giovedì
26 Marzo 2026
Faentino

Reti antigradine crollate per vento e peso della neve: centinaia di migliaia di euro di danni nei frutteti

Le stime di Coldiretti che ora teme le gelate notturne su coltivazioni già sferzate dal vento. Ad aggravare la situazione anche l’impennata dei costi, soprattutto per le serre e per gli impianti di protezione delle colture, spinti dai rincari del gasolio

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L’agricoltura ravennate comincia a fare la conta dei danni causati dal maltempo di oggi, 26 marzo, che ha portato vento e neve fino in pianura. Secondo Coldiretti i danni più pesanti si registrano nel Faentino con il cedimento di numerose reti antigrandine stese sui frutteti per proteggere le piante e soprattutto per contenere le temperature tra i filari. Le strutture sono collassate sotto il peso della neve impregnata d’acqua causando danni a impianti e frutteti, in particolare kiwi, con perdite stimate, dalla pianura alla collina, in centinaia di migliaia di euro.

Ora, con le temperature già crollate vicino allo zero e il cielo sereno previsto nei prossimi giorni, c’è grande apprensione per le possibili gelate notturne. Questo, spiega Coldiretti, anche perché il vento sferzante abbattutosi sui frutteti in piena fioritura ha già indebolito le piante aumentandone la vulnerabilità in una delle fasi più delicate del ciclo produttivo.

La principale preoccupazione degli agricoltori, dunque, è ora legata al previsto e ulteriore abbassamento delle temperature: le gelate potrebbero infatti danneggiare i fiori e le prime fasi di formazione dei frutti. Le piante, infatti, sono già fortemente bagnate per via della tanta pioggia e della neve caduta e quindi più esposte al rischio di danni da gelo e ghiaccio.

Il maltempo ha inoltre provocato danni alle strutture aziendali, con tetti danneggiati, interruzioni di energia elettrica e problemi logistici nelle aziende agricole per via, sempre nel faentino, di allagamenti nella viabilità di servizio a causa delle rete di scolo secondaria andata presto in crisi per via delle abbondanti e continue precipitazioni.

Ad aggravare la situazione – sottolinea Coldiretti – è anche l’impennata dei costi, soprattutto per le serre e per gli impianti di protezione delle colture, spinti dai rincari del gasolio legati allo scenario internazionale.

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