mercoledì
15 Aprile 2026
Lettera aperta

Alluvioni, sopralluogo della commissione parlamentare: 17 sindaci criticano le modalità

I primi cittadini parlano di grave sgarbo istituzionale: invitato a partecipare solo un consigliere regionale di Fdi, audizioni fuori da sedi istituzionali

Condividi

La commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico è in missione istituzionale in Romagna in merito alle conseguenze degli eventi alluvionali del maggio 2023 e successivi. Dopo i sopralluoghi in provincia di Forlì-Cesena ieri, 25 marzo, oggi la commissione è in provincia di Ravenna. L’iniziativa si inserisce nel piano di monitoraggio e analisi per capire le cause dell’alluvione che ha colpito il territorio, con particolare attenzione agli aspetti legati alle mancate manutenzioni delle infrastrutture idrauliche.

Il primo sopralluogo ha avuto luogo alle casse di espansione di Cuffiano, una struttura chiave per la gestione delle piene del fiume Senio ma non ancora entrata in funzione. La delegazione si è poi spostata nella zona di Faenza, nell’area di confluenza tra i fiumi Marzeno e Lamone. Infine la commissione ha proseguito il suo percorso a Ravenna. Sono previste audizioni con rappresentanti di comitati civici e amministratori locali.

Tutti i sindaci dei Comuni della provincia (escluso il commissario prefettizio in carica a Cervia nominato dal governo, ma incluso Massimiliano Pederzoli di Brisighella che è l’unico di centrodestra) hanno firmato una lettera congiunta (qui il documento integrale) indirizzata al presidente della commissione, il deputato Giuseppe Bicchielli di Forza Italia, per contestare le modalità dell’azione. I sindaci parlano di grave sgarbo istituzionale. «Le modalità di preavviso e operative del sopralluogo hanno svilito funzione e postura istituzionale della comissione – è un passaggio della lettera –. Almeno su modalità, sedi e soggetti da ascoltare ci aspettavamo condivisione e non autoreferenzialità».

Secondo quanto affermano i sindaci, gli amministratori sono stati convocati in spazi di esercenti locali e non in sedi istituzionali: «Non è dato sapere se l’intenzione fosse quella di una formale audizione o di un mero sopralluogo tecnico – continua la lettera – posto che non ci risulta essere stata coinvolta la Regione Emilia-Romagna a cui compete la gestione della maggior parte dei siti che si è ritenuto visitare».

Un solo consigliere regionale, il ravennate Alberto Ferrero (Fdi), è stato invitato a partecipare alla missione, senza il coinvolgimento degli altri consiglieri espressi dai territori alluvionati. «Sono stati invitati alcuni soggetti privi di qualsiasi rappresentanza istituzionale, con una pacifica ingerenza con la campagna elettorale in corso. Al contempo gli stessi comitati di alluvionati sono stati convocati in modo arbitrario e senza interpellarne i coordinamenti, pur istituiti, e senza invitare i comitati più rappresentativi né le locali rappresentanze delle frazioni coinvolte».

La giornata odierna, come noto, è caratterizzata da un’allerta arancione per maltempo: «Nonostante questo, gli amministratori in ultimo sono stati invitati in modo scomposto e tardivo a recarsi a Forlì per un incontro in sede prefettizia».

I sindaci lamentano la mancanza di un’audizione in sede istituzionale «nell’interesse dei nostri cittadini e cittadine, per fornire tutti i chiarimenti che la commissione ritiene opportuni». Ciò che è accaduto non rappresenta l’esercizio di questa funzione e non ci pare orientato né ad approfondire la conoscenza del territorio né ad appurare la verità rispetto ai tragici momenti accaduti nel 2023 e 2024, ma bensì a una predeterminata azione politica: siamo soliti dare rispetto e pretendere rispetto, almeno tra istituzioni della Repubblica».

Sono intervenuti anche il segretario provinciale del Pd, Nicola Dalmonte, e la deputata Ouidad Bakkali (Pd): «Riteniamo inaccettabile il metodo con cui è stata gestita la visita della commissione parlamentare. I sindaci devono essere convocati in modo istituzionale. E resta del tutto incomprensibile la scelta di costruire questo momento alla presenza dei soli esponenti della destra, escludendo ogni reale confronto istituzionale e pluralista. Su una ferita ancora aperta come quella dell’alluvione non servono iniziative di parte né incontri costruiti coinvolgendo solo esponenti politici della destra. Servono rispetto per le istituzioni locali, ascolto vero delle comunità colpite e una collaborazione leale tra tutti i livelli istituzionali».

Condividi
CASA PREMIUM

Spazio agli architetti

Metafisica concreta

Sull’intitolazione dell’ex Piazzale Cilla a Piazza Giorgio de Chirico

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi