Alla postazione per il “drive through” al Cmp di Ravenna
“Grazie per il vostro aiuto”, in un foglio appeso al finestrino dell’auto. È la foto di una delle auto che in questi giorni sono passate dal Cmp di Ravenna, postata dal sindaco Michele de Pascale sui social.
Si tratta del sistema “drive through”, attraverso il quale i malati di Covid-19 per poter essere dichiarati guariti clinicamente, effettuano il tampone con la propria auto, senza nemmeno scendere, passando per la postazione allestita sul retro del centro prelievi di Ravenna.
Nei primi quattro giorni sono già stati effettuati 81 tamponi in questo modo. «Essendo persone che stanno bene – spiega De Pascale –, non vanno gli infermieri casa per casa a fare i tamponi, ma sono gli ex malati, che con la propria auto, rigorosamente da soli, si recano al Cmp ed eseguono il tampone dall’auto».
La testimonianza del 51enne fotografo Michele Palazzo, digital designer per la multinazionale Walmart: «Le aziende private sono state più veloci del presidente Trump. Lavorare da casa qua non si chiama smart working, è una cosa normale». Le previsioni sul futuro: «La tecnologia guiderà la ripresa»
Michele Palazzo in bicicletta per le strade di New York, prima della diffusione del coronaviru
Tra i quasi nove milioni di abitanti di New York City, che stanno affrontando l’aumento esponenziale delle positività e dei morti da Covid-19, c’è il 51enne ravennate Michele Palazzo. «Credo di essere anche io tra i contagiati ma non tra i numeri delle statistiche ufficiali»: con una chiamata su Whatsapp il 3 aprile abbiamo raccolto la testimonianza del digital designer e fotografo che vive nella Grande Mela da dieci anni.
«Ho appena passato quattro giorni con febbre fino a 38,5 e il medico al telefono mi ha detto che quasi certamente si tratta di coronavirus. Non c’erano altri sintomi e abbiamo valutato che non era il caso di avvicinarsi a un ospedale, quindi non ho avuto il tampone e sono rimasto semplicemente in casa ad aspettare». A voler essere più precisi, Michele è rimasto in camera da letto: «In casa c’è anche mia moglie che non ha sintomi. Lei resta in salotto e quando io devo uscire dalla camera disinfettiamo tutto quello che tocco». Barricato in una stanza in attesa che gli anticorpi combattano il virus: «Anche volendo prendere i farmaci che potrebbero essere utili, non sarebbe possibile: le scorte in farmacia non vengono date ai privati ma tenute per gli ospedali».
Come si possa essere contagiato è una domanda a cui il ravennate non sa rispondere: «Da inizio marzo lavoro da casa e sono uscito solo due o tre volte per fare la spesa con mascherina e guanti tenendo le distanze come raccomandato. Il medico mi ha detto che il virus poteva essere nascosto in qualche angolo del mio organismo da tempo e si è attivato solo adesso».
Una foto scattata da Michele Palazzo sul marciapiede in fila per entrare in un supermercato a New York
Da un mese, come detto, il ravennate fa smart working: «In realtà quella è un’espressione inglese che si usa in Italia, qua si dice semplicemente “lavorare da casa” perché per molte professioni come la mia non è una cosa così straordinaria, capitava spesso anche senza pandemie in corso». Michele è a capo di uno dei team (in totale 300 persone) che curano l’interfaccia delle piattaforme digitali della multinazionale Walmart che conta seimila punti vendita negli Usa: «La squadra di designer è sparsa per vari Stati quindi le riunioni in videoconferenza online sono una cosa normale da tempo per noi. Certo, una parte di lavoro in ufficio c’era».
La sede del lavoro è in New Jersey, dall’altra parte del fiume rispetto alla sua abitazione: venti minuti di metropolitana. Un mese fa Palazzo ha comunicato all’azienda la sua volontà di prendere misure speciali per fronteggiare il coronavirus: «Ho capito che le cose erano più serie di come le raccontavano alcune autorità e ho comunicato la mia intenzione di restare a casa. Devo dire che in generale per evitare assembramenti e favorire il distanziamento sociale sono stati molto più pronte le aziende private. Gli esempi di chi è stato previdente sono i negozi gestiti da cinesi, sono stati i primi a chiudere ed era ancora febbraio. Gli Stati Uniti come amministrazioni pubbliche sono arrivati un po’ in ritardo e lo dobbiamo al nostro presidente Trump».
Chi invece sta comunicando con trasparenza e puntualità, secondo Palazzo, è il governatore dello Stato Andrew Cuomo: «Messaggi chiari e diretti. All’inizio ha lasciato che altri dicessero la loro poi a un certo punto ha preso in mano la situazione appoggiandosi ai pareri degli esperti di Sanità. E dice una cosa molto importante: oggi ha bisogno New York, quando l’emergenza scenderà il materiale verrà spostato altrove. Circola già l’hashtag #CuomoForPresident».
Ora anche gli Usa hanno dato una stretta alle attività. Con qualche approccio diverso rispetto a quello che stiamo vivendo in Italia. Lo scenario in strada ce lo descrive il designer: «Non è vietato uscire ma è vietato assembrarsi, quindi niente picnic nei parchi, niente partitelle di basket nei playground ma si può fare jogging se si corre da soli, chiuse le fabbriche non essenziali, aperti solo i negozi di alimentari, i ristoranti fanno solo delivery, i mezzi pubblici girano ma ridotti. Le zone meno attente sono quelle frequentate dai più giovani come Brooklyn. Ora il sindaco ha chiesto a tutti di mettere qualcosa sul volto prima di uscire, una mascherina o almeno una sciarpa».
I centri commerciali Walmart sono tra quelli aperti: «Con una serie di modifiche e precauzioni. Nella maggior parte si va solo a ritirare gli ordini comprati online. E nei parcheggi sono stati realizzati delle postazioni per fare tamponi alla gente senza che scenda dalle auto. In America c’è un detto: il 90 percento degli americani vive a meno di dieci miglia da un Walmart».
Cosa succederà dopo la pandemia? Come uscirà l’economia da questa emergenza? Il ravennate prevede grandi cambiamenti trainati dalle tecnologie digitali: «Meno viaggi e più mezzi di comunicazione. La tecnologia avrà una parte importante nel decidere cosa fare e come prevenire altri focolai. Le aziende dovranno imparare ad adattarsi più velocemente. Un esempio: alcune catene che hanno chiuso i punti vendita fisici hanno riconvertito il personale in addetti alle vendite online, hanno dato loro una nuova skill e hanno potenziato l’e-commerce». E infine Palazzo prevede un cambiamento nell’approccio delle aziende verso i dipendenti: «Si terrà più in considerazione la vita e si avrà più attenzione alle risorse umane per fare in modo che i lavoratori stiano bene, siano sani e felici».
Il programma delle celebrazioni a distanza della diocesi di Ravenna-Cervia
Il vescovo Ghizzoni
Celebrazioni a porte chiuse anche per la Settimana santa, ma in diretta radio, tv e in streaming per essere in comunione con i fedeli. Come stabilisce un decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, specificato dagli orientamenti della Cei per celebrare i riti della Settimana Santa, anche nella Diocesi di Ravenna-Cervia non sarà possibile celebrare la Pasqua e tutti i riti della Settimana Santa (a partire dalla celebrazione delle Palme di oggi, domenica 5 aprile) con la partecipazione dei fedeli a causa della pandemia in corso e delle norme per ridurre le possibilità di contagio da Coronavirus.
Rinviata a data da destinarsi, quindi, la Santa Messa Crismale, solitamente celebrata il mercoledì santo e la tradizionale Via Crucis cittadina. Mentre le altre celebrazioni della Settimana Santa saranno semplificate e rimodulate, come previsto dagli orientamenti Cei, per questo momento di pandemia: la Messa in Coena Domini, del Giovedì santo, non prevede la tradizionale lavanda dei piedi né la processione al termine della celebrazione, mentre nella liturgia della Passione del Signore, il Venerdì santo, si pronuncerà una particolare intenzione di preghiera “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. Durante la Veglia pasquale (che si celebrerà solo nella chiese parrocchiali e nelle Cattedrali) non si potranno celebrare i battesimi.
Tutte le celebrazioni della Settimana Santa della Cattedrale, presiedute dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni e concelebrate dal parroco don Arienzo Colombo saranno trasmesse in diretta attraverso i media: in streaming sulla pagina Facebook del settimanale diocesano Risveglio Duemila (www.facebook.com/risveglioduemila), via radio da Ravegnana Radio Inblu (94 Mhz, www.ravegnanaradio.it) e da Teleromagna per la Veglia pasquale. Ecco il calendario delle celebrazioni.
Si parte oggi, 5 aprile, con la Domenica delle Palme: alle 11 verrà trasmessa la Santa Messa in diretta dalla Cattedrale sulla pagina Facebook di Risveglio Duemila e su Ravegnana Radio Inblu, che trasmetteranno anche la Messa in Coena Domini giovedì 9 aprile alle 18 e la celebrazione della Passione, venerdì 10 aprile, alle 18.
Sabato 11 aprile, sarà invece Teleromagna a trasmettere, sempre in diretta sul canale 14, la veglia pasquale alle ore 21.
Infine, domenica 12 aprile, la Messa di Pasqua sarà trasmessa sulla pagina Facebook di Risveglio Duemila e da Ravegnana radio alle ore 11.
Le dirette di Risveglio Duemila sono accessibile anche a chi non possiede un profilo Facebook. Per vederle basta aprire sullo smartphone o sul pc il link www.facebook.watch, poi digitando nella casella della ricerca “Risveglio Duemila” e infine cercando tra i video elencati quello con la scritta rossa “In diretta”.
La ricetta dei renziani ravennati, al lavoro con i parlamentari di Italia Viva in pressing sul Governo
Maria Chiara Duranti e Roberto Fagnani, coordinatori provinciali di Italia Viva
«Subito prestiti straordinari garantiti al 100 percento dallo Stato per tutte le partite Iva e le piccole e medie imprese fino a 50 milioni di fatturato; liberi professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori individuali possano fare domanda alle banche per finanziamenti pari al 25 percento del proprio fatturato del 2019. La banca deve erogare il prestito rapidamente, senza burocrazia e senza controlli di rating, grazie alla garanzia statale al 100 percento, da restituire in 100 rate a partire da gennaio 2022, per le imprese nate negli ultimi 12/18 mesi si può prendere come parametro di riferimento aggiuntivo il costo del lavoro».
È la ricetta dei renziani, inviata alla stampa in una nota firmata dai coordinatori provinciali di Italia Viva Roberto Fagnani e Maria Chiara Duranti, impegnati in queste ore assieme ai propri parlamentari per stimolare il governo ad adottare la misura migliore per dare fiato alle imprese e al sistema economico.
«Liquidità, non c’è ora altra priorità – affermano Fagnani e Duranti – per le attività economiche del Paese e del nostro territorio, come affermano anche con forza tutte le associazioni di categoria della provincia di Ravenna. La posizione di Italia Viva è chiara e immediatamente fattibile, in queste ore decisive nelle quali il governo sta predisponendo un nuovo decreto di aiuti per famiglie e aziende, stiamo chiedendo che si prenda la nostra proposta, che può dare subito risposta al bisogno primario di ogni attività, soprattutto quelle più piccole: la possibilità di attivare prestiti bancari immediati interamente garantiti dallo Stato».
Le imprese, secondo i renziani, «possono ripartire subito e lavorare, purchè vengano garantite le misure di sicurezza indicate dai protocolli sanitari, possono pagare fornitori continuare a fare investimenti, pagare dipendenti e collaboratori».
E come coprire questi costi? «Lo Stato – continuano Fagnani e Duranti – deve intervenire con uno stanziamento da 33 miliardi di euro (circa 2 punti percentuali di Pil) che muove circa 412,5 Mld di garanzie, un intervento reso possibile anche dall’allentamento delle norme europee sugli impegni di bilancio. È una proposta concreta, realizzabile e condivisibile che stiamo avanzando in queste ore al Governo e che ne auspichiamo il sostegno».
Le iniziative di Campagna Amica, che promuove anche la spesa “sospesa” per i più bisognosi
Il Mercato Contadino Coperto di via Canalazzo 59, a Ravenna, riapre regolarmente al pubblico. Come stabilito dall’ultima ordinanza emessa dal Ministero della Salute di concerto con il Presidente della Regione Emilia-Romagna, il mercato di Campagna Amica può riaprire e da martedì 7 aprile osserverà, dunque, i consueti orari: martedì e sabato 8.30-13; venerdì 14.30-19 (con ingressi sempre contingentati).
Resta sempre possibile prenotare la cassettina della spesa tramite WhatsApp e ritirarla senza attese direttamente al mercato negli orari di apertura inviando un messaggio il giorno precedente l’apertura al 347 8638450.
Per questa settimana resta attiva anche la consegna a domicilio (solo il mercoledì previa prenotazione via WhatsApp nella giornata di lunedì, dalle 10 alle 13).
Nell’ultimo mese è esplosa la spesa a domicilio con un aumento record del 90 percento delle consegne nelle case da parte delle aziende agricole. Il dato emerge da una analisi di Coldiretti relativa alle ultime cinque settimane di grande emergenza Covid19 sulla base dei dati Iri.
«La campagna non si ferma – commenta il responsabile provinciale di Campagna Amica, Andrea Conti – l’agricoltura ha processi legati alle stagioni che non possono essere sospesi. Per questo le nostre aziende agricole si sono organizzate tenendo aperto i punti vendita per la spesa di prossimità ed hanno attivato i servizi di spedizioni e consegne a domicilio».
Anche sul territorio locale il numero delle consegne da parte dei produttori di Campagna Amica è costantemente in aumento, in linea con i trend nazionali, per rispondere alle richieste delle famiglie che non vogliono rinunciare a prodotti freschi, di stagione e a km zero.
Per avere la spesa a casa è necessario contattare direttamente i produttori agricoli che hanno attivato il servizio di consegna. Di seguito tutti i riferimenti (scaricabili anche dal sito http://www.emilia-romagna.coldiretti.it/)
– AZIENDA AGR. AVANZOLINI FAENZA 347 873 8168 MIELE, PROPOLI E VINO
– AGRICOLA RICCIARDELLI FAENZA 388 8164177 UOVA
– AZIENDA AGRICOLA CA’ AD LA’ BRISIGHELLA 370 3276130 SALUMI E CARNE DI MORA ROMAGNOLA
– LA CINQUINA, FAENZA 349 2546858, ORTOFRUTTA, LEGUMI, TRASFORMATI, MARMELLATE, OLIO E SUCCHI
– AZIENDA AGRICOLA GIRALDI, RAVENNA 347 1395815 ORTOFRUTTA
– SOCIETA’ AGRICOLA ZANONI, LUGO 333 3689428, ORTOFRUTTA E TRASFORMATI
– AZIENDA AGRICOLA ALESSANDRA RAVAGLI, RAVENNA 3478884547 VINO E CONFETTURE
– APICOLTURA LOMBARDI FAENZA, 0546 47155, 3458108108 MIELE
– RIO DEL SOL, FAENZA, WhatsApp al 339 8088302 SUCCHI, FRUTTA, CONFETTURE, VINO
– BIRRIFICIO LA MATA FAENZA 320 8778007 BIRRA AGRICOLA
– TENUTA NASANO, RIOLO TERME RA 0543-493327, VINO E TRASFORMATI
– AZIENDA AGRICOLA CASACCE CASOLA VALSENIO 339 4039008, SALUMI DI SUINO E MORA ROMAGNOLA
– AZIENDA AGRICOLA SAVORANI (Cà di Viazadur) FAENZA, 334 3031821 ORTOFRUTTA, MIELE E UOVA
– AZIENDA AGRICOLA ORTO ZANGAL CERVIA, 339 3805745 ORTAGGI, PIANTE AROMATICHE, MARMELLATE E POMODORI IN VASO
– AZIENDA AGRICOLA L’AZDORA RAVENNA, 335 668 3087 ORTOFRUTTA E VINO
– CAB-TERRA DI BRISIGHELLA BRISIGHELLA RA 339 2866580 (anche whatsapp) OLIO, VINI E PASTA
– AZIENDA AGRICOLA MAMINI FAENZA, 3341961695, FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE, FIORI RECISI
– AZIENDA AGRICOLA LA SABBIONA FAENZA, 3358343313 VINI, OLIO, FARINE DI GRANI ANTICHI E FARRO
– CANTINA QUADALTI RIOLO TERME, 3474195803 VINI
– AZIENDA AGRICOLA MATURA CERVIA, 3474195803 ORTOFRUTTA BIOLOGICA
– AZIENDA AGRICOLA BALDRATI RAVENNA, 3480818185 FUNGHI
– AZIENDA AGRICOLA BABINI RUSSI 340 9939336 ORTOFRUTTA, UOVA E MIELE
«L’acquisto diretto dal produttore – aggiunge il direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini – è anche un aiuto all’economia, all’occupazione e al territorio in un momento di grande difficoltà. E proprio per aiutare a combattere la nuova crisi alimentare Campagna Amica ha avviato in tutta Italia l’iniziativa ‘Spesa sospesa del contadino a domicilio’. Ovvero, chi lo desidera può lasciare una spesa pagata per il cliente che non ha i mezzi per saldare il conto. In questo caso, in accordo con le protezioni civili e le amministrazioni locali, i cittadini più bisognosi riceveranno la spesa a casa attraverso i produttori di Campagna Amica».
Inoltre è possibile fare una donazione tramite bonifico e Campagna Amica provvederà poi ad acquistare presso i suoi agricoltori prodotti di qualità che saranno consegnati gratuitamente alle famiglie più bisognose. Al momento della donazione, sarà fondamentale indicare nella causale, oltre a ‘Spesa Sospesa Campagna Amica’, anche il nome, cognome e indirizzo comprensivo del comune di residenza e della provincia dove far arrivare la spesa. IBAN: IT43V0200805364000030087695.
Raccolta fondi per l’Ausl e il Comune di Castel Bolognese. E 20 soci pronti a donare il sangue
L’associazione culturale islamica Luce di Castel Bolognese comunica di aver effettuato due donazioni per contribuire a far fronte all’emergenza coronavirus.
Una di 1.500 euro all’Ausl della Romagna per l’acquisto di materiale sanitario; l’altra di 500 euro al Comune di Castel Bolognese per aiutare le famiglie più bisognose. Inoltre una ventina di soci si sono prenotati all’Avis di Faenza per donare il sangue.
«L’associazione – ha dichiarato la portavoce Hagar Abouel Hussein (nella foto) – è perfettamente integrata nel tessuto sociale castellano e sentendosi parte di questa comunità ha deciso di contribuire concretamente».
Salgono a 40 i decessi dall’inizio dell’emergenza. 688 i contagiati
Salgono a 40 i decessi di pazienti con Covid-19 in provincia di Ravenna. Nelle ultime 24 ore infatti si registrano le morti di due donne, una di 88 e una di 38 anni. Quest’ultima è la paziente finora di gran lunga più giovane tra le vittime residenti in provincia di Ravenna (21 su 40 avevano più di 80 anni).
«Entrambe – informa in una nota la Provincia di Ravenna – erano affette da patologie pregresse molto gravi».
Sono invece, come da bollettino regionale, 32 i contagiati in provincia nelle ultime 24 ore (27 in isolamento domiciliare privi o con sintomi leggeri; nessuno ricoverato in terapia intensiva), che fanno arrivare a 688 i casi di positività registrati a partire dall’inizio dell’emergenza (307 nel solo comune di Ravenna e 105 in quello di Faenza).
Sono 557 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in provincia in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.
Nell’ambito dell’emergenza Covid-19, Ravenna Holding, in accordo con i soci Provincia di Ravenna e Comuni di Ravenna, Faenza, Cervia e Russi, ha donato all’ordine dei medici della provincia di Ravenna 800 mascherine FFP2, da destinare ai medici di Medicina generale, ai pediatri di Libera scelta e ai medici della Continuità assistenziale. Com’è purtroppo ormai noto, si tratta di dispositivi di protezione individuale che spesso scarseggiano e sono difficili da reperire e che sono fondamentali per salvaguardare la salute di medici, infermieri e operatori sanitari.
«Si tratta di un importante e utile contributo operativo – commenta il sindaco Michele de Pascale – essenziale per consentire ai nostri medici di lavorare in sicurezza. Stiamo lavorando alacremente per concentrare le donazioni di DPI sia alla Sanità ospedaliera che a quella territoriale. Questo impegno a reperire DPI, si integra con il fondamentale lavoro che sta svolgendo la Holding attraverso le sue società nella gestione dell’emergenza. In questa fase difficile e delicata, come Comune, insieme alle società del gruppo e in coordinamento con la Protezione civile, lavoriamo costantemente in maniera organizzata e coesa, per condividere le priorità e trovare il modo di fornire alla comunità aiuti che siano il più possibile utili e concreti».
«In questa fase emergenziale – dichiara Carlo Pezzi presidente e amministratore delegato di Ravenna Holding – il gruppo, attraverso le sue società, in particolare Ravenna Farmacie, Azimut e Aser, è pienamente operativo. Per questo ringrazio tutti i dipendenti che con dedizione, non hanno mai fatto mancare il loro contributo, pur in un momento tanto complicato. La nostra volontà era quella di sostenere la comunità non solo con un aiuto economico, ma anche immediatamente operativo, consapevoli che questo tipo di mascherine è molto difficile da reperire e che si tratta, in questa situazione, di un bene di assoluta importanza. Questo è il primo di una serie di contributi concreti, che metteremo in campo sfruttando tutte le risorse del gruppo, a cominciare dalle straordinarie capacità organizzative e logistiche di Ravenna Farmacie, che desidero ringraziare».
«Ringrazio Ravenna Holding – commenta Stefano Falcinelli presidente dell’Ordine dei medici provinciale – per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti dei medici in questo difficile momento, riuscendo a fornire i medici del territorio di una protezione fondamentale e tuttora molto difficile da reperire».
La situazione aggiornata al 4 aprile. In Emilia-Romagna calano i ricoverati
16.540 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a ieri; 67.075 i test effettuati, 3.393 in più. Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, sabato 4 aprile, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Complessivamente, sono 7.166 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (214 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 358, 6 in meno. E si sono registrati 56 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.859 oggi rispetto ai 3.915 che si contavano ieri). I decessi sono passati da 1.902 a 1.977: 75 in più, quindi, di cui 51 uomini e 24 donne.
Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 2.040 (188 in più rispetto a ieri), 1.352 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 688 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 12 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 15 in quella di Reggio Emilia, 6 in quella di Modena, 10 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 2 nella provincia di Ravenna, 1 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese), 2 in quella di Rimini. Un decesso si riferisce a un residente fuori regione.
Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.842 (31 in più rispetto a ieri), Parma 2.201 (118 in più), Reggio Emilia 2.908 (108 in più), Modena 2.551 (53 in più), Bologna 2.127 (86 in più), Imola 302 (4 in più), Ferrara 474 (106 in più), Ravenna 688 (32 in più), Forlì-Cesena 924 (di cui 485 a Forlì, 38 in più rispetto a ieri, e 439 a Cesena, 20 in più), Rimini 1.523 (12 in più).
«Ribadito il no all’uso della bicicletta o agli spostamenti a piedi se non per le sole motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre esigenze di primaria necessità come gli acquisti di generi alimentari). E nel caso in cui lo spostamento a piedi sia dovuto a ragioni di salute o per le esigenze fisiologiche dell’animale di compagnia, resta confermato l’obbligo a restare in prossimità della propria abitazione. Sono quindi escluse passeggiate, jogging o attività motorie di altro genere», scrive la Regione.
La società ravennate continua nel progetto Smartys, con previsioni di vendite per 2 milioni di euro nel triennio
Itway, società ravennate (quotata in borsa) attiva nel settore della cyber security e dell’intelligenza artificiale, comunica di aver presentato, attraverso la sua controllata Be Innova, una nuova App al ministero dell’Innovazione e Digitalizzazione, nell’ambito dell’iniziativa “Telemedicina e Sistemi di Monitoraggio per il Contrasto Covid-19”.
Si tratta di una nuova soluzione digitale finalizzata al monitoraggio di singoli pazienti direttamente presso le proprie abitazioni, in grado di intercettare rapidamente eventuali segnali critici riguardo alla pandemia, «e al contempo – si legge in una nota – conferendo ai pazienti maggiore senso di sicurezza e prossimità alle strutture sanitarie».
La presentazione è stata possibile grazie alla esperienza maturata con il prodotto Smartys (Smart Monitoring & Archiving Remote TechnologY System), «frutto di importanti investimenti iniziati nel 2014 ed ancora in corso – spiegano da Itway –, nell’ambito del più ampio progetto Adapt (Accessible Data for Accessible Proto-Types in Social Sector) cofinanziato dal Miur, nell’ambito dei programmi Smart Cities and Communities and Social Innovation, progetti delineati al miglioramento dei servizi e della qualità delle comunità in cui viviamo e di innovazione sociale, grazie alla ricerca tecnologica». Smartys è un prodotto che consente di integrare i servizi forniti dal Servizio Sanitario Nazionale, dalle Associazioni Assistenziali, dagli Enti no profit e dalle realtà private che operano nel settore sanitario, con un monitoraggio continuo dei pazienti direttamente presso le proprie abitazioni, «garantendo elevati standard di Cyber Security nella comunicazione e nello scambio di informazioni sensibili». Le previsioni di vendite di Smartys nel triennio 2020-2022 ammontano a circa 2 milioni di euro.
«Oggi più che mai tutti noi siamo in trincea chiamati a combattere contro la pandemia in corso – dichiara Andrea Farina, presidente e amministratore delegato del Gruppo Itway –, soprattutto nel momento in cui è richiesto ai cittadini italiani di restare a casa e non recarsi in ospedale se non per motivi molto gravi, occorre integrare e spostare il controllo operato dalla sanità pubblica, seguendo i pazienti presso le proprie abitazioni, captando rapidamente eventuali segnali critici, ed al contempo garantendo ai pazienti un maggiore senso di tranquillità e vicinanza alle strutture sanitarie. Questo può avvenire attraverso una App con tecnologie di monitoraggio da remoto dei comportamenti quotidiani e di alcuni parametri sanitari dei soggetti, combinate con i servizi di controllo attraverso strutture preposte sicure ed affidabili, disponibili a tutte le ore del giorno, tutti i giorni».
Smartys è un prodotto che consente la raccolta dei dati provenienti da sensori e dispositivi installati presso le abitazioni degli utenti, integrate con le cartelle cliniche dei pazienti detenute presso le strutture ospedaliere e di cura. «È uno strumento di supporto decisionale per l’ottimizzazione dei servizi di tele-assistenza e di tele supporto agli assistiti con modularità ed interoperabilità dei fascicoli socio-sanitari regionali con i sistemi eterogenei utilizzati dagli enti a livello locale».
La soluzione digitale in particolare è composta da (citiamo la cartella stampa): «dispositivi indossabili, dotati di sensoristica non invasiva, utilizzabili sia in ambito domestico che non, per raccogliere dati di posizione, movimento, fisiologici e biomeccanici; App per il paziente, e per i suoi familiari, per fornire informazioni utili e raccogliere ulteriori dati non disponibili dai sensori; piattaforma con funzioni di raccolta, analisi ed elaborazioni dei dati con sistemi di controllo ed allarme utilizzati ai fini del monitoraggio integrato.
Dovrà motivare anche i suoi spostamenti in base al decreto anti coronavirus. Fermato dalla polizia
Era uscito in auto nonostante le restrizioni per il contenimento della diffusione del coronavirus e nonostante la patente revocata. Così un 40enne, giunto davanti a un posto di blocco dei carabinieri nella zona di via Zalamella, a Ravenna, ha deciso di proseguire, ignorando l’alt dei militari.
L’uomo è stato bloccato grazie alla sinergia tra le forze dell’ordine. I carabinieri, infatti, si sono messi all’inseguimento dell’auto – una Renault Megane – e a dare loro una mano sono state pattuglie della guardia di finanza, polizia locale e polizia di Stato. E sono state proprio le volanti della questura a rintracciare l’auto in fuga e a fermarla in via Bartolini.
Il quarantenne a bordo, residente nel forese, è stato accompagnato in caserma dai carabinieri e ora dovrà chiarire anche i motivi dei suoi spostamenti, in piena emergenza coronavirus.