venerdì
27 Marzo 2026

Con le pistole ad acqua contro chi manifestava per la sicurezza, identificati dalla polizia

Durante la passeggiata silenziosa per la sicurezza, che si è svolta nella serata di martedì 2 settembre in centro a Ravenna, organizzata dai gruppi di controllo di vicinato e a cui hanno partecipato quasi 500 persone, la polizia è dovuta intervenire per riportare la situazione alla tranquillità dopo una piccola contestazione da parte di una ventina di persone. I contro-manifestanti avrebbero sbeffeggiato i “camminatori” con cori e canzoni, arrivando a utilizzare contro di loro alcune pistole ad acqua. I contestatori sono stati identificati dalla polizia, «al fine di segnalare l’accaduto all’Autorità giudiziaria per gli eventuali profili di responsabilità penale», si legge in una nota della questura.

Il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d’Italia, Nicola Grandi, in una nota parla di «una vera e propria aggressione» verbale, «il tutto senza lesinare di apostrofare i manifestanti con l’epiteto di “fascisti”, cercando scontro e delegittimazione, tentando, goffamente ma con evidente aggressività, di trasformare un momento di riflessione e civiltà in un ring di scontro politico».

Secondo Grandi «ci sarebbero gli estremi per diversi profili di reato e se comunque l’acqua non ferisce, il messaggio che porta con sé è ben più violento portando con sé la volontà di intimidire chi non la pensa allo stesso modo. Quello che è accaduto è grave non per l’atto in sé, ma per ciò che rappresenta ovvero quell’incapacità ormai evidente da parte di alcuni di accettare che ci si possa mobilitare in nome della libertà, dello Stato, delle sue leggi e di chi quelle leggi intende far rispettare o semplicemente che la si pensi in maniera diversa dalla propria».

Armi e tecnologie israeliane, l’Autorità Portuale risponde alle accuse

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale interviene con una nota inviata alla stampa per rispondere alle accuse di questi giorni relative al presunto transito di armi dirette in Israele dal porto di Ravenna e il progetto Undersec che vede l’ente collaborare con lo stesso Israele. Casi arrivati anche in parlamento in seguito a un’interrogazione della deputata Ouidad Bakkali e di cui ha parlato il sindaco nella sua recente lettera al ministro Salvini.

«L’attività di controllo sulla natura della merce che transita nel porto – si legge nella nota di Ap – è demandata ad altri soggetti che la esercitano nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente (ad esempio la Legge n. 185/1990 relativamente alle spedizioni di armi dall’Italia o destinate all’Italia). Con riguardo a tali procedure, l’Autorità di Sistema Portuale non riceve alcuna informazione né preventiva, né successiva».

Per quanto riguarda invece il progetto Undersec, «l’obiettivo principale del progetto è lo sviluppo di un sistema prototipale avanzato per migliorare la sicurezza subacquea delle infrastrutture portuali garantendo la sicurezza di imprese, lavoratori e cittadini. La fine del progetto è prevista il 30 settembre 2026 ed alla data attuale è stata completata oltre metà delle attività previste. Il progetto ha recentemente superato senza alcun rilievo l’Interim Review da parte dei consulenti indipendenti della Commissione Ue. Le attività affidate all’Autorità di Sistema Portuale nell’ambito dell’iniziativa riguardano lo sviluppo di sistemi digitali in grado di simulare la rilevazione e la successiva risposta ad eventi significativi nel campo della sicurezza subacquea; per tali attività, l’Autorità dispone di un budget di 100.000 euro (pari all’1,6% del budget complessivo del progetto) interamente finanziato dal programma Horizon Europe».

L’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna, «in ragione dell’evoluzione dello scenario geopolitico internazionale nonché delle segnalazioni pervenute, ha seguito in questi mesi con grande attenzione le vicende che hanno riguardato tale progetto, con particolare riferimento al rispetto delle normative nazionali ed europee, approfondendo ogni criticità con il soggetto coordinatore e con il Responsabile delle attività di Coordinamento, Amministrazione, Comunicazione e Gestione Etica. In proposito, dietro specifica richiesta dell’Autorità di Sistema Portuale, è stato garantito che l’iniziativa non ha alcuna finalità di produzione di armamenti o strumenti bellici. Nel doveroso rispetto degli impegni contrattuali, amministrativi e finanziari già assunti con la sottoscrizione del Grant Agreement, l’Autorità di Sistema Portuale, salvo diverse direttive che dovessero sopraggiungere da parte delle competenti istituzioni europee e/o nazionali, è tenuta a proseguire nel completamento del progetto, garantendo comunque l’attivazione di tutte le misure atte a vigilare sull’iniziativa nonché a massimizzare la sicurezza del porto, anche in contatto con gli organismi istituzionali a ciò deputati».

Da ultimo, «si ritiene doveroso sottolineare che la cyber security degli ambiti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna non è affidata ad alcuna società israeliana e le attività prevalenti sono svolte attraverso Convenzioni e Accordi Quadro stipulati, come previsto per le Pubbliche Amministrazioni, tramite le piattaforme di acquisto regionali e statali, nel rispetto delle leggi vigenti e in piena trasparenza».

“Passato e presente” di Vanni Spazzoli in mostra al Museo Civico di Fusignano

Nature morte, locomotive e cavalieri, gatti, angeli e bambini: da venerdì 5 settembre il Museo Civico San Rocco di Fusignano ospiterà Vanni Spazzoli. Passato e presente, una mostra di alcune delle opere più significative dell’eccentrico artista forlivese. L’esposizione è curata dalla storica dell’arte Beatrice Buscaroli, che racconta così la selezione: «È un percorso etico che dispone per tappe, per cicli: dai volti ai divieti, dalle figure femminili ai pattern, ai ricordi e ai loro magazzini. Immagini crude, grottesche, eppure animate da una poesia inquietante. Racconti ossessivi che invitano a disvelare un reale che il nostro sguardo vorrebbe occultare, ma che inesorabile si presenta con violenza».

L’inaugurazione è in programma alle 17 di venerdì e sarà visitabile fino al 30 novembre a ingresso libero. Le visite ordinarie sono previste al sabato (dalle 15 alle 18) e la domenica (10-12 e 15-18). Sono in programma però alcune aperture eccezionali in occasione della festa del patrono: il 5 settembre, dopo l’inaugurazione, la mostra rimarrà aperta fino alle 23, sabato 6 dalle 18 alle 23; domenica 7 e lunedì 8 settembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 23.

La mostra sarà accompagnata da quattro conferenze, tutte di venerdì a partire dalle 17.30 al San Rocco: il 10 ottobre Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini presentano il loro saggio Strano interludio – Le arti nell’Italia fascista (Minerva Edizioni); il 17 ottobre Davide Caroli parlerà di «Mattia Moreni e la Romagna: l’ultimo sussulto prima della grande mutazione»; il 24 ottobre Giovanni Gardini racconta «Il Museo Lercaro di Bologna: sguardi sul contemporaneo»; infine il 21 novembre Beatrice Buscaroli in dialogo con Paola Babini presenta Vanni Spazzoli. Futuro presente, il catalogo della mostra.

L’evento è promosso dall’associazione Amici della Capit di Ravenna e dal Comune di Fusignano, con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della fondazione Cassa di risparmio di Ravenna, dell’Accademia di belle arti di Ravenna e dell’Auser di Fusignano.
Spazzoli, nato a Forlì nel 1940, scopre la vocazione artistica sul finire degli anni Sessanta. Inizia quindi a frequentare la scuola di Umberto Folli e lo studio del pittore-architetto Ettore Panighi, docente al liceo artistico di Ravenna. Si iscrive ai corsi liberi dell’Accademia della città, acquisendo una solida formazione figurativa che si affianca alla tensione pittorica sulla pregnanza gestuale dell’immagine. I suoi primi temi sono nature morte, paesaggi e personaggi, mentre negli anni successivi saranno protagonisti i soggetti del vivere quotidiano. L’ultimo periodo della sua arte si concentra  sulla sfera inconscia: angeli, cristi, madonne regine, musicisti. Dai primi anni Settanta è presente in manifestazioni a carattere regionale e nel ventennio successivo collabora con la galleria Guaccarini di Bologna, dove allestisce diverse personali. 
Tutt’oggi collabora con la galleria l’Ariete di Bologna senza mai interrompere la sua produzione.

Da lunedì 8 a sabato 13 settembre chiude il passaggio a livello di via Candiano

Da lunedì 8 a sabato 13 settembre, causa lavori, resterà chiuso il transito ciclo-pedonale e stradale dal passaggio a livello di via Candiano a Ravenna. A comunicarlo è Rete Ferroviaria Italiana, che si occuperà di sostituire le attuali semibarriere con barriere intere con il conseguente adeguamento degli apparati.

Da RFI fanno sapere che l’obiettivo della modifica è la riduzione del rischio di attraversamenti indebiti dei binari da parte di pedoni e automezzi. Nessuna ripercussione invece sulla circolazione dei treni.

Ecco le modifiche alla viabilità disposte dal Comune.

Per tutta la durata dei lavori verrà istituito il divieto di transito per tutti i veicoli in via Alberoni, nel tratto compreso tra viale Santi Baldini e il passaggio a livello; il divieto di transito in via Candiano, nel tratto compreso tra via Darsena e il passaggio a livello, per tutti i veicoli eccetto i residenti e quelli al servizio di persone invalide dirette allo stallo personalizzato; il divieto di transito in viale Pallavicini per tutti i veicoli nella corsia preferenziale in direzione sud; il divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto gli autobus, nello svincolo di collegamento tra piazzale Aldo Moro e via Candiano (antistante il piazzale).

Per raggiungere la stazione ferroviaria i veicoli provenienti da via Darsena e via Trieste potranno seguire il percorso di circonvallazione piazza D’armi, circonvallazione canale Molinetto, via Cesarea, viale Santi Baldini e viale Pallavicini.  

I veicoli provenienti da viale Santi Baldini per raggiungere via Trieste e circonvallazione piazza D’armi potranno seguire il percorso di via Rocca Brancaleone, circonvallazione alla rotonda dei Goti e via Darsena.

Il collegamento pedonale tra piazzale Farini e piazzale Moro potrà avvenire utilizzando i sottopassaggi ferroviari.

Ritrovo a Cervia e sulla spiaggia di Punta Marina per chiedere la pace a Gaza

Due flash mob in contemporanea, sulla spiaggia di Punta Marina (nelle vicinanze del bagno Ruvido) e sul porto canale di Cervia per chiedere lo stop della strage di Gaza. L’appuntamento è sabato 6 settembre, alle 11, guidati dallo slogan «Fermiamo la barbarie».

L’iniziativa è stata lanciata da Cgil Ravenna, in collaborazione con l’associazione La Via Maestra e con il patrocinio del Comune di Ravenna, per invitare la cittadinanza a un gesto di solidarietà attiva e non violenta. Il sindacato coglierà anche l’occasione per chiedere assoluta chiarezza, come anticipato al governo dal sindaco Barattoni, sul ruolo del porto di Ravenna nel transito di armi destinate a Israele.

«La pace nasce da gesti concreti – dicono gli organizzatori dei flash mob -. porta la tua barchetta di carta o costruiscila con noi, perché tutto inizia dalle nostre mani. Insieme chiediamo pace, giustizia e il rispetto del diritto internazionale».

Titoli nazionali, inclusività, centinaia di gare e mille persone in arrivo per Verde Azzurro

Il territorio di Cervia è pronto anche quest’anno ad accogliere Verde Azzurro. La 34esima edizione della rassegna vedrà il proprio momento “clou” da venerdì 5 a domenica 7 settembre prossimi, con un migliaio di partecipanti tra atleti, staff tecnici ed accompagnatori in arrivo a Cervia da tutta Italia.

Centinaia le gare in programma, con le finali dei Campionati nazionali AiCS di Pallavolo ospitati al Palazzetto dello Sport di Cervia e in diverse palestre tra Cervia, Milano Marittima e Tagliata: in palio, i titoli iridati nelle categorie Under 14 e Under 16 femminili, Under 18, Open femminile e misto.

Alle competizioni si aggiungono poi, momenti dimostrativi e formativi, come lo stage di Karate inclusivo, che nella palestra della Scuola primaria “Mazzini” (viale Jelenia Gora 2) dedicato anche a ragazzi con disabilità, motorie o psichiche, per coniugare avviamento alla pratica sportiva, socialità e inclusione. L’iniziativa si inserisce all’interno di un calendario di appuntamenti che assegnerà anche i titoli italiani di Atletica leggera, Beach Tennis, Beach Volley e Pattinaggio artistico.

“Sport per tutti – afferma Bruno Molea, Presidente nazionale AiCS – significa anche e soprattutto vedere insieme, sullo stesso campo di gara, atleti e amatori, ragazzi normodotati e con disabilità. Perché fare sport non significa solo stare bene con se stessi e col proprio corpo, ma anche stare meglio con gli altri, accettando la sconfitta e imparando a conoscere e rispettare le diversità. Sono felice che anche quest’anno Verde Azzurro richiami così tante persone da tutta Italia, per affermare questo principio che sta alla base della nostra Associazione”.

Verde Azzurro è organizzato dalla Direzione Nazionale AiCS Dipartimento Sport con AiCS Sport Village, e in collaborazione con il Comitato Regionale AiCS Emilia-Romagna e i Comitati Provinciali AiCS Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. La manifestazione ha ricevuto il riconoscimento del patrocinio del Ministro per lo Sport e i Giovani e si avvale anche del sostegno delle Istituzioni locali, tra cui Regione Emilia-Romagna e Comune di Cervia. Partner dell’iniziativa sono Allianz e, da quest’anno, AIDO Emilia-Romagna come partner etico.

Torna a Russi la Fira di Sett Dulur, con un ricco programma tra teatro, arte, sport, musica e tradizione

Russi si veste a festa per il ritorno della Fira di Sett Dulur, arrivata quest’anno alla sua 354esima edizione. Dal 17 al 22 settembre le vie della città si animeranno tra con spettacoli, luna park, appuntamenti sportivi e culturali.

Confermati gli eventi simbolo della Fira, come la parata delle associazioni e la sfilata delle attività commerciali locali, la tombola in piazza Farini, il raduno delle fruste e la consegna dei premi «Artoran a Ross» e «Amico per Russi», ma non mancheranno nuove proposte e sorprese.

Tra le novità di questa edizione, il progetto “EcoFira – Russi città sostenibile”: il Comune infatti si è aggiudicato il bando per l’assegnazione di contributi per progetti comunali di riduzione della produzione dei rifiuti, emanato da Atersir. Grazie al contributo regionale, a cui si aggiunge un co-finanziamento comunale, l’amministrazione potrà ridurre la produzione di rifiuti in plastica derivanti da acqua confezionata e bicchieri monouso. Gli stand della Fira saranno attrezzati con erogatori d’acqua, caraffe, bicchieri e lavabicchieri, messi a disposizione dal Comune per dire addio a bottigliette e bicchieri usa e getta. Anche il Gruppo Hera partecipa all’iniziativa in qualità di «Sustainability Partner»: in occasione dell’evento, in piazza Farini installerà una sorgente per l’erogazione gratuita di acqua.
Ogni cittadino potrà dissetarsi portando con sé la propria borraccia oppure utilizzando la borraccia ufficiale di Ecofira, acquistabile con un contributo simbolico insieme alla sacca coordinata. Sulla base dei dati relativi alle presenze registrate nelle precedenti edizioni della Fira, il progetto punta ad eliminare fino a 39 mila bicchieri monouso e 11 mila bottigliette di plastica. Il Comuna ha inoltre annunciato che utilizzerà le dotazioni anche per gli eventi futuri sul territorio.

Tra le novità culturali, l’inaugurazione di due collezioni cittadine permanenti: da un lato, l’apertura del museo delle ocarine “Collezione Carnevali”, un percorso espositivo interattivo a cura di Gianni Zauli e Claudio Ballestracci, che mette in mostra al Museo Civico di Russi più di 50 esemplari di ocarine grazie alla donazione del Maestro Michele Carnevali, un russiano che ha dedicato tutta la sua vita alla musica. Dall’altro, l’inaugurazione della raccolta di ceramiche realizzate da Pietro Melandri di Faenza, dono di Domenico Berardi alla sua Russi. In generale, l’arte sarà protagonista della fiera con un ricco programma di esposizioni che spazierà dalla pittura al disegno, fino alla fotografia e alle installazioni interattive (dall’omaggi interattivo a Bruno Munari, agli “Oracoli” di Alice Iaquinta, con «Tutti i miei oracoli»).

Grande attesa anche per lo spettacolo itinerante Russi-Combray, in programma per le vie della città dal 18 al 22 settembre, con prove generali aperte al pubblico il 17. Il percorso teatrale di Spazio A Teatro si ispira all’opera di Proust, fondendo la Ricerca del Tempo Perduto alle memorie degli attori, ai ricordi della città di Russi, al folklore e alla storia della Fira. Non mancheranno i momenti musicali, con diverse formazioni pronte a salire sul palco di piazza Farini, dall’Orchestra Santa Balera ai Moka Club iBigBand.

Spazio anche alla tradizione e alla valorizzazione dei prodotti del territorio: primo appuntamento il 18 settembre con una serata dedicata al patrimonio eno-gastronomico russiano, in particolar modo alle sue «lovarie» e alla presentazione della nuova De.C.O. comunale (Denominazione Comunale di Origine), certificazione disciplinata a livello comunale con la finalità di valorizzare le produzioni locali.
Il 20 settembre sarà la volta dell’incontro divulgativo e della premiazione del concorso regionale dedicato al poliedrico vitigno Romanino. Il 21 settembre, invece, la tradizionale domenica dedicata al mondo contadino si arricchirà con il raduno di cavalli a dondolo e hobby horses (cavalli a bastone), ideato e curato dall’artista ravennate Luigi Berardi. Per l’occasione i piccoli partecipanti potranno divertirsi con i cavallini messi a disposizione dalla scuderia «Tante Lune», tra cui pezzi vintage degli anni ’60 e ’70, o partecipare portando il proprio. Per i giovani cavalieri che vorranno cimentarsi nella sfida, è prevista una gara di hobby horses, una disciplina sportiva, nata in Scandinavia e poco conosciuta in Italia, che unisce fantasia, movimento e spirito di squadra.

Come da tradizione, tornano anche le bancarelle dedicate a artigianato, enogastronomia, il luna park e lo storico appuntamento con i fuochi d’artificio. Il programma dettagliato della Fira è consultabile sul sito ufficiale o su quello del Comune di Russi.

Da Pola (Croazia) a Ravenna su una barca a remi: 5 canottieri ravennati pronti all’impresa da record

Da Pola a Ravenna su una barca a remi. È questa l’impresa che, tra il 15 e 16 settembre, si appresta a compiere un equipaggio della società Canottieri Ravenna. Cinque canottieri remeranno per circa 17 ore a bordo di un’imbarcazione di 12 metri e 130 kg, tentando di agguantare il record della più veloce traversata dell’Adriatico in una barca a remi. Si partirà dal porto di Pola alle ore 18 del 15 settembre, per giungere al Circolo Velico Ravennate dopo 70 le miglia (113 km) percorse ad una velocità stimata di 4 nodi.

L’armo (il nome corretto dell’imbarcazione prodotta da Cantiere Filippi), salvo imprevisti meteo, attraccherà intorno all’ora di pranzo di martedì 16 settembre al Circolo Velico Ravennate, dove sarà allestito un ristoro e un convegno organizzato da Annagiulia Randi, membro del Comitato Esecutivo dell’Osservatorio Nazionale per la Tutela del Mare (ONTM).

Durante la traversata, l’equipaggio composto da 4 rematori ed un timoniere,  si darà il cambio ogni 30 minuti e sarà sostenuto e affiancato da una barca a vela con a bordo due infermieri e un medico. I 5 protagonisti dell’impresa saranno: Nicola Calisi; Gergo Cziraki; Riccardo Pozzi; Matteo Rosetti e Nicola Catenelli.

Nel video di Viviella Costantino la loro testimonianza diretta.

Le foto inserite nel video sono di Annalisa Pisanelli.

La nuova birra dei ciclisti (e non solo) per lanciare la raccolta fondi per un’area mountain bike all’ex ippodromo

A pochi mesi dall’apertura del Ravenna Bike Park prende ufficialmente il via la raccolta fondi (a questo link) del Comitato Amici del Ciclismo Ravenna per la realizzazione dell’Area Bimbi – Mountain Bike, uno spazio dedicato a bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni che sorgerà all’interno della pineta dell’ex Ippodromo.

L’avvio sarà celebrato con un evento pubblico venerdì 5 settembre alle ore 19.30 al Darsenale: una serata di musica, convivialità e la prima distribuzione della birra Scatto Fisso 1891, una micro Ipa artigianale prodotta appositamente da Birra Bizantina in collaborazione con il comitato e dedicata a Guglielmo Malatesta (1891–1920), primo ciclista ravennate a partecipare alle Olimpiadi moderne di Londra 1908. Durante la serata la musica di DJ Nersone e la possibilità di acquistare in anteprima le magliette ufficiali del Ravenna Bike Park.

A dare simbolicamente il via alla campagna è stata la prima donazione di 1.000 euro da parte di Birra Bizantina, grazie alla collaborazione nata per la realizzazione della Scatto Fisso 1891, che vuole diventare la birra “ufficiale” dei ciclisti di Ravenna e dintorni.

Il Ravenna Bike Park è ormai vicino all’apertura: sono stati completati il ciclodromo e la pump track, mentre il cantiere attende le ultime lavorazioni per la chiusura definitiva, tra cui l’allaccio dell’impianto di illuminazione, la posa di cancelli e recinzioni, la manutenzione del verde e l’allaccio al sistema fognario. Non è ancora stata fissata una data ufficiale di inaugurazione, ma l’obiettivo è di arrivare al taglio del nastro entro la fine del 2025.

L’Area Bimbi – Mountain Bike completerà il progetto (i lavori, nell’idea dei promotori, dovrebbero partire all’inizio del 2026) con tre tracciati a difficoltà crescente, dal percorso base per i più piccoli fino a quelli con ostacoli più tecnici dedicati ai ragazzi più grandi. Non sarà un impianto agonistico, ma un luogo sicuro e immerso nella natura per imparare, crescere e divertirsi. Con un investimento complessivo di 40.000 euro, il progetto rappresenta non solo un’infrastruttura sportiva, ma anche un intervento di rigenerazione urbana, restituendo alla città uno spazio verde riqualificato e aperto a famiglie, scuole e associazioni. Una volta realizzata sarà donata dal Comitato Amici del Ciclismo al Comune di Ravenna, che ne garantirà la gestione pubblica e gratuita.

«Il Ravenna Bike Park è nato da una spinta popolare: nel 2021 mille cittadini hanno firmato la petizione che ci ha permesso di avviare, insieme alla giunta De Pascale, un percorso che oggi vede i suoi frutti. Con questa nuova raccolta fondi vogliamo restituire alla città la fiducia che ci è stata accordata allora – affermano dal Comitato –. L’Area Bimbi – Mountain Bike sarà il tassello che manca: con ciclodromo, pump track e percorsi per i più piccoli, il Bike Park diventerà davvero la casa di tutti, un luogo aperto, inclusivo e condiviso dove crescere insieme attraverso la bicicletta».

Tutti possono scoprire il progetto e donare anche online tramite il sito ufficiale www.ciclismoravenna.it, con donazioni via Satispay, PayPal o carta di credito.

Giro internazionale di fatture false di oltre 2 miliardi di euro: «La più grande frode carosello scoperta in provincia»

I finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Ravenna hanno dato esecuzione a due provvedimenti di sequestro preventivo emessi nei confronti di altrettante società di capitali, operanti una in provincia di Ravenna e l’altra nell’hinterland romano, per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro.

Il provvedimento si pone a valle di articolate indagini svolte sotto la direzione della Procura europea (sede di Bologna), che hanno tratto spunto dall’analisi svolta nel settore della produzione e della distribuzione di software e prodotti informatici e dal riscontro di possibili anomalie connesse all’offerta di prezzi di vendita ultra concorrenziali: da qui sono scattati approfondimenti più complessi che hanno condotto i finanzieri oltre i confini nazionali, attraverso l’attivazione di strumenti di cooperazione giudiziaria in Svizzera, nelle Antille olandesi (Curacao), in Belgio, Lettonia, Olanda e Ungheria, ossia in Paesi dove erano “transitate” le fatture e i flussi finanziari funzionali al perseguimento della frode.

Il risultato è stato la più rilevante “frode carosello” scoperta in provincia, ossia una frode all’Iva che è così denominata poiché richiede il coinvolgimento di numerosi soggetti (molti dei quali fittizi e residenti in Paesi esteri) il cui compito è essenzialmente quello di far girare “vorticosamente” i prodotti commercializzati – talvolta solo cartolarmente – allo scopo di costituire indebiti crediti Iva e consentire ai beneficiari finali della frode di conquistare maggiori quote di mercato, così pregiudicando la leale concorrenza tra operatori.

Un sistema che consente di incrementare i volumi delle vendite e conseguire crescenti margini di profitto, potendo in taluni casi comportare l’ottenimento addirittura di rimborsi fiscali per l’Iva a credito o la compensazione indebita delle maggiori imposte sui redditi maturate.

Nel caso dell’azienda ravennate, è stato rilevato che le società riuscivano ad acquistare dai propri “fornitori”, a prezzi ancor più vantaggiosi di quelli proposti dalla stessa, software house, ovvero dalla casa madre del prodotto informatico. Vantaggio di cui avevano evidenza gli stessi indagati che, come emerso dall’acquisizione delle chat informatiche e da intercettazioni telefoniche e ambientali, definivano i medesimi “fornitori” quali “mercato grigio” o addirittura “mercato creativo”: basti considerare che, in alcune occasioni, la stessa società riusciva a vendere ai propri clienti al prezzo che la stessa avrebbe dovuto, invece, pagare alla casa madre ma, grazie alla frode carosello accertata, riusciva comunque a ottenere un guadagno di oltre il 10% sul singolo pezzo venduto.

Sono state, inoltre, sempre le stesse intercettazioni a evidenziare la consapevolezza, da parte sia degli amministratori, sia di alcuni dipendenti della società, di essere inseriti nel sistema di frode, poiché gli stessi indagati, a seguito di alcune perquisizioni, pianificavano dettagliatamente cosa riferire agli investigatori in caso di interrogatori, anche al fine di non destare sospetti di irregolarità.

Ciò ha comportato non solo la denuncia delle persone coinvolte, ma anche quella della società per l’utilizzo di oltre 128 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, con la conseguente sottrazione al fisco di oltre 27 milioni di euro di Iva. Importi, tra l’altro, oggetto di comunicazione anche alla locale Agenzia delle Entrate.

Nel corso delle indagini, in aggiunta, le Fiamme gialle ravennati hanno accertato come le condotte descritte si inserissero, in realtà, in una più ampia frode carosello che ha visto, tra il 2015 ed il 2022, l’emissione, da parte di oltre 70 società, di fatture per operazioni inesistenti per oltre 2 miliardi di euro.

Pertanto, è stata individuata una seconda società italiana coinvolta, questa volta operante nel territorio romano che, a sua volta, aveva nel tempo contabilizzato fatture per operazioni inesistenti per circa 53,5 milioni di euro. Anche in tal caso l’autorità giudiziaria competente ha concordato con la ricostruzione del quadro accusatorio, emettendo un provvedimento di sequestro preventivo per circa 12 milioni di euro, esteso anche a quello che è risultato l’amministratore di fatto della medesima società: in tale occasione, tra l’altro, sono state sottoposte a sequestro anche due auto d’epoca.

Le operazioni finora hanno consentito di sequestrare oltre 28 milioni di euro tra disponibilità finanziarie (saldi di conto corrente o polizze per circa 21 milioni di euro), immobili per 6,5 milioni di euro e quote societarie per circa 460 mila euro. Proprio per queste ultime quote societarie, le autorità giudiziarie competenti, su richiesta della Procura europea, stanno valutando la nomina di un amministratore giudiziario al fine di consentire, comunque, la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

Le investigazioni sulla maxi-frode ora proseguono al fine di individuare e identificare eventuali ulteriori responsabili.

In centinaia in centro alla passeggiata silenziosa per chiedere più sicurezza

Oltre 450 persone, secondo gli organizzatori, hanno partecipato nella serata di martedì 2 settembre alla passeggiata silenziosa in centro a Ravenna «per sensibilizzare cittadini e istituzioni sul problema della delinquenza», si legge nel manifesto di presentazione.

A organizzare, i gruppi di controllo di vicinato Ravenna Sos Sicurezza, Ravenna Sos Chat e Sos Indipendente della Romagna, che hanno voluto esprimere in particolare solidarietà ai commercianti presi di mira dai delinquenti, appunto, e sostegno alle forze dell’ordine. L’invito degli organizzatori era quello di partecipare senza vessilli di partito e di restare in silenzio (l’unico striscione presente era quello con le parole “legalità e civiltà“).

A fare un primo bilancio, esprimendo grande soddisfazione, è sui social l’ex candidato a sindaco del centrodestra, il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Nicola Grandi: «La cosa più bella di questa sera?
Vedere i ravennati riappropriarsi della propria città».

Madre e figlia morte in un incendio, il sindaco: «Comunità scossa. Un grazie ai vicini»

«La nostra comunità è profondamente addolorata per la tragedia avvenuta a Masiera. Un pensiero riconoscente va ai vicini che, per primi, hanno dato l’allarme e hanno tentato con coraggio di fermare le fiamme. Un sentito ringraziamento anche ai vigili del fuoco, ai sanitari del 118 e ai carabinieri intervenuti con prontezza e dedizione. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta Bagnacavallo esprimo cordoglio e vicinanza».

Sono le parole del sindaco del Comune di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, all’indomani della tragedia di via Carraia Ballotta, a Masiera, dove un incendio in un’abitazione ha causato la morte della 95enne Giuseppina Fiumi e di sua figlia Maria Teresa Santoni (69 anni).

La 95enne (che aveva gravi problemi di deambulazione) è stata trovata riversa a terra, in un ultimo disperato tentativo di salvare la figlia, carbonizzata sul letto, a sua volta con difficoltà fisiche (in casa sono state trovate due carrozzine).

La procura di Ravenna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, come atto dovuto, ma gli inquirenti al momento escludono piste diverse da quella dell’incidente domestico (magari provocato da una sigaretta rimasta accesa, secondo quanto appreso la 69enne era una fumatrice).

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