lunedì
15 Giugno 2026

La questura di Ravenna: «Attenzione ai volantini falsi»

L’invito sul foglio è quello di rientrare nel proprio domicilio di residenza

Falso VolantinoAnche la questura di Ravenna mette in guardia i cittadini su un falso volantino che è stato ritrovato in diverse città affisso negli androni dei palazzi e sui muri dei quartieri. Un volantino che invita eventuali non residenti degli stabili a lasciare le abitazioni che li ospitano, per rientrare nel proprio domicilio di residenza, perché sarebbe in corso un’attività di controllo delle autorità; «riporta anche l’obbligo di presentare, a richiesta, la documentazione di affitto della casa e i propri documenti con foto», si legge nella nota della questura.

«Vi invitiamo a fare attenzione perché tale avviso è falso. Potrebbe essere – spiega la polizia – l’astuta mossa di qualche malintenzionato per entrare nelle abitazioni in questo periodo di emergenza per covid-19».

«Chiunque si imbatta in simili volantini è pregato di segnalarne la presenza alle Forze di polizia e di non seguire le indicazioni in essi contenute».

Coronavirus, altri due morti e 15 nuovi contagiati in provincia di Ravenna

Complessivamente 568 i casi positivi e al momento 626 le persone in quarantena

298dca07 Detailed V158394502431057@2xSono morti altri due pazienti positivi al coronavirus – due uomini di 83 e 92 anni – in provincia di Ravenna, dove complessivamente sono 28 i decessi dall’inizio dell’emergenza.

Alle 12 di oggi, 30 marzo, come annunciato anche nel quotidiano bollettino della Regione, sono invece 15 i nuovi casi positivi registrati rispetto a ieri. Si tratta di sei donne e nove uomini. Sette pazienti sono in isolamento domiciliare poiché privi di sintomi o con sintomi leggeri, gli altri otto sono ricoverati, nessuno in terapia intensiva.

Sul fronte epidemiologico, «si tratta principalmente di pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi già accertati», assicurano dalla Provincia.

Cinque le ulteriori guarigioni cliniche: una donna ed quattro uomini.

Sono 626 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

Complessivamente i casi sono dunque 568, confermati alle 12 del 30 marzo in provincia di Ravenna (di cui 31 riguardanti persone residenti fuori provincia). Quasi la metà, 252, sono pazienti residenti nel comune capoluogo; 89 a Faenza, 42 a Cervia; 40 a Lugo. Ancora nessun caso a Bagnara di Romagna, unico comune senza contagiati della provincia.

Coronavirus, frenata dei contagi, “solo” 412 in più in Emilia-Romagna in un giorno

In totale i casi di positività registrati sono 13.531. Oltre 1.500 i decessi

Scientist Using Microscope 3938022Sono 13.531 i casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna alle 12 di oggi, 30 marzo, 412 in più di ieri. 50.990 i test refertati, 1.551 in più rispetto a ieri.

Si tratta del dato più basso mai registrato dall’inizio della vera e propria emergenza, che avrà bisogno di conferme nei prossimi giorni, come sottolinea il commissario Sergio Venturi durante il suo bilancio.

Complessivamente, sono 5.896 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (170 in più rispetto a ieri); relativamente contenuto – come si sta verificando negli ultimi giorni – l’aumento di quelle ricoverate in terapia intensiva, che sono 351, 18 in più rispetto a ieri.

I decessi sono purtroppo passati da 1.443 a 1.538: 95, quindi, quelli nuovi, di cui 69 uomini e 26 donne.
Al tempo stesso, continuano a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.227 (86 in più rispetto a ieri), 926 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 301 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.
Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 21 residenti nella provincia di Piacenza, 25 in quella di Parma, 12 in quella di Reggio Emilia, 14 in quella di Modena, 16 in quella di Bologna, 2 in quella di Ravenna, 4 in quella di Rimini, 1 decesso si riferisce a un residente fuori regione. Pertanto, nessun nuovo decesso si registra nel territorio imolese, nella provincia di Ferrara né in quella di Forlì-Cesena.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.516 (41 in più rispetto a ieri), Parma 1.859 (50 in più), Reggio Emilia 2.208 (62 in più), Modena 2.137 (43 in più), Bologna 1.619 (115 in più), Imola 253 (14 in più), Ferrara 306 (6 in più), Ravenna 568 (15 in più), Forlì-Cesena 683 (di cui 343 a Forlì, 25 in più rispetto a ieri, e 340 a Cesena, 16 in più), Rimini 1.382 (25 in più).

I video della Uisp per fare attività fisica e restare in forma senza uscire di casa

Al via mercoledì 1 aprile una striscia di dieci “pillole” quotidiane in collaborazione con Lepida Tv

Abbigliamento Ginnastica Casa 1Fare attività fisica e restare in forma ai tempi del Covid 19.Nasce così su iniziativa della Uisp Emilia-Romagna il format #EppurMiMuovo, in collaborazione con Lepida Tv e il patrocinio della Regione. Si tratta di una striscia di 10 “pillole” quotidiane della durata di 15 minuti che partiranno il prossimo mercoledì 1 aprile.

Le trasmissioni andranno in onda tutti i giorni, dalle 10.45 alle 11 del mattino e in replica al pomeriggio dalle 14,15 alle 14.30, in diretta video sul canale 118 del digitale terrestre, sul canale 5118 di Sky o via web sul sito Lepida.tv e su YouTube di LepidaTV. I video saranno disponibili anche on demand sul sito di Lepida Tv e sui social di Uisp Emilia-Romagna, per poter così ripetere gli esercizi in qualunque altro momento della giornata.

Grazie a tecnici ed educatori Uisp saranno proposti esercizi motori da svolgersi in casa, anche con l’ausilio di strumenti facilmente reperibili nelle abitazioni. Ma verranno anche proposti racconti di giochi antichi, come costruirli e come reinventarli, oltre a intrattenimenti per bambini. Il tutto per incentivare l’utilizzo del tempo libero domestico nel rispetto della tutela della salute psicofisica, favorire il rispetto delle norme di distanziamento sociale e la salvaguardia della salute pubblica.

Ecco chi e come si possono richiedere le risorse per l’acquisto di generi alimentari

Attivati sei numeri di telefono dai servizi sociali dei comuni di Ravenna, Cervia e Russi

Spesa Supermercato Fotogramma 672Il Servizio sociale associato dei Comuni di Ravenna, Cervia e Russi ha definito le modalità attraverso le quali i cittadini che  ne avessero la necessità potranno chiedere di usufruire delle risorse messe a disposizione dal Governo per l’acquisto di generi alimentari.

«Si tratta di un intervento significativo – dichiara il sindaco Michele de Pascale – che stanzia risorse importanti per gli aiuti alimentari, e invito tutti coloro che rispondono ai criteri, a chiamare senza alcuna remora.  Valuto positiva la scelta del Governo di utilizzare i Comuni per mettere a disposizione dei cittadini il più velocemente possibile queste risorse. In questo modo siamo già in grado, dopo soli due giorni dall’annuncio degli stanziamenti, di essere operativi su questo fronte, anche perché in questa difficile situazione non c’è un attimo da perdere. Sono consapevole che questa misura non risolve tutti i problemi in cui si trovano tante famiglie, ma sicuramente rispondere alle esigenze alimentari è un primo passo fondamentale. Inoltre questo fondo presenta la possibilità di essere incrementato con le donazioni. Le nostre parole d’ordine sono celerità, equità e trasparenza».

Le richieste dovranno essere effettuate esclusivamente in modalità telefonica. A disposizione ci sono sei numeri di telefono. Si può telefonare dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e il giovedì anche dalle 15 alle 17.

Ognuno dei sei numeri è dedicato nello specifico ai cittadini residenti in determinate località.

1. Il numero 0544.485521 è riservato ai residenti nelle zone di Ravenna centro, Piangipane, Mezzano, Sant’Alberto (area territoriale 1).

2. Il numero 0544.485570 è riservato ai residenti nelle zone di Ravenna sud, San Bartolo, Ponte Nuovo, Madonna dell’Alberto, Fosso Ghiaia, Savio di Ravenna, Villanova di Ravenna, Borgo Montone, San Marco, Classe (area territoriale 2).

3. Il numero 0544.485620 è riservato ai residenti nelle zone dei lidi e nel quartiere Darsena (area territoriale 3).

4. Il numero 0544.485763 è riservato ai residenti nelle zone di San Pietro in Vincoli, Roncalceci, Castiglione di Ravenna (area territoriale 4).

5. Il numero 0544.485850 è riservato ai residenti del comune di Russi.

6. Il numero  329.2104995 è riservato ai residenti nel comune di Cervia.

Gli apolidi e i senza fissa dimora devono chiamare lo 0544.482584.

Per informazioni di carattere generale si può chiamare lo 0544.482550.

Nel quadro generale dei servizi a disposizione a sostegno della fragilità che resta comunque valido, previa istruttoria da parte degli assistenti sociali, verranno consegnati a breve buoni spesa da utilizzare negli esercizi commerciali del territorio o verrà messo a disposizione il servizio di pasti a domicilio.

I requisiti per potere accedere al beneficio, così come espressamente richiesto dal Decreto, sono che la difficoltà economica per l’approvvigionamento alimentare sia legata al periodo di emergenza sanitaria.

Prioritariamente, come condiviso anche con i sindacati Cgil, Cisl e Uil, i buoni spesa verranno pertanto consegnati a cittadini con:

•          riduzione capacità reddituale del nucleo a causa dell’appartenenza ad una categoria senza diritto ad ammortizzatori sociali

•          riduzione della capacità reddituale a causa del mancato inizio del lavoro o della perdita di lavori precari (lavoratori stagionali ecc.)

•          comprovata incapacità all’approvvigionamento di beni alimentari a causa dell’emergenza Covid-19

«Tagliamo i nostri stipendi da consiglieri regionali per l’emergenza coronavirus»

Lo chiede Silvia Piccinini del Movimento 5 Stelle in una risoluzione

Silvia Piccinini
Silvia Piccinini del Movimento 5 Stelle

Tagliare gli stipendi dei consiglieri regionali e destinare le somme risparmiate al fondo regionale per l’emergenza coronavirus. È quanto propone Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, all’interno di una risoluzione appena depositata e che fa seguito all’iniziativa annunciata questa mattina da Vito Crimi, capo politico M5S, per il Parlamento.

«Siamo di fronte ad un’emergenza senza precedenti che sta mettendo a durissima prova i sistemi sanitari di moltissimi Paesi anche quelli, come il nostro, più avanzati ed efficienti – spiega Silvia Piccinini – Una situazione che sta determinando, inoltre, effetti pesantissimi sull’economia e sull’occupazione anche in Emilia-Romagna. Ecco perché crediamo che ognuno debba fare la propria parte contribuendo così a dare una mano a chi si trova più in difficoltà. A questo compito non può certo sottrarsi la politica, ecco perché quello che proponiamo è che una parte degli stipendi dei consiglieri regionali venga destinato al fondo regionale per l’emergenza Coronavirus. A questi soldi potrebbero andare a sommarsi anche le indennità aggiuntive delle presidenze di gruppi e Commissioni fino a quando l’emergenza legata al Covid-19 non sarà finalmente conclusa. Come MoVimento 5 Stelle nelle scorse settimane abbiamo già donato 10 mila euro, frutto di una parte del taglio degli stipendi del gruppo regionale della scorsa legislatura. Davanti alla situazione di assoluta emergenza crediamo che anche le altre forze politiche possano dare il loro contributo». ki

Arrigo Sacchi: «Gesto nobile del premier dell’Albania. L’Italia faccia squadra»

L’ex Ct di Fusignano interpellato dall’Ansa dopo che Rama aveva indicato il suo Milan come esempio per affrontare l’emergenza coronavirus

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Arrigo Sacchi

«Il premier Rama ha fatto un gesto nobile e si è dimostrato riconoscente, non è da tutti. Ha messo in campo grandi valori, ha detto “Voi ci avete salvato”».

Arrigo Sacchi, più che inorgoglito personalmente, è colpito dall’ “umanità” del premier albanese che nell’inviare aiuti all’Italia lo ha indicato ad esempio («L’Europa e il vostro Paese dovrebbero fare come il Milan di Sacchi…»).

Al telefono con l’Ansa il tecnico di Fusignano sottolinea «questa situazione fa capire che è meglio prevenire. Io l’ho sempre detto nel calcio, ma è valido in assoluto: avere strategie è meglio che fare tatticismi».

«Insomma – continua Sacchi –, la sanità la ricerca e l’istruzione, calcisticamente diremmo la preparazione, sono elementi imprescindibili per far crescere un popolo. In una civiltà prevalentemente individualista, egoista e invidiosa è facile fare squadra?».

«Comprate i prodotti del territorio». E le aziende agricole consegnano a domicilio

L’appello del presidente di Cia Romagna in una lettera rivolta ai sindaci

Il presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi, ha inviato una lettera rivolta ai sindaci e ai presidenti di Provincia della Romagna in cui invita le Istituzioni, in questo momento di grande emergenza, a diffondere l’appello a comprare i prodotti agricoli del territorio e azzerare le distanze tra il campo e la tavola.

Cia Romagna a tal proposito segnala l’iniziativa online “I prodotti dal campo alla tavola”, grazie alla quale gli agricoltori del territorio danno la propria disponibilità alla consegna a domicilio, «nel pieno rispetto delle norme, e gli acquirenti possono comprare le migliori produzioni degli associati Cia della propria provincia».

A QUESTO LINK LE AZIENDE AGRICOLE DI CIA CHE CONSEGNANO A DOMICILIO, DIVISE PER PROVINCIA

«Azzerare le distanze tra il campo e la tavola per consentire a tutti, anche in questo momento di grande emergenza per il Paese, di acquistare e consumare i prodotti genuini della terra – è il testo della lettera –.  È con questo spirito che le donne e i giovani di Cia-Agricoltori Italiani, sono protagonisti di una importante iniziativa su tutto il territorio nazionale e anche nel nostro territorio.

Nel pieno rispetto delle regole dettate dai decreti governativi, infatti, donne e giovani agricoltori stanno consentendo, soprattutto ad anziani e soggetti a rischio, di non privarsi dei prodotti tipici del territorio, frutto del lavoro incessante delle aziende agricole.

Questo impegno è utile a garantire un corretto grado di sicurezza alimentare, oltre che a offrire la possibilità di acquistare i prodotti della terra.

Stiamo affrontando un momento epocale che è anche una sfida importante da vincere. Attraverso il nostro impegno cerchiamo di rivitalizzare il rapporto di comunità tra cittadini e agricoltori e tra mercato e prodotti di filiera corta:insieme riusciremo a uscire da questa emergenza.

Giovani e donne di Cia sono protagonisti sui social, in queste ore, della campagna #noinonciarrendiamo con centinaia di foto e video postati per dimostrare come gli agricoltori, anche in questo periodo di emergenza,non possono e non vogliono fermarsi

Consultando questa pagina web è possibile conoscere  l’elenco delle aziende disponibili ad effettuare la vendita con consegna a domicilio non solo dei prodotti freschi, ma anche piatti pronti preparati dagli Agrichef delle Aziende Agrituristiche, fiori recisi ed in vaso, piantine aromatiche e piante ornamentali per abbellire e colorare le case ed i balconi in questo inizio di primavera anomalo a causa dell’emergenza Coronavirus.
Consultando questa pagina è possibile trovare le aziende anche del suo territorio, coinvolte nel progetto.

I consumatori in questo momento stanno privilegiando l’acquisto di prodotti alimentari come latte, uova, frutta, verdura, legumi, farina, che registrano notevoli incrementi delle vendite . Per questo abbiamo anche chiesto ai protagonisti della Grande Distribuzione Organizzata di sostenere concretamente i nostri produttori acquistando questi e altri prodotti direttamente dalle aziende agricole del nostro Paese, che non stanno lesinando sforzi per garantire a tutti i cittadini, ogni giorno, cibo fresco e sano.
Questo è un momento particolarmente drammatico per le persone e le aziende: solo insieme e sostenendoci potremo superarlo e affrontare il futuro».

«Ravenna Entrate chiede l’imposta di soggiorno nonostante il coronavirus»

La denuncia delle consigliere comunali di Pigna e Cambierà che chiedono al sindaco un rinvio della scadenza

KeysNella tarda mattinata di oggi, Ravenna Entrate spa ha spedito una comunicazione a tutti gli operatori della ricettività del comune di Ravenna, ricordando la prossima scadenza del 15 aprile per il riversamento dell’imposta di soggiorno riscossa nel primo trimestre 2020. Lo rivelano le consigliere comunali di opposizione Veronica Verlicchi (La Pigna) e Samantha Tardi (Cambierà).

Nella comunicazione, verrebbe espressamente indicato che per quanto riguarda la scadenza dell’Imposta di soggiorno «non sono state previste deroghe dovute all’emergenza Coronavirus».

«Questa affermazione, tuttavia – scrivno Verlicchi e Tardi – contrasta con la notizia della decisione assunta dalla Giunta comunale di Bologna che tramite una nota inviata alla stampa, ha reso nota la sua intenzione di far slittare al 30 Novembre 2020, il termine per il pagamento dell’imposta di soggiorno riscossa nel primo, secondo e terzo trimestre di quest’anno da parte delle strutture ricettive.  In detta delibera, inoltre, si prevede che i gestori debbano comunque a trasmettere al Comune la dichiarazione trimestrale entro 15 giorni dalla chiusura del trimestre stesso, come previsto dal Regolamento comunale dell’imposta di soggiorno. Tutto questo, dichiarano gli amministratori comunali bolognesi, dopo aver fatto le opportune verifiche. Un Comune e un Sindaco, quello di Bologna, che dimostrano di essere concretamente vicino ai propri imprenditori e quindi anche ai loro dipendenti, in questo momento di gravissima difficoltà economica dovuta al Coronavirus. Posizione completamente diversa da quella del Comune di Ravenna che, invece, sollecita il rispetto della scadenza del 15 aprile, dimostrando di non avere alcuna attenzione per le difficoltà economiche degli imprenditori delle strutture ricettive ravennati».

Le consigliere chiedono quindi al sindaco, al fine di agevolare tutti gli operatori delle strutture ricettive ravennati  già fortemente penalizzati dall’emergenza coronavirus, di adottare nella prossima seduta, una delibera di Giunta Comunale per sospendere immediatamente la richiesta del riversamento dell’imposta di soggiorno del primo trimestre e di posticiparne la scadenza del riversamento al 30 novembre, unitamente  a quanto verrà da loro riscosso nel secondo e terzo trimestre 2020. Fermo restando ovviamente l’obbligo di trasmettere la dichiarazione a Ravenna Entrate spa entro i 15 giorni successivi alla chiusura di ogni trimestre e precisamente: 15 aprile per l’imposta riscossa nel primo trimestre 2020; 15 luglio per l’imposta riscossa nel secondo trimestre 2020; 15 ottobre per l’imposta riscossa nel terzo trimestre 2020».

Già annullati o rinviati gli eventi del “Maggio Faentino”. La ceramica va on line

La cena itinerante e la Musica nelle Aie studiano una data alternativa. Il vicesindaco: «Non ci sono le condizioni»

Cena Itinerante 2015 Corte Di Casa Sangiorgi Foto Massimo SaviottiDopo una serie di riflessioni tra operatori e assessorati, le manifestazioni che da tre anni condividevano il progetto “Maggio Faentino” hanno deciso di comunicare insieme che non ci sono le condizioni per organizzare gli eventi in programma nel prossimo maggio.

«Le misure anti-coronavirus – si legge in una nota – rendono impossibile l’organizzazione degli eventi, costruire riunioni, progetti di comunicazione e tenere insieme i tanti volontari e operatori che sono coinvolti nelle singole iniziative. Non solo. Risulta evidente che nessuno, oggi, è in grado di prevedere se e come, a maggio, saranno permessi eventi che prevedono assembramenti di cittadini. Per questi motivi il Maggio Faentino da appuntamento a tutti alla primavera 2021».

In ogni caso gli organizzatori delle diverse singole manifestazioni a calendario hanno deciso, coinvolgendo soci e collaboratori, di dare risposte diverse. Alcune iniziative, come la 100 km del Passatore saltano direttamente al 2021, altre provano la strada digitale, altre tentano una riprogrammazione, sia pure parziale.

Questo il calendario inizialmente previsto e le decisioni assunte in queste ore:

– 1/3 maggio, Borgo Indie: la manifestazione che si teneva tra Faenza e Brisighella legata al tema delle produzioni locali, in particolare legate al mondo food, non si farà. Al momento prevale l’idea di pensare direttamente alla edizione 2021. Gli organizzatori non escludono un evento più piccolo in autunno.
– 7/10 maggio Musica nelle Aie: non si farà. Gli organizzatori al momento ipotizzano un evento minore domenica 11 ottobre, in una sola giornata, con dettagli e contenuti ancora da definire.
– 15/17 maggio Cena Itinerante: Distretto A week end non si farà. Al momento prevale l’idea di un appuntamento autunnale in occasione della Notte dei becchi, 11 novembre, San Martino. Quando il progetto del distretto partì, la cena aveva due appuntamenti, uno a maggio e uno a novembre. L’idea, quindi, è di recuperare una data simbolica nel mondo del distretto A, poi messa da parte. Nei prossimi mesi si valuteranno le condizioni e gli aspetti organizzativi. Di sicuro non sarà “la cena itinerante” ma un evento speciale dedicato ai 10 anni del Distretto A.
– 16/17 maggio Buongiorno Ceramica: si farà ma on-line. Si tratta di una manifestazione nazionale che unisce le 46 città italiane della associazione italiana città delle ceramiche e che investe la propria attenzione sulle botteghe ceramiche. In questi giorni si sta lavorando per organizzare una grande piattaforma digitale dove mettere in rete il lavoro delle botteghe ceramiche italiane e i musei tematici. Dettagli e contenuti saranno presto comunicati.
– 17/ 18 maggio, Concorso Internazionale delle Rose, organizzato dall’istituto scolastico di Persolino, new entry nel progetto di comunicazione comune. Per il concorso internazionale delle rose si sarebbe trattato del suo primo anno. Non si farà e non ci sono proposte alternative. Si valuterà se organizzarlo nel 2021.

«È stata una scelta dolorosa ma inevitabile – afferma il vice sindaco e assessore alla cultura Massimo Isola -. Non esistono le condizioni minime per ipotizzare di organizzare eventi di questa portata. Non si riuscirebbe a costruire un robusto lavoro organizzativo e non ci sono certezze sul domani. Non solo, ciò che manca è certamente il “clima” che è uno degli elementi fondamentali per queste manifestazioni. Oggi siamo tutti impegnati nella battaglia sanitaria, siamo vicini alle persone e alle famiglie che soffrono, a chi in prima linea dedica le proprie energie per bloccare questa situazione. Tutte le nostre energie oggi vanno in questa direzione. Poi certo, dal punto di vista culturale e turistico dobbiamo iniziare a pensare al “dopo”, e lo stiamo iniziando a fare, ma nel rispetto dei tempi e del buonsenso. E’ quindi con rammarico che siamo costretti a sospendere le attività 2020 del Maggio Faentino ma siamo convinti che nel 2021 la manifestazione collettiva si farà e sarà straordinaria. Voglio ringraziare, anche a nome del Sindaco Giovanni Malpezzi, i tanti volontari e operatori che in questa fase difficile e dolorosa hanno saputo essere costruttivi come sono soliti essere. Tutti. Una grande comunità creativa, coesa e vitale, che produce una energia della quale abbiamo e avremo sempre più bisogno».

Un minuto di silenzio e bandiere a mezz’asta per le vittime e gli operatori sanitari

Provincia e comuni di Ravenna aderiscono all’iniziativa dell’Anci

91429690 2692118140917805 4565140147875610624 OAnche Provincia e Comune di Ravenna parteciperanno domani, 31 marzo, al minuto di silenzio esponendo le bandiere a mezz’asta per ricordare le vittime del coronavirus, “onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari e come segno concreto di sostegno e speranza rivolto alla comunità ravennate e al Paese che sta affrontando la grande emergenza causata dal Covid 19”.

L’invito a questo gesto di lutto e di solidarietà, che si svolgerà alle 12, viene dall’Associazione nazionale comuni italiani che ha raccolto l’iniziativa lanciata dal presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli. Un modo per rafforzare il sentimento di unità nazionale con il pensiero rivolto alle persone decedute a causa del Coronavirus e alle loro famiglie.

Hanno già aderito anche i principali comuni della provincia.

Arco Lavori assicura i dipendenti contro il coronavirus: «Un segnale necessario»

Una copertura che prevede specifiche misure di salvaguardia nell’eventualità che qualcuno dovesse contrarre il virus

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Emiliano Battistini

Il consorzio ravennate Ar.Co. Lavori, che già da alcune settimane ha attivato per i propri dipendenti la modalità del telelavoro per permettere il proseguo della piena attività, ha deciso di mettere in atto una ulteriore modalità di attenzione nei confronti del personale.

È stata infatti stipulata una nuova copertura assicurativa, estesa a tutti i dipendenti, che prevede specifiche misure di salvaguardia nell’eventualità che qualcuno di loro dovesse contrarre il coronavirus, per qualsiasi motivo.

«Speriamo naturalmente che si tratti di una misura destinata a non essere mai utilizzata – sottolinea Emiliano Battistini, direttore generale di Ar.Co. Lavori -: ma ci è parso comunque un segnale necessario, nei confronti dei nostri operatori che continuano a lavorare, seppure da casa, in un periodo particolarmente delicato come quello attuale».

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