martedì
23 Giugno 2026

Lezione universitaria e presentazione del libro con il prefetto Franco Gabrielli

Il 3 marzo l’ex capo della polizia a Ravenna per il corso di laurea “Storia, società e culture del Mediterraneo” e poi a teatro

Franco Gabrielli 2016 (cropped)
Franco Gabrielli (da Wikipedia)

Il prefetto Franco Gabrielli, ex capo del dipartimento della Protezione civile e della polizia, nonché ex dirigente dei servizi segreti, sarà a Ravenna, dove è cittadino onorario dal 2014, nella giornata di venerdì 3 marzo per tenere la lezione conclusiva dell’insegnamento “Il terrorismo internazionale in età contemporanea” svolto all’interno del corso di laurea “Storia, società e culture del Mediterraneo” del dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna. La lezione, aperta a tutti, si svolgerà dalle 15 alle 17 nell’aula Tumidei al primo piano di Palazzo Corradini (via Mariani 5).

Alle 17.30 invece la sala Corelli del teatro Alighieri sarà la cornice di un’iniziativa, aperta alla cittadinanza, dal titolo “Responsabilità, competenza, passione civile”, un dialogo intorno al recente volume di Franco Gabrielli “Naufragi e nuovi approdi. Dal disastro della nave Concordia al futuro della Protezione civile”, edito da Baldini&Castoldi (2022).

Dopo i saluti di Luigi Canetti, direttore del Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna, dialogheranno con l’autore il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, e i docenti Michele Marchi, coordinatore del corso di laurea “Storia, Società e Culture del Mediterraneo” e Alberto Pagani, ex deputato Pd. Sarà l’occasione per approfondire, tra le altre, tematiche quali l’importanza della prevenzione e la necessità di riscoprire una sensibilità diffusa sui temi della protezione ambientale e del futuro sostenibile del pianeta.

La delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria a Franco Gabrielli è stata approvata dal Consiglio comunale il 27 febbraio 2014 quale dimostrazione della riconoscenza espressa da Ravenna nei confronti di Gabrielli e di tutti gli operatori della Protezione civile.

Lavori sul viadotto Faentina, chiuse due corsie della “tangenziale” di Ravenna

Intervento di Anas per le barriere antilancio

Tangenziale RavennaAnas ha programmato gli interventi di sostituzione delle barriere poste nei pressi del viadotto Faentina, sulla strada statale 16 “Adriatica” nel tratto noto come “Tangenziale di Ravenna”.

I lavori prevedono la sostituzione completa delle barriere antilancio, finalizzate ad evitare la caduta di oggetti o materiale dalla sede stradale sulla sottostante linea ferroviaria.

Da mercoledì 1° marzo, per consentire l’esecuzione degli interventi in piena sicurezza, saranno provvisoriamente chiuse al traffico le corsie di marcia della Ss 16 dal km 148,200 al km 149,300 mentre resteranno fruibili le corsie di sorpasso in entrambe le direzioni.

La parziale modifica alla circolazione sarà attiva fino al termine degli interventi, entro mercoledì 15 marzo.

Allerta meteo arancione per piene dei fiumi e allagamenti

In quattro comuni della provincia, per tutta la giornata di mercoledì 1 marzo

1Dalla mezzanotte di oggi, martedì 28 febbraio, alla mezzanotte di domani, mercoledì 1 marzo, sarà attiva nel territorio dei comuni di Ravenna, Cervia, Russi e Faenza un’allerta meteo arancione per criticità idraulica, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna.

L’allerta riguarda il rischio di piene dei fiumi e di allagamenti.

«Raccomando – dichiara il sindaco Michele de Pascale – di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso, prestare particolare attenzione allo stato dei corsi d’acqua e non accedere ai capanni presenti lungo gli stessi (se si allaga la golena il capanno deve essere evacuato); prestare attenzione alle strade eventualmente allagate e non accedere ai sottopassi nel caso li si trovi allagati».

Il comitato provinciale a sostegno di Schlein: «Il Pd deve ritrovare la radicalità»

Il responsabile Venturi: «Basta timidezze per governare a tutti i costi. Noi siamo per una lotta serrata e senza quartiere alle diseguaglianze»

Schlein A Voltana
Elly Schlein a Voltana durante la campagna per le primarie (Venturi è in piedi con la cravatta rossa)

«È necessario che il Partito ritrovi la radicalità dei suo valori e della sua azione; una radicalità intesa in senso verticale, che vada alla radice profonda del nostro senso di fare politica, esprimendo una linea chiara sui temi, su dove vogliamo andare, su cosa vogliamo fare e su chi vogliamo rappresentare». Sono le parole di Massimiliano Venturi, coordinatore provinciale del comitato provinciale a sostegno di Elly Schlein alle primarie del Pd di domenica.

In provincia, va ricordato, Schlein si è fermata di poco sopra al 40 percento, contro il 53,75 ottenuto a livello nazionale.

«La richiesta dell’elettorato – continua Venturi – è evidente e ci impone un impegno preciso: il Partito Democratico deve esprimere una linea chiara, superando le timidezze di questi anni in particolare a livello nazionale, l’ossessione del governo a tutti i costi che ci ha portato a stemperare i nostri valori e gli obiettivi sui quali, chi ci aveva dato fiducia nelle urne si è trovato tradito nelle aspettative».

«La pandemia ha amplificato le fragilità e le situazioni di disagio, e gli elettori si sono riconosciuti nel cuore del nostro progetto, che è quello di mettere in campo una lotta serrata e senza quartiere alle diseguaglianze. Un lavoro che è politico ma anche culturale, e che si interseca strettamente con le lotte per i diritti civili e sociali, così come con il processo di transizione ecologica che deve necessariamente accellerare. Ora dobbiamo impegnarci tutti i giorni e a tutti i livelli per realizzare il cambiamento che ci è richiesto, a partire da una realtà privilegiata come la nostra, dove il Partito è già articolato e in salute, e in grado di esprimere a tutti i livelli amministrazioni di grande capacità. Siamo pronti a lavorare per il rilancio e per tenere insieme tutta la nostra comunità, prendendoci cura della storia e dei valori del Partito Democratico, e proiettandoli nel futuro. E per far questo dobbiamo rimetterci subito in cammino e ricominciare a stimolare la partecipazione permanente, a partire dai tanti che domenica così come alle ultime elezioni non si sono espressi: tra loro ci sono purtroppo soprattutto le fasce di reddito più basse, e questo implica una potenziale crisi della democrazia, con il rischio di una marginalizzazione permanente delle fasce più povere della nostra società. Da questo vogliamo ripartire, costruendo un Partito più ampio e solido, che prosegua la fase costituente per rafforzarsi, aggregando chi non si è sentito coinvolto in una discussione che è stata più sui cognomi che sui contenuti; dobbiamo costruire al più presto un’opposizione concreta e vigorosa a questo governo, che per tutelare chi ha già, sta lasciando gli ultimi e i più deboli a se stessi, ampliando quelle diseguaglianze che invece noi vogliamo colmare».

«Il Partito è la nostra casa – conclude Venturi -, ed ha fondamenta antiche sulle quali vogliamo rafforzare un edificio sempre più alto, inclusivo, vivace e plurale: a tutti quelli che sono venuti a votare domenica, a tutti quelli che non si rassegnano, a tutti quelli auspicano un futuro più equo e sostenibile diciamo venite, venite a far parte della comunità democratica. C’è bisogno del contributo e della partecipazione attiva di tutti per costruire il nuovo Partito Democratico, così che sia motore del rilancio della sinistra, per un futuro dove tutti abbiano pari possibilità di accesso alla felicità».

 

Le salva la vita grazie a un impianto costruito dalla sua azienda. E poi l’assume

L’imprenditore lughese Antonio Petralia insignito dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Antonio Petralia Eurosets
Antonio Petralia

Attraverso la sua attività imprenditoriale ha realizzato un importante gesto di solidarietà. Per questo Antonio Petralia, lughese di 55 anni, amministratore delegato della Eurosets di Medolla (Modena) è stato insignito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Petralia, come ha raccontato nelle motivazioni il Quirinale, ha assunto una giovane donna salvata da un’apparecchiatura costruita dalla stessa azienda. Saida Ibnou-Bouzid ha scoperto anni fa di soffrire di una malattia congenita che provoca serie difficoltà respiratorie. Nel luglio 2021 le sue condizioni si aggravano. Le funzioni respiratorie di Saida vengono sostituite dall’apparecchiatura “salvavita” la cui tecnologia “è stata brevettata dall’azienda” di Petralia.

L’imprenditore, quindi – citiamo un’agenzia dell’Ansa – decide di informarsi delle condizioni di salute della ragazza e successivamente la invita a visitare lo stabilimento a Medolla, quartier generale dell’azienda. Saida ha modo di raccontare la sua vita a Petralia che le propone di lavorare per la sua azienda.

«Sono orgoglioso che il presidente della Repubblica abbia premiato il nostro Antonio Petralia a cui rivolgo i nostri più cari complimenti» ha commentato il sindaco di Lugo Davide Ranalli, definendo l’imprenditore: «Un amico, un lughese, un figlio di Madonna delle Stuoie. Un manager che ha successo perché lavora con umanità».

La Classense si arricchisce con l’incunabolo del ravennate Pietro Tomai

Si tratta della prima edizione dell’influente volume di mnemotecnica del Rinascimento

TomaiLa biblioteca Classense di Ravenna arricchisce il suo patrimonio con l’opera Phoenix seu De artificiosa memoria del giurista e poeta ravennate Pietro Tomai, incunabolo stampato a Venezia nel 1491 da Bernardinus de Choris.

Questo volume è la prima edizione della più influente opera di mnemotecnica del Rinascimento, ristampata e tradotta molte volte. Ad essa hanno attinto tutti i maggiori trattatisti posteriori, da Johannes Romberch a Cosma Rosselli. Ancora alla fine del Cinquecento Giordano Bruno mostrava di tenerla in gran conto.

Oltre ad essere la prima edizione incunabola dell’opera di Pietro Tomai, un altro elemento unico dell’opera è quello di avere, alla fine del testo del trattato, un ulteriore fascicolo contenente disegni e la copia parziale della lettera di Francesco Petrarca a Giovanni Dondi dell’Orologio del 1370.

Da un primo esame dell’apparato iconografico manoscritto, le immagini realizzate sulle carte dell’ultimo fascicolo costituiscono la resa grafica di alcune delle conclusioni del trattato, costituendo di fatto un’integrazione del testo con ampi particolari.

Il patrimonio della Classense ben documenta la lunga fortuna del Phoenix: sono infatti presenti quattro esemplari delle edizioni del 1533, 1541, 1565 e 1600, a testimonianza di un sicuro interesse per l’opera e per il suo autore, che si rese celebre per le sue imprese mnemoniche.

«L’acquisizione di questo prezioso incunabolo – afferma l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – manifesta e rilancia l’attenzione della nostra biblioteca per la tutela e la valorizzazione delle testimonianze storico-bibliografiche, nel solco della sua antica missione».

La redazione del Lercio festeggia i dieci anni al Cisim di Lido Adriano

 

Primarie Pd, Bonaccini: “La mia sconfitta dimostra che ero io il segretario ideale per il partito”. 

È solo uno degli ultimi titoli del Lercio, il più famoso sito satirico italiano, finta pagina di informazione che ha in qualche modo anticipato i tempi delle fake news…

Il tour del decennale fa tappa anche in provincia di Ravenna. L’appuntamento è sabato 4 marzo al Cisim di Lido Adriano per il nuovo spettacolo ideato e scritto dalla redazione di Lercio.it: «Telegiornali esilaranti, rubriche improbabili e il meglio del repertorio del sito accompagneranno gli spettatori in un divertentissimo viaggio all’insegna della sporca informazione, sempre in bilico tra realtà e finzione», si legge nella cartella stampa.

Porte aperte dalle 20, inizio spettacoli dalle 21. In apertura la lettura “Nonessere – Cosa resta di Amleto dopo i tagli alla cultura” di TeatrOnnivoro (drammaturgia e regia Matteo Cavezzali, con Antonio Maiani, Andrea Carella e Jenny Burnazzi).

Contributo 10 euro; ingresso riservato ai soci Aics.

Barattoni: «A Ravenna stesso risultato dei circoli perché siamo un partito aperto»

Dopo la vittoria di Schlein, il segretario provinciale dei dem commenta l’esito della consultazione che a livello locale ha visto primeggiare Bonaccini sia tra gli iscritti che tra gli elettori. 13mila persone ai seggi: quattro anni fa erano 20mila e dieci anni fa erano 42mila

242571705 10228093661353112 4846543188394503098 NIl segretario provinciale del Pd a Ravenna, Alessandro Barattoni, nel commento ai risultati delle primarie sottolinea un dato che caratterizza il territorio locale: «Ravenna è una delle poche città in cui il risultato del congresso degli iscritti è stato simile a quello degli elettori delle primarie». Negli 85 seggi allestiti in provincia infatti lo scrutinio ha registrato 8.100 preferenze (59,4 percento) per Stefano Bonaccini e 5.533 (40,6 percento) per Elly Schlein. Il voto dei 71 circoli (1.676 votanti su 3.578 aventi diritto) aveva visto Bonaccini prevalere con il 66,5 percento e Schlein arrivare al 24,2 (il resto era andato fra Gianni Cuperlo e Paola De Micheli). «Evidentemente – è la spiegazione di Barattoni –, in molte zone, amministratori, dirigenti e capi più o meni potenti, non controllano il partito e anzi, spesso, non ne intercettano affatto il sentimento. Forse perché preferiscono un partito chiuso a un partito aperto capace di confrontarsi nella società».

Il dirigente Pd usa la parola «sorpresa» per sintetizzare l’esito della consultazione: «Sicuramente una sorpresa bella perché, in una giornata di pioggia fredda, tantissime persone sono andate a votare. Persone convinte che il Pd c’è, è vivo ed è la vera alternativa alle destre per il nostro Paese». La definizione di «tantissime» usata da Barattoni equivale a 13.716 persone. Un dato che allunga la striscia in calo delle ultime consultazioni, in linea con l’andamento nazionale: nel 2019 andarono a votare quasi 20mila persone, nel 2017 erano state poco più di 22mila e dieci anni fa erano state addirittura 42mila cioè più del triplo del 26 febbraio scorso.

«Nella giornata che ho passato ai seggi – continua Barattoni – si sentiva forte la richiesta di unità e cambiamento. Visti i dati nazionali e la distribuzione del voto, credo che Schlein sia stata più capace di interpretare quelle richieste e di rappresentare un’identità chiara che era emersa dopo il 25 settembre. A causa delle crescenti difficoltà economiche, Il Paese è cambiato negli ultimi tempi e proprio su questi aspetti si è consumata una rottura con un pezzo di società, proprio quello che più vive con inquietudine il peso di queste difficoltà».

Cosa fare ora? «È necessario che il nuovo Pd dimostri che può mettere in campo idee, che ha proposte chiare per i tanti problemi che gli italiani hanno davanti. Per questo il tema di un’agenda sociale che abbia come faro la redistribuzione della ricchezza in un Paese che vede aumentare costantemente le disuguaglianze è fondamentale in questa fase. Penso che Elly Schlein saprà ricucire questo strappo e rappresentare tutti i volti del Pd, costruendo un fronte di opposizione a questo governo in Parlamento e nel Paese, proseguendo nel lavoro costituente che in questi mesi è andato troppo a rilento».

Barattoni promette che farà di tutto perché il partito si dimostri unito e si allarghi sempre di più: «Credo che sarà così perché la pluralità è parte della nostra anima. Il Pd è uno strumento che deve essere utile a tutte le persone che si sentono di sinistra e centrosinistra per indirizzare il futuro sui binari della giustizia e dell’equità. Non c’è un destino già scritto per le persone e non c’è un destino già scritto neanche per l’Italia».

Le battute conclusive della nota inviata alla stampa dal segretario locale sono un augurio di buon lavoro alla nuova segretaria: «Ci tengo a dirle che, come tutti gli altri segretari che si sono succeduti finora, troverà la massima collaborazione e disponibilità al confronto da parte del partito nella nostra provincia. Vorrei rivolgere un ringraziamento a Bonaccini per la campagna congressuale che ha condotto, per aver richiamato all’unità nelle dichiarazioni di ieri sera e per l’impegno che ha sempre messo e continuerà a mettere a disposizione del nostro partito».

Sabato 4 marzo a Ravenna l’ultimo saluto al canterino Luca Blanco

Sarà l’impresa funebre Domenichini a farsi carico dei costi. La tumulazione al cimitero di San Marco

Luca Blanco
Luca Blanco in una foto di Marco Parollo

Si terranno sabato 4 marzo, con partenza alle 11 dalla camera mortuaria di Ravenna (destinazione cimitero di San Marco), i funerali di Luca Giovanni Blanco, noto come il canterino di Ravenna, trovato morto nella sua abitazione lo scorso 22 febbraio.

La salma sarà esposta a partire da mercoledì, 1 marzo, all’obitorio.

Blanco, 50 anni compiuti da poco, era molto noto tra i ravennati, che lo hanno ricoperto d’affetto, sui social, non appena si è diffusa la notizia della sua morte.

A farsi carico interamente dei costi del funerale, a fronte delle difficoltà economiche, saranno le onoranze funebre Domenichini, che hanno riconosciuto in Blanco un personaggio positivo per Ravenna, «a cui la città voleva bene».

Ranalli: «Non solo Schlein ha una grande responsabilità, ma anche noi dirigenti»

Il sindaco di Lugo è stato coordinatore regionale in Emilia-Romagna per la mozione di Gianni Cuperlo

59934201 10216265597649820 8378742846668144640 NAll’indomani delle primarie del Pd che hanno eletto Elly Schlein a segretaria del Partito democratico, arriva il commento di Davide Ranalli, sindaco di Lugo e coordinatore regionale della mozione per Gianni Cuperlo. Alla vigilia del voto gli avevamo chiesto per chi avrebbe votato: «Nessun apparentamento, andrò certamente a votare ma mi prendo ancora qualche tempo per riflettere»

Ora sono queste le sue parole di commento: «Queste primarie consegnano a tutti noi, che amiamo e ci impegniamo nel Pd, una grande responsabilità. Scusate se esco un attimo dal coro e non mi associo a chi dice che Elly Schlein ha una grande responsabilità perché è ovvio, e anche banale, che a lei sia stata dato dagli elettori un grande compito. Ma io penso che, ancora di più, questo compito stia a noi, dirigenti, responsabili, sindaci, amministratori, militanti. A noi che costituiamo la spina dorsale di questo partito e che dobbiamo volerci bene sapendo che siamo una grande comunità. Ritrovando l’orgoglio della militanza, dell’unità e la capacità di saper lavorare per un partito che incida nella società.
Partendo da noi per collaborare con la nuova segretaria del Partito Democratico che ha cercato e trovato una sfida che deve riportare gli elettori a scegliere con fiducia il Pd».

Ranalli sarà in carica per il suo secondo mandato fino al 2024 e promette già «tutto l’impegno, oltre che in quello di sindaco, per fare in modo che il Pd torni a essere il partito di cui gli elettori si fidano perché sentono che, votandolo, possono aspirare a una vita migliore». Il lughese è convinto che «chi è andato a votare, tutte e tutti coloro che ieri hanno permesso il voto ci chiedono, anche, questo».

Molino Lovatelli e ex macello sono i luoghi del cuore Fai nel comune di Ravenna

Il Fondo per l’ambiente italiano auspica la riqualificazione degli spazi

Molino Lovatelli InternoIl Molino Lovatelli in via circonvallazione al Molino e l’ex macello comunale di via Serra sono i vincitori ravennati del censimento “I luoghi del cuore” promosso dal Fondo per l’ambiente italiano (Fai) per il 2022. Due icone del quartiere Borgo San Rocco hanno conquistato la vetta comunale dell’undicesima edizione del più grande censimento spontaneo del patrimonio culturale italiano.

Grazie ai tanti cittadini ravennati che hanno voluto segnalare le loro preferenze fra i luoghi del cuore, si auspica una valorizzazione di questi due simboli della vita produttiva locale del passato, in un Borgo, allora ricco di acque, vivacissimo e popolato. Fra quanti hanno sostenuto i due luoghi, l’associazione culturale Dis-Ordine, rappresentata da Marcello Landi, membro del comitato ‘ripensandoRavenna’, promotore dell’iniziativa, e impegnato, insieme al progetto ‘Spasso in Ravenna‘, per una mobilitazione che faccia rivivere il Borgo San Rocco.

Claudia Giuliani presidente della delegazione Fai di Ravenna: «Auspichiamo che i cittadini continuino a promuovere iniziative di salvaguardia e valorizzazione di importanti siti ravennati anche al di fuori dei percorsi più conosciuti, per una loro nuova vivibilità: a questo mira la campagna di censimento dei luoghi del cuore. Voglio segnalare i grandi risultati di mobilitazione e raccolta firme ottenuti a Cervia, con la Salina Camillone che ha ricevuto oltre 9300 voti. Ora il Fai propone una nuova iniziativa,  Narrate, gente, la vostra terra, con cui  invita tutti gli italiani a narrare il proprio luogo del cuore con un racconto vocale. Ci auguriamo una bella partecipazione da Ravenna, con questo invito a raccontare la storia e le emozioni che suscita un luogo famoso o segreto, celebrando così la nostra terra e rinnovandone la meraviglia».

Il serbatoio pensile dell’acquedotto abbattuto entro giugno 2023 per fare un parco

Per eliminare la torre piezometrica di via Bastia occorre spostare gli allacci su una nuova rete idrica: nei primi 15 giorni di marzo sono previsti i lavori di Hera con interruzione della fornitura di acqua in vari momenti

Schermata 2023 02 27 Alle 11.43.30La rete dell’acquedotto in alcune vie vicino al serbatoio pensile di Lavezzola, in via Bastia nei pressi del campo sportivo, sarà interessata da una serie di lavori nella prima metà di marzo propedeutici all’abbattimento del serbatoio stesso. Da mercoledì 1 marzo le squadre di Hera avvieranno le opere nelle vie Selice, Bastia e Maestri del Lavoro per il collegamento di una nuova condotta lunga circa 5 km. Il cantiere ha comportato un investimento complessivo di un milione di euro.

Per mettere in funzione le nuove condotte saranno necessari sei collegamenti e lo spostamento sulla nuova tubazione di altrettanti allacci di utenza. Ogni intervento sulla rete idrica, l’unica ad alimentare l’abitato di Lavezzola, comporterà l’interruzione dell’erogazione dell’acqua: per limitare il disagio alle utenze interessate, i lavori saranno effettuati il più possibile nelle ore notturne (dalle 21 in poi), tranne quelli che interessano le reti ubicate in terreni rurali poco accessibili.

Di seguito il calendario completo dei lavori:

  • mercoledì 8 marzo: dalle 14 alle 19 in via Selice 299  e a partire dalle 21 (fino a fine intervento) in via Bastia 261, presso la Torre di Lavezzola, sarà collegata la nuova rete e dismessa quella esistente di collegamento al serbatoio pensile;
  • lunedì 13 marzo dalle 21 fino a fine intervento: presso la centrale dell’acquedotto di Conselice in via Guglielma  (SP 91);
  • martedì 14 marzo: a partire dalle 21 fino a fine intervento in via Maestri del Lavoro a Conselice;
  • giovedì 16 marzo: dalle 14 fino alle 19 collegamento finale in via Selice 330.

Le varie fasi dell’intervento sono piuttosto ravvicinate per consentire di avviare il prima possibile i lavori per la demolizione della torre piezometrica di Lavezzola, da eseguire entro giugno 2023, per consentire al Comune di realizzare nell’area un nuovo parco, che sarà ultimato entro il 2023.

Durante le fasi di lavorazione sarà interrotta la fornitura del servizio, mentre per quelle programmate le utenze interessate saranno puntualmente avvertite, oltre che tramite volantinaggio, anche attraverso il servizio di avviso gratuito tramite sms, previsto da Hera in caso di interruzioni idriche programmate. Si ricorda che il servizio è fornito ai clienti che ne facciano richiesta: chi volesse comunicare il proprio numero per attivarlo sul cellulare o cambiare i propri riferimenti, può farlo accedendo dal sito.

L’azienda assicura di contenere al minimo i tempi dei lavori, ricordando che in caso di urgenza (segnalazione guasti, rotture, emergenze varie) è gratuito e attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette il numero di pronto intervento 800.713.900 per i servizi acqua, fognature e depurazione.

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