domenica
21 Giugno 2026

Impiantistica: la Rosetti Marino si rialza dopo due anni di pesanti perdite

Torna l’utile (oltre 4,6 milioni di euro) nei bilanci consolidati del gruppo di costruzioni offshore e navali che nel 2022 ha raddoppiato i fatturati

Rosetti Marino Energy Piomboni
La base della Rosetti Marino Energy nei Piomboni

Dopo i pesanti risultati negativi dei due anni precedenti, ritorna l’utile di esercizio nel bilancio consolidato dell’importante gruppo ravennate guidato dalla Rosetti Marino spa. L’azienda, come noto, opera a livello internazionale nel campo della progettazione, realizzazione e fornitura di impianti – offshore ed onshore – per l’eolico, l’oil&gas e la carbon neutrality, nonché nella costruzione navale (di rimorchiatori, supply vessels e superyacht).

Il fatturato del gruppo al 31 dicembre 2022 è risultato di oltre 316 milioni di euro, praticamente raddoppiato rispetto a quello realizzato nell’esercizio precedente. L’incremento è riconducibile quasi integralmente al settore dell’energia, mentre quello navale ha contribuito all’attività produttiva con 25 milioni di euro, comunque in leggera crescita rispetto all’anno precedente.

Il portafoglio ordini ammonta a 382 milioni di euro (contro i 544 milioni al 31 dicembre 2021) ma «non riflette il particolare momentum positivo» – sottolineano dall’azienda – che il Gruppo Rosetti Marino sta vivendo in attesa della assegnazione di importanti contratti la cui acquisizione è attesa a brevissimo.
L’utile netto consolidato del gruppo nel 2022 è stato di oltre 4,6 milioni di euro contro la perdita di oltre 54 milioni fatta registrare a fine 2021 (che si andava oltretutto a sommare ai 32 milioni persi anche nel 2020). Nel 2019, invece, l’ultimo utile netto del bilancio consolidato del gruppo, che fu di 4,4 milioni di euro, a fronte di un fatturato di quasi 340.

L’allarme delle Cab: «Le coltivazioni biologiche perdono competitività»

La coop di consulenza e assistenza in campo agroalimentare Promosagri chiede l’intervento della Ue: «A rischio obiettivi europei»

Agricoltura Girasoli Bio
Un campo di girasoli bio

«Il biologico perde competitività». L’allarme è delle cooperative agricole braccianti (Cab) della provincia di Ravenna, secondo le quali «negli ultimi anni, per molte colture del nostro territorio, il prezzo all’origine tra prodotto biologico e convenzionale si è ridotto al punto da fargli perdere competitività nei confronti delle produzioni tradizionali, fino a rischiare pesanti conseguenze sul reddito aziendale».

Secondo Stefano Patrizi, presidente di Promosagri (cooperativa di progettazione, consulenza e assistenza tecnica per le cooperative agroalimentari) «è in pericolo l’obiettivo europeo del 25 percento di coltivazioni in biologico entro il 2030, senza un reddito adeguato per i produttori biologici».
Anche per le coltivazioni bio, le cui rese sono inferiori a quelle tradizionali, sono cresciuti i costi dei fattori produttivi. Per esempio, il grano duro biologico nel 2022 ha presentato un margine aziendale lordo inferiore del 59% rispetto al convenzionale, mentre il mais bio a fatica ha coperto i costi di produzione.

«Nonostante gli investimenti fatti – afferma Giovanni Giambi, vicepresidente di Promosagri – il divario produttivo tra biologico e convenzionale è ancora elevato, soprattutto per alcune tipologie di colture. Nei cereali bio si raccoglie una percentuale di quintali medi per ettaro inferiore tra il 10% e il 25% rispetto al tradizionale, per la barbabietola il dato arriva al 30-35% in meno, mentre per il pomodoro la quota è tra il 25-30% in meno. Per alcune colture orticole si arriva addirittura al 60% in meno».

Difficoltà anche nella zootecnia da latte bio: in queste stalle, paradossalmente, si sta rischiando un margine aziendale sensibilmente più basso rispetto a quelle tradizionali, a causa di costi di produzione schizzati alle stelle e a un differenziale del prezzo del latte ridottosi a favore della produzione convenzionale. Con il calo dei consumi, inoltre, si sono verificate ulteriori contrazioni di quote di produzione per le stalle, tali da compromettere la redditività e gli investimenti fatti negli ultimi anni in termini di sostenibilità ambientale, dicono le Cab.

Per scongiurare un’eventuale crisi del biologico, Promosagri chiede che l’Unione Europea sostenga il valore all’origine delle produzioni con un governo rigoroso dei mercati interni ed esteri «per prevenire la banalizzazione delle produzioni, la concorrenza sleale, le illegalità». Chiede inoltre «di sostenere la ricerca e la sperimentazione (a partire da quelle pubbliche), una comunicazione adeguata ed efficace al consumo, una modulazione della Politica Agricola Comunitaria efficace e integrata con questi aspetti».

La scuola diventa un laboratorio di cinema, scacchi, astronomia, elettronica

All’Itip Bucci di Faenza la prima giornata di cogestione, con gli studenti protagonisti

Per un giorno, la scuola si è trasformata in un laboratorio condiviso tra studenti e insegnanti, senza le classiche lezioni frontali.

È successo all’Itip Bucci di Faenza, dove per la prima volta si è svolta, sabato 15 aprile, la giornata di cogestione, dando spazio alla creatività e alla curiosità degli studenti verso la realtà contemporanea.

L’esperienza è stata possibile in quanto l’iniziativa dei ragazzi ha incontrato la disponibilità di molti: dalla dirigenza ai docenti dell’istituto che hanno contribuito fattivamente alla realizzazione dei laboratori, da esperti e ospiti esterni selezionati fino a una commissione di studenti che ha aiutato i compagni nella gestione delle attività proposte.

Tra i venticinque laboratori ce n’era uno sulla storia della nascita di una giovane start up, uno di scacchi, uno di astronomia. Si è parlato di microelettronica, del senso del successo, si sono svolte analisi di serie tv e cinema, si è trattato di archeologia, videogiochi, teatro, fotografia, sport.

«Tutto questo a cosa è servito? – commenta Matteo Oltrecolli, a nome degli studentiPer noi dello staff organizzativo è stato evidente che la scuola può essere qualcosa di nostro, qualcosa a cui tenere e per cui spendere fatica. La affronteremo sicuramente con occhi diversi. Per chi ha partecipato, sicuramente, un’intuizione, una strada, ha bussato alla loro quotidianità. La scuola deve essere dialogo con gli insegnanti, passione e ricerca continua. La sfida interessante ora è aprire la porta rispondendo continuamente alla domanda: Cosa voglio io per me?».

Il faentino Giacomo Venturi conquista la serie B con la Reggiana

Il portiere ex Ravenna può festeggiare la vittoria del girone B del campionato di Lega Pro, davanti al Cesena

Giacomo VenturiIl portiere faentino Giacomo Venturi, classe 1992, ottiene da protagonista la promozione in serie B con la Reggiana. Con la vittoria conquistata a Olbia nel penultimo turno di campionato, la squadra emiliana ha infatti blindato matematicamente il primo posto nel girone B della Lega Pro, a 90 minuti dal termine.

Venturi è un volto noto anche da queste parti, protagonista nel Ravenna in serie D prima e in serie C poi, dal 2016 al 2019. E oggi i tifosi giallorossi saranno contenti per l’impresa del loro ex estremo difensore, a maggior ragione se si considera che al secondo posto, staccati di 4 punti, ci sono gli “odiati” cugini del Cesena, destinati ora ai play-off.

Una biciclettata inaugura a Castel Bolognese la Ciclovia del Senio

Un itinerario di 10 km adatto a tutta la famiglia

Ciclovia Senio
Un tratto della Ciclovia del Senio in una foto pubblicata su Facebook da Mirko Caravita

Sabato 22 aprile a Castel Bolognese si terrà l’inaugurazione della Ciclovia del Senio, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Per l’occasione, vista la natura del progetto, è in programma una biciclettata aperta a tutti lungo in tracciato della ciclovia, con partenza alle 15 da Piazza Bernardi. Tra gli ospiti anche l’ex ciclista e attuale presidente di Apt Servizi Emilia-Romagna Davide Cassani.

Il programma prevede il passaggio dal Sentiero della Legalità (Parco Fluviale) e l’arrivo a Ca’ Rossi per il taglio del nastro. Poi di nuovo in sella fino alla Diga Steccaia per un ulteriore momento di approfondimento e tappa finale a Tebano con un rinfresco conclusivo organizzato grazie alla collaborazione dell’associazione Amici del Fiume Senio.

La Ciclovia del Senio è un’infrastruttura finanziata dal Comune di Castel Bolognese e dalla Regione Emilia-Romagna (per oltre 600mila euro complessivi). Un itinerario di dieci chilometri in pianura adatto a tutta la famiglia, ricco di spunti naturalistici e culturali. Parte dalla storica Diga Steccaia fino al Mulino Scodellino, costeggiando il Fiume Senio, e incontra il medievale Canale dei Mulini, una rete di percorsi che oggi si snoda per quaranta chilometri nel cuore della Romagna.

«In queste settimane – racconta il sindaco Luca Della Godenzamolti concittadini e non solo hanno potuto apprezzare il valore di un’infrastruttura sulla quale abbiamo creduto e investito molto. Siamo orgogliosi di aver realizzato questo tratto della Ciclovia del Senio, che contribuisce non solo a posizionare Castello all’interno di percorsi turistici ed esperienziali, bensì anche a potenziare la sicurezza della mobilità a piedi e in bicicletta».

In mostra le copie dei mosaici antichi e la natura del Delta del Po

A Palazzo Rasponi, a cura dell’assessore del Comune e dei vertici dell’ente Parco

Colombe Abbeveranti Galla PlacidiaUna mostra che, grazie a un percorso che unisce l’arte musiva a quella fotografica, racconterà il rapporto tra le rappresentazioni dei mosaici antichi di Ravenna e la fauna del Parco del Delta del Po.

“Il Patrimonio della Biodiversità – Mosaico e Natura”, questo il titolo, sarà allestita a Palazzo Rasponi dalle Teste dal 22 aprile al 4 giugno (a ingresso gratuito), l’inaugurazione ci sarà venerdì 21 aprile alle 17 ed è organizzata dal Servizio turismo del Comune di Ravenna e dal Parco del Delta del Po.

Nella mostra – curata da Giacomo Costantini, assessore al Turismo del Comune di Ravenna, Maria Grazia Marini, dirigente del Servizio turismo del Comune di Ravenna, Aida Morelli e Massimiliano Costa, rispettivamente presidente e direttore del Parco del Delta del Po – sono visibili i dettagli delle rappresentazioni musive delle copie dei mosaici realizzati dal Gruppo mosaicisti di Ravenna all’inizio degli anni ’50 dei monumenti Unesco e gli scatti di Luciano Piazza, Roberto Zaffi e Nicola Merloni.

Ad accompagnare i visitatori lungo il percorso espositivo ci saranno i testi ispirati dagli studi del Gruppo mosaicisti di Ravenna, di don Giovanni Montanari (1929 – 2021) direttore della Biblioteca e dell’Archivio Arcivescovile, di Isotta Fiorentini Roncuzzi (1925 – 2016) studiosa e docente appassionata, autrice di molti testi sul mosaico, fondatrice dell’Associazione internazionale dei mosaicisti contemporanei e promotrice del Parco della Pace; di Azelio Ortali (1925) naturalista, fotografo e scrittore, già direttore del Museo ornitologico e di scienze naturali.

A corredo del percorso di mostra sarà visibile un video a cura di Andrea Bernabini e Matteo Bevilacqua dal titolo Tessere e dettagli (Tiles e datails).

«Osservare i mosaici di Ravenna è sempre un’esperienza immersiva – dichiara l’assessore al Turismo Giacomo Costantini – che ci mette a contatto con la storia, la bellezza, la spiritualità. Con questa, mostra invitiamo ad andare, o a ritornare, nei nostri monumenti patrimonio dell’umanità con lo scopo di cercare nei dettagli dell’antica narrazione musiva quei particolari che nell’esposizione abbiamo voluto mettere in primo piano, apprezzando la grandezza della composizione, scoprendo infine che i piccoli abitanti dei cieli rappresentanti nei mosaici sono ancora oggi gli stessi che volano nei cieli di Ravenna e nei suoi ambienti naturali».

I mosaici realizzati dal Gruppo mosaicisti di Ravenna all’inizio degli anni ’50, sono copie fedeli agli originali per dimensioni e tecniche di riproduzione. Sono stati realizzati per essere esposti nel mondo e nel mondo hanno a lungo viaggiato per presentare la bellezza del patrimonio di Ravenna. Di quella collezione saranno esposti esclusivamente i pannelli dedicati alle riproduzioni di uccelli e fiori, la rappresentazione di fauna e flora di tempi molto lontani, gli stessi tuttavia che ancora oggi si possono vedere a Ravenna.

Le stampe di Bagnacavallo nelle nuove mostre del Museo delle Cappuccine

3 Volpato
G. Volpato, da Guercino, Rore madens multoque renidens flore rosarum…, acquaforte e bulino, 1780

Sabato 22 aprile alle 18, con una doppia inaugurazione, si apre la nuova programmazione espositiva del centro culturale delle Cappuccine di Bagnacavallo.

Il Museo delle Cappuccine propone le due mostre Origine e meta. In viaggio tra le città del gabinetto delle stampe e La cura dell’antico. Il restauro delle stampe di Bagnacavallo, visitabili dal 22 aprile fino al 2 luglio, attraverso le quali intende valorizzare il proprio patrimonio storico-artistico, in particolare quello del Gabinetto delle stampe antiche e moderne, vero fiore all’occhiello delle collezioni cittadine.

Istituito nel 1990, con lo scopo di dare visibilità e un adeguato luogo di conservazione a una preziosa e consistente donazione di stampe antiche lasciata al Comune di Bagnacavallo dal collezionista parmense di origini bagnacavallesi Emilio Ferroni, iniziava in quella data, grazie anche alla collaborazione e allo stimolo ricevuto da amici e conoscitori dell’arte incisoria come Giuseppe Maestri, Giorgio Trentin, Pier Carlo Santini, un’intensa attività espositiva e di ricerca intorno alle diverse tecniche calcografiche e xilografiche.

Non solo luogo deputato alla conservazione, dunque, ma centro promotore di iniziative volte alla diffusione della cultura dell’incisione, e proprio nel solco di questa tradizione si innestano le due iniziative che permetteranno di scoprire alcune delle più preziose e interessanti stampe solitamente archiviate nei depositi del museo.

La mostra Origine e meta. In viaggio tra le città del gabinetto delle stampe rientra nella tematica dedicata al paesaggio che dal 2022 accompagna l’offerta culturale cittadina e che in questo 2023 si incentra sul paesaggio urbano. Tra le oltre 13.000 opere conservate nel Gabinetto delle stampe ricorrenti sono quelle dedicate a vedute urbane, che permettono di cogliere le riflessioni che alcuni artisti hanno portato avanti sul tema e di approfondire i valori simbolici attribuiti al concetto di città. La mostra, che presenta una piccola selezione di queste vedute, accompagna il visitatore in un viaggio spazio-temporale da alcune città della storia e del mito divenute nell’immaginario collettivo veri e propri simboli, sino ad arrivare a città, comuni ma caratterizzate da una ben definita identità, da contemplare, scoprire, vivere.

La cura dell’antico. Il restauro delle stampe di Bagnacavallo porta invece in mostra una selezione di stampe antiche, scelte tra le più di 100 che sono state recentemente restaurate dagli specialisti del Laboratorio degli Angeli di Bologna, grazie al prezioso contributo della Regione Emilia-Romagna attraverso la legge regionale 18/2000. Le opere sono state oggetto di un importante intervento conservativo, del quale è dato conto nel percorso di mostra, che ha rimesso a nuovo i fogli con trattamenti di pulitura, di risarcimento di strappi e lacune e di reinstallazione su supporti adeguati, rendendole così fruibili sia per essere esposte che per essere studiate da vivo.
Nella selezione rientrano anche i due bulini più noti e preziosi della collezione, la Natività e il San Girolamo nello studio di Dürer, già esposti nel 2019 nella mostra monografica “Il privilegio dell’inquietudine”, insieme ad altre stampe mai presentate prima nelle sale del museo, di soggetto mitologico, di genere e religioso, tra cui alcune incisioni di riproduzione di famosi dipinti di Raffaello, Guercino e Guido Reni.

Info: 0545 280911 e www.museocivicobagnacavallo.it

 

 

Dante secondo Wolfango in mostra alla biblioteca Classense

L’esposizione di opere rare e inedite del pittore bolognese ispirate alla Divina Commedia e ai suoi personaggi. Aperta fino all’1 luglio

Wolfango Divina Commedia 1

Si inaugura il 15 aprile (dalle ore 16) la mostra Il Dante di Wolfango alla Classense, che sarà visitabile fino all‘1 luglio nel Corridoio grande della biblioteca. Curata da Sebastiana Nobili, Laura Pasquini e Alighiera Peretti Poggi, la mostra si propone di celebrare Dante attraverso le opere che a lui dedicò il pittore bolognese Wolfango Peretti Poggi (1926-2017), lettore e interprete della Divina Commedia che nel 1972 illustrò un’edizione di lusso delle tre cantiche, corredata da cento illustrazioni e pubblicata da Rizzoli-De Fonseca.

La mostra espone uno dei rari esemplari ancora reperibili. I cento originali a tempera eseguiti da Wolfango sono andati in parte perduti, dispersi nel mercato dell’arte: quelli rimasti, assieme a quelli riacquistati nel tempo dallo stesso pittore e a quelli gentilmente prestati in questa occasione da privati, sono ora tutti esposti. Wolfango ci ha lasciato tuttavia numerosissimi accurati disegni preparatori, quasi sempre copiati dal vero, con cui è possibile ricostruire la nascita e l’iter creativo delle tavole. Laddove non è stato possibile rintracciare gli originali, si è deciso di esporre le storiche prove colore realizzate dalla casa editrice, che restituiscono comunque un’idea precisa della tavola finale.

La mostra espone inoltre alcuni disegni monocromi che il pittore realizzò all’inizio degli anni Duemila su pregiata carta Tintoretto, utilizzando una cannetta di bambù e mallo di noce come inchiostro: sono le “Similitudini dantesche”, estrapolate dal testo poetico per il loro carattere eminentemente “astorico”.
È infine è in mostra una scultura in terracotta raffigurante la mano enorme del gigante Anteo che sorregge il poeta per depositarlo non già sul lago di Cocito, ma fra le terrecotte del presepio che Wolfango ha modellato per la sua famiglia e dove l’amato Dante non poteva mancare.
Opere diverse, testimoni di uno stile eclettico, che soprattutto evidenziano quel “tarlo dantesco” che ha accompagnato Wolfango dai banchi del liceo sino alla conclusione della sua lunga vita.
«Dopo la trilogia delle mostre che dal 2017 al 2022 la Classense ha dedicato alle edizioni illustrate della Divina Commedia – ha aggiunto la direttrice della Classense Silvia Masi – ci sembrava perfetto concludere il progetto espositivo con le opere di uno dei più grandi illustratori contemporanei dell’opera dantesca».

Wolfango Divina Commedia 3

Wolfango Peretti Poggi è vissuto e ha lavorato a Bologna. Non avendo intrapreso studi artistici, è stato educato alla pittura dallo zio pittore Giuseppe Mazzotti. All’inizio della sua carriera Wolfango ha dipinto secondo una poetica legata allo stile di fine Ottocento – primi Novecento, in seguito si è dedicato a una ricerca pittorica sui classici del Quattrocento, come su Piero della Francesca, del quale ha realizzato anche magistrali copie. Ha poi continuato ispirandosi a Giorgio Morandi e, dopo un periodo di studio e sperimentazione, a partire da fine anni Sessanta si è espresso con una poetica del tutto personale, costituita da un realismo innovativo basato su gigantismo, matericità e visione zenitale del soggetto. Parallelamente all’attività di pittore ha coltivato una lunga carriera da illustratore, condotta sotto pseudonimi e con grande eclettismo di stile.

“Il Dante di Wolfango alla Classense” – Bibliotca Classense Ravenna. Fino all’1 luglio. Orari di apertura: lunedì 14-19, da martedì a sabato 9-19. Chiuso domenica, lunedì mattina e festivi.

Torna a Ravenna la processione della Madonna Greca. Ponte mobile chiuso al traffico

Tradizionale benedizione in motonave del vescovo

Processione Madonna Greca

Domani, domenica 16 aprile, torna la processione della Madonna Greca, patrona di Ravenna e dei lidi.

La festa è iniziata venerdì con la sacra effigie accolta nella chiesa di Porto Corsini, dove resterà sino a domenica quando alle 14,30 sarà trasferita al faro di Marina di Ravenna, da dove partirà in motonave per la benedizione Maris Gentium Benedictio impartita dall’arcivescovo monsignor Lorenzo Ghizzoni e la processione lungo il canale Candiano.

Arriverà alla Darsena di città alle 16,30 e da lì, accompagnata dai fedeli in processione sarà portata fino al Santuario di Santa Maria in Porto, dove alle 18,15 l’arcivescovo presiederà la Messa. Per consentire il passaggio sul Candiano, il ponte mobile resterà chiuso alla cicolazione dalle 15.45 alle 16.15 e dalle 16.30 alle 17.

Quest’anno, per la prima volta, ad animare la celebrazione sarà il coro del Conservatorio Verdi di Ravenna diretto da Antonio Greco e accompagnato all’organo da Andrea Berardi.

Per seguire la processione a bordo della motonave è necessario prenotarsi presso la parrocchia di Santa Maria in Porto (tel. 0544 212055). Domenica 16 aprile alle 14 sarà disponibile un servizio di autobus da Santa Maria in Porto a Marina di Ravenna.

Le celebrazioni per la patrona proseguiranno poi la prossima settimana.

Apre la nuova biblioteca di Castiglione di Ravenna

Taglio del nastro il 20 aprile, poi un calendario di iniziative per grandi e piccoli

Biblioteca Omicini Castiglione

Giovedì 20 aprile alle 11 appuntamento in piazza della Libertà a Castiglione di Ravenna per il taglio del nastro della nuova biblioteca Celso Omicini (che resterà aperta martedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 12.30; mercoledì e giovedì dalle 14.30 alle 18.30).

Ospitata fino a poco tempo fa nella sede del Consiglio territoriale, la biblioteca si è trasferita nei nuovi locali di piazza della Libertà 10 e ha rinnovato completamente il proprio aspetto, con un progetto presentato alla cittadinanza lo scorso gennaio.

I due piani della nuova sede sono stati completamente riallestiti con arredi funzionali, scaffali colorati e capienti. Vi si potrà trovare anche un nuovo spazio per bambine e bambini fino a 6 anni e l’area game e ludoteca per ragazze e ragazzi.

Fra le novità anche gli scaffali tematici dedicati ai libri dal mondo (in lingua straniera) e alla lettura accessibile, nonché una sezione dedicata all’attualità.

A partire dal 20 aprile un calendario di appuntamenti aspetta grandi e piccoli per festeggiare la nuova apertura. Le iniziative, che si collocano all’interno della campagna nazionale del Maggio dei libri del Centro per il libro e la lettura (Cepell), vedranno come protagonisti, fra gli altri, il Teatro delle Albe, il rapper Moder con un laboratorio di scrittura rap, l’associazione Fatabutèga e le volontarie “Nati per Leggere” con letture e laboratori dedicati ai più piccoli.

IL PROGRAMMA

Giovedì 20 aprile › ore 11

Tutti in piazza con un libro. Inaugurazione e taglio del nastro per la nuova sede della Biblioteca “Celso Omicini”

Venerdì 21 aprile › ore 15

Tutti in gioco. Apertura straordinaria della Biblioteca per giocare nella nuova area game

Sabato 22 aprile › ore 10

Letture piccolissime. Le lettrici e i lettori “Nati per Leggere” leggono tante storie per genitori, bambine e bambini (3-5 anni)

Mercoledì 26 aprile › ore 17

“Petunia”, liberamente tratto dal libro di Roger Duvoisin e Chiara Carminati, ed. Marameo 2021. Laboratorio di manualità creativa dedicato alla costruzione di buffe ochette… letterate (5-11 anni)

Giovedì 27 aprile › ore 17

Fogli bianchi: laboratorio di scrittura rap con Moder (dagli 11 anni)

Venerdì 28 aprile › ore 18

Odisèa: la tutta splendida, di e con Roberto Magnani / Teatro delle Albe e Giacomo Piermatti al contrabbasso

Sabato 29 aprile › ore 10.30

Il Bianco e il Nero, liberamente tratto dal libro di Debora Vogrig e Pia Valentinis, ed. Orecchio Acerbo 2022. Laboratorio di manualità creativa dedicato alla luce e al buio, al giorno e alla notte (4-6 anni)

Eni paga la sanità: a Marina di Ravenna arriva l’Infermiere di famiglia

Dall’azienda 120mila euro per quattro anni. Il nuovo servizio alla Casa di comunità

Firma Accordo Eni Ausl
La firma dell’accordo tra Eni e Ausl Romagna per l’Infermiere di Comunità

Alla Casa di comunità di Marina di Ravenna è al lavoro una nuova figura, l’infermiere di famiglia, grazie a un accordo di cooperazione sottoscritto tra Ausl Romagna ed Eni, che ha stanziato per il progetto 120mila euro per quattro anni nell’ambito dei programmi di promozione della salute delle comunità dell’azienda.

Nello specifico, il progetto sperimentale consiste nel facilitare l’assistenza a pazienti affetti da malattie cronico-degenerative.

«La figura dell’Infermiere di Famiglia o di Comunità – spiega Mauro Taglioni, direttore della Direzione infermieristica e tecnica dell’Ausl Romagna – è il riferimento per tutta la popolazione e agisce attraverso interventi diretti e indiretti che hanno come destinatari la persona e la famiglia. La sua funzione è operare per una presa in carico a garanzia della continuità assistenziale, con attività dirette sulle persone assistite, in ambulatorio o a domicilio, facilitando inoltre il percorso della presa in carico favorendo la collaborazione tra le figure professionali e i servizi sociosanitari. È un professionista inserito nella comunità, in grado di creare una relazione di fiducia con gli individui che la compongono per promuoverne la salute e consentire loro di raggiungere il più elevato stato di benessere possibile».

«Questo importante progetto di assistenza ai malati cronici – aggiunge Filippo Uberti, responsabile Salute Eni – è un ulteriore elemento che si aggiunge alle collaborazioni che Eni ha con la sanità regionale come il progetto che si sta portando avanti con il 118 per la gestione della salute delle persone che operano sulle piattaforme».

Nel giro di pochi mesi muoiono due insegnanti di religione della stessa scuola

Alla Garibaldi piangono Benedetta Bissacco, 30 anni, che aveva sostituito la 50enne Silvia Fagnola, deceduta in ottobre

Benedetta Bissacco Silvia Fagnola
A sinistra Benedetta Bissacco, a destra Silvia Fagnola

La diocesi di Ravenna-Cervia è in lutto per la morte – avvenuta mercoledì 12 aprile per un malore improvviso – di Benedetta Bissacco, 30enne insegnante di religione alla scuola elementare Garibaldi di Ravenna.

Ne dà notizia il settimanale della diocesi, Risveglio Duemila, sottolineando come la 30enne avesse sostituito alla Garibaldi la collega Silvia Fagnola, a sua volta deceduta a fine ottobre, a 50 anni.

Cordoglio è espresso sulle pagine di Risveglio Duemila dal direttore dell’Ufficio scolastico diocesano don Andrea Bonazzi, così come sono in lutto la diocesi di Imola (Bissacco abitava a Lugo) e l’Issr di Forlì, che la 30enne stava frequentando.

La messa funebre sarà celebrata domani, sabato 15 aprile alle 10 a Bologna nella chiesa del Corpus Domini.

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