Ecco le imprese artigiane che continuano ad assumere. Ma le aziende calano ancora

Il riconoscimento di Cna a 12 associati. Negli ultimi 8 anni il comparto ha perso complessivamente quasi 1.500 ditte

Premio Sviluppo E Occupazione Cna XIX Edizione

I rappresentanti delle imprese premiate da Cna

Anche quest’anno la Cna provinciale di Ravenna ha riconosciuto il premio “Sviluppo e Occupazione” a dieci imprese associate che nel corso del 2016 si sono contraddistinte per aver sviluppato la loro attività attraverso un aumento della loro base occupazionale. Si tratta di Come srl di Alfonsine, Euritmica Ravenna, Gruppo Erbacci di Faenza, Laboratorio Pasticceria Mazzoni di Ravenna, Lattuga Giulio srl di Lugo, Lavanderia Castagnetti Marco srl di Cervia, S.V.A.RI.EP. sas di Faenza, Tekno Pav srl di Voltana Lugo, Vittorio Parrucchieri di Ravenna e Zeus Car Faenza.

Per il quarto anno consecutivo è stata inoltre riconosciuta una menzione speciale per premiare, quest’anno, due consorzi artigiani associati, Arco Lavori e Cear, che si sono contraddistinti, nell’arco dell’ultimo decennio, oltre che per aver aumentato il numero dei lavoratori dipendenti, per aver consolidato la loro struttura attraverso l’acquisizione di lavori e servizi a favore delle imprese consorziate, prevalentemente artigiane, e per avere aumentato il numero dei soci.

Sono pertanto 12 le aziende premiate in questa diciannovesima edizione della manifestazione e sono oltre 260 le aziende premiate complessivamente.

Un premio particolarmente importante – affermano Pierpaolo Burioli e Massimo Mazzavillani, presidente e direttore della Cna di Ravenna – «in un anno, il 2016, che ha confermato un quadro, per la nostra economia, che permane ancora negativo ma con una leggera tendenza al miglioramento.
In questa situazione di costante difficoltà del nostro sistema economico il dato che ci preoccupa maggiormente riguarda la tenuta del sistema imprenditoriale, in particolare del segmento dell’impresa diffusa».

Al 31 dicembre 2016 erano iscritte presso la Camera di Commercio di Ravenna 39.704 aziende: la flessione rispetto al 31 dicembre 2014 è stata di 794 unità, con un tasso di variazione del -1,96%. Questo risultato particolarmente negativo è frutto della cancellazione d’ufficio di 543 imprese fallite prima del luglio 2006 come disposto dalla Corte di Cassazione. Senza cancellazioni d’ufficio il saldo, pur sempre negativo, sarebbe stato più contenuto, -251 aziende(-0,61%). La flessione del Registro Imprese nel periodo 2008/2016 è stata del 6,9%, -2.936 unità imprenditoriali.
Rispetto alla media generale provinciale l’arretramento dal comparto dell’artigianato è risultato più pesante . Nello stesso periodo le imprese artigiane si sono ridotte di 103 unità, pari al -0,95% (erano 10.674 le imprese artigiane iscritte all’Albo al 21 dicembre 2016). Negli ultimi otto anni il comparto ha perso complessivamente 1.470 aziende, – 12,1%.

«Nonostante tutto, in questi anni difficili – evidenziano Burioli e Mazzavillani – molte imprese hanno compiuto il miracolo, hanno resistito e sono riuscite a stare sul mercato. Oggi è indispensabile rimettere al centro dell’azione politica l’impresa da cui dipende il lavoro, riducendo su entrambi i fronti la pressione fiscale, ricollocandola in linea con le più competitive economie europee. Per questo bocciamo con forza la decisione del Governo di estendere il meccanismo dello split payment anche alle prestazioni nei confronti delle società partecipate dirette e indirette, contrariamente a quanto sollecitato dalla nostra Confederazione».

«Oggi – termina la nota dei vertici di Cna Ravenna – ci vuole soprattutto uno sforzo straordinario per accelerare il processo di innovazione del sistema politico e istituzionale del Paese che deve passare, in primis, da un contenimento della spesa pubblica. E ci vogliono risposte concrete e immediate per il sistema imprenditoriale su diversi fronti: contenimento della pressione fiscale, riduzione dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione, semplificazione e snellimento burocratico, maggior accesso al credito».