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20 Giugno 2026

Mare, il “navetto” per il ponte del 2 giugno sarà operativo dalle 9 alle 22

In vista del weekend e del ponte festivo del 2 giugno sono stati definiti gli orari del servizio gratuito Navetto Mare dai parcheggi gratuiti di via Trieste e di via del Marchesato per il litorale di Marina di Ravenna e da quello di via Trieste per il litorale di Punta Marina Terme.

Orari: sabato 30 dalle 14 alle 22, mentre da domenica 31 a martedì 2 giugno compreso l’orario sarà esteso dalle 9 alle 22.

Il traghetto circolerà invece tutti i giorni dalle 5 alle 00.30.

La capienza dei bus è ridotta, in osservanza delle disposizioni per il contenimento del contagio da Covid-19 e vige l’obbligo di mascherina per l’accesso a bordo. In caso di code di attesa, il Comune invita la cittadinanza a dare la precedenza alle utenze più deboli.

«L’Ausl in ritardo per le attività ordinarie. Le strutture private già operative»

L’attacco della Cgil, che chiede non venga ulteriormente “stressato” il personale sanitario

Coronavirus OspedaleA quasi un mese di distanza dalle indicazioni di riapertura della Regione, l’Ausl Romagna ha comunicato – rivela in una nota la Cgil di Ravenna – che le attività ordinarie saranno di nuovo operative, con gradualità, solo a partire da questa settimana.

«Nonostante da tempo fossero note le modalità di riavvio – commenta Marinella Melandri, della segreteria della Cgil di Ravenna – è mancata, da parte dell’Ausl, la programmazione tempestiva e la predisposizione dei piani per la riapertura, anche nei settori non coinvolti direttamente dalla gestione dell’emergenza covid-19, mentre le strutture private sono già operative».

Secondo la Cgil, i ritardi del settore pubblico produrranno diverse conseguenze: «Ogni giorno di ritardo equivale a centinaia di prestazioni non erogate – spiega Marinella Melandri -. Ci chiediamo con quali modalità e tempistiche potranno essere recuperate. A Lugo dove finalmente il Pronto Soccorso è stato dotato di un’attrezzatura radiologica, la ripresa dell’attività chirurgica generale, urologia e ginecologia, avverrà non prima dell’8 giugno mentre le attività ambulatoriali sospese riprenderanno prima nelle strutture private che nel pubblico. Di fronte all’esigenza di recuperare le prestazioni sospese, ci saremmo aspettati che questo avvenisse con un pronto recupero delle capacità produttive della struttura pubblica e un suo potenziamento e non destinando ingenti risorse economiche all’acquisto di prestazioni dal privato».

«Non vorremmo – continua la sindacalista – che le conseguenze della mancata programmazione, che inciderà negativamente sulle esigenze dei cittadini, fosse affrontata ricorrendo al blocco o limitando le ferie estive dei professionisti già profondamente provati dall’emergenza coronavirus. Il sindacato aveva già chiesto a metà maggio che l’Ausl realizzasse nel più breve tempo possibile il ripristino delle attività ordinarie all’interno delle strutture pubbliche, attraverso l’urgente riprogrammazione delle attività chirurgiche e il riavvio immediato delle attività ambulatoriali e di diagnostica per immagini al fine di non procrastinare oltre il necessario i tempi d’attesa dell’utenza. Per affrontare i prossimi impegni sarà necessario utilizzare a pieno le potenzialità produttive della sanità pubblica. Il privato convenzionato potrà ampliare il proprio contributo e sarà di supporto in questa prima fase, recuperando successivamente la sua funzione integrativa e sussidiaria. Le strutture pubbliche dovranno recuperare una dimensione di più ampia di copertura dei bisogni strutturali della popolazione, in linea con le indicazioni generali espresse dal governo durante la gestione della crisi sanitaria».

Nel comune di Ravenna riaprono i giochi per bambini. Saranno puliti tutti i giorni

L’annuncio del Comune. Sindaco e assessore: «Tra i primi in Emilia-Romagna, uno sforzo importante in nome della cura dei nostri piccoli cittadini»

Installazione Giochi 2I giochi per i bambini presenti nei 133 parchi e aree verdi comunali, chiusi durante la fase 1 dell’emergenza Coronavirus, saranno oggetto oggi, mercoledì 27 maggio, di un intervento di pulizia preliminare alla loro riapertura. Man mano verranno tolte le cordelle bianco – rosse e i cartelli di divieto che ne indicavano la non accessibilità e da domani, giovedì 28 maggio, i giochi saranno nuovamente tutti fruibili.

Lo comunica in una nota inviata alla stampa il Comune di Ravenna.

Su ognuno è poi previsto un intervento quotidiano di pulizia. In particolare è prevista la pulizia giornaliera dei principali punti di contatto (ad esempio sedute, catene, corrimano) delle attrezzature di gioco per bambini posizionate all’interno di 133 parchi e aree verdi comunali. La pulizia verrà effettuata mediante detergente neutro utilizzando (a seconda ad esempio dell’ampiezza delle superfici da trattare) opportuno panno mono uso o in alternativa nebulizzatore/spruzzatore come da direttive ministeriali.

«Un altro passo avanti che abbiamo fortemente voluto – commentano il sindaco Michele de Pascale e l’assessore all’Ambiente Gianandrea Baroncini – verso la restituzione di spazi importantissimi del nostro patrimonio di verde pubblico e che speriamo possano contribuire positivamente al divertimento e al gioco delle bambine e dei bambini più piccoli, che tanto hanno pagato in termini di socialità durante la fase acuta di isolamento. Siamo uno dei primi Comuni in Emilia Romagna a mettere in atto tale intervento di lavaggio e disinfezione quotidiana delle aree gioco, uno sforzo importante in nome del bene e della cura dei nostri piccoli cittadini. Chiediamo la massima collaborazione a tutti affinché non si creino assembramenti e invitiamo a non gettare a terra guanti e mascherine».

Calcio, il Ravenna potrebbe giocarsi la salvezza in una gara secca a fine giugno

Decisione a sorpresa del consiglio direttivo di Lega Pro, in attesa delle indicazioni del ministro. I giallorossi giocherebbero ai play-out contro il Fano

Curva Rimini

Il Ravenna potrebbe giocarsi la salvezza in una partita secca, al Benelli, a fine giugno, contro il Fano. È quanto previsto dalla decisione del consiglio direttivo di Lega Pro, la terza serie professionistica del calcio italiano, in cui milita la formazione giallorossa che ha terminato il proprio campionato (nel girone B della serie C) al momento del “lockdown” in 16esima posizione (su 20 squadre), quindi in zona play-out.

Come noto agli appassionati, dopo la decisione iniziale della stessa Lega Pro di bloccare le retrocessioni, la Figc ha imposto il proseguimento del campionato per arrivare invece a decretare, oltre alle squadre da promuovere in serie B, anche quelle da condannare alla serie D. Da qui la nuova decisione della Lega Pro, per evitare di terminare il campionato sul campo (mancherebbero ancora 11 partite), di disputare direttamente i play-off per la promozione (oltre a promuovere le prime in classifica) e i play-out per la salvezza, dando il via libera alla retrocessione diretta delle ultime in classifiche (nel girone B a scendere in D sarebbe il Rimini).

Classifica alla mano, quindi, il Ravenna giocherebbe in casa una sfida da dentro o fuori contro il Fano (19esimo), con il pareggio che premierebbe i giallorossi e condannerebbe i marchigiani alla D.

Ora la proposta della Lega Pro dovrà essere ratificata dal consiglio federale il 3 giugno, valutate anche le indicazioni che il ministro Spadafora fornirà proprio in queste ore per la ripresa dei vari campionati.

Intanto, regna il caos anche in serie D, dove in provincia di Ravenna c’è l’Alfonsine tra i 31 club che hanno aderito al gruppo “Serie D. Salviamoci” contro la decisione della federazione di cristallizzare i campionati e far retrocedere le ultime in classifica, tra cui appunto anche l’Alfonsine.

Coronavirus, 91 guariti in una settimana in provincia. 134 i casi ancora “attivi”

Le tre nuove persone contagiate sono stati individuate grazie allo screening sierologico

Test CoronavirusLe tre nuove positività accertate il 26 maggio, in provincia di Ravenna, fanno riferimento a tre donne, in isolamento domiciliare, individuate a seguito di screening sierologico.

Lo rende noto la Provincia, che sottolinea come al 25 maggio fossero 749 le persone completamente guarite (91 nell’ultima settimana), mentre i pazienti ancora in malattia (casi attivi) in provincia di Ravenna sono 134 (30 in meno rispetto a lunedì 18 maggio). Di questi pazienti, 61 sono ricoverati e 73 in isolamento domiciliare, di questi ultimi 40 sono asintomatici.

Sono circa 220, infine, le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel Ravennate sono dunque 1.023, confermati alle 12 del 26 maggio, di cui 453 residenti nel comune di Ravenna e 132 a Faenza.

Centri estivi, ecco le regole da seguire: dagli orari al numero dei bambini

Piccoli gruppi, arrivi differenziati, entrate e uscite scaglionate. Apertura da lunedì 8 giugno

Centro Estivo Campo Estivo La Piemontesina 01Approvato il protocollo regionale per la riapertura in sicurezza, già da lunedì 8 giugno, dei Centri estivi dell’Emilia-Romagna destinati ai bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni. La Regione ha dato il via libera al documento che nei prossimi giorni verrà recepito da un’ordinanza del presidente Stefano Bonaccini.

Fra le principali misure previste e da adottare: attività da svolgersi preferibilmente all’aperto, bambini e adolescenti organizzati in piccoli gruppi e seguiti sempre dagli stessi educatori senza mescolanze tra gruppi, entrate e uscite scaglionate, triage all’ingresso, attenzione ai contatti, pulizia e disinfezione costante degli ambienti e dei materiali.

Le novità introdotte

Il protocollo definito dal tavolo regionale introduce alcune regole per i gestori e indicazioni precise per le famiglie, subentrando all’attuale direttiva regionale sui Centri estivi.

I genitori dovranno portare i figli ai centri con orari differenziati: gli ingressi saranno scaglionati per evitare l’affollamento. I punti di accoglienza dovranno essere all’esterno dell’area o della struttura, per evitare l’ingresso degli adulti nei luoghi dove si svolgono le attività. Il triage prevede che venga chiesto all’accompagnatore se il bambino ha avuto febbre, tosse, difficoltà respiratoria, ma non è richiesto il certificato medico per la frequenza del centro estivo.

Prima dell’accesso all’area è possibile effettuare il controllo della temperatura, sia per gli educatori che per i bambini, per i quali dovrà anche essere prevista la possibilità di lavarsi le mani con acqua e sapone o gel igienizzante, procedura obbligatoria in ingresso e in uscita. Tutti gli operatori, e i bambini, dovranno indossare la mascherina.

L’organizzazione dei gruppi

L’accesso alle attività sarà per piccoli gruppi di età omogenea, con un rapporto numerico minimo fra operatori, bambini e adolescenti diverso in relazione all’età dei partecipanti: per i bambini  tra 3 e 5 anni, ci sarà un adulto ogni cinque; per i bambini in età di scuola primaria (6-11 anni) un adulto ogni sette; infine, per gli adolescenti in età di scuola secondaria (12 -17 anni), il rapporto sarà di un adulto ogni dieci ragazzi.

Nei centri estivi è richiesta la presenza di un responsabile con ruolo di coordinatore in possesso di una formazione specifica in uno dei seguenti ambiti: educativo, formativo, pedagogico, psicologico, sociale, artistico, umanistico, linguistico, ambientale, sportivo. Gli operatori dovranno essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado o di titolo anche di laurea, anche triennale, preferibilmente a specifico indirizzo socio-educativo con funzione di educatore. È consentito il coinvolgimento di volontari (di almeno 16 anni), opportunamente formati, che operano sotto la supervisione del responsabile del Centro ma non concorrono alla determinazione del rapporto numerico del gruppo.

È inoltre possibile prevedere che enti gestori e famiglie condividano un patto di responsabilità reciproca in cui dichiarino di essere informati e consapevoli dei possibili rischi di contagio da virus Covid-19 derivanti dalla frequenza dei luoghi di attività, e delle misure di precauzione e sicurezza indicate.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle attività, sono consigliate quelle all’aria aperta per garantire il necessario distanziamento fisico, e una adeguata areazione degli ambienti chiusi, tenendo aperte le finestre. Sarà necessario individuare una pluralità di spazi, con un’attenta valutazione dell’adeguatezza dal punto di vista della sicurezza, utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari come ludoteche, centri per famiglie, oratori, fattorie didattiche, colonie estive, spazi di aggregazione, ecc.

Il documento contiene inoltre indicazioni inerenti lo svolgimento in sicurezza dell’esercizio fisico, e più specificatamente dei giochi motori per i bambini tra 3 e 11 anni.

Tutte le aree frequentate dai bambini e le attrezzature dovranno essere adeguatamente igienizzate, così come si dovrà porre particolare attenzione, durante i pasti, a non far condividere posate e bicchieri da parte di più bambini. Naturalmente non si potranno organizzare feste di fine corso nei centri estivi, ma le attività dei bambini potranno essere documentate con video da consegnare alle famiglie

Coronavirus, tre nuovi casi di positività in provincia di Ravenna

Solo 24 quelli registrati in più nelle ultime 24 ore in tutta la regione

Tamponi Coronavirus 1280x720Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.611 casi di positività, 24 in più rispetto a ieri. 3.673 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 297.854. Le nuove guarigioni sono 229 (19.389 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 4.146 (-213).
Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, 26 maggio, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 3.573, -190 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 80 (-2). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 493 (-21).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 19.389 (+229): 1.237 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 18.152 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 8 nuovi decessi: 6 uomini e 2 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.076. I nuovi decessi riguardano 1 residente nella provincia di Modena, 5 in provincia di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in quella di Forlì-Cesena (nel Forlivese). Nessun decesso tra i residenti nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini e da fuori regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.465 a Piacenza (1 in più rispetto a ieri), 3.478 a Parma (nessuno in più), 4.933 a Reggio Emilia (4 casi in più), 3.899  a Modena (2 in più), 4.573 a Bologna (9 in più); 393 le positività registrate a Imola (1 caso in più), 986 a Ferrara (nessuno in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.884 (7 in più), di cui 1.023 a Ravenna (3 casi in più), 942 a Forlì (nessun caso in più), 777 a Cesena (nessun caso in più), 2.142 a Rimini (4 in più).

Minaccia una donna al parco con un manico di scopa per una sigaretta: arrestato

Tentata rapina per un 51enne nell’area verde di via Capodistria

Agitando in aria un manico di scopa appuntito ha minacciato una donna al parco per avere prima una sigaretta e poi del denaro. Un italiano di 51 anni è stato arrestato dalla polizia per tentata rapina aggravata e porto di oggetti atti ad offendere. L’arresto è avvenuto nel pomeriggio del 24 maggio nell’area verde di via Capodistria a Ravenna.

L’intervento della volante è stata richiesto dalla donna. Quando ha visto i poliziotti, l’uomo nel parco ha gettato il bastone e la polizia l’ha bloccato.

Il Comune: «Pronti a riaprire i giochi nei parchi». Ma i bambini ci giocavano già…

Il divieto non è rispettato e ora l’Amministrazione di Ravenna ora provvederà a sanificarli quotidianamente

Giardini Pubblici
In lontananza, bambini sui giochi dei giardini pubblici lo scorso 22 maggio

In questi giorni di fase 2, come avrà già notato la maggior parte dei genitori ravennati, le aree gioco di molti parchi cittadini sono già state prese d’assalto dai bambini, di nuovo all’aria aperta dopo tante settimana di isolamento forzato nelle proprie case.

Un comportamento in realtà vietato, però, essendo i giochi ancora chiusi dalle ordinanze dei sindaci di tutta la provincia. “Intimoriti” in particolare dal fatto che il protocollo prevede, in caso di riapertura, l’obbligo della sanificazione dei giochi, tutti i giorni.

L’effetto di tutto questo è stato che in alcuni parchi i nastri bianco-rossi che vietavano le aree gioco durante il lockdown siano stati strappati e i giochi di fatto automaticamente liberalizzati con il passare dei giorni. In altri (come per esempio la Rocca Brancaleone), il divieto invece continua a essere rispettato.

Di questa situazione chiede conto in una nota inviata alla stampa Mauro Bertolino, coordinatore regionale di Alleanza di Centro per i territori.

Noi abbiamo chiesto delucidazioni e dal Comune apprendiamo che i giochi, a Ravenna, «stanno per essere riaperti», a tutti gli effetti. Quindi. con sanificazione giornaliera compresa.

Donna in balìa del mare di notte, un poliziotto entra in acqua e la aiuta a uscire

Avvistata dalla volante nei pressi della diga, si era allontanata da un bar dove aveva infastidito altri clienti

La polizia ha salvato una donna in balìa del mare in piena notte a Marina di Ravenna. L’episodio è avvenuto verso le 2 del 26 maggio. Una volante della questura è intervenuta in un bar della località per la segnalazione di una cliente molesta ma la donna si era già allontanata all’arrivo della pattuglia. Poco dopo i poliziotti hanno notato una persona nel tratto di mare adiacente la diga foranea sud, in quel momento molto agitato: uno degli agenti si è tuffato in mare riuscendo a raggiungere la donna e ad afferrarla, portandola in salvo sulla spiaggia. La donna è stata accompagnata in ospedale per essere curata e successivamente è stata dimessa. Non è ancora chiaro perché fosse entrata in acqua.

Ravenna, anche alla Domus Nova test rapido o sierologico per la ricerca di Covid-19

Covid 19 Provetta Sangue Test Sierologici 2 2Da oggi – oltre ai laboratori già autorizzati dalla Regione – a Ravenna sarà possibile effettuare test per ricerca di Covid-19 anche alla Domus Nova.

In particolare si potranno effettuare: “test rapido di ricerca di anticorpi contro i Coronavirus (IgM e IgG) su sangue ottenuto con pungi dito”; “test di ricerca di anticorpi contro il Covid19 (IgM e IgG) su campione di sangue ottenuto con prelievo venoso”; “tampone naso-faringeo per la ricerca di RNA virale”.

I test sono effettuati da laboratori autorizzati e in regime di prestazione privata.

È consentito l’accesso e l’esecuzione degli esami previa prescrizione del medico di fiducia (medico di medicina generale o specialista che indichi il tipo di test a cui sottoporsi).

L’accesso al punto prelievo di Domus Nova è consentito unicamente su appuntamento chiamando il numero 0544 508345 dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle 19  e il sabato dalle 7 alle 13.

Sono ricominciati gli allenamenti di calcio per bambini e ragazzi: ecco dove e come

Il responsabile del Cervia: «Per noi è un costo, ma lo facciamo per la nostra comunità». Al campo in piccoli gruppi, al lavoro individualmente

Azzurra
Un allenamento di quattro ragazzi all’Azzurra in una foto del 25 maggio

Per la federazione l’attività agonistica delle migliaia di calciatori – dilettanti e del settore giovanile – della provincia di Ravenna (così come nel resto d’Italia) per questa stagione è definitivamente terminata. Ma con la ripartenza da ieri, 25 maggio, dell’attività sportiva di base, alcune società, una piccola minoranza, hanno deciso di far tornare i propri tesserati al campo per gli allenamenti.

«Si tratta di società che devono seguire le linee guida generali di ministero e Regione per l’attività sportiva – commenta il delegato ravennate della Figc, Claudio Bissi –, non essendo stato al momento previsto niente di più specifico per il calcio. E che non hanno niente a che vedere con la ripresa del calcio vero e proprio, sospeso, se non per quanto riguarda i professionisti (con il Ravenna, unica squadra prof della provincia, in attesa di capire come terminerà la prossima stagione, ndr)».

In estrema sintesi, la regola aurea da rispettare è il distanziamento di due metri tra gli atleti e la possibilità di ritrovarsi solo a piccoli gruppi.

Ad aver fin da subito testato questa nuova modalità di allenamento, che poco ha a che fare con il calcio giocato, è a Ravenna una società storica come l’Azzurra di via Zalamella, dove già ieri pomeriggio per esempio gruppi di 4 ragazzi si sono allenati agli ordini di un allenatore, con tutto il campo a disposizione, in attività individuali, a diversi metri di distanza, con e senza pallone.

Ad aver già iniziato, ancor prima del via libera per lo sport di base, come semplice attività motoria, è stato poi il Junior Cervia. «Abbiamo la fortuna di avere tre campi sportivi, di cui uno nuovo in sintetico, e quattro istruttori disponibili – ci racconta il responsabile del settore giovanile, Paolo Rossi –, oltre ad attrezzature adeguate e centinaia di palloni. Per questo abbiamo deciso di fare qualcosa per la nostra comunità, nonostante per noi sia solo un costo».

Rossi infatti spiega come sia stato necessario rendere gli impianti a norma, per evitare qualsiasi contatto non permesso. I campi sono stati così oscurati con delle reti per evitare assembramenti dei genitori, gli ingressi contingentati, i campi delimitati con dei distanziatori, le zone di entrata e di uscita separate e fornite di postazioni con soluzioni igienizzanti. E gli spogliatoi chiusi. I ragazzi vanno al campo già in tenuta d’allenamento e poi tornano a casa per fare la doccia. «Abbiamo ricevuto messaggi di ringraziamento da parte dei genitori fin quasi commoventi, c’era questa necessità di far tornare i ragazzi al campo, all’aria aperta; qualcuno in questi mesi ha maturato paure, non aveva più voglia di uscire. Credo che, in tutta sicurezza, il nostro sia praticamente un servizio pubblico, che siamo riusciti a proporre grazie anche al sostegno dell’Amministrazione, non certo economico, ma organizzativo. E senza chiedere nessun contributo alle famiglie, ci mancherebbe, che ci sono state vicine evitando invece di chiederci la restituzione della quota annuale».

Su circa 200 tesserati del settore giovanile del Cervia, quasi 180 hanno aderito al progetto, tornando ad allenarsi ai campi di viale Ravenna in piccoli gruppi, 4 alla volta, ognuno individualmente, non essendo possibile ovviamente fare partite. «Stiamo facendo praticamente dell’attività motoria, oltre alla cosiddetta tecnica analitica, quasi un ritorno al passato in un mondo del calcio sempre più orientato verso la tattica di squadra. Noi per forza di cose stiamo allenando la tecnica individuale e i risultati già si vedono. Con gli atleti che stanno ben oltre i due metri di distanza tra loro…».

Donazione Mascherine Cervia Junior CalcioUna sorta di investimento per la propria comunità, come lo chiama Rossi, da buon ex consigliere comunale. «Diciamo che quest’anno anziché dare alcune di migliaia di euro in beneficenza come abbiamo sempre fatto in passato, ho preferito dare un rimborso ai nostri istruttori per dare una piccola mano alle famiglie. Abbiamo comunque partecipato attivamente in questa fase di emergenza, donando 300 mascherine al Comune di Cervia, alla polizia locale e alla protezione civile (nella foto, ndr)».

Al momento sono pochissime, non solo a Ravenna, ma in tutta la Romagna, le società che stanno seguendo l’esempio del Cervia. Anche perché la responsabilità, come sottolinea Rossi, è della società stessa e quindi è necessario attuare un protocollo di comportamenti molto stringente per evitare rischi.

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