Il veterinario ravennate Mauro Guerra è stato condannato in primo grado dal tribunale di Ravenna a 4 anni e 2 mesi di reclusione al termine di un processo che negli ultimi anni ha diviso profondamente l’opinione pubblica locale e il mondo animalista.
La sentenza riguarda un ampio ventaglio di accuse: maltrattamento e uccisione di animali, oltre a reati fiscali legati a un’evasione ritenuta rilevante dalla Procura. Secondo l’accusa, il veterinario avrebbe operato e soppresso cani e gatti senza necessità e in alcuni casi senza anestesia, per risparmiare tempo e denaro.
Il pubblico ministero aveva chiesto una pena molto più severa — oltre 13 anni di carcere — ma il giudice ha riconosciuto alcune assoluzioni e dichiarato prescritti diversi capi d’imputazione, riducendo così la condanna complessiva a poco più di quattro anni.
Oltre alla reclusione, il tribunale ha disposto l’interdizione dalla professione per tre anni (Guerra era già stato radiato dall’albo con provvedimento definitivo) e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Prevista anche la confisca dell’ambulatorio di Sant’Antonio e di oltre 100 mila euro ritenuti provento di evasione fiscale.
All’uscita dal tribunale Guerra non ha rilasciato dichiarazioni. La difesa aveva sempre sostenuto l’infondatezza delle accuse e ora si prepara con ogni probabilità al ricorso in appello.
Mauro Guerra nel suo studio veterinario a Sant'Antonio



