venerdì
29 Agosto 2025

Sciopero del personale scolastico, domani il presidio in piazza del Popolo

L’iniziativa è stata indetta dalla Cgil e riguarda tutte le lavoratrici e i lavoratori di scuole, università e ricerca

Cgil Flc Ravenna

La Flc Cgil ha proclamato per domani, giovedì 31 ottobre, uno sciopero per l’intera giornata di tutte le lavoratrici e i lavoratori della filiera della conoscenza, ovvero scuola, università, ricerca, Afam e scuole non statali con contratto Aninsei. A Ravenna è previsto un presidio in piazza del Popolo di fronte alla prefettura, a partire dalle 10.30. Nel corso del sit-in, una delegazione del sindacato e dei lavoratori sarà ricevuta dal prefetto.

«Sono diverse le motivazioni che ci hanno condotto prima allo stato di agitazione e poi alla proclamazione dello sciopero, a partire dalle mancate risposte da parte di un ministro sordo alle nostre rivendicazioni», spiega la segretaria generale della Flc Cgil Ravenna, Francesca Lo Iacono. «Chiediamo risorse adeguate in legge di bilancio per un dignitoso rinnovo contrattuale che permetta al personale di avere uno stipendio adeguato in relazione alla crescita dell’inflazione del triennio 2022/2024; la stabilizzazione, attraverso un piano straordinario di assunzioni, dei 250 mila precari a cui vengono reiterati puntualmente contratti a tempo determinato e restituzione dei 130 mila posti tagliati dal 2008 al 2011; la salvaguardia della dimensione nazionale del contratto contro ogni ipotesi di autonomia differenziata e regionalizzazione del sistema pubblico e di istruzione».

Conclude Lo Iacono: «Nella bozza della legge di bilancio, che si appresta a essere approvata, riscontriamo risorse inadeguate per il corretto funzionamento delle scuole e tagli lineari pari a 7.834 unità di personale Ata e docente. Per tali ragioni, in assenza di risposte e vista la mancata volontà ancora una volta di vedere la scuola pubblica come risorsa e non come spesa, abbiamo deciso di scendere in piazza a manifestare il nostro dissenso».

Vera Gheno a Ravenna inaugura le conferenze “Didattica in genere”

Appuntamento il 4 novembre alle 15 alla biblioteca Classense

Vera Gheno

La sociolinguista e autrice Vera Gheno torna a Ravenna per introdurre il nuovo ciclo biennale di conferenze “Didattica in genere”. Organizzato dall’Unione donne in Italia di Ravenna con la collaborazione del Comune e dell’Istituzione Biblioteca Classense di Ravenna, il ciclo di conferenze si propone come un’occasione di formazione per docenti scolastici, «per avviare un approccio alla didattica nelle diverse materie con uno sguardo oltre-canone e oltre le programmazioni consuete», spiegano gli organizzatori. «A partire dalla rigida compartimentazione della didattica per materie, tenacemente neutra, il ciclo di conferenze presenta metodi e fornisce strumenti per impostare lezioni inclusive, decostruire stereotipi e invitare a conoscere le vie per uscire dalla dominante cultura patriarcale. In una società evoluta è l’istruzione il grimaldello anche per contrastare la violenza maschile sulle donne».

L’incontro con Vera Gheno si terrà lunedì 4 novembre alle ore 15 nella sala dantesca della biblioteca Classense. La conferenza verterà «sull’imprevedibile complessità linguistica sottesa a ogni disciplina, sui meccanismi introiettati in una lingua poco rispettosa delle minoranze, sulle libertà che si mettono in campo ogni volta che scegliamo quali parole pronunciare o scrivere».

Il calendario degli incontri proseguirà il 20 novembre con la filosofa Vera Tripodi, il 4 dicembre con la docente di matematica e fisica Lorella Carimali, l’11 dicembre con la storica dell’arte Serena Simoni, il 15 gennaio con la storica Rosangela Pesenti e il 29 gennaio con la docente di filosofia del diritto Orsetta Giolo. Tutti gli appuntamenti si terranno nella dantesca dalle ore 15 alle 17, saranno introdotti dalle docenti e attiviste Serena Simoni e Luana Vacchi e sono aperti non solo ai docenti scolastici, ma a tutti gli interessati.

Nasce il partito Rumâgna Unida: «Per il riconoscimento della Regione Romagna»

La nuova forza politica si è costituita a Imola e propone la creazione di quattro nuove province

Rumâgna Unida
Il nuovo gruppo dirigente di Rumâgna Unida

È nato a Imola il nuovo partito politico Rumâgna Unida (RU), che rappresenta le istanze autonomiste del territorio romagnolo. Il primo congresso della neonata forza politica si è tenuto lo scorso sabato 26 ottobre a Imola e ha eletto come proprio presidente Samuele Albonetti di Piangipane (Ravenna) e come reggente politico (chiamato col termine dialettale azdór) il riminese Stefano Pesaresi. Sono stati inoltre nominati purtavós (portavoce) Francesca Strada e respunsàbil dla cumunicazion (responsabile della comunicazione) Fabrizio Caveja Barnabè, entrambi faentini. La giunta esecutiva è composta da Andrea Maramotti, Paolo Principale, Giovanni Poggiali, Fabrizio Barnabè e Francesca Strada.

«Rumâgna Unida è figlia della storia del più nobile autonomismo romagnolo di Giovanni Braschi, Aldo Spallicci e Stefano Servadei, nato ai tempi dell’antifascismo e proseguito nel corso del Novecento con il romagnolismo culturale e referendario del Movimento per l’autonomia della Romagna (Mar)», spiega una nota del partito. «RU agisce nel pieno rispetto di tutte le forze che ne compongono la dialettica e nel solco di una concreta attuazione della Costituzione della Repubblica italiana, che promuove il più ampio decentramento amministrativo».

«Per Rumâgna Unida e i suoi membri c’è bisogno del riconoscimento di una Regione Romagna, perché la Romagna è una delle più antiche e vere regioni d’Italia e d’Europa, che attualmente non vede riconosciuta alcuna autonomia amministrativa e istituzionale e che, oltretutto, soffre una sistematica disparità di rappresentanza democratica all’interno degli organi decisionali delle istituzioni regionali che momentaneamente la comprendono», prosegue la nota. «Non una scelta per dividere o creare muri, anzi, al contrario, per riconoscere la realtà, darle il proprio valore anche istituzionalmente e riuscire così a collaborare più efficacemente con ogni altro ente regionale, nazionale ed europeo».

La neonata forza politica propone la costituzione di quattro nuove province al posto di quelle esistenti, ovvero Ravenna, Imola-Faenza, Forlì-Cesena e Rimini. Rumâgna Unida, già parte della rete “Autonomie e ambiente” e legata al gruppo European Free Alliance, «vuole essere una voce, per ora l’unica in Romagna con un’autentica caratterizzazione autonomista, ambientalista e sociale, con cui dialogare e creare nuove prospettive, partendo dalle comunità e arrivando all’Europa», conclude la nota.

 

Lo spettacolo di Gene Gnocchi sulla “faentinità” va in scena l’11 e 18 novembre

“Tutto Faenza” è un quiz satirico con il coinvolgimento del pubblico

Gene Gnocchi

Gene Gnocchi dedica uno spettacolo a Faenza, la sua città d’adozione. Da quando, quindici anni fa, si è sposato con la faentina Maria Federica Baroncini, il comico ha preso dimora nella città delle ceramiche e ha dato vita alla Nando Eventi, una casa di produzione che mette in scena spettacoli e intrattenimenti a Faenza. Tra questi ci sono gli “AperiGene” al Museo internazionale delle ceramiche, molto frequentati dalla cittadinanza.

Ora Gene Gnocchi ha deciso di dedicare un intero spettacolo comico a Faenza, tutto incentrato sulla “faentinità”. Non una commedia e nemmeno un monologo, bensì una sorta di quiz satirico, dal titolo Tutto Faenza. Il test che misura la tua faentinità. Durante lo spettacolo, Gnocchi rivolge domande agli spettatori per misurare il loro rapporto con la città, sia che vi siano nati, sia che vi ci siano solo trasferiti. «Le domande riguarderanno Faenza e dintorni, dalle tradizioni locali come il Palio all’odorino che c’è al casello autostradale», anticipa Gnocchi. «Sarà un gioco con due concorrenti e il coinvolgimento del pubblico, al quale si potrà chiedere un aiuto».

Lo spettacolo sarà in replica l’11 e il 18 novembre al teatro comunale Masini, alle ore 21. I biglietti, del costo di 20 euro, possono essere acquistati direttamente al botteghino la sera stessa a partire dalle ore 20 oppure online su Viva Ticket.

Alluvione, nuovo rinvio del governo sui fondi alla Regione. Isola: «Sconcertati»

Il sindaco di Faenza critica la decisione del commissario Figliuolo: «Possiamo attendere al massimo un’altra settimana»

Ricostruzione Post Alluvione

Il sindaco di Faenza Massimo Isola attacca il governo Meloni per avere rinviato l’approvazione dei Piani speciali di ricostruzione post-alluvione. Il via libera doveva arrivare lunedì, ma il commissario alla ricostruzione Francesco Figliuolo ha comunicato il rinvio a causa della mancanza della copertura finanziaria da parte del ministero dell’economia. La decisione ha scatenato l’ira del sindaco di Faenza, che ieri sera ha commentato con un post su Facebook: «Ieri (lunedì, NdR) doveva essere una giornata importante per i lavori di ricostruzione post alluvioni. Era data per certa l’approvazione definitiva dei Piani speciali con il consenso di tutti i ministeri coinvolti. Invece, fra lo sconcerto generale, il commissario Figliuolo ha comunicato che occorre un rinvio perché mancano le coperture finanziarie da parte del ministero dell’economia e delle finanze (ma non era sempre stato detto che “i soldi ci sono”?)».

La Regione Emilia-Romagna attende 4,5 miliardi di euro dal governo, che però continua a rinviare lo stanziamento. In risposta all’ennesimo slittamento, lunedì i Comuni e la Regione hanno chiesto al commissario Figliuolo che vengano stanziati almeno 870 milioni per gli interventi più urgenti. Spiega Isola: «Insieme alla Regione da tempo abbiamo avanzato una proposta operativa di buon senso: che, contestualmente all’approvazione dei Piani, si desse comunque avvio a un primo stralcio di interventi per le opere più urgenti nei diversi bacini a protezione dei territori, compreso il nostro. Occorrerebbero circa 870 milioni di euro in tre anni, una cifra importante ma ragionevole. Anche su questo, però, nessuna risposta. Ho trasmesso questa mia delusione ai comitati degli alluvionati e non ho potuto fare a meno di esprimere profonda amarezza per l’ennesima promessa mancata, che provocherà un ulteriore slittamento dei tempi per i lavori più urgenti. Con i comitati abbiamo condiviso di non poter assistere impotenti al balletto di chi non si rende conto della posta in gioco: la sicurezza e il futuro della città e dei faentini. Abbiamo perciò deciso di attendere fino alla settimana prossima, non di più. Nel caso la situazione non si sbloccasse, faremo sentire forte la nostra voce di protesta».

Anche la presidente facente funzioni della Regione Emilia-Romagna Irene Priolo ha commentato il rinvio: «L’incontro a Roma con il commissario Figliuolo, sui Piani speciali per la messa in sicurezza del territorio in Emilia-Romagna, non è stato conclusivo, essendo emersa la necessità di alcuni approfondimenti. Ci siamo dati alcuni giorni per chiudere un’intesa. Da un lato c’è un piano condiviso tra gli enti territoriali e la struttura commissariale, che ha ricevuto un parere positivo di merito da parte di tutti i ministri coinvolti. Dall’altro c’è un tema di coperture, su cui il commissario si sta confrontando col ministero dell’economia e finanze. Voglio essere chiara e ribadire un concetto: nessuno si aspetta di avere immediatamente a disposizione i 4,5 miliardi di euro previsti dal piano, perché parliamo di una mole di opere strutturali che richiederanno comunque diversi anni per essere completate. Al contrario, non si può nemmeno pensare che la prossima legge di bilancio non metta nulla sul 2025 e sul 2026, perché c’è assoluta urgenza di partire. Per questo come Regione, d’intesa con gli enti locali e con tutte le rappresentanze sociali del Patto per il lavoro e il clima, abbiamo avanzato una proposta operativa molto pragmatica: si approvi il Piano e contestualmente si dia avvio a un primo stralcio di interventi che comprende le opere più urgenti nei diversi bacini. Questo primo stralcio richiederebbe nel triennio 2025-2027 circa 877 milioni, una cifra importante ma ragionevole per avviare gli interventi decisivi. Confidiamo che il confronto di oggi e gli approfondimenti dei prossimi giorni ci consentano di perfezionare la soluzione individuata».

Ravenna-Piacenza, al Benelli il recupero tra due big della serie D

Il match oggi pomeriggio, 30 ottobre, dopo il rinvio causato dal maltempo di dieci giorni fa

Ravenna Calcio

Dopo la vittoria in rimonta contro il San Marino Calcio, il Ravenna è pronto a sfidare il Piacenza allo stadio Benelli. La partita, inizialmente programmata per il 20 ottobre, era stata rinviata a causa dell’allerta meteo e sarà recuperata oggi pomeriggio, 30 ottobre, alle ore 16.30.

Il match vedrà di fronte due delle squadre più prestigiose della categoria. Entrambe le formazioni condividono un inizio di campionato al di sotto delle aspettative, considerati gli obiettivi di promozione, e la gara di oggi sarà un’occasione per valutare i progressi di entrambe le compagini. I tifosi giallorossi sperano di assistere a una prova di personalità, con la squadra chiamata a superare le incertezze delle prime uscite e a valorizzare il potenziale della rosa. Il tecnico Marchionni potrà contare su quasi tutta la squadra, con l’unica eccezione di Nappello, che sconterà il suo ultimo turno di squalifica contro i biancorossi. Anche nel Piacenza mancherà un titolare, il capitano Jacopo Silva, espulso nella gara precedente contro il Tuttocuoio.

I cancelli del Benelli apriranno alle 16.30 per accogliere i tifosi in vista di una partita da non perdere. Nonostante il turno infrasettimanale, si prevede una buona partecipazione anche dal lato ospite, con oltre cento supporter del Piacenza pronti a sostenere la loro squadra. In parallelo, il pubblico giallorosso è pronto a rispondere dando il solito grande supporto per spingere il Ravenna verso una prova di grande carattere. La partita sarà trasmessa in streaming sul canale YouTube del Ravenna FC, offrendo così la possibilità anche a chi non potrà essere presente al Benelli di seguire ogni momento.

“Faenza e la mal’aria”, un incontro sull’inquinamento in città

Ne parlano questa sera, 30 ottobre, il biologo Gianni Tamino e l’epidemiologo Edoardo Bai

Faenza Malaria

Le associazioni Faenza eco-logica e Rete emergenza climatica e ambientale Emilia-Romagna organizzano un incontro sull’inquinamento e la qualità dell’aria nella città delle ceramiche. L’appuntamento, dal titolo “Faenza e la mal’aria“, è mercoledì 30 ottobre alle ore 20.30 nella Sala delle associazioni, in via Laderchi 3.

«Faenza è la città delle ceramiche conosciuta in tutto il mondo, ma anche la città dell’aria cattiva. Chi arriva a Faenza per prima cosa sente la sua “puzza”», affermano gli organizzatori. «Nella zona nord di Faenza ci sono cinque centrali a biomassa, di cui una che brucia anche rifiuti, e una centrale a biometano. Ci sono poi due industrie di ceramica e l’autostrada; ma anche tanta gente che ci vive. Quale è l’impatto sulla salute di questi grandi impianti, molti di questi a rischio di incidente rilevante?».

Durante l’incontro si parlerà di questi temi con Gianni Tamino, biologo e membro dell’associazione Isde – Medici per l’ambiente, che si è occupato dell’impatto ambientale delle centrali a biomassa, a biogas e biometano; ed Edoardo Bai, epidemiologo e medico del lavoro, membro dell’associazione Isde- Medici per l’ambiente e autore di L’industria della ceramica, i vantaggi della produzione e la necessità di tutelare la salute pubblica. Modera la giornalista Linda Maggiori, attivista di Faenza eco-logica.

Un bando da 10 milioni per mettere in sicurezza le case nei territori alluvionati

I fondi provengono dalle donazioni arrivate sul conto  “Un aiuto per l’Emilia-Romagna” aperto dalla Protezione civile regionale nel maggio del 2023

Alluvione Traversara

Paratie e sistemi di prevenzione per accrescere la sicurezza delle abitazioni dagli eventi di piene e tracimazioni. Il nuovo bando promosso dalla Regione ha l’obiettivo di prevenire o mitigare gli effetti degli eventi alluvionali negli immobili che si trovano nei territori di Ravenna (ma anche Cesena, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Ferrara) duramente colpiti dal maltempo di maggio dello scorso anno.

Sono stati messi a disposizione circa 10 milioni di euro, provenienti dalle donazione di cittadini e imprese per la campagna “Un aiuto per l’Emilia-Romagna”, lanciata nel 2023. I fondi potranno essere richiesti dai cittadini per l’installazione di sistemi di protezione come paratie antiallagamento, barriere frangi-acque, valvole anti-riflusso, pozzetti di raccolta e pompe. Previsti aiuti anche per l’acquisto di attrezzature tra cui generatori elettrici, sacchi di sabbia, sacchi auto espandenti, sanitari con scarico forzato.

Il contributo potrà raggiungere il 100% della spesa sostenuta e documentata, fino a un massimo di 3mila euro, cumulabile con altre agevolazioni ottenute dalla Regione e da altri soggetti pubblici o privati e si potrà utilizzare sia per acquisto delle attrezzature che per l’eventuale posa in opera. Al tempo stesso dovranno essere rispettate tutte le normative riguardanti omologazione, sicurezza e certificazione dei requisiti sanitari ed edilizi e gli interventi dovranno essere coerenti con la tipologia e l’ubicazione degli immobili.

Potranno fare domanda di contributo i proprietari dell’immobile (a uso abitativo) sul quale si intende effettuare l’intervento, a patto che vi risiedano al momento della presentazione della domanda e da almeno il primo maggio 2023. In caso di condominio, per gli interventi alle parti comuni, la domanda viene presentata dagli amministratori. Le domande andranno presentate online dalle ore 15 del 30 ottobre 2024 alle ore 16 del 31 gennaio 2025. A seguito dell’approvazione dell’elenco dei beneficiari, gli interventi dovranno essere sostenuti entro un massimo di 10 mesi per ottenere il rimborso. Possono essere presentate le spese sostenute a partire dal primo maggio 2023 corredate dalla documentazione intestata al soggetto beneficiario. Non sono ammesse spese effettuate in contanti e spese sostenute per lavori in economia.

Commemorazione dei caduti e giornata delle forze armate: le celebrazioni in città

Cerimonie e incontri accompagnati dalla banda cittadina il 2 e il 4 novembre

In occasione della commemorazione dei Caduti in guerra (2 novembre) e della ricorrenza della giornata delle dell’Unità nazionale e delle Forze armate (4 novembre), sono in programma in città celebrazioni in collaborazione con le associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Sabato 2 novembre la commemorazione dei Caduti inizierà alle 9, con la cerimonia al sacrario militare di Camerlona, per proseguire alle 10.15 al riquadro militare del cimitero monumentale di Ravenna e concludersi alle 11.15 con la celebrazione della messa al sacrario dei caduti in via Baccarini.

Lunedì 4 novembre, in occasione della festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate, l’appuntamento è alle 9.15 al monumento ai Caduti in viale Farini, dove si terrà la deposizione di corone al monumento ai Caduti e la lettura di messaggi commemorativi. Alle 10, in piazza del Popolo si svolgerà la cerimonia militare dell’alzabandiera, accompagnata dall’inno nazionale e da brani a tema cantati dagli alunni della scuola media Don Minzoni. Alle 16.30, sempre in piazza del Popolo, si terrà infine l’ammainabandiera.

Tutte le cerimonie saranno accompagnate dalla banda cittadina. La cittadinanza è invitata a partecipare e ad esporre il Tricolore. Nella settimana dal 2 al 10 novembre verrà reso omaggio ai caduti anche nei cippi presenti nelle varie frazioni del territorio comunale.

Prorogata al 24 novembre la chiusura della mostra “Verso la gioia” di Ettore Frani

Il 30 ottobre, in occasione dell’incontro con il divulgatore Temporelli, è prevista anche una speciale apertura serale

Mostra Frani 1

La chiusura della mostra “Ettore Frani. Verso la gioia”, inizialmente prevista per il 10 novembre è stata prorogata a domenica 24 novembre. I visitatori avranno quindi maggiore occasione di visitare l’esposizione gratuita all’ex convento di San Francesco di Bagnacavallo, dal giovedì al venerdì (17-21) e dal sabato alla domenica (10-12 e 16-19) e il 30 ottobre è prevista anche un’apertura straordinaria dalle 19 alle 22 in occasione dell’evento “L’intelligenza artificiale ci salverà”, incontro con il divulgatore scientifico Massimo Temporelli (Sala Oriani dell’ex convento, ore 19).

L’esposizione, curata da Paola Feraiorni e Massimo Pulini,  conta ottanta lavori su carta, oltre quaranta dipinti e, per la prima volta, cinque installazioni pittoriche dell’artista molisano. In queste installazioni, dal titolo “Offerta”, l’artista si appropria anche di materiali atipici all’interno del suo percorso artistico, ma dal significativo valore simbolico: sassi, polvere, cenere, vetro, quaderni d’appunti, stracci e pennelli.

Sparatoria in strada davanti al night club, la questura chiude il locale per un mese

Dopo l’episodio del 5 ottobre il circolo privato Bolero in via Emilia è stato controllato da polizia e guardia di finanza: venivano servite bevande anche a chi non era socio e c’erano lavoratori non in regola

Il questore di Ravenna, Lucio Pennella, ha disposto la sospensione della licenza per 30 giorni del night club Bolero di Castelbolgnese con la conseguente chiusura temporanea del locale in via Emilia Ponente. Il provvedimento è originato dalla sparatoria che avvenne davanti al club all’alba del 5 ottobre scorso a seguito di un diverbio cominciato all’interno del locale tra due avventori. Sembrava tutto concluso e invece uno dei due è andato a recuperare l’arma ed è tornato sparando quattro volte contro il rivale, rimasto ferito all’inguine.

Nei giorni seguenti, il locale – che risulta come circolo privato con tesseramento dei soci – è stato controllato a fondo dalla divisione di polizia amministrativa della questura e del commissariato di Faenza insieme alla guardia di finanza e sono emerse violazioni e infrazioni alle norme di legge inerenti la somministrazione di cibi e bevande anche ai “non soci” e l’impiego irregolare di lavoratori.

La prossima stagione della Casa del Teatro di Faenza sarà dedicata alla pace

Un ricco cartellone per tutta la famiglia, ma anche residenze creative, laboratori e incontri, nella proposta artistica e sociale curata da Due Mondi

Thumbnail Stagione 2024 25 Casa Del Teatro Di Faenza

“Un teatro di pace”, questo il titolo (e tema) della prossima stagione della Casa del teatro di Faenza, al via dal 6 novembre. «“Quando gridano i cannoni le muse restano in silenzio”: noi non vogliamo restare in silenzio, vogliamo dare all’arte voce e parole di pace – spiega Alberto Grilli, direttore del Teatro Due Mondi -. Questo è il motivo della scelta del titolo, un teatro di pace, che accompagnerà tutti i progetti della prossima Stagione della Casa del Teatro, che sempre di più vogliamo definire come luogo di relazione, dialogo, confronto; uno spazio dove le storie e le culture differenti si incontrano e si intrecciano e dove ogni giorno si costruisce, su scala ridotta, quello che vorremmo fosse la normalità per tutto il Pianeta».

Il prologo di mercoledì 6 novembre prevede l’incontro Parlare di pace in tempo di guerra, con la partecipazione di Maria Matteo di Assemblea Anarchica, la studiosa di teatro Cristina Valenti e il direttore artistico di Teatri di Vita Stefano Casi. Fino ad aprile 2025 sono invece in programma spettacoli di artisti provenienti da tutta Italia ma anche residenze creative, laboratori e incontri per tutti, secondo un’idea di arte e di cultura massimamente inclusiva e accogliente.

Gli spettacoli, che avranno un costo fisso di 2 euro, si apriranno con Zitti tutti! di Raffaello Baldini, interpretato da Denis Campitelli, in prima nazionale. Lo storico gruppo Teatro Tascabile di Bergamo proporrà invece Il principe dei gigli, mentre la compagnia Manimotò sarà in scena con Tomato Soap, teatronovela sulla violenza di genere in un’unica puntata, spettacolo che attraversa i linguaggi del teatro di figura così come Lear e il suo Matto di Teatro Invito, rilettura shakespeariana per attore e burattini.

Spazio anche alla danza che suggerisce storie poetiche di umanità e fragilità, con Luisa di Valentina Dal Mas, spettacolo vincitore del Premio Scenario Periferie 2023 ed Esercizi di Fantastica di Sosta Palmizi, creazione anche per ragazzi ispirata dal genio di Gianni Rodari e dalla Patafisica di Alfred Jarry. Pensati per i ragazzi anche gli spettacoli Candido, che il Teatro Due Mondi ha realizzato a partire dal romanzo filosofico di Voltaire, e Zizola. Ti voglio bene come il sale di Teatro Ippocampo. Dopo gli appuntamenti serali, sono in programma dialoghi fra artisti e spettatori moderati dal critico teatrale Michele Pascarella.

Dal 14 novembre, la Casa del Teatro accoglierà la nuova edizione del laboratorio gratuito di teatro partecipato Senza Confini. Contro tutte le guerre. Il programma della stagione sarà affiancato dal progetto “Residenze d’artista”, sostenuto della Regione Emilia-Romagna. La Casa del Teatro ospiterà gli artisti Natiscalzi DT, Cicconi/Vono e Sea Dogs Plus. Nuovi appuntamenti saranno in programma per la Residenza dello Spettatore, un’occasione di confronto, riflessione, elaborazione aperta gratuitamente tutti.

La Casa del Teatro accoglierà anche tre spettacoli inseriti nella rassegna Teatri d’inverno a cura di Accademia Perduta/Romagna Teatri e, ad aprile, nuovi appuntamenti “a sorpresa” del ciclo Kabarett ’25 in compagnia del Teatro Due Mondi. Per gli spettacoli i posti sono limitati, prenotazione consigliata allo 0546 622999,  sul sito di Teatro due Mondi o il giorno dello spettacolo al 331 1211765.

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