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“Scor cum ut à insigné tu mé! Balì Burdèl!”- Reading in dialetto con poeti, cantanti, attori e scrittori

8 aprile 2026 | 21:00
Il Circolo i Fiori - Via Di Sopra 34, Faenza

La serata-evento organizzata da La Musica nelle Aie e dedicata alla celebrazione del dialetto romagnolo

Descrizione fornita dagli organizzatori
Decima edizione per “Scor cum ut à insigné tu mé!”, la serata-evento organizzata da La Musica nelle Aie e dedicata alla celebrazione del dialetto romagnolo, per assaporarne tutte le possibili declinazioni artistiche, dalla prosa alla poesia, dalla canzone al teatro. Nata nel 2014 e interrotta per tre edizioni a causa della pandemia, si tratta ormai di una piccola “tradizione” per annunciare la grande festa delle aie di Castel Raniero, appuntamento che sul territorio “battezza” l’arrivo della primavera. Anche quest’anno, la serata ribadirà la sua natura indefinibile: né un convegno né uno spettacolo convenzionale, ma un vero e proprio reading performativo dedicato alla lingua dei nostri padri e dei nostri nonni.
“Scor cum ut à insigné tu mé! Balì Burdèl!” si svolgerà mercoledì 8 aprile alle 21 presso ICircolo i Fioriin via Di Sopra 34, nel Borgo Durbecco a Faenza, e costituirà l’anteprima del festival La Musica nelle Aie, che si terrà a Castel Raniero dall’8 al 10 maggio 2026. L’evento, nato in collaborazione col settimanale setteserequi iCircolo I Fiori, coinvolgerà poeti, scrittori, musicisti, cantanti, attori, studiosi e amanti del nostro dialetto, tutti chiamati a prendere posto davanti a un microfono per far riscoprire la semplice bellezza comunicativa e l’eclettismo espressivo del nostro dialetto in un contesto comunitario, proprio di una lingua letteralmente nata, cresciuta ed evoluta fra la gente, nelle aie, nelle piazze, nei bar.
Il cast del partecipanti di quest’anno parte dai giovanissimi: torneranno infatti alla sala Kiss i bambini degli Amici del Teatro di Cassanigo, ultime leve del teatro dialettale romagnolo, accompagnate in scena dall’attrice faentina Cristina Vespignani, che condurrà anche la serata.
Sarà poi la prima “volta a metà” per i Selt ad Semia, nuovo progetto cantautoral-dialettale nato in seno ai russiani Jean Fabry, che il vernacolo lo utilizzano solo occasionalmente nel loro “punk mentale”, il genere musicale che, isolatamente, suonano ormai da trent’anni. Anche più insolito l’approccio alla canzone idialetto del fusignanese Hans Polgrossialle prese con loop station e digressioni veramente aliene sulla lingua dei nostri padri.
Sul versante poetico torneranno la versatrice riminese Lidiana Fabbri, con il suo candore meravigliato, e l’imprevedibile poetessa di Modigliana Alberta Tedioli, contesta tra l’approfondimento filologico dei dialetti collinari e la morsa narrativa della post-modernità.
Tornando alla musica, sarà di nuovo alla sala Kiss il castellano Valentino Bettini, artista totale, cineasta sperimentale e soprattutto leader carismatico dei Koppertoni, insieme alla sua musa Valeria Cavina, e per la prima volta saranno dei nostri i ravennati Blëch De Sabat, con il loro rock verace all’americana cantato iromagnolo.
A completare il cast tre attori eccezionali, nonché custodi della nostra poesia vernacolare come Gianni e Paolo Parmiani, una certezza di “Scor cum ut à insigné tu mé!” e più in generale per chi vuole ridere imparando sempre qualcosa, e Denis Campitelli, attore di Bertinoro che frequenta ormai anche il cinema italiano “di serie A” ma che non ha mai dimenticato idialetto; anzi, nei mesi scorsi ha riportato sui palchi lo straordinario monologo “Zitti tutti” di Raffaello Baldini, quello che grazie a Ivano Marescotti trent’anni fa fece scoprire ai romagnoli la loro poesia più alta e indimenticabile. Speriamo un giorno anche esportabile.
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