Manzoli (Ravenna in Comune): «L’inceneritore sulla Romea sarà spento a fine giugno?»

Il consigliere comunale di opposizione interviene sul futuro dell’impianto di smaltimento attivo dal 1999 e il più vecchio dell’Emilia-Romagna: doveva essere chiuso a fine 2018 secondo i piani della Regione ma è stata necessaria una proroga di altri sei mesi

RAVENNA 08/05/2004. HERA DISCARICA INCENERITORE«A fine giugno 2019 l’inceneritore di Ravenna verrà realmente spento?».
Se lo chiede Massimo Manzoli, consigliere comunale per la lista Ravenna in Comune, a proposito dell’impianto in via Romea che secondo il piano regionale dei rifiuti del 2016 doveva essere chiuso a fine 2018 e invece è stata necessaria una proroga perché lo scenario reale in Emilia-Romagna si è rivelato diverso da quello pianificato sulle carte. Secondo Manzoli la proroga arriverà a scadenza alla fine di giugno, cioè fra due mesi. «Si riuscirà per una volta – chiede ancora il consigliere di opposizione – a mettere davanti a ogni scelta l’interesse pubblico e la salute dei cittadini invece di utilizzare politiche di mercato che mettono in primo piano gli interessi di Hera?».

Qualche giorno fa è arrivata la sentenza del Consiglio di Stato sulla discarica Tre Monti di Imola che ha respinto il ricorso di Regione, Conami e Herambiente contro la sentenza del Tar che a gennaio del 2018 aveva bocciato l’ampliamento volumetrico in sopraelevazione (ne parliamo in un nostro editoriale, ndr).

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La discarica imolese è chiusa da quando arrivò la sentenza del Tar: «Da allora – ricorda Manzoli – è ancora attiva una soluzione emergenziale portando parte dei rifiuti (quelli prodotti nei comuni ravennati di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese e Riolo Terme) all’inceneritore di Forlì, mentre quelli del circondario imolese nel termovalorizzatore di Granarolo».
Nella discarica imolese secondo i dati Hera ogni giorno venivano conferite 900 tonnellate di rifiuti, con picchi mensili di 15mila tonnellate al mese e una media annuale di 160mila tonnelate.

A giugno del 2018 avevamo chiesto al sindaco Michele de Pascale di fare il punto della situazione sulle prospettive dell’inceneritore a sei mesi dalla data teorica di spegnimento.
E il primo cittadino così rispose: «L’intenzione della Regione sarebbe di interrompere il conferimento di Rsu ma di proseguire con lo smaltimento dei rifiuti speciali che non fanno parte del servizio pubblico ma sono a libero mercato. Per noi questo non è accettabile. Nel momento in cui si valuta che l’impianto è vetusto e quindi è meglio se non riceve più Rsu allora deve essere spento completamente (posizione già espressa dal suo predecessore Matteucci e che richiederà una trattativa con la Regione, ndr).

Non è sindrome Nimby, è solo ragionare in termini di pianificazione pubblica dove ognuno fa la sua parte e a Ravenna rimarrebbe comunque una discarica».

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