mercoledì
14 Gennaio 2026
Arte contemporanea

Faenza omaggia il lavoro di Leoni con un’esposizione permanente: nasce la “Galleria Marta”

La nuova sala è stata allestita nei locali di via Baccarini usati come studio dall'artista. La presentazione domenica 25 al Mic

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Faenza omaggia uno dei suoi artisti più illustri con una nuova sala espositiva permanente: inaugura il prossimo 25 gennaio la “Galleria Marta”, dedicata al lavoro di Alfonso Leoni. L’artista, descritto come «Un assoluto protagonista dell’arte contemporanea, un genio talentuosissimo e ribelle prematuramente scomparso».

La galleria è stata allestita negli stessi locali che Leoni utilizzava come studio, in corso Baccarini 8A, e sarà aperta al pubblico su appuntamento (archivio@alfonsoleoni.it, whatsapp 340 7054688) o in occasioni particolari, come durante la prossima edizione di Argillà. La presentazione è in programma per le 10.30 di domenica 25, nella sala conferenze del museo Mic , alla presenza del sindaco di Faenza Massimo Isola, Claudia Casali, e dei curatori dell‘archivio.

Già nel 2020 il Mic aveva dedicato una mostra a Leoni in occasione del 40esimo anniversario della sua scomparsa. L’esposizione nacque dal lavoro di ricerca condiviso tra la direttrice del museo faentino Claudia Casali e l’Archivio Leoni, fondato dalla moglie Marta, che raccolse per la prima volta in un’antologica le opere dell’artista, con l’obiettivo di analizzarne la produzione, spaziando tra ceramica e i diversi linguaggi della contemporaneità (pittura, grafica, design, scultura). Dalla scomparsa di Marta, nel 2021, l’archivio viene curato da Giancarlo Paggi e dal figlio Stefano, e trova ora una sede permanente a Faenza.

«L’idea era stata pensata già anni addietro da Marta – commenta Giancarlo Paggi -. ma per motivi pratici non fu sviluppata. È tornata a concretizzarsi dopo uno suggerimento lanciatomi da Claudia Casali, nella primavera del 2024, che mi disse che dovevo pensare ad un luogo stabile per Leoni a Faenza. Quando Leoni morì nel 1980 aveva in uso dei locali in affitto adibiti a studio che vennero sgomberati poco dopo la sua morte. Nel 2021 l’Archivio venne contattato dalla responsabile del Servizio Patrimonio Culturale della Regione, la quale, nell’ambito di una ricerca per la valorizzazione delle case e studi di Illustri in Emilia Romagna chiedeva cosa fosse rimasto dei luoghi di lavoro dell’Artista. Così, con il patrocinio del Mic, del Comune di Faenza e dell’Associazione Amici della Ceramica, è stato avviato il progetto».

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