martedì
20 Ottobre 2026
Mani d'oro

I lavoratori degli appalti in presidio davanti alla sede di Rosetti Marino: tre aziende coinvolte nell’inchiesta

Circa cento dipendenti allontanati dalle aree di lavoro e in condizione precaria. I sindacati: «Garantire stipendi e occupazione, i committenti rispondano»

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Lavoratori in presidio davanti ai cancelli del cantiere della Rosetti Marino in via Trieste, per tenere alta l’attenzione sull’inchiesta “Mani d’oro”. Nella mattinata di oggi (20 ottobre) gli operai di Secom Service Srl, Geo Impianti Srl e Deepsea Srl, le tre imprese appaltatrici coinvolte nell’indagine giudiziaria, si sono ritrovati di fronte alla multisala Astoria al fianco dei sindacati.
L’indagine della guardia di finanza riguarda un ipotetico sistema di somministrazione illecita di manodopera, frodi fiscali e riciclaggio, con pesanti ripercussioni operative: a seguito dei primi riscontri e del sequestro dei conti correnti delle ditte indagate, i committenti hanno interrotto i rapporti commerciali e allontanato il personale dai cantieri. A rischiare il posto di lavoro sono circa cento lavoratori, per la maggior parte impegnati nei cantieri della Rosetti Marino e in altre realtà industriali del territorio. Molti di loro si trovano oggi in una situazione di stallo, con le retribuzioni maturate a rischio causa blocco finanziario delle imprese di provenienza.
«Ci troviamo di fronte a decine di famiglie piombate dall’oggi al domani in una situazione di assoluta incertezza – afferma la Fim Cisl Romagna -. I lavoratori sono le prime e incolpevoli vittime di questa vicenda: spesso operano in condizioni di grande vulnerabilità e, senza loro alcuna colpa, oggi rischiano non solo di non percepire le mensilità arretrate, ma di perdere definitivamente l’occupazione. Chiediamo la massima responsabilità sociale a tutti i soggetti coinvolti, a partire dai committenti principali come la Rosetti Marino».
L’incontro è stata l’occasione per ribadire, infatti, non solo l’incertezza delle prospettive di continuità lavorativa ma anche del il blocco degli stipendi di settembre.
«Di fronte al blocco dei conti delle aziende appaltatrici, occorre individuare subito soluzioni straordinarie per garantire la continuità occupazionale e la tutela degli stipendi. I committenti devono farsi carico della tenuta della filiera e intervenire dove necessario per coprire le spettanze dei lavoratori – concludono da Cisl -. Questa vicenda dimostra ancora una volta i rischi legati a catene di appalti e subappalti non sempre trasparenti e sufficientemente presidiate. Servono strumenti di controllo più rigidi ed efficaci sulle condizioni di lavoro e sulla regolarità delle imprese lungo tutta la filiera industriale ravennate, affinché la legalità e la tutela della dignità del lavoro siano garantite sempre e ovunque».

Secondo quanto riportato da Cgil, durante il presidio è stato riportato al management di Rosetti Marino la volontà di un confronto immediato con i lavoratori, ma l’azienda avrebbe rifiutato l’interlocuzione. «Inoltre, l’azienda ha dichiarato a più riprese di non sentirsi obbligata in alcun modo nei confronti di queste maestranze, poiché quello che conosce di questa situazione lo ha appreso dalla stampa – continuano da Cgil -, Questo tipo di risposta è inaccettabile. Dichiarando ciò e rifiutando il pagamento delle retribuzioni di settembre, che i lavoratori avrebbero dovuto ricevere nella giornata odierna, e il dialogo con i lavoratori, l’azienda condanna all’invisibilità diverse persone che negli anni, a vario titolo, hanno lavorato stabilmente nei loro cantieri, contribuendo alla ricchezza ed ai profitti aziendali. È inammissibile questo tipo di atteggiamento e ci adopereremo in ogni modo affinché Rosetti Marino cambi atteggiamento o sia costretto a cambiarlo da un provvedimento che la obblighi a corrispondere le retribuzioni».

Pertanto, proseguiranno anche nei prossimi giorni le azioni di mobilitazione sindacale a tutela dei cento lavoratori.

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