Cna: «Il Superbonus 110 andava prorogato nei territori alluvionati»

Le valutazioni dell’associazione di categoria su bonus edilizi e legge di Bilancio 2024 che viene definita «con luci e ombre»

LdB2024CNARavennaBene il rifinanziamento della legge Sabatini che favorisce gli investimenti delle piccole imprese e la conferma del taglio del cuneo fiscale per i redditi più bassi, male l’introduzione dell’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali e lo stop al Superbonus senza una vera exit strategy. È la sintesi estrema della valutazione di Cna Ravenna sulla legge di Bilancio 2024 approvata dalla coalizione di centrodestra.

Il giudizio espresso dal presidente territoriale di Ravenna, Matteo Leoni, è arrivato all’apertura di un convegno che si è svolto ieri, mercoledì 21 febbraio: “Le novità della Legge di Bilancio 2024, le modifiche ai bonus in edilizia e la riforma fiscale”, un approfondimento sui tre temi curato dall’associazione di categoria.

Leoni ha rimarcato come i temi affrontati siano di fondamentale importanza e con impatti rilevanti sulle imprese e sull’intero territorio. «Questa è una manovra con luci e ombre, caratterizzata da una grande prudenza sulle risorse disponibili, non espansiva, con particolare attenzione all’equilibrio dei conti pubblici. Troviamo sicuramente dei lati positivi, come il rifinanziamento della Legge Sabatini, che favorisce gli investimenti delle piccole imprese, la conferma del taglio del cuneo fiscale per i redditi più bassi e l’aumento delle soglie dei Fringe Benefit e la riduzione dell’imposta sui premi di risultato. Valutiamo, tuttavia, negativamente l’introduzione dell’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali e lo stop repentino al Superbonus senza una vera e efficace exit strategy. Cna aveva chiesto almeno una proroga per le zone colpite dall’alluvione, vista l’oggettiva difficoltà a terminare i lavori, ma anche questa è stata negata. Sappiamo che l’alto debito pubblico e il deficit in salita riducono le risorse disponibili, per questo è fondamentale fare le scelte giuste per sostenere la crescita economica e sviluppo con pochi provvedimenti ma d’impatto».

In seguito ha preso la parola Claudio Carpentieri, responsabile del dipartimento politiche fiscali di Cna nazionale: nel suo intervento, ha approfondito alcune questioni di grande importanza, come l’aumento della ritenuta sui bonifici parlanti dall’8 all’11 percento, la riforma dell’Irpef attraverso la rimodulazione delle aliquote, «che però non agisce in maniera equa su tutte le categorie di lavoratori, penalizzando in particolar modo i lavoratori autonomi, e sul concordato preventivo biennale, strumento di compliance non privo di criticità».

L’intervento di Luca Cantagalli, responsabile della sezione fiscale di CNA Ravenna, invece si è concentrato sull’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali, di cui le imprese dovranno dotarsi entro il 31 dicembre 2024, sulla rimodulazione del bonus Barriere Architettoniche, di cui sono stati modificati i requisiti d’accesso e sul nuovo Superbonus.

Ha concluso l’iniziativa il direttore generale della Cna di Ravenna, Massimo Mazzavillani: «In Italia si tende a discutere della Legge di Bilancio, che interessa circa il 2 o 3 percento del bilancio generale dello Stato, ma non si mette mano al bilancio generale per liberare risorse al fine di fare sviluppo per il sistema imprenditoriale ed economico. Questo non aiuta a fare scelte coraggiose: di fronte a una catastrofe come l’alluvione dello scorso anno non è possibile pensare di risolvere la situazione con obblighi e imposizioni, perché viene meno il principio di sussidiarietà dello Stato stabilito anche dalla nostra Costituzione».

Sulla questione Superbonus e Bonus in edilizia vari, secondo Mazzavillani, si sta assistendo a una demonizzazione attraverso una comunicazione parziale dei risultati conseguiti: «Ci si limita a “urlare” quanto pesino sui conti dello Stato senza ricordare quante entrate in più portino nelle casse dello Stato e quanto incidano favorevolmente sul mantenimento conservativo degli immobili e sul risparmio energetico. I bonus in edilizia, con il giusto peso, sono uno strumento eccezionale per sostenere il settore delle costruzioni, per aumentare le entrate nelle casse dello Stato e per migliorare le abitazioni con particolare attenzione all’efficientamento e al risparmio energetico. Le nostre richieste di proroga, in particolare nei territori alluvionati, però, sono rimaste inascoltate».

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