Sosta nei lidi: si valuterà un aumento delle tariffe nelle aree più vicine ai bagni

Il primo monitoraggio del Pums contiene alcune indicazioni per il futuro. Aree Ztl ferme al 34%: prima di un allargamento si cercano nuovi parcheggi

Il progetto del Parco marittimo – ovvero la riqualificazione degli stradelli nei lidi – potrebbe portare ad una diversa tariffazione della sosta. È quanto emerge nelle conclusioni del primo monitoraggio del Piano urbano della mobilità sostenibile ad un anno dalla sua approvazione.

Il passaggio è piuttosto chiaro: «In previsione della realizzazione del progetto del Parco marittimo, per il quale sono previsti ampliamenti dell’offerta di sosta nei parcheggi scambiatori, sarà necessario valutare una diversa regolamentazione della sosta, definendo tariffe maggiori man mano che ci si avvicina agli stabilimenti balneari». Va specificato che il documento non contiene un’indicazione vincolante per la giunta ma solo un suggerimento da parte dei tecnici riguardo al futuro dei parcheggi sui lidi.

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In altre parole, per incentivare l’utilizzo dei parcheggi scambiatori esistenti (al momento ce n’è uno a Marina di Ravenna, in via del Marchesato e un altro in via Trieste, al servizio di Marina e Punta) o in progettazione (il piano particolareggiato del traffico di Porto Corsini ipotizza la costruzione di un parcheggio in zona via Baiona). Va qui ricordato che con la riqualificazione degli stradelli retrodunali spariranno i posti auto che si trovano al loro interno. Per il turista le scelte sono due: o parcheggiare nelle strisce blu, con una nuova tariffazione, oppure lasciare l’auto negli scambiatori arrivando nei bagni con i bus navetta gratuiti.

Novità nella tariffazione sono però in arrivo anche in centro a Ravenna: «In previsione di future modifiche del sistema complessivo della mobilità, sarà indispensabile attuare le previsioni di ampliamento dei parcheggi e di adeguamento delle tariffe attuali. Le modifiche delle tariffe della sosta andranno valutate in relazione al costo del viaggio, in modo che si possano mettere in reale competizione i diversi modi di trasporto (pubblico e privato)». Sembra quindi che il piano sia quello di agganciare in qualche modo il prezzo del trasporto pubblico a quello del parcheggio, per far sì che il costo del biglietto sia competitivo con quello della sosta e che – in sostanza – ad un cittadino convenga utilizzare il mezzo pubblico anziché l’auto.

Il rapporto di monitoraggio contiene una serie di informazioni molto interessanti. Si legge ad esempio che le aree di Ztl sono rimaste tali e quali nell’ultimo anno  a causa di «perduranti criticità non ancora risolte legate a situazioni patrimoniali di alcune aree di sosta; aree che sono funzionali a garantire adeguati spazi di sosta per i veicoli dei residenti delle porzioni urbane interessate dall’estensione delle ZTL».  Servono in altre parole nuove aree che garantiscano i parcheggi a quelli che si perderebbero con le nuove zone a traffico limitato. Superiore al previsto invece l’incremento delle cosiddette “zona 30”, ovvero quelle strade in cui le auto non possono superare i trenta chilometri orari. Si raccomanda – si legge nel piano di monitoraggio – «di attuare le estensioni previste di Ztl nel breve periodi». È necessario inoltre “approvare il regolamento della circolazione e della sosta nelle aree pedonali, nelle zone a traffico limitato e nella zone a particolare rilevanza urbanistica». Attualmente le Zone a Traffico Limitato coprono il 34 per cento del centro storico, come detto la stessa percentuale dello scorso anno. Lo scenario di piano  del Comune mira all’84  per cento, una percentuale comunque inferiore a quella raccomandata dal Piano ambientale regionale che è pari al 100 per cento.

Il quadro della mobilità sostenibile è comunque in sostanziale miglioramento. Aumentano le piste ciclabili e gli utenti del trasporto pubblico. Da sottolineare il dato di rotazione nei parcheggi a pagamento. Sono 2.584 gli stalli “blu” nel territorio. Nella fascia più cara il coefficiente di rotazione – ovvero il numero di auto che mediamente occupano quello stallo nell’arco della giornata – è pari a 3,97, in quella più economica crolla a 0,64.

Qui sotto, un’infografica con qualche dato estrapolato dal rapporto: a sinistra è indicato il punto di partenza al momento dell’adozione, a destra l’obiettivo fissato dal Pums. Qui, invece, il rapporto completo del primo monitoraggio.

 

 

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