Ma il commissario Venturi cerca di essere ottimista: «Dalle chiamate al 118 vediamo segni di flessione costanti»
In Emilia-Romagna alle 12 di oggi, sabato 15 marzo, sono complessivamente 3.093 i casi di positività al Coronavirus, 449 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 10.043 a 12.054 i campioni refertati.
Complessivamente, sono 1.200 le persone in isolamento a casa (+145) perché con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o prive di sintomi; quelle ricoverate in terapia intensiva sono invece 169 (17 in più rispetto a ieri). E salgono a 68 (+14) le guarigioni, 65 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 3 dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultata negativa in due test consecutivi.
Purtroppo, però, crescono anche i decessi, passati da 241 a 284: 43, quindi, quelli nuovi, che riguardano 29 uomini e 14 donne. Per 6 delle persone decedute erano note patologie pregresse, in qualche caso plurime, per le altre sono in corso approfondimenti epidemiologici. I nuovi decessi registrati riguardano 24 residenti in provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 4 in quella di Modena, 2 in quella di Bologna, 1 in quella di Reggio Emilia, 1 in quella di Ravenna, 1 in quella di Forlì-Cesena (che è però un 74enne faentino), e 1 del lodigiano.
«Sono numeri che sostanzialmente replicano la situazione di ieri – spiega il commissario ad acta per l’emergenza coronavirus, Sergio Venturi -. Seguiamo la situazione costantemente e siamo pronti ad attivare ulteriori risorse, posti letto in terapia intensiva e non. Questi sono giorni decisivi: da qui a tutta la prossima settimana dobbiamo aspettare l’effetto delle misure attivate tre giorni fa dal Governo e che hanno bisogno almeno di 10 giorni ancora per dispiegare i propri effetti».
«Purtroppo, abbiamo ancora un numero elevato di decessi a Piacenza: a loro e ai famigliari va il nostro pensiero – prosegue Venturi –. Più in generale, i dati rispecchiano l’evoluzione del contagio, ma dalle chiamate al 118 vediamo segni di flessione costanti negli ultimi due giorni. Devo però rinnovare l’appello ai cittadini a restare in casa, perché c’è ancora troppa gente nelle strade. Anche se il tempo primaverile sembra da scampagnata, questa è una situazione seria e difficile, che richiede il massimo rispetto delle regole da parte di tutti. Ricordo il divieto tassativo di assembramento che vale nelle strade, nei giardini, nei parchi e nelle case. Dobbiamo rispettarlo e stare distanti perché non abbiamo altro mezzo per ridurre la diffusione del virus. Stiamo a casa, per la nostra salute e per quella dei nostri affetti più cari».
In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 1.012 (159 in più rispetto a ieri), Parma 662 (92 in più), Rimini 425 (28 in più), Modena 367 (60 in più), Reggio Emilia 185 (32 in più), Bologna 230, di cui 72 del circondario imolese (complessivamente 35 in più, di cui 9 a Imola e 26 a Bologna), Ravenna 100 (22 in più), Forlì-Cesena 78 (di cui 44 a Forlì, 6 in più rispetto a ieri, e 34 a Cesena, 10 in più rispetto a ieri), Ferrara 34 (5 in più rispetto a ieri).

Il sindaco di Ravenna Michele de Pascale dalla sua pagina Facebook rinnova l’invito ai ravennati a restare a casa.
A distanza di poche ore, i carabinieri l’hanno identificata per due volte mentre si prostituiva sulla stessa piazzola della Statale 16 Adriatica nei pressi di Cervia. E per due volte di fila l’hanno denunciata per inosservanza del provvedimento dell’autorità legato al contenimento della diffusione del Covid-19.
Una petizione per chiedere di cancellare la norma inserita nel decreto legge di qualche giorno fa a firma del ministro della Salute Speranza, dove si prevede la “quarantena” per il personale sanitario venuto in contatto con casi confermati di malattia infettiva diffusiva al nuovo coronavirus solo in caso di sintomatologia respiratoria o test positivo.






























La conferma che solo l’attività di consegna a domicilio di cibo e pasti preparati sia consentita, col fermo di quella da asporto, compresi i take-away. I supermercati presenti nei centri commerciali che, nei festivi e prefestivi, devono permettere l’accesso solo alle aree di vendita di prodotti alimentari, farmacie e parafarmacie. Capitolo mercati: tutti sospesi a eccezione di quelli destinati alla vendita di prodotti alimentari. Poi le strutture ricettive e gli alberghi che possono tenere aperta l’attività di ristorazione interna solo per gli ospiti che vi soggiornano. Ancora: negli esercizi polifunzionali possono proseguire solo le attività consentite (ad esempio giornali e tabacchi) ma non quelle di bar e ristorazione; così come sono consentite quelle di servizi alla casa (idraulici, elettricisti, etc.) e ai veicoli (gommisti, elettrauto, meccanici, carro attrezzi). E per la sanità privata, così come già avviene in quella pubblica, sono sospese tutte le attività programmabili e le non urgenze.
Proprio oggi 14 marzo, in queste ore, era prevista in piazza del Popolo a Ravenna, in collaborazione con l’assessorato al turismo del Comune, una festa di benvenuto con tanti amici e appassionati della bici, per il ritorno a casa del “Magio Bike Tour” – i ciclisti ravennati Giovanni e Francesco Gondolini e Marco Meini –, sette anni dopo un viaggio su due ruote intorno al mondo, nel cuore della loro città dove erano partiti nel febbraio 2013.





Sono 78 i contagiati dall’inizio dell’emergenza coronavirus in provincia di Ravenna. Rispetto ai
In Emilia-Romagna sono complessivamente 2.644 i casi di positività al Coronavirus a oggi (14 marzo), 381 in più rispetto all’aggiornamento di ieri. Passano da 8.787 a 10.043 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle ore 12, sulla base delle richieste istituzionali.