Un uomo di 60 anni, originario di Napoli e collega dei genitori di una ragazza allora sedicenne, è imputato per violenza sessuale aggravata su minore per fatti avvenuti a Ravenna il 1° ottobre 2024. L’uomo, considerato da anni un amico di famiglia e persona di fiducia, avrebbe molestato la giovane nell’ufficio in cui lavoravano i genitori, approfittando della loro assenza.
Ne scrivono i due quotidiani in edicola oggi, 5 febbraio.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, quel pomeriggio l’uomo aveva accompagnato la ragazza, amica di sua figlia, a scuola guida. Al termine della lezione l’avrebbe portata nell’ufficio dei genitori, dove la giovane si sarebbe fermata ad attendere il loro rientro. Qui sarebbero iniziate avance sempre più esplicite, culminate in baci e palpeggiamenti ripetuti, proseguiti per circa quindici minuti, nonostante i tentativi della ragazza di sottrarsi e allontanarlo.
La minore, in stato di forte paura e imbarazzo, avrebbe cercato di prendere tempo e di chiedere aiuto. In un primo momento avrebbe inviato messaggi alla madre; successivamente le avrebbe anche mandato un breve video in cui appariva in lacrime. Seguendo i consigli della madre, la 16enne, sempre più spaventata, sarebbe fuggita dall’ufficio, rifugiandosi in un parco vicino, dove è stata poi raggiunta dai genitori. Nei giorni successivi la giovane (oggi maggiorenne) ha riferito di incubi notturni, paura persistente e forte turbamento, avviando anche un percorso di supporto psicologico.
Dopo la denuncia è stata aperta un’indagine per violenza sessuale. L’uomo, che nega ogni addebito, non è mai stato sottoposto a misure cautelari. Ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato: il procedimento è fissato per marzo. I genitori della ragazza si sono costituiti parte civile.



