Commercio in crisi: dal 2006 in provincia di Ravenna è sparito un negozio su cinque

Per la prima volta sono meno di quattromila le imprese attive nel settore al dettaglio

IMG 1326Un declino inarrestabile che la pandemia non ha fatto altro che accentuare. È l’andamento del settore del commercio in provincia di Ravenna (ma il trend è ovviamente nazionale), stando ai numeri del Registro delle imprese della Camera di Commercio.

A fine 2020 erano 3.938 le imprese attive in provincia nell’ambito del commercio al dettaglio (escluso quello di automobili e di riparazione di beni personali e per la casa), mai così poche praticamente da decenni, per la prima volta nel nuovo secolo sotto la soglia delle 4mila.

Il punto più alto era stato toccato nel 2006, con 4.846 imprese attive. Poi una lenta discesa, che ha portato alla scomparsa quasi quindici anni dopo di un’impresa su cinque.

A causa della pandemia ha toccato il punto più basso anche il dato delle iscrizioni, 116 in un anno, contro le 141 del 2019.

Un trend che ha pesato naturalmente anche sul numero dei lavoratori. Nel 2020 il settore è stato il più colpito, con una riduzione degli occupati di 4.020 persone (ma in questo caso non è disponibile il dato disaggregato e quindi il numero fa riferimento a turismo e commercio presi nel loro complesso), quasi la metà delle 8.200 che hanno perso il lavoro in tutta la provincia l’anno scorso (con un calo del 4,6 percento).

Complessivamente, secondo l’ultimo rapporto Istat, il tasso di disoccupazione in provincia è passato dal 4,6 del 2019 al 6,9 percento di fine 2020.

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