giovedì
19 Febbraio 2026
Scenari

Prometeia: l’economia ravennate nel 2026 crescerà più della media regionale e nazionale

Secondo la società di consulenza di Bologna il dato provinciale sarà 0,9 percento, leggermente inferiore alle previsioni di tre mesi fa

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L’economia ravennate nel 2026 crescerà dello 0,9 percento, qualche decimo di punto sopra sia al valore regionale (0,8) che alla media nazionale (0,7). È la previsione di Prometeia, società di consulenza e ricerca economica di Bologna, resa nota dalla Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Prometeia ha rivisto leggermente al ribasso quanto ipotizzato tre mesi fa. Il contesto internazionale resta incerto e si riflette sulle decisioni di famiglie e imprese: il dollaro svalutato sull’euro penalizza le esportazioni, mentre le tensioni geopolitiche alimentano un clima di cautela che frena i consumi.

Nell’anno appena trascorso, il valore aggiunto ravennate ha registrato un incremento contenuto, con un profilo trimestrale irregolare e una dinamica complessiva che ha riflettuto la debolezza della domanda interna. I consumi delle famiglie sono cresciuti lentamente, frenati dall’erosione del potere d’acquisto accumulata negli anni di alta inflazione e da una propensione al risparmio che rimane elevata. Gli investimenti hanno mostrato segnali alterni: nel 2025 a soffrire, in particolare, l’Industria, che ha registrato una lieve decrescita del -0,2% (+0,1% le stime per il 2026) e l’Agricoltura (-1,2%; +5,4% le stime per il 2026). Il trend dei Servizi è risultato in modesto aumento (+0,1%; +0,8% le stime per il 2026). Buona resilienza evidenziata dal comparto delle Costruzioni (+8,6%), sostenuta in parte dalla spesa legata alla transizione digitale ed energetica.

Il settore estero – evidenzia l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio – ancora offre un contributo disomogeneo. Le esportazioni ravennati, infatti, hanno mostrato fasi di recupero, soprattutto verso i mercati extra UE, ma restano esposte al rallentamento del commercio globale. La bilancia dei pagamenti, dopo le forti tensioni del 2022, ha recuperato un saldo positivo del conto corrente, grazie soprattutto al miglioramento della componente energetica. La posizione patrimoniale netta sull’estero continua a rafforzarsi, un segnale di maggiore solidità finanziaria complessiva. Le prospettive per il quadriennio 2025-2028 delineano una crescita moderata ma progressiva, con tassi inferiori all’1% nel breve periodo e un lieve rafforzamento nel medio termine. Uno scenario che richiede politiche attente: sostenere gli investimenti produttivi, rafforzare la produttività e accompagnare la transizione economica trasformando la resilienza in crescita strutturale.

«Una crescita diffusa e sostenibile e una trasformazione strutturale – ha evidenziato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – sono passaggi fondamentali per dare vita ad un’economia più robusta. La maggior parte delle nostre imprese non ha smesso di credere nel futuro e di portare avanti piani di investimento, seppur in uno scenario funestato dall’incertezza internazionale, da un conflitto bellico tutt’ora in corso e da costi dell’energia ancora lontani da livelli che si possano ritenere anche solo accettabili. Quando parliamo di scenari dell’economia del territorio dobbiamo tenere in debito conto e apprezzare l‘importante programma messo in campo dal presidente dell’Autorità Portuale, Francesco Benevolo, per il nostro porto: missioni in Europa, eventi nazionali e partecipazione alle principali fiere, per rafforzare il posizionamento del porto di Ravenna come hub strategico per rinfuse, industria e logistica integrata nel sistema italiano ed europeo. Due settimane fa il presidente Benevolo ha presentato a Bruxelles gli asset dello scalo alle istituzioni comunitarie, anche grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna, in vista della programmazione 2028-2035: un passaggio molto importante per valorizzare al massimo le opportunità che possiamo cogliere. Dopo l’attuazione della ZLS, fondamentale per spingere la crescita del PIL a velocità più che doppia, e i consistenti investimenti legati al progetto Hub portuale, le Istituzioni e le Organizzazioni di rappresentanza economica devono essere unite nel portare all’attenzione del Governo le infrastrutture prioritarie per il territorio, in una nuova visione della mobilità emiliano-romagnola che deve diventare realtà».

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