venerdì
19 Giugno 2026

Proseguono i lavori di messa in sicurezza del Lamone: il sopralluogo di Rontini e De Pascale

Proseguono i lavori di rinforzo degli argini del Lamone, nel tratto di pianura gravemente danneggiato dalla piena dello scorso marzo. Il cantiere di Villanova di Bagnacavallo ha preso il via a inizio settembre, con una prima tranche di opere di “somma urgenza” da 7,5 milioni di euro, per il ripristino e il rinforzo dell’argine sinistro del fiume grazie alla posa in opera di palancole d’acciaio lunghe 12 metri, a infissione statica detta “sistema treno”, che lavora dalla sommità degli argini avanzando via via e appoggiandosi alle palancole stesse. Si prevede che i lavori dureranno circa 150 giorni. A questa prima fase ne seguirà una seconda, di uguale valore.

Nella giornata di ieri, 13 ottobre, si è svolto un sopralluogo del presidente della Regione, Michele de Pascale, insieme alla sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. Presente anche il sindaco di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni. A seguire, un incontro pubblico per fare il punto sull’avanzamento dei lavori sul Lamone, nella Casa del popolo di Villanova, al quale hanno partecipato anche tecnici dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.

«Era un intervento molto atteso dai cittadini di Villanova, di cui capiamo la preoccupazione, dato che quest’area è stata colpita più volte dall’esondazione del Lamone – ha sottolineato de Pascale -. Grazie all’ottimo lavoro di squadra con la struttura commissariale, siamo riusciti a partire in tempi molti rapidi e, dopo i primi lavori urgenti di impermeabilizzazione delle fessurazioni che si erano manifestate dopo la piena di marzo 2025, ora siamo all’opera con un intervento più strutturato, per mettere in sicurezza l’arginatura e, di conseguenza, l’abitato. Siamo venuti a toccare con mano il cantiere, che procede spedito» ha concluso il presidente.

Proprio Villanova (in particolare la frazione di Traversara), è da settimane sotto un’attenzione particolare della struttura commissariale e dei tecnici dell’Agenzia regionale: alla frazione infatti è stata dedicata una commissione che, da circa un mese, si sta riunendo periodicamente per mappare gli edifici colpiti presenti nella ‘zona rossa’, definire quali demolire e quali puntellare. Inoltre, in stretta collaborazione con il Comune, si stanno portando avanti indagini geologiche per i movimenti d’acqua nelle falde per verificare la tenuta di alcune pozze che si sono formate accanto ad alcune abitazioni.

«Un segnale importante, per la nostra comunità, e un intervento concreto per la mitigazione del rischio idrogeologico- ha sottolineato il sindaco Giacomoni -. Desidero esprimere un ringraziamento a tutti i tecnici che hanno lavorato e stanno lavorando in maniera spedita; e alla Regione, per la parte progettuale e di gestione degli interventi e per la vicinanza alla gente, manifestata anche attraverso incontri pubblici».

Oltre alle opere in corso, nel tratto di pianura sono stati finanziati (e quasi tutti conclusi) diversi interventi di somma urgenza, tutti in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Tra queste, i lavori da oltre 5 milioni di euro per il ripristino degli argini in sinistra e destra idraulica sempre del Lamone nei comuni di Ravenna, Russi e Bagnacavallo, le opere in corso da 1 milione 700mila euro sull’argine sinistro del fiume, danneggiato nel tratto da Ponte dell’Albergone fino a valle dell’abitato di Traversara.

Cna, le imprese della provincia lavorano fino a luglio solo per pagare il fisco

È stato presentato a Ravenna l’Osservatorio nazionale di CNA “Comune che vai, fisco che trovi”, uno studio che esamina la tassazione sulle imprese con particolare attenzione alle differenze tra i territori. È emerso come il Total Tax Rate nazionale è sceso dal 64,5% del 2012 al 52,3% del 2024, ma rimane significativamente superiore alla media europea del 40%. Nella provincia di Ravenna si osserva una situazione articolata: Faenza si attesta al 50,4%, Ravenna al 52,1%, Lugo al 52,4%, mentre Cervia raggiunge il 55,1%.

«Questo significa che le nostre imprese lavorano fino a luglio solo per pagare il fisco (dal 2 luglio a Faenza al 20 luglio a Cervia) prima di poter produrre reddito per sé e per le proprie famiglie – dichiara il Presidente della CNA Territoriale di Ravenna, Matteo Leoni. Il sistema fiscale italiano resta iniquo e complesso. È urgente completare la riforma fiscale: ridurre la tassazione sui redditi medio-bassi, eliminare definitivamente l’IRAP, semplificare gli obblighi amministrativi e rimuovere gli oneri impropri come reverse charge e split payment. Con la scadenza della riforma prorogata al 2028 e le elezioni del 2027 all’orizzonte, rischiamo l’ennesimo rinvio. Non possiamo permettercelo: le nostre imprese meritano un fisco più equo e sostenibile».

Claudio Carpentieri, Responsabile Politiche Fiscali e Societarie di CNA Nazionale, ha parlato del lavoro dell’associazione di categoria nei confronti dei governi: «La diminuzione di oltre 11 punti percentuali dal 2012 ad oggi è effetto delle numerose proposte fatte da CNA – deducibilità IMU, deduzioni IRAP, rimodulazione dell’IRPEF – e accolte dai governi negli anni. Sono ancora molte le proposte di CNA in discussione: ripristinare l’equità nel prelievo IRPEF, agevolare il passaggio generazionale con la neutralità fiscale per le cessioni d’azienda, ridurre gli oneri amministrativi, tra quelle più importanti. Se queste venissero accolte la pressione fiscale si ridurrebbe notevolmente per riavvicinarsi alla media europea».

Alessandro Barattoni ha parlato degli ultimi governi che hanno fatto scelte di forte riduzione dei trasferimenti a favore dei comuni e questo ha generato diffusamente politiche più attente sulla tassazione di competenza: «L’importante è che a fronte di un’imposizione fiscale ragguardevole corrisponda una buona soddisfazione dei servizi da parte di imprese e cittadini – dichiara il sindaco di Ravenna – . Non potendo agire liberamente su tutte le leve fiscali possiamo intervenire su altri asset per essere sempre più attrattivi per le imprese, come i piani urbanistici, la semplificazione, la velocità dei permessi, la formazione di personale qualificato. Occorre, poi, porre attenzione alle politiche abitative e sui servizi per l’infanzia per rendere il territorio attrattivo anche per le persone che scelgono di viverci. Serve, infine, una revisione profonda e complessiva della mobilità e viabilità della città, oltre a un grande lavoro sull’offerta turistica per rendere Ravenna una città sempre meglio vivibile. Resta confermato, infine, il sostegno alle imprese e ai loro consorzi Fidi per favorire l’accesso al credito».

Il sindaco di Cervia Mattia Missiroli ha concordato con Barattoni: «Il dato presentato oggi va contestualizzato e analizzato in rapporto ai servizi che le città offrono a imprese e cittadini. Cervia è una realtà molto particolare e complessa, che cambia profondamente a seconda della stagionalità. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni la città continua a crescere e riesce a garantire tutti i servizi a residenti e turisti. Parallelamente, continuiamo a sostenere le imprese attraverso i consorzi Fidi per facilitare l’accesso al credito e rafforzare il tessuto economico locale. Un aspetto importante da considerare sono le sproporzioni immobiliari: la riforma del catasto avrebbe una ricaduta di giustizia perché potrebbe riallineare i valori immobiliari a quelli catastali permettendo una redistribuzione più equa del prelievo fiscale basata sui valori di mercato effettivi, riducendo le disparità di trattamento tra proprietari di immobili con caratteristiche e ubicazioni simili».

Ha concluso il confronto Elena Zannoni, sindaca di Lugo, che ha sottolineato come nei bilanci dei comuni della Bassa Romagna oggi incidano molto anche gli interventi e gli investimenti in sicurezza del territorio, fondamentali dopo le alluvioni degli ultimi anni, e tutti gli interventi programmati per prevenire eventi futuri. «Vogliamo continuare a sostenere quelle leve che ci consentono di rafforzare il tessuto imprenditoriale locale, come il sostegno ai consorzi Fidi, i progetti di reti d’imprese e investendo nella formazione, in particolare in quella professionale. Il nostro obiettivo è rendere il territorio attrattivo tanto per i lavoratori quanto per le imprese, attraverso servizi di alta qualità».

La foto degli abitanti del centro: cresce l’età media, stranieri in calo

La popolazione residente in centro storico a Ravenna aumenta, invecchia ed è meno straniera. È la fotografia che esce dai dati forniti dal servizio Demografico del Comune mettendo a confronto il 2025 con il 2016.
L’area considerata è quella compresa entro il tracciato delle vecchie mura storiche: un perimetro di undici km delimitato, all’incirca, dalla linea ferroviaria a est e dalla circonvallazione cosiddetta interna sugli altri tre lati (San Gaetanino, Fiume Montone Abbandonato, al Molino, Destra Canale Molinetto). Complessivamente una superficie di circa due km quadrati, equivalenti allo 0,3 percento dell’intera superficie comunale (vale la pena ricordare che Ravenna è il secondo comune italiano per estensione dopo Roma)

Oggi gli abitanti sono 8.689, equivalenti al 5,6 percento del totale dei 156mila residenti nell’intero comune. Rispetto al 2016 l’aumento è dell’1,4 percento. Nel decennio in considerazione il picco più alto è stato il 2024 quando i residenti erano 8.718, una trentina di persone in più di quest’anno.

L’età media è cresciuta. Quest’anno è 48 anni e mezzo, nel 2016 era 47 anni e dieci mesi. In particolare gli under 18 sono diminuiti in maniera consistente, erano 13 ogni 100 residenti nel 2016, oggi sono 12. Stabili gli over 65. In aumento la fascia di popolazione 18-65: il 60 percento nel 2016, contro il 63 percento nell’anno corrente. Gli abitanti di nazionalità straniera sono il 16,4 percento nel 2025, erano il 17,1 dieci anni fa. È significativo notare che rispetto al totale degli abitanti nel comune, la quota di stranieri è più elevata in centro. La media comunale 2025 è infatti l’11,3 percento e il 12,2 quella provinciale.

Festa della Montagna: “Connessioni” tra sport, natura e cultura

Torna dal 22 ottobre al 30 ottobre la Festa della Montagna, storica rassegna culturale giunta alla sua 58ª edizione. Il titolo scelto, “Connessioni”, riflette i legami profondi tra natura, sport, turismo e vissuti umani legati alle terre alte. Il programma si sviluppa attraverso serate evento a ingresso gratuito, nell’Aula Magna della scuola media Europa (via Insorti, ore 20.45), con ospiti di rilievo, testimonianze, riflessioni ambientali e una mostra fotografica d’autore. Durante le serate si celebreranno importanti ricorrenze legate alla montagna: i 90 anni del Parco dello Stelvio, 100 anni della via Solleder al Civetta, i 40 anni dell’arrampicata sportiva, e i 20 anni dell’associazione faentina Carchidio Strocchi.

Mercoledì 22 ottobre si inaugura con due campioni olimpici: Giuliano Razzoli, oro nello slalom a Vancouver 2010, e Christian Zorzi, medagliato nello sci di fondo, che presenteranno in anteprima il film “Saeculum”, dedicato alla Val di Fiemme, sede olimpica a Milano-Cortina 2026.

Giovedì 23 ottobre protagonista sarà l’alpinista Mario Vielmo, tra i pochi al mondo ad aver scalato tutti i 14 Ottomila, che racconterà la sua impresa vissuta senza ossigeno supplementare.

Venerdì 24 ottobre spazio alla montagna accessibile con il giornalista Rosario Fichera, autore di un cammino di 2.000 km dal Trentino alla Sicilia per promuovere l’inclusione in alta quota.

Giovedì 30 ottobre si parlerà dell’Anno Internazionale della Conservazione dei Ghiacciai con il glaciologo Christian Casarotto del MUSE di Trento, insieme agli alpinisti Nicola Castagna e Gabriel Perenzoni, salitori delle 82 cime alpine oltre i 4000 metri. Casarotto incontrerà anche gli studenti il giorno seguente.

In parallelo, alla Galleria Comunale d’Arte (22 ottobre – 3 novembre) sarà allestita la mostra collettiva “Impressioni di montagna” proporrà scatti e opere dedicate a neve, ghiaccio e vette, a cura di fotografi e artisti come Orler, Gruzza, Confortola, Bernard e Dal Re.

Pubblicità sessista in città, la protesta della Casa delle Donne: «Stereotipi superati e avulsi dalla realtà»

«Regine del caffè? No grazie!» fa discutere a Ravenna l’affissione di cartelloni pubblicitari di stampo sessista, diffusi dall’azienda Caffè Reginè, che accosta alla vendita di macchine per il caffè il ritratto di una donna in lingerie. A sottolineare l’episodio sui social è l’associazione femminista ravennate La Casa delle Donne, che scrive «Era da molto tempo che non si vedevano nei cartelloni pubblicitari della nostra città immagini sessiste, offensive e lesive della dignità delle donne».

L’immagine contestata è appunto quella di una donna in intimo distesa su un sacco di iuta, accanto alle macchinette del caffè, con una coroncina in testa e sandali allacciati “alla schiava” ai piedi. «Il meccanismo alla base della pubblicità è sempre quello, ormai tristemente noto – commentano dall’associazione femminista -. Nessuna correlazione logica e razionale tra immagine e prodotto pubblicizzato, solo uso e abuso del corpo femminile come oggetto del desiderio. Ma c’è di più. Oggi quell’immagine di “donna regina un po’ schiava” così fortemente stereotipata è lontanissima e avulsa dal presente, dalle vite delle donne, ma anche da quelle degli uomini, da fare quasi sorridere. A chi parla quella pubblicità? Non certo alle donne che hanno ambizioni ben diverse dall’essere “regine un po’ schiave di qualcuno”, né agli uomini che, ci auguriamo, non hanno alcun bisogno di ricorrere a un immaginario tanto banale per acquistare una macchina del caffè».

Il servizio di pubbliche affissioni del Comune di Ravenna prevede inoltre una clausola di accettazione del Codice di Autodisciplina che prevede, tra gli altri, il divieto di esposizione pubblicitaria di immagini «il cui contenuto contenga stereotipi e disparità di genere, veicoli messaggi sessisti, violenti o rappresenti la mercificazione del corpo femminile» secondo l’articolo 46 relativo alla Comunicazione sociale. 

«Qualcuno dirà che si tratta di una questione secondaria, ma non è così – continuano dall’account Facebook della Casa delle Donne -. Solo pochi giorni fa infatti, il capogruppo al Senato Lucio Malan e l’ex sindaco di Catania Salvo Pogliese di Fratelli d’Italia hanno presentato un emendamento al Ddl Concorrenza, che propone di cancellare il divieto di effettuare affissioni e pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi. Si sta preparando il ritorno a un sessismo offensivo e lesivo che minimizza e normalizza violenza e discriminazione e che ha come oggetto di vendita e commercio sempre e solo i corpi delle donne nel migliore dei casi e parti dei loro corpi nel peggiore dei casi». 

Autolavaggio abbandonato trasformato in rifugio: scatta lo sgombero

Nella mattinata di oggi, martedì 14 ottobre, gli agenti della polizia locale di Ravenna sono intervenuti in via Romea Nord, all’interno di un’area privata dismessa, un tempo sede di un distributore di carburante e autolavaggio. La segnalazione di una situazione di degrado ha portato a un controllo della struttura.

Durante l’ispezione, gli agenti hanno rinvenuto numerosi rifiuti e materiali abbandonati. All’interno dei locali sono stati trovati anche materassi, coperte e vestiti, elementi che lasciano presumere la presenza di persone che probabilmente utilizzavano l’area come rifugio notturno.

È stata quindi contattata Hera, che ha predisposto l’invio di due mezzi per procedere con la pulizia e la rimozione dei rifiuti. Gli agenti hanno inoltre preso accordi con il proprietario dell’immobile per procedere con la bonifica completa dell’area, che comprenderà anche la posa di una nuova recinzione lungo il lato affacciato su via Romea Nord, al fine di impedire nuovi accessi abusivi e ripristinare le condizioni di sicurezza.

Il Comune di Cervia cerca cinque figure da inserire a tempo pieno e indeterminato nell’organico

Il Comune di Cervia cerca cinque nuove figure a tempo pieno e indeterminato, due collaboratori in ambito amministrativo e per la mobilità volontaria, due funzionari tecnici e un funzionario amministrativo.

È possibile candidarsi alle selezioni entro giovedì 6 novembre alle 12. Le modalità di iscrizione e i requisiti richiesti sono specificati nei bandi integrali pubblicati sul Portale Unico del Reclutamento Inpa e sul sito del Comune.

Uno dei due posti come collaboratore amministrativo è riservato a persone con disabilità, e sarà assegnato al Servizio di Segreteria Generale-Pianificazione Strategica-Partecipate. I funzionari tecnici nell’ambito della mobilità volontaria saranno assegnati al servizio Edilizia Privata (procedura per coloro che sono già dipendenti di PA, mentre il funzionario amministrativo da assegnare al servizio Appalti-Contratti  (procedura per coloro che sono già dipendenti di PA).

Il Servizio Risorse Umane è contattabile allo 0544 979227 per informazioni sulle selezioni e sulla compilazione della domanda di iscrizione.

A2, l’E-Work Faenza vince a Vicenza (62-66) dopo un supplementare

Grande vittoria dell’E-Work Faenza sul parquet di Vicenza, dopo una partita al cardiopalma conclusa solo al supplementare. Vicenza ha condotto per tre quarti, ma il punto clou arriva a pochi attimi dalla sirena. Faenza, dopo che nell’ultimo quarto finisce sotto addirittura di 8 lunghezze, rientra con forza fino al -2 grazie a un’ottima Guzzoni (la migliore delle sue con 20 punti). Una rubata di Peserico porta a due liberi trasformati da Smorto per il +4 vicentino; sul possesso successivo, Bazan segna e ci si ritrova nella situazione precedente. Faenza decide di non fare fallo e la scelta paga, perché Smorto sbaglia la conclusione; il rimbalzo è di Vicenza, ma una clamorosa svista del tavolo e degli arbitri (che non vedono che la palla tocca il ferro sulla conclusione) portano a un’infrazione di 24 secondi. Dopo il timeout ospite, è Georgieva a prendersi la responsabilità del tiro: la bulgara è caparbia, dopo il primo errore, a prendere il rimbalzo offensivo e capitalizzarlo per il pari a quota 56.
I supplementari ricominciano punto a punto, con Faenza che torna avanti per la prima volta dal secondo quarto e Jakpa che la riprende subito. Fusari trova altri due punti per il 62-60, ma questo è purtroppo l’ultimo sussulto offensivo di Vicenza: nell’ultimo minuto, le manfrede Guzzoni e Georgieva siglano il sorpasso. Ci sarebbe la chance per il pareggio, ma dalla lunetta Smorto sbaglia il primo libero; l’errore volontario sul secondo tentativo dalla lunetta porta a un’invasione della stessa giocatrice. Sul successivo fallo di Fusari su Guzzoni, la guardia ospite completa il suo ventello dalla lunetta e chiude il match con il punteggio di 62-66. Si tratta per la seconda vittoria su altrettante partite per le ragazze di coach Seletti, che domenica 19 ottobre torneranno al Bubani per sfidare Ancona.

Tabellino:

Parziali: 9-21, 24-12 (33-33); 11-7 (44-40), 12-16 (56-56); 6-10
Vicenza: Bianchi, Fusari 17, Jakpa 6, Smorto 14, Kantzy 6; De Giovanni 4, Fontana, Peserico 13, Cavazzuti 2; Chilò NE. All. Logallo
Faenza: Brzonova, Bazan 11, Nori 5, Georgieva 17, Onnela 13; Ciuffoli C., Zanetti, Cappellotto, Guzzoni 20; Milanovic e Ciuffoli E. NE. All. Seletti

In serie B femminile, invece, una serata complicata invece per il Capra Team Ravenna, che al PalaMattioli cede 54-64 alla B.S.L. San Lazzaro in una gara difficile e spigolosa. Dopo un primo tempo in equilibrio, nel terzo quarto San Lazzaro accelera, imponendo il proprio gioco e costruendo un margine che il Capra Team non riesce più a colmare. Prossimo appuntamento in trasferta contro Happy Basket Rimini.
Tabellino: 
Capra Team Ravenna – B.S.L. San Lazzaro 54 – 64
[Parziali: 20-18; 33-37; 54-56]
Maioli 3, Pieraccini 6, Andrenacci 9, Naim, Sampieri, Currà 11, Rossi, Pirazzini, Bernabè 8, Rosier 15, Calabrese 2

Le associazioni di inquilini contro i nuovi accordi territoriali: «Un’azione piratesca che tradisce la fiducia di cittadini e amministrazione»

«Chiediamo la sospensione immediata dell’accordo e la riapertura di un nuovo tavolo di confronto. Stiamo valutando un intervento legale con il tribunale d’urgenza». Le associazioni Sunia (Cgil), Sicet (Cisl) e Uniat (Uil) si schierano contro il rinnovo dell’accordo territoriale per gli affitti a canone calmierato, sottoscritto nelle scorse settimane dalle associazioni dei proprietari di Ravenna Appe Confedelizia, Asppi, Uppi, Appc e Confabitare e da quelle di inquilini Assocasa e FederCasa Confsal. 

L’accordo riguarda i contratti a canone concordato in formula 3+2, che garantiscono ai proprietari sconti fiscali e imposte ridotte a fronte di importi calmierati rispetto al mercato libero. L’ultimo accordo risaliva al 2018 e, secondo le associazioni dei proprietari «Risultava totalmente inadeguato ai costi della vita attuali, non tenendo conto di caro prezzi e inflazione che hanno colpito Ravenna più duramente che altre città in Italia». Anche secondo le associazioni sindacali gli accordi risultavano obsoleti, ma l’obiettivo era quello «di un patto che guardasse all’interesse di ambo le parti, puntando a scoutistiche sugli affitti a lungo termine, in modo da ridurre l’emergenza sfratti». Sono stati sei gli incontri negli ultimi due anni, due quelli istituzionali, ma il patto è stato firmato prima dell’ultima seduta fissata, senza trovare un’accordo condiviso con tutte le parti interessate. L’accusa di Sunia, Sicet e Uniat quindi è quella di «un’azione piratesca compiuta dalle associazioni di proprietari, mossa nel solo interesse dei locatori, che non lascia spazio alla trattativa e propone aumenti ingiustificati, tradendo al tempo stesso la fiducia delle istituzioni e dell’amministrazione». Solo pochi giorni fa infatti, l’appello firmato da Palli e Barattoni per la riapertura del tavolo di confronto. Nella stessa nota, l’annuncio da parte del comune di riservarsi la possibilità ritrattare su alcune scontistiche relative all’Imu se gli accordi non saranno modificati.

Il nuovo documento prevede un aumento tabellare dei canoni massimi pari al 10 percento, a cui si sommerebbero però quelli che i sindacati definiscono «aumenti nascosti»: ad esempio, è stato rimossa la scontistica del 4 percento sulle abitazioni di frazione e forese, che subiranno quindi un aumento del 14 percento. A questo si aggiunge il nuovo conteggio della metratura, che passa da misura “calpestatile” a misura “catastale”, includendo quindi l’ingombro di muri e pareti. Sono previste inoltre maggiorazioni in base alla certificazione energetica e ulteriori aumenti legati a parametri qualitativi che portano alla definizione della classe energetica, come pannelli solari, infissi o doppi vetri.

Infine è stato aumentato il numero dei parametri qualitativi per classificare gli immobili nelle diverse fasce di prezzo (bassa-media-alta) inserendo, sempre secondo i sindacati «caratteristiche facilmente raggiungibili anziché eliminare quelle oramai superate»: i nuovi accordi prevedono punti extra per case dotate di inferiate, per appartamenti in complessi con meno di otto unità abitative (prima erano 4), e la scontistica per gli immobili non ancora dotati di lavastoviglie scende dal -10 percento al -5 percento. «Il massimo si raggiunge quando si prevede come elemento di qualità “l’assenza di infiltrazioni o intonaci labenti o pavimenti e/o sanitari dissestati” – rincara Maria Teresa Licata di Uniat -. Queste nuove modalità di classificazione degli immobili comporterà il non utilizzo della fascia bassa e uno spostamento massiccio dalla fascia media a quella alta comportando un aumento della base di calcolo dei canoni di oltre il 20 percento». Secondo l’osservatorio condotto da Sunia, nei casi peggiori gli aumenti potrebbero sfiorare il 70 percento: «Abbiamo calcolato gli aumenti sia considerando la metratura calpestatile che quella catastale – spiega Alberto Mazzoni di Sunia -. Prendendo il valore per un contratto di fascia media, considerando la superficie il calpestabile, si sale ad un massimo di 619 euro, con un un aumento del 25%. Se prendiamo invece la metratura catastale, si sale da 72.5 a 107 metri, arrivando a un massimo di 833 euro, ovvero un aumento di 338 euro pari al 68 percento».

Secondo le proiezioni dell’osservatorio, la crescita media si attesterà comunque tra il 14 e il 35 percento, colpendo soprattutto le fasce popolari. «Questo porterà all’esasperazione dei cittadini – commentano i sindacati – con aumento di sfratti, morosità e possibili danneggiamenti agli immobili». Infine, il dito viene puntato su alcune clausole che potrebbero invalidare l’accordo dal punto di vista turistico, come l’inserimento dei contratti turistici e di quelli universitari (con durata di locazione inferiore ai 6 mesi stabiliti) negli accordi territoriali e l’aggiunta di vani e accessori non censiti nelle planimetrie catastali (e quindi abusivi) con un aggiunta del 20 percento.

«Il nuovo contratto prevede inoltre un aumento automatico sul tabellare pari al 50 percento dell’inflazione registrata nel triennio precedente in caso di mancato rinnovo degli accordi – concludono le associazioni di inquilini -. questo ci taglia automaticamente fuori dalle trattative, perché con condizioni tanto sbilanciate e un aumento fisso e garantito, le associazioni di proprietari non avranno interessi nel rinnovare il contratto». Luca Giacobbe di Sicet commenta: «Siamo particolarmente delusi da quelle associazioni e da quelle persone che fanno parte del territorio. Dovrebbero conoscerlo, comprese le sue criticità e le difficoltà degli ultimi anni, e tutelarlo. I nuovi accordi concedono ai locatori aumenti pari a quelli del mercato libero, mantenendo al tempo stesso le agevolazioni fiscali. È socialmente inaccettabile e crediamo che questo avrà notevoli ripercussioni anche sull’edilizia residenziale sociale. È nostra responsabilità, tutelare le 8000 famiglie di inquilini che rappresentiamo, non lasciandoli in balia di questo accordo a dir poco iniquo».

Tennis A1: Massa Lombarda vince contro TC Runng, Ravenna esce sconfitto a Forte dei Marmi

Una vittoria ed una sconfitta per il tennis ravennate nella seconda giornata di serie A1. La grande notizia è il successo di Massa Lombarda contro i vicecampioni in carica del Tc Runng. Sul sintetico casalingo dell’Oremplast Arena, si è imposta con il punteggio totale di 4-2, portandosi così in testa alla classifica del girone 3. Sconfitta invece per la neopromossa Ravenna, caduta sul difficile campo di Forte dei Marmi per 4-2, non riuscendo a ripetere la prestazione di sette giorni prima.

Con Giulio Zeppieri e Jacopo Vasami all’estero per impegni nel circuito internazionale, il CTD Massa Lombarda capitanato da Michele Montalbini ha fornito una prestazione maiuscola contro la formazione altoatesina che aveva debuttato travolgendo 5-1 i romani dell’Eur Sporting Club. In particolare determinanti i successi colti dai “vivaio” Lorenzo Rottoli, bravo a piegare in tre set il più quotato Alexander Weis, e Jacopo Bilardo, a sua volta a segno su Maximilian Figl. Negli altri due match individuali Francesco Forti, tornato competitivo dopo i fastidiosi problemi fisici che lo avevano frenato nella passata stagione, ha ceduto di misura in tre set a un giocatore solido ed esperto come Franco Agamenone e lo slovacco Martin Klizan (all’esordio con i colori del Ct Massa Lombarda) è stato sconfitto dal belga Michael Geerts. Come in altre occasioni in passato sono stati i doppi a far pendere la bilancia dalla parte romagnola grazie alle affermazioni in due set della coppia Bilardo-Forti su Agamenone-Geerts e del duo Klizan-Rottoli su Figl-Weis.

Esito differente per il CT Zavaglia di Ravenna che nel Girone 4 è uscito sconfitto dal TC Italia Forte dei Marmi con il risultato di 4-2. Per i toscani a segno Perego, Travaglia e lo slovacco Martin (questi ultimi due sia in singolare che in doppio). Per i ravennati le note liete sono la bella vittoria di Bagnolini in due set contro Furlanetto e l’agile successo nel doppio delle due “stelle” Matic e Caniato. Nella prossima giornata (domenica 19 ottobre dalle 10) i giallorossi saranno impegnati in casa contro Selva Alta, attualmente prima a 4 punti, ad una sola lunghezza dalla squadra di capitan Rametta. Il Massa Lombarda sarà invece impegnato ancora all’Oremplast Arena contro il fanalino di coda del Tc Sinalunga.

 

GIRONE 3

4 (2) CTD Massa Lombarda (Ravenna)

3 (2) TC Rungg Sudtirol/Yogurteria (Bolzano)

3 (2) Eur Sporting Club (Roma)

1 (2) TC Sinalunga (Siena)

GIRONE 4

4 (2) SC Selva Alta (Vigevano)

3 (2) TC Italia (Forte dei Marmi)

3 (2) CT Zavaglia (Ravenna)

1 (2) Tennis Comunali Vicenza

Lavori di ripristino e impermeabilizzazione del Canale dei Mulini, tre squadre al lavoro tra Solarolo, Lugo e Bagnara

Proseguono senza sosta gli interventi di ripristino e impermeabilizzazione del Canale dei Mulini, infrastruttura idraulica strategica per la gestione delle acque nel territorio dei Comuni di Castel Bolognese, Lugo, Fusignano, Bagnara di Romagna, Cotignola. In particolare, in questa fase il cantiere allestito dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale è operativo tra Solarolo, Lugo e Bagnara di Romagna.

I lavori, avviati nell’ottobre 2024, sono stati programmati a seguito dei danni provocati dall’alluvione di maggio 2023, quando il canale si trovò a dover gestire volumi d’acqua eccezionali provenienti dalle rotte fluviali. L’intervento, del valore complessivo di oltre 2.800.000 euro, di provenienza statale, rappresenta un passo importante nel percorso di messa in sicurezza delle infrastrutture idrauliche e di tutela del territorio interessato dal Canale dei Mulini.

Attualmente sono operative tre squadre di lavoro, impegnate nelle operazioni di impermeabilizzazione e consolidamento. Per accelerare l’avanzamento dell’intervento, nelle prossime settimane entrerà in attività una quarta squadra, così da recuperare i ritardi dovuti al maltempo delle scorse settimane.

Lutto cittadino ad Alfonsine per Yassine e Manuel: «La nostra comunità paga ancora una volta un grande prezzo»

Lutto cittadino ad Alfonsine per la morte nel giro di pochi giorni del 19enne Yassine El Maarofi e del 28enne Manuel Tugnoli, residenti entrambi nel territorio comunale e vittime di due distinti incidenti stradali avvenuti nei giorni scorsi nel tratto ferrarese della statale Adriatica. Lo ha deciso il Comune di Alfonsine. Il lutto è stato proclamato per la giornata di mercoledì 15 ottobre, con il sindaco che invita «allo svolgimento in tono minore di tutte le manifestazioni ricreative aperte al pubblico sul territorio comunale e alla sospensione volontaria dell’attività lavorativa e commerciale o in alternativa all’esposizione in forma libera di segni di adesione al lutto cittadino».

«Queste gravi perdite – si legge in un post pubblicato sui social dal Comune – rinnovano il dolore di una comunità, quella alfonsinese, che purtroppo ancora una volta paga un grande prezzo in termini di vite umane, vittime di incidenti stradali. L’Amministrazione comunale si stringe al profondo dolore delle famiglie di Yassine e Manuel, a nome dell’intera cittadinanza».

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