la stazione debba restare chiusa tra mezzanotte e le 4 del mattino, il personale che prende servizio all’alba continua a trovare persone estranee già presenti all’interno delle sale d’attesa, a dimostrazione di una falla evidente nei sistemi di sicurezza».
Grazie a un lavoro congiunto tra sindacati e aziende si sono messe in piedi alcune azioni, tra cui l’inserimento delle body cam volontarie per il personale (almeno un centinaio in dotazione) e l’aumento dei vigilanti, «ma i fatti odierni dimostrano che la tecnologia nulla può senza un presidio fisico costante e l’allontanamento dei soggetti ostili».
La Fit Cisl Emilia-Romagna «non è più disposta a tollerare che le lavoratrici e i lavoratori debbano recarsi al lavoro con il terrore di essere aggrediti. Non ci dobbiamo inventare nulla, esiste il protocollo nazione sulla sicurezza sottoscritto nel 2022, dobbiamo solo applicarlo. la nostra organizzazione sensibilizzerà ad applicare lo Stop Work Authority per tutto il personale, come dice il nostro contratto, che permette al lavoratore di sottrarsi immediatamente da ogni situazione di pericolo lavorativo che mini la propria salute e sicurezza, interrompendo la propria mansione. Chiediamo un incontro urgente e risolutivo con la Prefettura e il Comune di Ravenna».



