giovedì
26 Marzo 2026

A Bagnacavallo la prima di cinque mostre per ricordare la carriera di Mattia Moreni

Oltre 40 opere per indagare a fondo i primi 20 anni di lavoro di Mattia Moreni, artista pavese di nascita, torinese di formazione, ma che per tutta la sua vita ha legato il suo nome alla Romagna. La mostra “Dagli esordi ai cartelli” inaugurerà alle 18 di sabato 20 settembre negli spazi dell’ex Convento di San Francesco, a Bagnacavallo, e resterà visitabile fino all’11 gennaio 2026. Le opere saranno ospitate dalla sede distaccata dell’ex convento, destinata alle esposizioni di arte contemporanea.

Si tratta del primo evento del progetto Mattia Moreni. Dalla formazione a L’ultimo sussulto prima della grande mutazione, nato per mettere in rete cinque importanti musei della Romagna nella celebrazione del lavoro di uno dei più importanti pittori italiani del ‘900, con cinque mostre in altrettanti luoghi fondamentali per la sua storia.

Il percorso negli spazi dell’ex Convento di San Francesco, curato da Claudio Spadoni e Davide Caroli, documenta attentamente il lavoro dell’artista dal primo periodo giovanile, apprezzato fin da subito dai principali critici dell’epoca tra i quali anche un giovanissimo Italo Calvino, nel quale risentiva delle influenze dei pittori nordici, del liberty e dei Ferraresi del ‘400. Furono anni importanti per il pittore, nei quali ricevette diversi premi e fu invitato a partecipare alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma.

In quegli anni Moreni, che era stato in Romagna nel 1940 e nel 1943 per sfuggire, da partigiano, alle rappresaglie fasciste, viaggiò molto cambiando ripetutamente la sua residenza: da Antibes a Grado, da Frascati a Bologna, cercando di trovare un luogo nel quale potersi sentire a casa. La sua ricerca artistica, nella scia delle grandi dialettiche di quegli anni, lo portò ad aderire al cosiddetto movimento dell’astratto/concreto, invitato da Lionello Venturi a far parte del “Gruppo degli Otto Pittori”, partecipandovi tuttavia con uno stile caratteristico e sempre molto personale che non lo fece mai essere convinto fino in fondo di quella strada. Il passaggio successivo, decisivo per la sua affermazione internazionale, fu l’avvicinamento all’Informale, uno stile di pittura soprattutto di ambito francese, adottando il quale Moreni, che dal 1956 al 1966 vivrà tra Parigi e Palazzo San Giacomo di Russi, ebbe forse il suo momento di maggiore visibilità che lo portò ad esporre regolarmente in quegli anni in Francia, Germania e nelle maggiori gallerie d’Europa.
L’ultima sezione della mostra di Bagnacavallo racconta infine come la sua pittura prese una via del tutto personale, nella quale la pennellata informale si modificò per descrivere e raccontare nei cartelli, tema del lavori di questi anni, una realtà che Moreni vedeva destinata alla repentina scomparsa.

Molte delle stesse opere in mostra a Bagnacavallo in passato furono esposte in prestigiose sedi museali in Italia e in Europa e sono ora parte di importanti di collezioni private. Il progetto proseguirà nelle altre sedi museali, nelle quali saranno approfonditi altri momenti del percorso artistico di Moreni: il 10 ottobre ai Musei di San Domenico di Forlì, a cura di Rocco Ronchi, il periodo delle Angurie; il 20 ottobre alla Pinacoteca Vero Stoppioni di Santa Sofia, il percorso dedicato agli Autoritratti, curato da Denis Isaia; ad inizio febbraio 2026 al Mambo di Bologna il ricordo della grande mostra Antologica di Mattia Moreni del 1965 realizzata presso la galleria di arte moderna e curata allora da Francesco Arcangeli, per la cura di Pasquale Fameli; ed infine il 28 febbraio 2026 al Mar di Ravenna gli ultimi cicli della Regressione della Specie e L’umanoide, a cura di Serena Simoni.

Esposito (Fdi): «Perché Ravenna non è tra le nuove rotte aeree regionali?»

L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) lancia un progetto per lo sviluppo di collegamenti commerciali di linea tra piccoli aeroporti di interesse territoriale in Italia e la pista di Ravenna, nota come la Spreta, non è tra gli aeroporti coinvolti. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Renato Esposito, interroga il sindaco Alessandro Barattoni per conoscere le motivazioni dell’esclusione.

Il 15 settembre c’è stato il primo volo dimostrativo tra Fano e Roma Urbe (50 minuti). L’obiettivo di Enac, da realizzare sugli scali gestiti, è offrire una nuova modalità di fruizione del viaggio, contribuendo a trasformare l’aeroporto territoriale da un luogo per attività di nicchia a un polo di delocalizzazione turistica.

Al fine di consentire lo sviluppo delle infrastrutture territoriali, Enac ha reso disponibili alla propria società in-house Enac Servizi risorse finanziarie per l’attuazione di un ambizioso programma pluriennale di investimenti, che sia da volano e moltiplicatore di investimenti sul territorio. Oltre all’aeroporto di Roma Urbe, per cui sono stati stanziati circa 18 milioni di euro, sono infatti previsti nel breve termine interventi di riqualifica delle infrastrutture di volo e degli impianti sugli aeroporti di Rieti (10 milioni), Siena (34), Capua (8), Pavullo nel Frignano (6), Milano Bresso (9) e Viterbo (2).

«Enac mette in rilievo una iniziativa che tende a valorizzare i piccoli aeroporti locali con conseguente ricaduta economica e turistica a beneficio di quelle comunità – sottolinea Esposito –. Eppure Ravenna non rientra tra le città interessate da questo importante progetto. Perché? L’amministrazione ravennate intende attivarsi per partecipare a tale importante progetto che metterebbe in moto nuove ed interessanti sinergie economiche? In alternativa, cosa si intende fare per valorizzare e dare un significato alla storica presenza dell’aeroporto Novelli a la Spreta?».

Riccardo Cocciante e Marco Masini al teatro Alighieri tra musica e conversazione

Riccardo Cocciante e Marco Masini, due icone della musica italiana, saranno a Ravenna sul palco del teatro Alighieri la sera del 2 ottobre per l’inaugurazione di Imaginaction, il festival internazionale del videoclip prodotto da Raffaella Tommasi per Daimon Film sotto la direzione artistica del regista Stefano Salvati

I due artisti daranno vita a un evento unico fatto di performance dal vivo, conversazioni intime e proiezioni di videoclip d’autore. A condurre questa speciale serata sarà Daniele Perini, presidente del consiglio comunale e fondatore dell’associazione Amare Ravenna.

La serata inaugurale avrà anche una dimensione solidale. Gli organizzatori hanno infatti deciso di destinare l’intero ricavato della vendita dei biglietti (al netto delle spese organizzative) all’Associazione nazionale carabinieri di Ravenna. La realtà del volontariato cittadino conta 430 soci di cui 81 volontari che quotidianamente mettono le proprie competenze al servizio della comunità attraverso convenzioni con il Comune di Ravenna.

Nel corso del 2024, il Nucleo Volontariato ha prestato oltre 19mila ore di servizio, operando in diversi ambiti che spaziano dall’ascolto e supporto ai cittadini all’orientamento turistico, dalla segnalazione di criticità alle attività di prossimità.

Particolarmente significativa è stata la quinta campagna di sensibilizzazione sul consumo responsabile di alcol realizzata durante l’estate appena trascorsa. I volontari hanno presidiato il lungomare di Marina di Ravenna per circa 600 ore, effettuando oltre 3.100 test alcolemici su base volontaria, dimostrando un impegno concreto nella promozione della sicurezza stradale.

Il contributo raccolto durante la serata del festival avrà una destinazione ben precisa, come spiega il presidente dell’associazione ravennate, Isidoro Mimmi: «A seguito di una disposizione della presidenza nazionale, è necessario adeguare le divise di tutti i volontari del Nucleo a livello nazionale. Questo significa acquistare 81 nuove uniformi».

Il progetto si realizzerà grazie a una rete di solidarietà che vede protagonisti, oltre a Imaginaction, anche la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e i Lions Club.

La Divina Commedia come inno alla carità: le riflessioni di dom Gianni a Prospettiva Dante

Ogni epoca interroga Dante Alighieri con le proprie urgenze. La nostra, segnata da inquietudine e frammentazione, può trovare nella sua opera chiavi di lettura dell’esperienza umana quali la caritas, la bellezza e il tempo: è quanto propone dom Bernardo Gianni, abate dell’abbazia di San Miniato al Monte a Firenze, nella riflessione in programma venerdì 19 settembre alle 17.30 nei Chiostri Danteschi accanto alla Tomba del Poeta a Ravenna, per la terza giornata di Prospettiva Dante, la manifestazione promossa dalla stessa Fondazione con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. Come per tutti gli appuntamenti del programma, l’ingresso è libero fino a esaurimento posti disponibili.

«Figura di riferimento del pensiero religioso contemporaneo – si legge nella nota inviata dagli organizzatori –, dom Bernardo Gianni ci invita a riscoprire la Commedia come inno alla carità, intesa come forza di trasformazione che guida l’uomo smarrito attraverso la consapevolezza del proprio limite e del peccato, fino alla contemplazione della verità come bellezza».

Con la sua comunità monastica, San Miniato al Monte rappresenta da secoli una presenza viva nel cuore di Firenze. Negli ultimi anni, sotto la guida di dom Bernardo Gianni, il monastero si è reso ancora più accogliente verso la città, aprendosi a momenti di confronto, arte e dialogo; d’altronde l’abate è anche molto presente e seguito sui social network. Forse proprio perché il monastero, come l’abate ha confidato in un’intervista «desta nel mio cuore una sovrasensibilità alla novità, generando la passione per il futuro»: un sentimento che sembra in perfetta sintonia con la vocazione di Prospettiva Dante, che di anno in anno mette la grande eredità dantesca in dialogo con il presente. Per dom Gianni, Dante ci guida in una dimensione dove il tempo non è più nemico quanto alleato che conduce l’uomo verso l’eternità; non a caso è Ulisse una delle figure della Commedia più care all’abate, come simbolo della tensione verso la verità.

Il festival continua sabato 20 settembre: alle 17.30 con il suo Pas de trois infernal, il decano degli interpreti danteschi Virginio Gazzolo dà corpo e anima ai tre archetipi tragici di Ulisse, Ugolino e Lucifero. A seguire, Paolo Squillacioti, esperto linguista e direttore dell’Opera del Vocabolario Italiano del CNR, ci invita a esplorare il rapporto tra Dante e la lirica occitana. Alle 21 Vincenzo De Angelis, Amerigo Fontani e Marcello Prayer propongono Come in un giuoco di specchi: Dante, Lord Byron e Lorenzo Da Ponte. La performance precede la consegna del Premio Musica e Parole a Tosca, che regalerà al pubblico alcune delle sue interpretazioni.

In caso di pioggia, gli eventi previsti saranno ospitati al Teatro Alighieri. Info e programma: www.prospettivadante.it oppure 351-638 8442.

La Stagione dei Teatri si apre al Rasi, con un Prologo che omaggia Dante

La Stagione dei Teatri si apre con il Prologo di stasera, sabato 20 settembre, che alle 21 porterà in scena al Rasi un omaggio a Dante incentrato sulla musica e sulla rappresentazione del purgatorio come specchio dei moralismi occidentali.

Durante and the Bad Loves, è frutto dell’incontro tra Spreafico Eckly (regia) e Matteo Fargion (musica), coppia artistica che già nel settembre ’22 stupì il pubblico ravennate con una performance incentrata sulla lettura della società attraverso la musica. Lo spettacolo vedrà la Montagna del Purgatorio come simbolo del moralismo cristiano in Norvegia (e in generale in Occidente) e Dante percorrere le sette terrazze seguendo il processo di purificazione delle anime. Lungo la via, i personaggi di fantasia rappresenteranno i peccati mortali e le loro controparti divine (umiltà, gentilezza, pazienza, diligenza, generosità, temperanza, castità):  una sorta di zoo umano in cui peccati e virtù si fondono in modo elementare e toccante, offrendo l’opportunità di parlare degli istinti umani più elementari che vanno oltre il sistema di valori cristiano.

«Il vero nome di Dante – spiegano i due autori -. Era Durante e “Bad Loves” del titolo, traduzione approssimativa del dantesco ‘mal amor’, sono le passioni che allontanano l’uomo dalla rettitudine divina. Questo caleidoscopio emotivo si riflette nella musica, che cita in modo irriverente melodie e armonie da Purcell, Vivaldi, Rossini, Schumann, Puccini, Wagner e altri, oltre che le colonne sonore di Arancia meccanica e Il mago di Oz».

Lo spettacolo è compreso nel programma delle Celebrazioni per l’Annuale della morte di Dante, ed è prevista una replicato la mattina di lunedì 22 per gli Istituti superiori.

Entra nel vivo il festival “Prospettiva Dante” – FOTO – Il programma fino a domenica 21 settembre

È partito ieri (17 settembre), con i saluti degli organizzatori e le performance di Gabriele Lavia – attore e regista, maestro del teatro italiano – e dell’autore cesenate Roberto Mercadini (in alto la gallery fotografica della prima giornata), “Prospettiva Dante”, l’unico festival interamente dedicato al Poeta, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. La rassegna continua fino a domenica 21 settembre agli antichi chiostri francescani.

Il programma in breve. Giovedì 18 Gregorio Nardi è ideatore e interprete di un recital pianistico dal titolo «Donne ch’avete intelletto d’amore». Le donne di Dante nella musica del Romanticismo, attraverso compositori come Liszt e Prokof’ev e pagine meno note come quelle di Hans von Bülow, Hermann Goetz, Antonio Scontrino e Teodulo Mabellini. Il concerto introduce il Premio Dante-Ravenna, quest’anno destinato al giornalista e scrittore “errante” Paolo Rumiz (a questo link la nostra intervista).

Venerdì 19 settembre alle 17.30 dom Bernardo Gianni, Abate dell’Abbazia di San Miniato al Monte a Firenze, guida la riflessione sul tema Caritas, bellezza e tempo tra Dante.

Sabato 20 settembre con il suo Pas de trois infernal, il decano degli interpreti danteschi Virginio Gazzolo dà corpo e anima ai tre archetipi tragici di Ulisse, Ugolino e Lucifero. A seguire, Paolo Squillacioti, esperto linguista e direttore dell’Opera del Vocabolario Italiano del Cnr, ci invita a esplorare il rapporto tra Dante e la lirica occitana. La performance Come in un giuoco di specchi: Dante, Lord Byron e Lorenzo Da Ponte con Vincenzo De Angelis, Amerigo Fontani e Marcello Prayer precede la consegna del Premio Musica e Parole alla cantante Tosca.

Domenica 21 settembre il programma si conclude con il Premio Dante Web, conferito allo storico dell’arte Jacopo Veneziani, già beniamino della rete e del piccolo schermo. A Ravenna discuterà Il cammino di Dante nella storia dell’arte.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, fino a esaurimento posti disponibili

In caso di pioggia, gli eventi previsti saranno ospitati al Teatro Alighieri

Info e programma: www.prospettivadante.it – segreteria@prospettivadante.it – tel. 351 638 8442

“Il Papa dei cantieri” celebre sui social: la benedizione che fa (quasi) miracoli a Ravenna

Video con un costume da Papa e benedizione dei cantieri più discussi nel comune di Ravenna. È questa la trovata del 35enne piemontese Daniele Avitabile, che sta diventando virale sui social con il nome di “theofficialfakepapa”. 

I numeri parlano di oltre 1.500 follower su Tiktok (500 su Instagram), oltre a decine di migliaia di like raccolti in poche settimane: «Il tutto è nato per sdrammatizzare, in particolare tutto quello che stressa la gente  – afferma Daniele Avitabile, che lavora da un anno e mezzo come comandante delle navi a Ravenna -. Dopo un problema di salute occorso a mio padre ho capito che la vita è una e va vissuta con leggerezza». 

In ordine di tempo, il “Papa” ha benedetto i cantieri del ponte mobile (video che su Tiktok ha totalizzato oltre 80mila visualizzazioni), del sottopassaggio dell’Esp, del ponte di Madonna dell’Albero, del quartiere industriale di Alfonsine, del passaggio a livello di via Candiano, del palazzetto dello sport di Ravenna, dei ponti di San Pancrazio e Porto Fuori: «Ho avuto la fortuna di vedere molti di questi cantieri riaperti a distanza di poche ore dal mio passaggio e quindi la gente pensa che abbia fatto un miracolo – afferma il finto pontefice -. Ma la mia è semplice goliardia, non voglio creare polemica contro l’Amministrazione Comunale, né tanto meno essere offensivo nei confronti della Chiesa». 

 

Il profilo sta diventando sempre più virale, tanto da catturare l’interesse di locali e attività che invitano il finto Papa a feste o eventi come ospite: «Mi contattano privati per benedire cantieri o luoghi in tutta Italia, oltre ad essere stato invitato al Wonderland di Santarcangelo come ospite – svela Avitabile -. Il mio sogno sarebbe quello di portare il mio personaggio nei reparti oncologici degli ospedali per far sorridere le persone in difficoltà». 

Tre furti nella stessa notte: nel mirino i locali di viale della Lirica

Tre colpi messi a segno nella stessa notte, tra le 3 e le 4 di domenica 7 settembre, tutti concentrati lungo viale della Lirica. Nessuna spaccata all’interno dei locali, né fondi cassa svuotati: i malviventi, due secondo le prime ricostruzioni, si sarebbero invece concentrati sui dehor, portando via elementi d’arredo, in particolare oggetti di antiquariato e illuminazione.

Il furto più significativo è avvenuto al Garden 37, dove sono state rubate due applique con gocce di vetro e una piantana con pendenti in cristallo. Da Azuki Sushi, i ladri hanno portato via due plafoniere esterne. Infine, nel dehor del Caffè della Lirica è stata sottratta la base in ferro di un tavolo. Non si tratta però del primo episodio per il bar, che già lo scorso agosto aveva subito il furto di altri due lampadari con gocce di cristallo. «L’idea è quella di qualcuno alla ricerca di materiale per arredare una casa o più probabilmente un’attività commerciale – commentano i negozianti -. ma ora non ci sentiamo più al sicuro».

A seguito della denuncia presentata ai carabinieri, sono scattate le indagini. Gli inquirenti hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza delle attività della zona: nei video si intravedono due figure incappucciate aggirarsi tra i viali, ma l’angolo di ripresa non consente di identificare con chiarezza eventuali veicoli o targhe. Da qui l’appello dei commercianti di viale della Lirica all’amministrazione comunale: «L’area è vasta e le telecamere private non bastano: serve un sistema pubblico di videosorveglianza che copra tutto il perimetro, e soprattutto la strada, per tutelare le attività del quartiere».

Giardini Speyer, un arresto per spaccio e due denunce per aver violato il divieto di accesso nell’area

Proseguono i controlli della polizia di stato di Ravenna presso i Giardini Speyer. L’attività ha permesso di identificare circa una novantina di persone, alcune delle quali risultate gravate da precedenti di polizia.

In particolare sono stati denunciati due stranieri, un cittadino somalo ed uno tunisino, per aver violato entrambi la misura di prevenzione D.A.C.Ur, che gli impediva di stazionare nelle zone limitrofe la stazione ferroviaria e gli adiacenti Giardini Speyer. Inoltre, è stato rintracciato un cittadino di nazionalità tunisina irregolare sul territorio nazionale, già gravato da una condanna per violazione della normativa sugli stupefacenti. L’uomo è stato accompagnato in questura per gli accertamenti necessari alla sua espulsione dal territorio nazionale.

Infine nella serata di ieri, martedì 16 settembre, la polizia ha arrestato in flagranza un uomo italiano di cinquant’anni, trovato in possesso di 24 grammi di hashish, 13 grammi di cocaina e un centinaio di euro frutto di attività di spaccio. L’uomo, già gravato da precedenti di polizia in materia di sostanze stupefacenti, è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

«Se vogliamo la pace, non vanno interrotti i rapporti diplomatici con Israele»

Nelle vesti di deputato Pd nel periodo 2013-2022 si è occupato di geopolitica, spionaggio internazionale e cybersicurezza – con incarichi da capogruppo in commissione Difesa e delegato all’assemblea parlamentare Nato – oggi il 54enne Alberto Pagani è un consulente nel settore della sicurezza e docente all’università di Ravenna.

Pagani, cosa pensa della lettera che il sindaco Barattoni ha inviato al ministro Salvini in merito al passaggio di armi dal porto di Ravenna (vedi pagina accanto) e, soprattutto, della partecipazione dell’Autorità portuale al progetto Undersec?

«Sui social e sulla stampa circolano troppe informazioni false, o prive di fonti certe, e di cui non è facile capire se sono attendibili o meno. Il sindaco non dispone degli strumenti per accertarsi direttamente se si tratta o meno di fake news, e quindi non può che rivolgersi al Governo nazionale, per avere la certezza che venga applicata la legge 185/90, che regolamenta l’esportazione, l’importazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l’intermediazione di materiali d’armamento. Questi devono essere conformi ai principi della Costituzione repubblicana, che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. La legge stabilisce infatti precisi divieti di esportazione verso Paesi in stato di conflitto armato, la cui politica contrasta con l’articolo 11, o che sono responsabili di accertate e gravi violazioni dei diritti umani. Essendo l’esportazione ed il transito consentite solo ad imprese autorizzate dall’ufficio Uama, del ministero degli Affari Esteri, il sindaco non può che chiederlo al Governo. Se Salvini non ne sa nulla, perché il ministero dei Trasporti non fa parte del comitato interministeriali preposto, girerà la richiesta a chi di dovere, per fornire alla città di Ravenna le informazioni richieste e dovute. Per quanto riguarda Undersec a me risulta che l’Autorità portuale sia un ente promotore del progetto, non un soggetto partecipante, quindi non è a me che dovreste rivolgere questa domanda».

Secondo lei, gli attori principali del progetto Undersec dovrebbero escludere Israele?
«Ripeto che non mi sono mai occupato di questo progetto e quindi non lo conosco, ma immagino che, usando il buon senso, i promotori abbiano coinvolto le migliori università e le aziende che hanno valutato più competenti e capaci di sviluppare e testare le tecnologie necessarie a proteggere le nostre infrastrutture critiche sommerse. Quando si tratta della nostra sicurezza credo che sia razionale rivolgersi a chi è in grado di fornire la tecnologia migliore. Siccome a Ravenna c’è uno dei rigassificatori che devono garantire la continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento di gas alle famiglie ed alle imprese italiane, è abbastanza logico che le tecnologie per proteggere l’impianto a mare e la pipeline sommersa vengano testate dove c’è il rigassi  catore da proteggere e ci sono i tubi sottomarini del gas che lo collegano alla terraferma. L’Unione europea mette a disposizione dei fondi per sviluppare queste tecnologie, che è nell’interesse degli italiani che ci siano, che funzionino e che siano le migliori possibili, perché il sabotaggio del gasdotto North Stream 2 dovrebbe averci insegnato qualcosa».

L’Italia dovrebbe interrompere tutti i rapporti istituzionali con Israele? Cosa peraltro fatta dalla Regione Emilia-Romagna per decisione del presidente De Pascale.
«Le relazioni diplomatiche con il Governo israeliano sono una cosa ben diversa dalle attività di ricerca scientifica e tecnologica. Io farei una distinzione tra il ruolo di una Regione, che ha rapporti istituzionali internazionali solamente con chi ritiene giusto ed opportuno averli, e quelli dello Stato, che è titolare della politica estera e che perciò deve cercare di parlare con tutti. La diplomazia è il principale mezzo per promuovere il dialogo, il disarmo e la sicurezza collettiva. Se riteniamo che la pace sia un’esigenza universale e vogliamo contribuire a raggiungerla, non è il caso di interrompere le relazioni diplomatiche con nessuno. A Roma infatti c’è l’ambasciata russa, quella cinese, quella iraniana, e persino quella della Corea del Nord. Fortunatamente sono ancora tutte aperte e attive, malgrado le tensioni internazionali con questi Paesi abbiano raffreddato le relazioni, e mi parrebbe davvero strano che chiudessero solo quella di Israele».

Da un’ipotetica interruzione dei rapporti tra i due Stati, quali potrebbero essere le conseguenze per Israele e per l’Italia?
«Francamente trovo che questa domanda non abbia molto senso, perché i Paesi con cui non ci sono relazioni diplomatiche non sono quelli più antipatici, ma quelli che non vengono riconosciuti come stati nazionali legittimi, come la Repubblica Turca di Cipro del Nord, il Kossovo, l’Abcasia e l’Ossezia del Sud. Nel mondo esistono dei Paesi che non riconoscono la legittimità dell’esistenza di Israele, ma sono Algeria, Qatar, Libano, Arabia Saudita, Iran o Yemen, e non credo che l’Italia debba  gurare in questo elenco, essendoci la risoluzione 237 dell’11 maggio 1949 che ha ammesso lo Stato di Israele come membro delle Nazioni Unite».

Condivide l’uso del termine genocidio per descrivere ciò che sta avvenendo a Gaza?
«Muoiono troppi innocenti, in questa dannata guerra, e mi pare davvero molto sgradevole disquisire sulla semantica».

Cosa ne pensa dell’esperienza Global Sumud Flotilla e che reazione si aspetta da Israele?
«Credo che sia una manifestazione internazionale di protesta che può conquistare visibilità e attenzione e sensibilizzare gli animi di tutto il mondo sul dramma di un popolo che soffre, cosa che oggi è molto dif cile fare perché purtroppo ci siamo abituati alle sofferenze degli altri, che passano tra le notizie sul nostro smartphone mente noi ci godiamo il sole in spiaggia o l’apericena con gli amici. Questa iniziativa può avere la forza comunicativa necessaria per attirare l’attenzione e la simpatia anche dei più distratti; proprio per questo credo che Israele abbia tutto l’interesse ad evitare che si veri chino incidenti. Ma penso che ci saranno altri attori, esterni ai protagonisti ed occulti, con interessi opposti, che cercheranno di produrre incidenti. Spero di sbagliarmi».

Dal punto di vista simbolico, come si spiega che gli atleti russi o bielorussi debbano partecipare alle competizioni internazionali senza bandiere, mentre Israele partecipa come nazionale alle qualificazioni per i Mondiali di calcio?
«È sbagliato e stupido che gli atleti russi e bielorussi non possano partecipare alle competizioni internazionali con la bandiera del loro Paese, perché sono atleti e non soldati, e lo sport dovrebbe unire i popoli e non alimentare il risentimento e il desiderio di rivalsa. Riconoscersi è indispensabile per promuovere il dialogo, la cooperazione internazionale e la pace».

È favorevole alla decisione di alzare la spesa militare per la Nato come chiesto da Trump? L’Italia corre qualche realistico rischio di essere attaccata militarmente da potenze esterne?
«Rispondo con una domanda: se mai, Dio non voglia, una potenza militare attaccasse l’Italia, noi italiani dovremmo difenderci o arrenderci subito all’invasore? Chi preferisce la seconda opzione, anche se è in buona fede, aumenta il rischio che succeda, e lo rende credibile. Di solito le vittime delle aggressioni sono quelle che appaiono più vulnerabili e deboli, perché sono incapaci di difendersi, e quindi sono le prede più facili. Dopo secoli di guerre l’Europa ha vissuto un lungo ed unico periodo di pace perché è nata l’Unione europea e perché l’Alleanza Atlantica esercita deterrenza verso l’esterno, non perché sventoliamo più vigorosamente la bandiera della pace. Trump è rozzo e volgare quando ci accusa di essere dei parassiti, ma oggettivamente è vero che la maggior parte dei costi della difesa collettiva della Nato, e quindi dell’Europa, li sostengono gli americani. Io non voglio mettere in alcun modo in discussione la nostra alleanza con gli Stati Uniti, ma sono stanco di farmelo rinfacciare, e sono convinto che questa condizione limiti la nostra libertà, come qualsiasi altra dipendenza. La dipendenza economica o psicologica da un’altra persona limita la libertà, come la dipendenza dalla droga, dall’alcol o dal fumo. Io odio tutte le dipendenze e credo che dobbiamo diventare autonomi, facendo la nostra parte nell’Alleanza, come è giusto fare, e coprendo quindi i costi di un apparato di difesa europea capace di operare anche autonomamente per mantenere la pace e la sicurezza internazionale, e difendere gli interessi europei. La sicurezza dell’Europa non può essere affidata a nessun altro, deve dipendere solo dall’Europa, e finché non sarà così è normale che l’Europa sia un gigante economico e un nano politico, cioè che non conti nulla».

Ma la maggiore spesa dovrebbe andare per il riarmo dei singoli Stati o per la difesa europea?
«La difesa europea si fa con le forze armate e con le armi dei singoli Stati, ma se fossimo abbastanza intelligenti da sfruttare l’opportunità del programma europeo Readiness 2030 per cooperare tra Paesi europei nello sviluppo delle nostre tecnologie innovative, invece di comprare quelle dagli altri, potremmo spendere meglio e trarre vantaggio dal trasferimento tecnologico dal comparto militare all’industria civile. Le principali innovazioni della nostro epoca, dal radar al sonar, dalla rete internet alla tecnologia satellitare, dall’innovazione nei materiali alla medicina iperbarica, fino all’analisi dei big data ed alle prime applicazioni di intelligenza artificiale, sono state il risultato della ricerca militare. Noi europei abbiamo speso poco in questo campo, e quindi non abbiamo offerto un gran contributo all’innovazione, ma ora compriamo la tecnologia altrui invece di vendere la nostra. Io non sono favorevole alle spese militari in assoluto, che è un’affermazione generica e stupida, ma sono favorevole a cambiare registro perché se gli altri inventano il futuro e noi scriviamo solo delle regole burocratiche, come è successo con l’intelligenza artificiale, ci condanniamo al declino ed all’irrilevanza».

Il punto della Regione a un anno dall’alluvione: partita la prima tranche di lavori da 7,5 milioni a Villanova

È passato un anno dall’ondata di maltempo che nel settembre 2024 colpì duramente la regione, con esondazioni e allagamenti concentrati nelle zone di Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna. Negli scorsi giorni ha preso il via una prima tranche di opere da 7,5 milioni di euro per la messa in sicurezza del tratto di pianura del fiume Lamone, all’altezza di Villanova di Bagnacavallo. Una seconda tranche, di uguale valore, è invece in arrivo nelle prossime settimane.

Nel frattempo è terminata, la fase di valutazione delle oltre 500 osservazioni arrivate dalle comunità alluvionate, per costruire un percorso comune tra Regione e cittadini sui progetti di messa in sicurezza dei bacini del Lamone e del MarzenoIn primo luogo, verranno svolti gli approfondimenti relativi all’areale della confluenza tra i due fiumi, che sarà destinato alla laminazione delle piene. Nel pomeriggio del 15 settembre a Castel Bolognese si è svolta l’assemblea pubblica per presentare il progetto sul torrente Senio: si prevede di completare la progettazione esecutiva, l’affidamento e l’esecuzione del rimodellamento morfologico della cassa a valle del torrente Sintria (affluente del Senio) entro il 2026, in assenza di fenomeni di piena significativi. Nel 2026 prenderà inoltre avvio la progettazione della cassa di Cotignola, sempre nel ravennate. Per il 7 ottobre invece è già in programma un’altra assemblea pubblica a Lugo, per discutere dei fiumi Senio e Santerno. Per quanto riguarda Traversara di Bagnacavallo invece, la frazione che ancora oggi mostra visivamente i segni e le ferite della furia del maltempo, è scesa in campo questo settembre una commissione speciale dedicata. Il primo sopralluogo ha avuto luogo nella mattinata di oggi (17 settembre). Ne fanno parte i tecnici della struttura commissariale, dell’Agenzia regionale per la Ricostruzione e dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. L’obiettivo è mettere a punto, in poche settimane, un progetto che tenga insieme demolizione e ricostruzione

A fare il punto in conferenza stampa, a un anno di distanza, il presidente della Regione, Michele de Pascale, e la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. «Una premessa: abbiamo detto da subito che non siamo soddisfatti di come gli eventi alluvionali sono stati affrontati – ha esordito De Pascale -. Questa è anche l’opinione della maggioranza dei cittadini che attribuiscono, legittimamente, responsabilità ai diversi livelli di governo, da Roma al territorio. Da gennaio abbiamo segnato una nuova fase, che sta portando le istituzioni e il commissario a lavorare insieme per cambiare passo. Intanto, come Regione abbiamo raddoppiato le risorse per le manutenzioni, ora dobbiamo aumentare la nostra capacità di farle. Con il commissario lavoriamo per sbloccare i lavori affidati alle agenzie di Stato e proseguono gli incontri sui territorio. Dal governo abbiamo ottenuto un miliardo per opere di questo tipo, un fatto nuovo e non scontato. I tempi previsti sono lunghi, li vogliamo accelerare».

Il progetto infatti è quello di presentare il piano di interventi relativo ai primi 500 milioni a dicembre, con arrivo delle risorse previsto nel arrivare nel 2027. «Come Regione siamo pronti ad anticiparle dal 2026 – prosegue De Pascale -. Voglio inoltre ricordare – che è pronta l’ordinanza sulle delocalizzazioni, attualmente al vaglio della Corte dei Conti: abbiamo lavorato con il commissario per migliorare il più possibile le condizioni di chi deciderà volontariamente di lasciare la propria abitazione».

Per far fronte ai danni del maltempo, sono stati stanziati oltre 76 milioni di euro, tra risorse statali (primo e secondo stralcio del Piano degli interventi urgenti finanziati a seguito delle ondate di maltempo di settembre e ottobre 2024) e regionali. Risorse che hanno finanziato 293 interventi, molti dei quali già conclusi o in fase di conclusione, tra cui lavori di ripristino della viabilità comunale e provinciale, del reticolo idrografico danneggiato, oltre alla pulizia e alla rimozione di fango e detriti. Nel ravennate, oltre agli interventi iniziati sul Lamone nel tratto di pianura (all’altezza di Villanova), sono stati finanziati e quasi tutti conclusi, o in via di conclusione, una lunga serie di opere di somma urgenza, tutte in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Tra queste, i lavori (per oltre 5 milioni di euro) per il ripristino degli argini in sinistra e destra idraulica sempre del Lamone nei comuni di Ravenna, Russi e Bagnacavallo (in località Traversara); le opere, in corso per 1 milione 700 mila euro sull’argine sinistro del corso d’acqua danneggiato nel tratto da Ponte dell’Albergone fino a valle dell’abitato di Traversara. Oltre 1 milione di euro è stato assegnato all’amministrazione comunale di Faenza, soggetto attuatore dei lavori per la messa in sicurezza e la difesa idraulica del quartiere Borgo. Altre risorse (3 milioni 750mila euro) sono andate per il ripristino degli argini in sinistra idraulica del fiume Senio in comune di Cotignola.
Lo scorso 28 agosto, inoltre, il Consiglio dei ministri ha prorogato lo stato di emergenza per la provincia di Ravenna, oltre che per quelle di Reggio-Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini.

«I 2,8 miliardi della contabilità speciale dell’ex commissario Figliuolo hanno oggi tutte destinazioni condivise con i territori – conclude Rontini -. Restano da assegnare “solo” gli ultimi 75 milioni di quel pacchetto, a cui si aggiungono altri 100 milioni da un altro provvedimento per il 2024. Sono state raddoppiate le risorse per la manutenzione, portandole a 50 milioni l’anno, che daremo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile: abbiamo dunque messo più fondi, lavorando in piena sinergia con i territori e la struttura commissariale».

Ritrovate 26 piante di marijuana alte due metri e mezzo: si cercano i coltivatori

I carabinieri della stazione di Savio hanno sequestrato 26 piante di marijuana, alte due metri e mezzo circa, rinvenute in una zona boschiva di Castiglione di Cervia. Sono ancora in corso gli accertamenti al fine di identificare i responsabili della coltivazione.

Nel corso delle attività di controllo del weekend scorso, sono state denunciate 3 persone nel comune di Cervia: una per guida in stato di ebbrezza (tasso alcolico tre volte superiore a quello consentito) e porto abusivo di armi od oggetti ad offendere, avendo in dote un coltello con una lama da 6 cm. Un’altra persona è stata denunciata, con conseguente ritiro della patente, per essersi rifiutata di sottoporsi all’accertamento con l’etilometro. Una terza persona, invece, è stata denunciata poiché sorpresa alla guida di un’auto, nonostante non avesse mai conseguito la patente.

Infine, tre giovani sono stati segnalati alla locale prefettura, dopo essere stati trovati in possesso di modiche quantità di hashish.

 

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