venerdì
27 Marzo 2026

Il sindaco di Ravenna scrive al ministro Salvini: «Il nostro porto non sia complice del massacro di Gaza»

Nella giornata di oggi (2 settembre) il sindaco di Ravenna,  Alessandro Barattoni, ha scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per chiedere chiarimenti in merito al progetto Undersec (di cui si è parlato in questi giorni in diversi articoli della stampa nazionale, tra cui questo a firma Linda Maggiori su Altreconomia) e all’accertamento di responsabilità rispetto all’eventuale transito di armi dal porto di Ravenna., tema su cui è stata anche depositata un’interrogazione parlamentare da Ouidad Bakkali.

Riportiamo di seguito il testo della lettera.

«Gentile Ministro Matteo Salvini, le scrivo con estrema preoccupazione relativamente a diverse notizie uscite sulla stampa in queste ultime ore. In qualità di sindaco di Ravenna con delega al Porto, infatti, ho necessità di chiederle chiarimenti sulla prosecuzione della partecipazione di Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, insieme al Ministero della Difesa Israeliano, al progetto Undersec – ottobre 2023 – settembre 2026 – riguardante l’implementazione di tecnologie per la sicurezza marina e sottomarina nei porti. Credo infatti sia giunto il momento di terminare la collaborazione con un Ministero che, mentre lavora con le istituzioni europee, si macchia ogni giorno di crimini verso persone innocenti. Allo stesso tempo, le chiedo una verifica e l’accertamento delle responsabilità se, come sembra, a fine giugno dal porto di Ravenna sono transitate armi destinate ad Haifa e quindi dirette in Israele. Come sindaco di Ravenna, città Medaglia d’oro al Valor Militare per la Resistenza, non voglio che il nostro scalo, punto di riferimento dell’intera regione Emilia-Romagna, si renda complice del massacro che si sta compiendo a Gaza e non intendo in nessun modo alimentare il traffico di armi che contribuisce, ogni giorno, ad accrescere il numero di vittime. Ritengo – e il nostro consiglio comunale eletto dal voto dei cittadini ha approvato una mozione per il riconoscimento dello stato di Palestina – che il nostro Paese non debba partecipare né direttamente, né indirettamente, alla fornitura di armi e auspico sanzioni precise nei confronti del governo Israeliano, che si macchia di questi crimini e allontana ogni giorno di più le prospettive di pace e la legittimazione di due popoli in due stati. Credo nei valori della pace e del diritto internazionale. Io, come del resto ha fatto lei, ho prestato giuramento e promesso fedeltà alla Costituzione Italiana, di cui voglio ricordare l’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Nella speranza di averle trasmesso tutta la mia inquietudine e preoccupazione, e confidando in un celere riscontro e con la massima disponibilità a collaborare, le porgo i miei saluti».

Teatro, musica e divulgazione per riflettere su alluvione e cambiamento climatico

Undici appuntamenti per riflettere sul tema del cambiamento climatico in dieci Comuni della Bassa ravennate: dal 13 settembre prenderà il via Acqua, la nuova rassegna artistico-culturale rivolta ai territori più colpiti dalle alluvioni degli scorsi anni. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ater Fondazione e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e prevede un cartellone di spettacoli teatrali, concerti, incontri e conferenze con artisti, esperti e studiosi intorno al tema della crisi ambientale.

Gli eventi, in programma fino a novembre, si svolgeranno negli spazi teatrali di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Russi, Sant’Agata sul Santerno. «La rassegna nasce dal desiderio di contribuire, attraverso la cultura, alla ricostruzione di un legame forte fra territorio, ambiente e futuro – commenta Pierluigi Stefanini, Presidente della Fondazione del Monte –. Dopo gli eventi drammatici che hanno colpito la Bassa Romagna, diventa fondamentale parlare alle comunità e alimentare un dialogo spingendo a una riflessione».

La rassegna si aprirà al Pavaglione di Lugo, alle 21 del 13 settembre, con la replica di Terre D’acqua. Conferenza immaginaria. Lo spettacolo, ha esordito con grande successo lo scorso maggio a Bologna, nell’ambito del Festival sullo Sviluppo Sostenibile promosso da Asvis. Due attori e uno scienziato (Stefano Accorsi, Anna Ferzetti e Giulio Boccaletti) raccontano come si svilupperà il mondo da qui a cent’anni rispetto a crisi climatiche sempre più grandi.

La rassegna prosegue a Sant’Agata sul Santerno dove nella Sala Parrocchiale verrà allestito lo spettacolo Attorno a un tavolo. Piccoli fallimenti senza importanza. Repliche il 19 e 20 settembre alle ore 20 e il 21 settembre alle 13. Il Teatro delle Ariette farà accomodare gli spettatori a tavola, tra cibo vero, tre attori e tante storia, per far nascere una comunità effimera ma autentica fra tagliatelle e racconti autobiografici.

Il 28 settembre alle ore 20:30 alla Rocca Sforzesca (Sala consiliare del Castello) di Bagnara di Romagna va in scena Una riga nera al piano di sopra. Monologo per alluvioni al contrario di e con Matilde Vigna, una produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione. L’11 ottobre l’appuntamento è al Teatro Comunale di Russi per Nomadic – Canto per le biodiversità, con la direzione musicale di Gianni Maroccolo e le parole narrate dal filosofo e divulgatore esperto di evoluzione Telmo Pievani. Martedì 14 andrà in scena al Cineteatro Gullliver di Alfonsine Canto alle vite infinite. Progetto Terra mater matrigna (ore 21) Elena Bucci darà voce a figure dimenticate – anziani, contadini, cantastorie – intrecciando tragedia e umorismo, realtà e invenzione in una narrazione che celebra la bellezza resistente della vita.

Oltre al teatro, la rassegna lascerà spazio alle conferenze con esperti e intellettuali: tra questi, Stefano Mancuso terrà la lectio magistralis La pianta del mondo il 29 settembre alle ore 18:30 al Teatro Goldoni di Bagnacavallo. Una seconda conferenza con un esperto di ambiente è in programma il 18 ottobre alle ore 21. Andrea Giuliacci, noto meteorologo, fisico dell’atmosfera e dottore di ricerca in Scienze della Terra, parlerà di Cambiamento climatico e scenari futuri al Centro Civico Pellegrini di Conselice.

Tre invece gli appuntamenti dedicati alla musica: la Toscanini Academy si esibirà in due diverse formazioni. La prima esibizione è in programma il 3 ottobre all’Auditorium Corelli di Fusignano (ore 21), dove la band omaggerà l’acqua in tutte le sue forme (calma e tempesta, memoria e rinascita) in un viaggio sonoro tra jazz, funk, blues e latin. Per il secondo appuntamento, il 9 ottobre alle ore 21, alla Sala del Carmine di Massa Lombarda, l’ensemble proporrà un viaggio musicale tra cinema, classica e cantautorato italiano, in cui l’acqua è protagonista assoluta: da Vivaldi a Horner, da Battisti a Debussy, un concerto che scorre tra ricordi, passioni e paesaggi liquidi, lasciandosi trasportare dalla corrente. Infine, il 24 ottobre alla Chiesa del Pio Suffragio di Cotignola si terrà una serata speciale dedicata a musica e cinema (ore 21). La proiezione sul grande schermo di The Navigator, il capolavoro di Buster Keaton, verrà accompagnata dal pianoforte di Daniele Furlati per una sonorizzazione live della pellicola.

Il percorso di Acqua si conclude mercoledì 5 novembre al Teatro Comunale di Russi con Golem_e fango è il mondo di Mariasole Brusa, una produzione de La Biennale di Venezia, con il sostegno di Teatro del Drago (ore 20:45). Lo spettacolo vincitore del bando Biennale College Teatro – Registi Under 35 2024 ci proietta in un futuro molto prossimo in uno scenario apocalittico in cui il paesaggio è dominato da acque torrenziali e alluvioni catastrofiche. Attraverso teatro di figura, animazione e immagini reali si propone come un viaggio visionario ispirato al Golem e all’alluvione del 2023.

La prevendita dei biglietti è disponibile da oggi, 2 settembre, su Vivaticket o nelle biglietterie degli spazi e teatri. Sarà possibile acquistare il proprio titolo anche il giorno dello spettacolo, un’ora prima dell’inizio. Tutti gli spettacoli hanno un costo fisso di 5 euro, ad eccezione per Terre d’acqua, a ingresso gratuito fino esaurimento posti. È possibile consultare il programma aggiornato dell’iniziativa sul sito.

Si può ordinare il calendario 2026, ricevuta di pagamento da consegnare in questura

È aperta la prenotazione del calendario 2026 della polizia di Stato giunto alla 26esima edizione.

Il costo è di 8 euro per quello da parete e 6 euro per quello da tavolo. Anche nel 2026 il ricavato delle vendite sarà destinato a 2 progetti solidali: una parte sosterrà il Piano Marco Valerio, che aiuta le famiglie dei poliziotti con figli gravemente malati, il restante finanzierà il progetto “Zambia” del Comitato italiano per l’Unicef, che cerca di garantire il “diritto all’acqua” agli abitanti del paese africano e in particolare ai bambini che vivono in condizioni di povertà e malnutrizione acuta.

Gli scatti sono realizzati dal collettivo di Ricordi Stampati, formato da Settimio Benedusi e Guido Stazzoni. Un progetto artistico che, si legge in una nota per la stampa, «racconta l’umanità dietro l’uniforme, costruito lungo un viaggio che ha attraversato l’Italia, da nord a sud, fatto di incontri autentici ed emozionanti».

Gli autori degli scatti hanno scelto una narrazione visiva doppia: da un lato, la fotografia di gruppo in uniforme; dall’altro, un ritratto in bianco e nero di una sola persona appartenente a quel gruppo. «Una tecnica semplice e potente per ricordare che dietro a ogni divisa c’è una persona, con la propria storia, emozione e umanità».

Per prenotare il calendario va fatto un bonifico all’Iban IT33I0306909606100000402776 intestato al “Comitato italiano per l’Unicef” oppure un versamento sul conto corrente postale 745000 intestato a “Comitato italiano per l’Unicef”. Causale: Calendario della Polizia di Stato 2026. La ricevuta di bonifico/versamento va consegnata all’Ufficio relazioni con il pubblico della questura.

Un intervento da oltre due milioni per la riqualifica di tre piazze: «Per il benessere urbano dei cittadini»

Tre interventi in programma nel 2026 per riqualificare il verde urbano e migliorare il benessere dei cittadini: questo quanto stabilito dalla giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna nel corso dell’ultima seduta.
La riqualifica interesserà tre piazze, situate a Fusignano, Alfonsine e Lavezzola, per un investimento totale di 2 milioni e 40 mila euro, finanziato all’80percento dalla Regione e per il 20 dai fondi dell’Unione.
L’intervento prevede per tutti tre i siti la desigillazione dei suoli, per migliorare il deflusso delle acque pluviali, e aumento della copertura verde, per ridurre l’effetto «isola di calore», migliorare il benessere psico-fisico e aumentare la socialità stessa degli spazi.
Ad Alfonsine, si lavorerà su piazza della Resistenza con un investimento da 990mila euro: ad oggi la piazza non è un grande parcheggio interamente asfaltato. Al termine dei lavori, una parte importante della pavimentazione sarà sostituita con materiali drenanti, mentre sarà notevolmente aumentata la copertura arborea. La piazza, utilizzata per il mercato settimanale e per numerose feste di paese, manterrà interamente la sua funzionalità, rendendola maggiormente fruibile anche nei periodi caldi. Aumenterà inoltre il decoro urbano, concorrendo a migliorare il valore dei servizi privati e pubblici presenti, come il Museo della battaglia sel Senio, la biblioteca «Pino Orioli» e il cinema-teatro Gulliver. Per Fusignano la piazza designata è piazza Armandi: anche in questo caso l’obiettivo è quello di ridurre gli spazi impermeabili e aumentare il decoro grazie all’utilizzo di pavimentazioni in pietra e la fruibilità degli spazi. L’investimento è di 400 mila euro e prevede, per il corretto svolgimento dei lavori l’abbattimento di tre pini che saranno comunque compensati dall’aumento delle superfici permeabili e dalla piantumazione di sedici nuovi alberi, andando quindi a triplicare i futuri spazi ombreggiati.
A Lavezzola sarà interamente riqualificata piazza Tiziano: anche in questo caso la piazza – oggi nient’altro che un parcheggio – sarà interamente ridisegnata, con la conclusione dei lavori prevista a fine 2026, per un totale di 650mila euro. La nuova soluzione prevede una croce centrale pedonale alberata e quattro aree per i parcheggi, la cui disponibilità resterà sostanzialmente invariata. Le pavimentazioni saranno in materiali permeabili, adatti ad agevolare il deflusso delle acque e, assieme con le alberature delle aiuole, a ridurre l’effetto «isola di calore», particolarmente problematico nei mesi estivi. Saranno inoltre abbattute tutte le barriere architettoniche attualmente presenti, per rendere la piazza accessibile anche a persone con disabilità o con difficoltà motorie.
«Questi interventi, insieme alla Bicipolitana, il cui progetto esecutivo sarà approvato a breve, indicano una chiara direzione per lo sviluppo urbano della Bassa Romagna – sottolinea Nicola Pondi, sindaco referente per i progetti Atuss dell’Unione -. Per migliorare il benessere e la vivibilità delle nostre città dobbiamo prevedere una sempre maggiore integrazione tra infrastrutture e verde urbano, poiché solo in questo modo possiamo mitigare gli effetti delle temperature sempre più alte e in generale fenomeni climatici sempre più estremi. Adottare un approccio alla città che promuove interventi di mitigazione e adattamento come questi significa soprattutto investire sulla salute e la sicurezza pubblica».

«Crediamo nella cultura come forma di resistenza»: la presentazione di Ammutinamenti

«Crediamo nella cultura come forma di resistenza, e che abbia ancora la forza di creare nuovi spazi nei quali riconoscersi: spazi di di comprensione, di vicinanza» così Giulia Melandri, presidente dell’associazione Cantieri Danza, presenta la ventisettesima edizione del Festival Ammutinamenti, in città da 5 al 14 dicembre.

Il tema di quest’anno, sarà In Transito: «Ci siamo lasciati ispirare dai pianeti e dai transiti astrali, nella loro accezione astrologica – aggiunge Francesca Serena Casadio, direttrice artistica del festival insieme a Christel Grillo -. Il transito dei pianeti nei segni zodiacali può aprirci nuove visioni e influenzare il nostro stare al mondo. Così ci siamo immaginati gli eventi e le performance che attraverseranno Ravenna durante i nove giorni di di festival».

Il cartellone presenta 25 eventi distribuiti su due “weekend lunghi”, tra spettacoli, laboratori aperti alla cittadinanza e masterclass dedicate agli studenti delle scuole di danza del territorio. Il primo, dal 5 al 9 settembre sarà dedicato alla grande danza d’autore, con due prime regionali: We Are Our Roots, di Roberto Tedesco (premio Danza&Danza come coreografo emergente 2023) ospitato domenica 7 settembre dalla Fondazione Sabe per l’arte) e Cani Lunari, di Francesco Marilungo (premio Ubu 2024 per il miglior spettacolo di danza), un “sabba bianco” tra gli archetipi femminili di strega e curatrice in scena all’Almagià lunedì 8 alle 21. Tra gli eventi più attesi, anche l’atteso ritorno della compagnia Mk di Michele Di Stefano con Bermudas forever, premio Ubu 2019 come miglior spettacolo di danza. Si tratta di una durational performance di due ore (lo spettatore potrà scegliere quando iniziare e terminare la propria visione, creando così uno spettacolo personalizzato). Si tratta inoltre di uno spettacolo partecipato, dove il pubblico potrà interagire con gli artisti (domenica 7 settembre, all’Almagià). Nello stesso fine settimana, Zoe Francia Lamattina, Monica Francia e Ida Malfatti scomporranno il loro spettacolo Fragolesangue per ricostruirlo all’interno degli spazi del Mar, sempre con la formula della durational performance (sabato 6 settembre). Spazio anche al dialogo con la natura, con La möa di Lorenzo Morandini alla Chiusa San Marco (domenica 7). La performance che intreccia paesaggio, ed è accompagnata da una camminata guidata di tre chilometri lungo il fiume  in collaborazione con Trail Romagna.

Grande attesa anche per gli ospiti internazionali come lo spagnolo Álvaro Murillo e il suo 8 km en mula, una versione flamenca del celebre romanzo di García Lorca Nozze di sangue  (5 settembre, Piazza San Francesco) e i coreografi libanesi Samer Zaher e Christophe Al Haber. Il primo, con la sua Ancestral Echoes mette in discussione l’idea di purezza e autenticità culturale, mentre Al Haber mostra in Fragmentation come il corpo sia in grado di rompersi e ricomporsi al tempo stesso (5 settembre, Giardino Deserto Rosso). Entrambi gli spettacoli sono realizzati in collaborazione con Solidarity in Motion, una rete di soggetti che collaborano a un programma di sostegno e supporto rivolto ad artisti e artiste provenienti da Paesi coinvolti in emergenze sociali e in stato di guerra.

Il connubio danza e spazio urbano invece trova la sua dimensione nel percorso tra luoghi del quartiere Darsena (Sabato 6 settembre). A partire dal Parco Mani fiorite si snoda una passeggiata urbana intervallata da diverse performance: la coreografa Ofelia Omoyele Balogun con Figlie della Terra di Mezzo restituisce valore alle connessioni attraverso un rituale che unisce testimonianza poetica e danza. A seguire, il giovane Nagga Giona Baldina condivide con Yours un’analisi del comportamento umano, indagando e offrendo un contesto per riflettere sui parametri con cui ogni individuo è portato a scegliere tra singolarità e collettività. Entrambi i lavori sono realizzati in collaborazione con la Rete Yeakatit12-19febbraio, progetto che si interessa alla storia coloniale italiana e alle sue complesse eredità.  A concludere la passeggiata performativa, Segni Mossi /Alessandro Lumare e Simona Lobefaro con il loro Al cubo, performance partecipativa per bambini e bambine e adulti con musiche dal vivo di Giacomo Gaudenzi.

Sono dedicate ai più piccoli anche l’installazione Boxes di UnterWasser e Teatro del Drago (5 settembre, Artificerie Almagià e le prove aperte dello spettacolo Walt e l’arte di volare, di Gruppo Ibrido (sabato 13 settembre, sempre all’Almagià. La performance sarà preceduta da alcune letture per bambini a cura della libreria Momo e seguita da una sessione di yoga per tutta la famiglia).

Il cuore del secondo fine settimana invece sarà dedicato alla Vetrina della giovane danza d’autore del Network Anticorpi XL, piattaforma nazionale di emersione delle nuove generazioni di artisti e artiste della danza contemporanea e di ricerca italiana oggi punto di riferimento nazionale per lo scouting. Una tre giorni per osservare le tendenze e le poetiche della giovane scena italiana, ricca di incontri, confronti e scoperte. Delle 125 candidature pervenute quest’anno, ne sono staste selezionate 14, «considerate simbolo della pluralità delle influenze culturali e la molteplicità delle visioni artistiche del nostro presente – spiega Christel Grillo – e capaci di delineare una mappa sensibile delle urgenze poetiche, estetiche e politiche che attraversano le nuove generazioni di autrici e autori».

Accanto alla programmazione di spettacoli e performance, la sezione Sguardi e pratiche intorno alla danza d’autore che coinvolge cittadini di tutte le età in laboratori e pratiche artistiche gratuite condotte da artisti e artiste e professionisti del settore. Dieci appuntamenti che spaziano tra pratiche di yoga per adulti e bambini, laboratori di movimento, pratiche che mescolano disegno e movimento, passeggiate filosofiche e letture dedicate ai più piccoli, per avvicinare all’arte bambine e bambine, ragazzi e ragazze e adulti e sperimentare le potenzialità espressive del movimento e della corporeità in uno spazio accogliente che si fa territorio di incontro, condivisione e scambio. Il programma completo della manifestazione, è consultabile sul sito.

Tra i progetti laboratoriali di formazione collaterali, il laboratorio di storytelling e giornalismo culturale applicato alla danza contemporanea con Altre Velocità per giovani appassionati tra i 18 e i 35 anni e il percorso di formazione Training Days rivolto a ragazzi e ragazze tra i 18 e i 25 anni. Ad attraversare il festival, inoltre, la tappa di lavoro del percorso formativo del Network Anticorpi XL Nuove Traiettorie che coinvolge giovani coreografi e coreografe.

Infine, spazio anche alla musica, grazie alla collaborazione con Norma. Il primo appuntamento è in programma all’Almagià nella serata di sabato 5, con due gruppi musicali del territorio (Ananash e Edna Frau). Si prosegue anche giovedì 10 negli spazi del Mar, con il dj set di Rif (Francesca Morello), per arrivare poi a sabato 13, con il Closing Party all’Almagià.

Transito di armi dal porto di Ravenna verso Israele, interrogazione parlamentare di Bakkali (Pd)

«Secondo notizie di stampa, un carico di munizioni proveniente dalla Repubblica Ceca e diretto in Israele sarebbe transitato lo scorso 30 giugno dal porto di Ravenna a bordo della nave Zim New Zealand, senza la necessaria autorizzazione dell’Uama, l’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento del Ministero degli Esteri. Una vicenda gravissima, su cui ho presentato oggi un’interrogazione parlamentare ai Ministri degli Affari Esteri, della Difesa e dell’Economia e Finanze». Lo dichiara l’onorevole ravennate del Pd, Ouidad Bakkali.

«Dal 7 ottobre 2023 – prosegue Bakkali – il Governo italiano ha sospeso qualsiasi nuova autorizzazione all’esportazione di armamenti verso Israele, in applicazione della Legge185/1990. Se fosse confermato che il passaggio dal porto di Ravenna sia avvenuto senza alcun titolo autorizzativo, ci troveremmo di fronte a una palese violazione della normativa italiana ed europea. Per questo – prosegue Bakkali – chiediamo al Governo di chiarire immediatamente come sia stato possibile un episodio simile, di accertare eventuali responsabilità e di garantire che simili violazioni non possano ripetersi».

«L’Italia – continua la parlamentare – non può violare la propria legislazione, i propri impegni internazionali e i principi costituzionali permettendo il transito di armamenti. Quanto avviene a Gaza, proprio in questo ore in cui la più grande associazione accademica al mondo di studiosi del genocidio ha approvato una risoluzione in cui si afferma che sono stati soddisfatti i criteri legali per stabilire che Israele sta commettendo un genocidio a Gaza, richiede un’attenzione e una responsabilità senza precedenti».

Bakkali nella sua nota inviata alla stampa cita anche la spedizione umanitaria Global Sumud Flotilla: «Sta dando una lezione di civiltà a tutta la comunità internazionale e certamente a questo Governo silente e inerme di fronte al dramma palestinese e al progetto colonizzatore di Netanyahu che non ha più nulla a che fare con la liberazione degli ostaggi o la difesa di Israele. Da ravennate – conclude la deputata – e rappresentante di questo territorio ritengo necessario affermare e difendere, anche nel nostro porto, la legalità internazionale e il rispetto delle norme, come già avvenuto con il sequestro dello scorso marzo di 14 tonnellate di componenti bellici. Chiediamo risposte, trasparenza e rispetto delle leggi».

In quattro rubano 300 euro di merce dal supermercato: fermati in auto e arrestati

Nascosti in auto avevano prodotti alimentari e per la cura del corpo per un valore complessivo di circa 300 euro, risultati appena rubati da un supermercato. Per questo motivo, le quattro persone a bordo dell’auto (tre uomini e una donna, tutti di nazionalità straniera) sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di furto aggravato in concorso.

È successo nel primo pomeriggio di ieri (lunedì 1 settembre) a Lugo. I carabinieri sono stati allertati dalla responsabile del supermercato e grazie anche alle telecamere pubbliche, sono riusciti poco dopo a individuare, intercettare e fermare l’auto con a bordo i quattro presunti ladri, nella prima periferia di Lugo.

La refurtiva è stata riconsegnata alla titolare del negozio.

Forlì-Ravenna 1-0, l’analisi di Marchionni: «Per noi tante occasioni sprecate, loro un gol con pochi tiri»

«Le occasioni le abbiamo create e questo è incoraggiante, ma non le abbiamo trasformate e questo è il rammarico. Loro hanno tirato poco, ma hanno fatto un gol». Analisi impeccabile quella di Marco Marchionni, allenatore del Ravenna, dopo la sconfitta 1-0 nel derby di Forlì.

«A marzo su questo campo non avevamo avuto il giusto approccio mentale (vinse il Forlì 3-2 nella sfida decisiva per la vittoria della serie D, ndr), questa volta invece siamo partiti bene, volevamo presentarci con uno spirito diverso e penso si sia visto dal primo minuto».

C’è rammarico perché il gol dei biancorossi è arrivato con un’azione che il Ravenna aveva studiato: «Mi girano un po’ perché ci avevamo lavorato in settimana, conoscevamo le ripartenze del Forlì eppure abbiamo perso due palloni che hanno messo in moto la loro azione».

Dopo la rete dell’ex Simone Saporetti (capocannoniere con i giallorossi in D nella stagione 2021-22), il Ravenna ha anche cambiato modulo per trovare almeno il pari: «I ragazzi hanno risposto bene. La sconfitta dispiace perché era un banco di prova per dare continuità alle buone prestazioni fatte finora tra Coppa e campionato, ma non credo che perdere un derby alla seconda giornata danneggi il morale. Sono convinto che se questa squadra giocherà ancora così, ne perderà poche».

«Una così lunga distesa di ombrelloni non serve più a nulla»

L’estate 2025 è stata segnata dal dibattito mediatico sul calo delle presenze in spiaggia. I dati ufficiali Istat sui pernottamenti devono ancora essere pubblicati, ma il Sib-Confcommercio ha già stimato il -25% a luglio nei lidi dell’Emilia-Romagna. Un fenomeno ricondotto superficialmente al “caro ombrellone”, che in realtà ha spiegazioni più complesse. I rincari negli stabilimenti balneari ci sono stati, ma in linea con l’inflazione e gli aumenti dei prezzi che hanno riguardato ogni comparto. Piuttosto, la questione riguarda un ventilato calo generale del turismo in riviera romagnola, che ha a che fare con la perdita del potere d’acquisto degli italiani (i salari reali sono inferiori del 7,5% rispetto al 2021 secondo l’Ocse) e con la crisi di un modello ormai superato e da ripensare, anche per effetto della crisi climatica.
Le 3S su cui storicamente si fonda il turismo locale (sea, sun, sand) oggi non bastano più, e lo riconoscono sia gli esperti che gli imprenditori del settore.

Il caro ombrellone non c’entra nulla
«Collegare il calo delle presenze al caro ombrellone ha banalizzato la questione», afferma Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa spiagge Ravenna. «Da sempre in riviera romagnola ci sono prezzi per tutte le tasche: un ombrellone con due lettini va dai 18 ai 30 euro al giorno e gli abbonamenti settimanali da 150 a 180 euro. Poi è ovvio che chi vuole servizi aggiuntivi ed esclusivi spende di più». L’aumento dei prezzi «c’è stato – ammette Rustignoli – ma molto contenuto e in linea con l’inflazione». Piuttosto, aggiunge il presidente, «c’entra il calo del potere d’acquisto: già a marzo si prevedeva che 4 italiani su 10 avrebbero rinunciato alle vacanze per questo motivo».

Secondo Giuseppe Giaccardi dello studio Giaccardi & Associati, specializzato in consulenze e analisi sul turismo «il dibattito sul caro ombrellone è stato innescato dai media per celare un dato che il governo cerca di sottacere, quello del crollo della domanda nazionale, in corso dal 2023 in quasi tutte le destinazioni balneari. Gli italiani non hanno più soldi in tasca e spendono meno per le vacanze. Il lieve aumento dei flussi internazionali non può bastare a compensare, anche perché non riguarda luglio e agosto bensì i mesi spalla di giugno e settembre».

-35% di presenze nel Ravennate

Resta il tema delle presenze in spiaggia in picchiata. Fabio Ceccarori, presidente della Cooperativa bagnini Cervia, preferisce non fare stime: «I conti si fanno alla fine, ma il calo di luglio e agosto è innegabile ed è dovuto soprattutto ai giorni di pioggia. Speriamo di recuperare qualcosa a settembre». Rustignoli invece azzarda qualche cifra: «Giugno è stato in linea col 2024, ma va detto che lo scorso anno il meteo fu negativo, mentre quest’anno è stato buono. Luglio è stato un disastro: dal lunedì al venerdì abbiamo registrato il 30-35% in meno di presenze; un po’ meglio i weekend ma sono stati pizzicati dal maltempo. Ad agosto invece abbiamo registrato buone presenze». In termini di fatturato, ipotizza Rustignoli, «temo che a fine anno gli stabilimenti balneari del territorio chiuderanno intorno al meno 20-25%». Se si tiene conto che un’impresa balneare, secondo uno studio Nomisma del 2023, fattura in media 260mila euro all’anno, questo può significare un ammanco superiore a 50mila euro.

«Non è dovuto solo al calo di presenze – precisa il ravennate – ma anche perché i turisti spendono meno in alimenti e bevande, che sono aumentati dall’8% al 15% per imposizione dei fornitori, a loro volta condizionati dai rincari sulle materie prime».
Le abitudini sono cambiate Ceccaroni mette sul tavolo un altro fenomeno: «È avvenuto un forte cambiamento tra le abitudini dei turisti. Fino allo scorso anno ci facevamo meno caso perché il meteo ci ha assistito, ma quest’anno è stato molto evidente perché ci si è messa anche la pioggia». Il presidente dei balneari cervesi sostiene che «la famiglia che prendeva l’ombrellone per tutta la stagione non esiste più. Oggi le vacanze sono dinamiche e i turisti vogliono esplorare ogni anno nuovi luoghi in un mondo che si è aperto. Sud Italia e isole, ma anche Spagna, Croazia, Grecia, Albania e Montenegro sono diventati i nostri diretti concorrenti. Inoltre la montagna sta volando e gli stessi emilianoromagnoli nel weekend preferiscono andare in un agriturismo sulle colline circostanti: non fanno ore di coda, trovano parcheggio, stanno al fresco, prendono il sole ugualmente e fanno il bagno in piscina».
Rustignoli aggiunge che «il Mezzogiorno e l’estero stanno spingendo con offerte molto convenienti per il turista, a parità di costi di viaggio. Un tempo si diceva che in questi luoghi mancavano l’organizzazione e i servizi della Romagna; ora ci sono e perciò i flussi si spostano lì».
Non solo: «Prendono sempre più piede i campeggi e villaggi all’aria aperta, in quanto offrono più libertà e meno rigidità rispetto agli alberghi tradizionali del nostro territorio, che stanno perdendo appeal».

Fa troppo caldo per stare in spiaggia

Un altro elemento da non sottovalutare è il caldo sempre più estremo a causa del riscaldamento globale. Nei giorni dell’ondata di giugno, stare in spiaggia non era un piacere bensì un sacrificio. Lo scorso marzo lo studio Giaccardi & Associati ha presentato una ricerca che si interroga proprio sui mutamenti del turismo indotti dalla crisi climatica. «Mentre le spiagge romagnole erano semivuote, sulle Dolomiti c’erano le code di persone alla ricerca di fresco», sottolinea Giaccardi. Il turismo è anche vittima degli eventi estremi, come quello avvenuto il 24 agosto in tutta la riviera, che ha visto cadere centinaia di pini sulle auto dei vacanzieri pronti a rientrare per l’ultimo giorno di ferie.
È stato il terzo evento simile in sei anni. La prossima estate torneranno oppure sceglieranno mete percepite come più sicure?
«Gli enti locali, gli imprenditori e le forze dell’ordine hanno sistemato la viabilità e i servizi in poche ore. Uno sforzo encomiabile, ma non ci si può limitare a questo. Serve una visione più lungimirante», afferma l’esperto. «Il turismo locale ha bisogno di una radicale innovazione e per capire la direzione da prendere non bisogna interrogare solo gli operatori, ma anche i turisti». Da “hotspot climatico” a causa della sua conformazione territoriale, la Romagna subirà sempre più eventi estremi e questo influirà anche sulle vacanze.

Natura, libertà e dinamismo: il nuovo modello di vacanza

Per quanto riguarda le esperienze, secondo Rustignoli «le nuove generazioni di turisti cercano il contatto con la natura, l’esperienza gastronomica e culturale, la libertà di spostarsi. In Romagna lo percepiamo da tempo, ma il processo di rinnovamento è troppo lento e va accelerato». Ceccaroni invita a «prendere come modello la montagna, dove le presenze estive stanno volando grazie alla possibilità di una vacanza dinamica, con escursioni a piedi o in bicicletta». In questo senso la provincia di Ravenna potrebbe avere tutti gli elementi vincenti, grazie alla presenza di una città d’arte unica al mondo e di un vasto ambiente naturale rappresentato dal Parco del Delta del Po. Tuttavia, fa notare Rustignoli, «i turisti in spiaggia a Punta Marina non sanno nemmeno che possono arrivare in città in dieci minuti con l’autobus. Servirebbe più comunicazione, insieme all’architettura di un’offerta integrata tra spiaggia, centro storico e parchi naturali».

Puntare sui servizi retrobalneari

Per Giaccardi, tutto ciò si riassume in un concetto: «Aumentare l’offerta retrobalneare. È come per gli aeroporti: il loro modello economico non si fonda sui voli che atterrano, bensì sui servizi di terra variegati, innovativi ed efficienti. Per questo ormai sono diventati degli ipermercati con un trasporto pubblico capillare. Col balneare accade lo stesso: per far lavorare la spiaggia bisogna migliorare l’offerta retrostante». Per esempio, secondo il consulente «si potrebbe risparmiare qualche milione in promozione per investirlo sui servizi e sul trasporto pubblico, a partire dalla linea ferroviaria Ravenna-Rimini che è ancora a binario singolo, con città come Cervia che non hanno nemmeno il sottopassaggio pedonale».
Fondamentale è anche il verde: «Se i pini cadono facilmente perché non resistono più agli eventi meteorologici estremi, bisogna consultare gli esperti e capire quali altre specie piantumare. Probabilmente servono alberi adatti al clima tropicale». Una presenza, quella delle piante, che è indispensabile anche in spiaggia per ridurre l’effetto del calore, come già avviene in alcune località ravennati dove le concessioni balneari si alternano a lunghi tratti di spiaggia libera con dune, vegetazione e pineta. «Oggi questo è un elemento competitivo da valorizzare», afferma Giaccardi. «Gli amministratori e gli imprenditori devono prendere atto che la distesa di migliaia di ombrelloni ormai non serve più a niente. Vanno ridotti a favore dei servizi di spiaggia libera e del verde; integrando l’offerta balneare con l’entroterra. Oltre alla città di Dante e dei mosaici, che è già di per sé un formidabile attrattore culturale, abbiamo la più grande necropoli etrusca d’Italia situata tra Ravenna e Comacchio».

Impossibile investire senza certezze

Tuttavia, per gli imprenditori balneari resta lo spettro delle gare previste dalla direttiva Bolkestein. Il governo Meloni ha fissato la scadenza al 30 giugno 2027 e non ha ancora varato il decreto per calcolare gli indennizzi ai concessionari uscenti, che era atteso per lo scorso marzo. «Siamo in una fase troppo incerta per poter ragionare su come rimodellare il modello turistico balneare», dice Ceccaroni. I Comuni non hanno ancora iniziato a ragionare sulle evidenze pubbliche, ma secondo Rustignoli «dovranno iniziare a farlo dal prossimo autunno. Chiederemo un tavolo in merito».
Il tema degli indennizzi è dirimente: il ministero delle Infrastrutture aveva elaborato un decreto per calcolare il valore delle aziende che i nuovi concessionari avrebbero dovuto riconoscere agli uscenti, ma la Commissione europea e il Consiglio di Stato hanno respinto il testo. «Gli operatori sono molto preoccupati», chiosa Rustignoli. «L’incertezza sul rinnovo delle concessioni non ci permette di programmare gli investimenti necessari per innovarci. Inoltre non è pensabile arrivare alle gare senza riconoscere il valore economico delle nostre imprese; sarebbe un vantaggio improprio per i subentranti. Il rispetto delle norme europee deve essere conciliato con i diritti degli attuali concessionari».

Schlein alla festa dell’Unità – FOTO – De Pascale contro Meloni: «Chi ha la fiamma non parli di antisemitismo…»

«Chi ha la fiamma nel simbolo, la parola antisemita non la può pronunciare. Quella fiamma che è la testimonianza della pagina più buia di antisemitismo e di razzismo della storia del nostro paese».

Lo ha detto, dal palco della festa dell’Unità di Ravenna, il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, accanto alla segretaria del Pd Elly Schlein, davanti ad alcune centinaia di persone. «Le parole di condanna della presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispetto a quello che sta succedendo a Gaza sono peggio di quelle di Trump – ha poi aggiunto de Pascale (citiamo un’agenzia dell’Ansa) -. Perché quando si ha un’idea e l’idea è che tutto sommato non gliene frega niente di quello che sta accadendo a Gaza, forse è più sincero dirlo rispetto ad esprimere parole di condanna e poi non fare assolutamente nulla, perché quello che sta facendo Meloni e anche Von der Leyen rispetto a quello che sta accadendo a Gaza, è niente».

«Anche sui temi della politica estera dobbiamo segnare un cambiamento – dice – perché se noi diciamo che il programma di riarmo europeo e il portare le spese militari al 5% è insostenibile e sbagliato ci danno degli hippy, poi se lo dice Draghi la gente si spacca i polsi per applaudire».

De Pascale interviene anche sul tema immigrazione. «Questa legislatura – spiega – si concluderà con più sbarchi di quella precedente. Piantedosi ha rivendicato che in aggiunta agli sbarchi, che questo governo ha previsto nei 6 anni decreti flussi per oltre un milione di ulteriori immigrati. Se la stessa cosa l’avesse fatta un governo a guida Pd, quale sarebbe stata la posizione di Meloni e Salvini? Avremmo avuto le proteste in ogni piazza, avremmo fatto fatica a frequentare qualsiasi bar italiano. Questo governo non solo sta tradendo i bisogni del paese, ma sta anche tradendo le promesse che ha fatto ai suoi elettori».

Anche la segretaria Schlein, naturalmente, ha toccato il tema della Palestina. «L’Italia interrompa la collaborazione militare con il governo israeliano», ha detto tra le altre cose, parlando poi anche più direttamente ai “suoi”: «Noi abbiamo un dovere che è quello dell’unità, ce lo chiede la nostra gente», assicurando che è al lavoro «per costruire un fronte delle forze politiche alternative per battere e dare una speranza a questo paese» e indicando cinque priorità: «Sanità pubblica, scuola pubblica, lavoro, politiche industriali, diritti civili e sociali insieme».

Le foto sono di Massimo Argnani.

 

Incendio in una casa di campagna, muoiono madre e figlia

Tragedia nella notte a Masiera, dove due donne, madre e figlia, sono morte in un incendio divampato nella propria abitazione di via Carraia Ballotta, nella campagna a poca distanza da Fusignano.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 23 di lunedì 1 settembre. I primi a intervenire sono stati i vicini, che hanno tentato in prima battuta di spegnere le fiamme. Sul posto sono poi giunti i vigili del fuoco che non sono però riusciti a salvare le due donne. La madre (la 95enne Giuseppina Fiumi) era allettata; la figlia (Maria Teresa Santoni, 69 anni) avrebbe tentato di salvarla, invano. Entrambe sono morte a causa dei fumi inalati e delle gravi ustioni riportate.

Sul posto anche carabinieri (che stanno cercando di capire le cause dell’incendio, divampato dal piano terra della villetta) e sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso delle due donne.

Le pagelle del Ravenna sconfitto a Forlì: il migliore è Rossetti, male gli esterni

Le pagelle del Ravenna sconfitto (1-0) nel derby di Forlì.

ANACOURA 6: si sporca i guantoni solo per bloccare un cross basso di Manetti a fine primo tempo. Incolpevole sul gol.

SCARINGI 6: non rischia mai con il pericoloso (sulla carta) Farinelli e chiude a un quarto d’ora dalla fine una partita pulita senza troppi patemi (dal 28′ st DONATI 6, costretto a difendere in inferiorità numerica con la squadra sbilanciata alla ricerca del pareggio).

ESPOSITO 6: solita grande personalità, mezzo punto in meno per qualche impaccio in uscita palla al piede nel primo tempo, ma comunque una grande garanzia.

SOLINI 5,5: piuttosto preciso e sicuro, ma sull’episodio decisivo del gol non riesce a fare altro che guardare Saporetti chiudere un “uno-due” nella sua zona, senza riuscire ad anticipare le sue mosse.

CORSINELLI 5,5: svirgola una buona occasione, ma episodi a parte, da esterno a tutta fascia gli si chiede (molto) di più in termini di corsa, personalità e spinta (dal 28′ st CALANDRINI 6: un buon cross, duttilità, un’ammonizione “intelligente”).

TENKORANG 6: nel primo tempo è il più pericoloso, anche se il primo è quasi un gol mangiato; presenza importante in mezzo al campo per struttura fisica e inserimenti, stupisce vederlo uscire così presto, ma paga il cambio di modulo con il passaggio a due punte e mezzo (dal 14′ st LONARDI 6: dà ordine e solidità in mezzo al campo, sfiora il gol con un colpo da biliardo. E rischia pure l’espulsione…)

ROSSETTI 6,5: altra prova di grande sostanza e pure dinamismo, nel primo tempo recupera diversi palloni ed è bravo a uscire spesso in avanti, innescando e dando vigore anche ai compagni. Nella ripresa, anziché calare, si fa vedere anche nei pressi dell’area avversaria. Il migliore del Ravenna.

DI MARCO 5,5: qualità indubbie, ma qualche “arzigogolo” di troppo, che rallenta la manovra. Non riesce mai a entrare in partita (condizionato anche dal campo) e viene sostituito (dal 14′ st ZAGRE 6: fa la punta alla vecchia maniera, difende palla e addirittura riesce a girarsi spalle alla porta e a tirare nello specchio, unico a farlo stasera).

RRAPAJ 5: stesso discorso fatto per Corsinelli; il capitano interpreta il ruolo con meno veemenza e qualità rispetto al solito; perde alcune palle banalmente, senza mai riuscire ad andare sul fondo o a saltare Manetti (dal 38′ st Da Pozzo sv).

SPINI 6: intraprendenza da 7, concretezza da 5; calcia male troppi piazzati, ma è stato in diverse occasioni un pericolo (almeno abbozzato) per la difesa avversaria. Con il passare dei minuti cala troppo, o esagera, rischiando di vanificare quanto fatto di buono in precedenza.

MOTTI 6: fa ammonire due avversari con le due giocate probabilmente più belle della partita del Ravenna, classici esempi di tecnica applicata in velocità. Un altro paio di giocate da calciatore vero, ma il problema, da punta qual è, è che non ha mai tirato in porta.

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