La tragica storia d’amore tra Eitan, giovane di origine israeliana, e Wahida, ragazza di origine araba, in una realtà storica fatta di conflitti, odi e attentati aprirà in anteprima il programma del Festival delle Culture 2026, con due alzate di sipario al Teatro Alighieri mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, alle 20.
Come gli uccelli, capolavoro del drammaturgo franco-libanese Wajdi Mouawad, con la regia di Marco Lorenzi e la traduzione italiana di Monica Capuani, ha vinto nel 2024 il Premio Ubu come Miglior nuovo testo straniero. Si tratta di è un progetto di Il Mulino di Amleto, che commenta: «Pensiamo che sia giusto non tirarci indietro di fronte ad un testo quanto mai attuale nello scandagliare la guerra, l’odio tra i popoli, le pretese e le indissolubili identità che ci formano. Pensiamo che sia giusto non cambiare una virgola, ma riconsegnare Come gli uccelli nella sua forza dolorosa e luminosa, così come è stato concepito. Perché se è vero che il mondo intorno a noi, oggi, riverbera ancora più cupo all’interno del nostro spettacolo, sentiamo anche che la luce e l’amore che lo attraversano lasciano un segno. E abbiamo la fiducia che questo segno possa essere il lascito profondo per gli spettatori».
Eitan e Wahida si conoscono a New York e, a dispetto delle loro differenti culture, si innamorano perdutamente, ma si troveranno presto di fronte a un drammatico destino: sull’Allenby Bridge, il famoso ponte che collega – e al tempo stesso divide – Israele e Giordania, Eitan rimane vittima di un attentato e cade in coma. In questa dimensione sospesa, la vicenda personale dei due ragazzi si intreccia con la grande Storia: vengono ripercorse le vicende familiari di diverse generazioni in vari luoghi geografici, andando a creare un labirinto di storie, eredità dimenticate, lotte fratricide. Una vera e propria indagine emotiva sull’identità culturale e sulle origini, per affrontare il demone dell’odio e tutte quelle rigide ideologie che appartengono ai personaggi e, così, a ognuno di noi.
In scena un cast internazionale di interpreti, caratterizzato da un’eterogeneità linguistica e culturale che risuonerà per l’intero spettacolo: Aleksandar Cvjetković, Elio D’Alessandro, Said Esserairi, Barbara Mazzi, Francesca Osso, Irene Ivaldi, Raffaele Musella, Federico Palumeri, Rebecca Rossetti.
In occasione dello spettacolo sarà attivo il servizio di trasporto gratuito che accompagna il pubblico in sala e lo riaccompagna a casa al termine dello spettacolo, e che copre i comuni di Alfonsine e di Voltana, oltre alle circoscrizioni Nord, Sud e ai lidi del comune di Ravenna. A bordo, esperti ed esperte racconteranno curiosità legate al titolo in programma. Grazie alla collaborazione con il Centro Diego Fabbri, che promuove un teatro accessibile e inclusivo, la replica di giovedì 9 aprile è invece audiodescritta per non vedenti e ipovedenti. I biglietti sono in vendita al Teatro Alighieri, acquistabili anche telefonicamente o online, con biglietti da 6 a 26 euro.



