lunedì
13 Aprile 2026

A Marina il rilancio dell’area sportiva passa dal football americano con i Chiefs

Il campo in via del Marchesato è uno dei 4-5 in Italia grandi abbastanza per giocare con misure regolamentari. La squadra giallorossa gioca lì da due anni e ora punta a una riqualificazione per una piccola cittadella dello sport

IMG 0468Un’epopea negli anni ottanta, poi la crisi a metà degli anni novanta e la rinascita nel terzo millennio. In due righe, così può essere riassunta la storia del football americano ravennate, incarnato dal 1984 in un nome: Ravenna Chiefs. Oggi la squadra giallorossa calca i campi della seconda divisione dopo la promozione nel 2015. I sogni non sono solo tra le yard ma anche al di fuori: la prospettiva è quella di fare una polisportiva che ridia vita alla zona di Marina di Ravenna – dove da due anni i Chiefs giocano le partite casalinghe – in cui si concentrano i campi di atletica, calcio e quello un tempo utilizzato per il baseball, scomparso a Marina da una decina d’anni e nel quale oggi ci sono i bersagli degli arcieri. Dal prossimo anno i Chiefs saranno i gestori della struttura sportiva: un paio di mesi fa la giunta comunale ha deliberato in questo senso.

A parlare del progetto Chiefs è Claudio Fiumana, presidente che ha preso in mano la società rinata 12 anni fa. «All’inizio l’intento era soprattutto quello di divertirsi, vedendo cosa riuscivamo a fare. Dal 2008/2009 la mentalità è cambiata, divertirsi resta fondamentale ma con più competitività. Questo passo ha avvicinato anche molti giovani allo sport». Come dire: l’insegnamento di Pierre de Coubertin è positivo, ma partecipare vincendo è più divertente. I Chiefs così hanno cominciato la loro scalata, una nuova epopea che porta oggi la squadra ad avere circa trenta giovani atleti, il più esperto ha 42 anni, che riempie a domeniche alterne gli spalti del campo di Marina di Ravenna. Una curiosità: il campo da calcio di via del Marchesato ha una particolarità. Si tratta infatti di uno dei quattro o cinque in tutta Italia abbastanza grandi per giocare a football con le misure regolamentari.

IMG 0463Naturalmente il calcio non sparirà e rimarrà l’attività principale – attualmente oltre alla squadra che milita in Prima categoria giocano anche gli amatori, compagine nata quest’anno – e anzi il progetto di Fiumana è quello di creare una sorta di polisportiva con una grande collaborazione tra le diverse società e che dialoghi con le realtà del paese: «Sono in contatto con pro loco, comitato cittadino, associazione Marina Flower e Atletica Mercurio. Mi piacerebbe realizzare progetti che portino persone in zona, anche per rilanciare in qualche modo il turismo». Il luogo, del resto, si presta: è accanto ad uno dei due parcheggi scambiatori pensati durante il boom di Marina di Ravenna e che molto spesso, nel weekend, ora rimane mezzo vuoto. Il turista avrebbe quindi un luogo in cui lasciare la macchina, partecipare ad eventi e poi salire sul bus navetto per andare al mare o in paese.

Già ora quando in casa giocano i Chiefs c’è un certo movimento: «La tradizione del terzo tempo – dice Fiumana – non è radicata come nel rugby ma dopo le partite organizziamo sempre qualcosa. C’è stata poco tempo fa anche una rimpatriata con i vecchi atleti». Partecipano i giocatori delle due squadre e le famiglie, si va tranquillamente oltre il centinaio di persone, dato che in campo nel football scendono in 21. «Sono fiero di quanto stiamo facendo: abbiamo riportato lo sport all’attenzione della città e i giocatori sono tutti ravennati, non mi piace l’idea di far venire atleti da fuori. Significa entrare in una logica che va oltre il dilettantismo». La scelta di prendere la gestione del campo significa radicarsi, magari entrare nelle scuole, e portare avanti un progetto che vada oltre le mode: questa è la prossima meta dei Chiefs.

Partiti da Ravenna in barca e naufragati a Rimini: recuperati altri tre cadaveri

In tutto quattro vittime nella tragedia all’imboccatura del porto. I due sopravvissuti sono ricoverati in gravi condizioni. Erano in viaggio per la Sicilia

Mare
Una foto dell’alto del tratto di mare antistante la costa di Rimini dove si è schiantata la barca

Sale a quattro il bilancio delle vittime del tragico naufragio avvenuto a Rimini nel pomeriggio del 18 aprile quando una barca a vela salpata da Ravenna si è capovolta e schiantata sugli scogli all’imboccatura del porto: sono stati ritrovati questa mattina i corpi dei due uomini e una donna – due incastrati nella scogliera, mentre uno all’altezza dello stabilimento balneare 44 – che risultavano dispersi da ieri quando era stato ripescato il primo corpo.  Due delle sei persone della barca a vela che si è schiantata contro gli scogli a causa del mare in burrasca sono sopravvissute e restano ricoverate all’ospedale Infermi. Come si legge dal sito dell’agenzia Ansa si tratta di Luca Nicolis, 39 anni, e Carlo Calvelli, 69 anni: Nicolis è in osservazione in pronto soccorso, mentre le condizioni di Calvelli destano più preoccupazione ed è attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione.

Basta un’ora di lavoro a settimana per risultare “occupati”

La storia di Licia, 43 anni: una collaborazione saltuaria non le permette di partecipare a un concorso per disoccupati

Non disoccupata a sua insaputa. Una bella sorpresa? Macché, per Licia Fiorentini scoprire di essere “occupata” è un problema. Con ordine: Licia, 43enne ravennate, crea contenuti pubblicistici per un’agenzia bolognese. Si tratta di una collaborazione occasionale: «Quando hanno bisogno mi chiamano. Si tratta di un lavoro di qualche ora a settimana, una collaborazione in regola, non in nero».

Paradossalmente il suo problema è proprio questo: essere stata messa in regola per quelle poche ore di lavoro. Qualche settimana fa, infatti, la donna – giornalista pubblicista – ha fatto richiesta per partecipare a un corso organizzato dalla Regione Emilia-Romagna a Bologna. Si tratta di un corso dedicato ai disoccupati e a numero chiuso nei quali i 12 partecipanti imparano a creare contenuti redazionali e prodotti editoriali per l’infanzia. Per partecipare occorreva dimostrare di essere disoccupati e la 43enne è andata al centro per l’impiego per avere il certificato: «Con mia grande sorpresa – racconta – ho scoperto che quell’accordo di collaborazione costituiva un lavoro a tutti gli effetti e quindi ora risultavo occupata. La legge è cambiata: prima c’era una soglia di guadagno minimo, ora basta un’ora di lavoro e si risulta occupati. Ora capisco perché l’occupazione è in aumento…».

Per il corso, insomma, niente da fare: «Mi hanno detto che c’è questo vuoto normativo e non c’è modo nemmeno di accedere alla selezione. Io continuo a fare i miei lavori saltuari, distribuisco anche giornali e volantini, ma con queste norme mi chiedo come ci si possa ricollocare sul mercato del lavoro. Chissà, magari devo dedicarmi al calcetto…».

Capitan Sestini, specialista in promozioni: «La maglia della Teodora è un onore»

B1 femminile / Prima stagione a Ravenna per la 30enne centrale toscana che in carriera venta già cinque scalate di categoria. Recupero lampo dopo la rottura del crociato un anno fa: «Il nuovo ingaggio poco dopo l’operazione è stato uno stimolo in più». In campo solo con il 4 sulle spalle: «Senza il mio numero farei fatica, noi pallavoliste siamo strane…»

008Le Teodora che insegue la promozione in A2 può contare su un capitano specialista in materia: Diletta Sestini, la centrale di Prato alla prima stagione in giallorosso, è riuscita a fare il salto dalla B1 già tre volte in carriera (e altre due ha centrato il balzo successivo in A1). Ma la cavalcata ravennate ha un sapore diverso: «Le altre cinque volte ero in squadre costruite per vincere, invece a Ravenna siamo partite solo per fare bene e poi visti i risultati l’obiettivo è cambiato in corsa perché quando sei in cima nessuno rinuncia». E così anche il pubblico si sta sciogliendo: «Mi avevano detto che qua i tifosi sono un po’ composti – sorride Sestini –, forse anche perché essendoci due squadre in città c’è un po’ di divisione. Ma quando sei in campo ti carica avere una tifoseria che si fa sentire».

Alla fine della regular season mancano solo tre giornate, con diversi incroci tra le contendenti al primo posto. La Conad Sicomputer è in testa a pari punti con Orvieto, il 23 aprile alle 18 giocherà a San Lazzaro (quinto a meno 5) mentre le umbre ospiteranno Firenze invischiata nella lotta per la salvezza: «Mi sa che tutto si deciderà solo all’ultima giornata, un campionato così combattuto non mi era mai capitato». Un campionato iniziato con un po’ di ritardo per la 30enne (li compirà il 3 maggio), per completare il recupero dopo l’operazione al ginocchio per la rottura del crociato proprio un anno fa quando era impegnata con Pesaro nelle semifinali playoff per la promozione in A1: «Non avevo mai avuto infortuni importanti e quando succede ti butta giù, alla mia età poi si sa che la ripresa è più dura». Ma il morale in realtà è rimasto basso solo qualche giorno: «Mi sono operata e volevo cominciare subito la riabilitazione perché non so stare ferma, visto che non potevo andare in palestra mi hanno buttato in piscina».

Poi la telefonata da Ravenna: una proposta di ingaggio ricevuta dopo soli tre mesi dall’intervento chirurgico. La prima risposta allo staff ravennate racconta tutto lo spirito della toscana: «“Ma lo sapete che sono ancora zoppa?” e loro mi hanno tranquillizzato che non ci sarebbe stata fretta. Mi sono sentita apprezzata e l’idea di indossare una maglia così prestigiosa è diventata una spinta in più». Sono passati anni dai fasti del volley femminile ravennate ma il blasone non si cancella: «Da bambina sono venuta a vedere la pallavolo a Ravenna. Per chi ama questo sport anche se sono passati tanti anni rimane ancora una squadra storica, è un onore vestire questi colori. Poi in città la cultura della pallavolo si sente e noi siamo davvero coccolate dalla società».

A fine ottobre, con un mese di anticipo rispetto alle previsioni, il capitano è tornato in campo, con il numero 4: «Fino a qualche anno fa usavo il 3 o il 5, il giorno e il mese del mio compleanno. Poi è capitato che a Piacenza nel 2008 quei numeri fossero occupati e ho preso quello in mezzo. Quell’anno è andato bene e non ho più cambiato: adesso farei fatica a giocare con un altro numero, siamo strane noi pallavoliste». E se trovasse il numero occupato? «Adesso se cambio squadra sono fra le più vecchie e dovrei riuscire a farmelo dare…».

Barca si schianta a Rimini, un morto. Era partita da Ravenna. I video dei soccorsi

Altre tre persone risultano disperse. Erano dirette in Sicilia

Era partita da Marina di Ravenna la barca a vela che si è schiantata contro la scogliera di Rimini, all’altezza del locale Rock Island, mentre cercava di rientrare in porto a causa delle avverse condizioni meteo, in particolare per le forti raffiche di vento. Un incidente che ha visto la morte di una delle sei persone a bordo, a quanto si apprende – citiamo un’agenzia dell’Ansa – del Veronese. Altre tre persone risultano disperse, mentre due sono state portate in ospedale in codice rosso.

Le ricerche, vedono impegnati la Capitaneria di porto e i vigili del fuoco con il nucleo sommozzatori e il supporto di un elicottero.

L’imbarcazione era diretta in Sicilia, avrebbe avuto un’avaria ai motori nei pressi di Rimini e – citiamo sempre Ansa.it – a causa del maltempo, non sarebbe riuscita ad utilizzare le vele.

Tentano due furti in officina nella serata di Pasqua ma vanno male entrambi

Nel primo caso sono stati sorpresi dai titolari dell’azienda, nel secondo messi in fuga dagli agenti delle volanti

Sventati due colpi a Faenza
Sventati due colpi a Faenza

Il primo furto è stato sventato dai titolari dell’azienda, il secondo dalla polizia. Serata sfortunata quella di Pasqua per una banda di ladri che si è introdotta in due capannoni sperando di rubare qualcosa. Poco dopo le 22 i titolari di un’officina di Faenza erano passati dal loro capannone per prelevare alcuni attrezzi e hanno sentito dei rumori. Sono poi riusciti a vedere tre persone fuggire in auto e hanno avvisato la polizia descrivendo il modello del mezzo utilizzato.

L’auto è stata notata poco dopo dagli stessi agenti della volante, parcheggiata vicino ad un altro capannone del Faentino. La polizia è intervenuta e i ladri sono fuggiti a piedi, lasciando la macchina – risultata poi rubata in un comune limitrofo – a disposizione della Scientifica per i rilievi e le indagini del caso.

Fiori e piante tornano in piazza Kennedy per appassionati di giardinaggio e non solo

Fa tappa a Ravenna il tour di “Piazze in fiore”, sabato 22 e domenica 23 aprile dalle 9 alle 20

PiazzefioreDopo le 20mila presenze stimate di Carpi nel weekend di Pasqua, arriva a Ravenna il tour di “Piazze in fiore”, la manifestazione organizzata da “Sgp en plein air” che colora il centro storico delle città italiane, trasformandolo  in un vero e proprio giardino. Sabato 22 e domenica 23 aprile l’appuntamento è dalle 9 alle 20 in piazza Kennedy con tante varietà  di piante e fiori, proposte direttamente da floricoltori provenienti da tutta Italia.

Sarà possibile scoprire le prime fioriture dell’anno, come gerani, gigli, fresie, camelie, tulipani e primule, solo per citarne alcune, ma anche piante da interni, da giardino e da frutto e alcune rarità. Dalla Sicilia arriveranno le piante di limone e arancio, dalla Toscana azalee e rododendri, e, ancora, i Bonsai orientali, le rose e le orchidee. Una delle caratteristiche che contraddistingue la manifestazione è l’attenzione alle tendenze green style: chi ama coltivare erbe aromatiche in casa, da utilizzare in cucina, potrà trovare dal rosmarino al basilico, dal timo al coriandolo, passando per la salvia, la santoreggia e le tante varietà di menta.

Spazio sarà dedicato anche all’artigianato di qualità, all’hobbistica e all’alimentare: sarà possibile trovare prodotti tipici di tutta Italia, artigianato a tema e attrezzature per il giardinaggio e per l’esterno casa.

Sconti e promozioni nel match contro Rovigo per avere un “Benelli” pieno di gente

Serie D / La testa della classifica raggiunta nel turno infrasettimanale di giovedì scorso, con la vittoria nella trasferta contro la Colligiana e i ko interni di Imolese e Delta Rovigo, ha portato ancora più entusiasmo in casa giallorossa. In vista della gara di domenica, che porterà al “Benelli” proprio la terza della classe veneta, la società ha deciso di avviare una prevendita con sconti e promozioni, con la speranza di avere uno stadio pieno di gente e di calore

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I tifosi del Ravenna nella Curva Mero

Il Ravenna è salito in vetta al girone D, come in questa stagione era successo solo alla prima giornata, e l’incredibile sogno della Lega Pro potrebbe diventare realtà. Restano tre gare da giocare, di cui due al Benelli che può sempre più diventare l’alleato numero uno dei giallorossi nella volata finale. E considerando che domenica 23 aprile si giocherà un cruciale scontro diretto contro il Delta Rovigo che affida a questo match le sue ultime chance di restare in corsa per la promozione, la società bizantina vuole trasformare il suo stadio in una vera casa giallorossa, colorata, appassionata, traboccante di gente e di tifo. E ha studiato una serie di iniziative per portare quanti più tifosi possibili allo stadio.

Prevendita, con sconto, dei biglietti A partire da martedì pomeriggio sarà attiva la prevendita dei biglietti alla segreteria della società, allo stadio. Chi acquista il biglietto in prevendita pagherà 5 euro per la curva e 10 per il parterre (è esclusa dalla prevendita la tribuna numerata). Questi gli orari di apertura: tutte le mattine, fino a sabato, dalle 9.30 alle 11 e i pomeriggi fino a venerdì dalle 16 alle 18.

Porta un amico Ogni abbonato può acquistare in prevendita un biglietto per un amico, al prezzo di 4 euro per la curva e 6 per il parterre. Tra tutti gli abbonati che acquisteranno il biglietto con questa formula, nell’intervallo della partita col Delta ne verrà sorteggiato uno che vincerà una maglia del Ravenna autografata.

Studenti e ragazzi allo stadio Per avere poi uno stadio sempre più caratterizzato dalla presenza di giovani e di ragazzi, oltre a continuare nell’iniziativa di ospitare alcune squadre dei settori giovanili di club del territorio comunale, il Ravenna FC 1913 promuove per questo match una scontistica particolare per studenti universitari e delle scuole superiori (studenti dai 14 ai 18 anni): sia il giorno della partita ai botteghini sia acquistando il tagliando in prevendita, gli universitari, presentandosi col badge universitario, pagheranno 4 euro; gli studenti due euro per i settori di curva e parterre.

Capitan Babbi, il ritorno dove tutto iniziò: «Volevo giocare nella mia città»

B1 femminile / La 32enne schiacciatrice era nel roster dell’ultima partecipazione di Ravenna in A1 femminile (stagione 2003-04), ora la sua esperienza è al servizio dell’Olimpia: «Che emozione per me i derby»

Francesca Babbi, capitano dell’Olimpia Cmc (B1)

Quando la pallavolo femminile di Ravenna giocò l’ultimo campionato di A1 lei faceva parte del roster. Sono passati tredici anni e Francesca Babbi è tornata a giocare a casa, nella sua Ravenna, con una delle due squadre della città in cui è nata 32 anni fa: «Prima di chiudere la carriera ci tenevo a tornare dove ho cominciato, è una cosa che sentivo e mi fa piacere».

Con questo campanilismo e il curriculum non poteva che essere lei la capitana dell’Olimpia che occupa le posizioni di alta classifica in B1 (terza a quattro punti dal vertice nel girone C): «Non è stato un campionato semplice. Veniamo da un momento un po’ difficile, con delle partite vinte solo al quinto set quando avevamo le forze per fare bottino pieno. Ma mi sembra che abbiamo la determinazione giusta per affrontare le ultime tre giornate con l’obiettivo di conquistare la posizione più alta possibile nei playoff».

Francesca Babbi

Tra i momenti più emozionanti della stagione ci sono certamente i due derby contro la Teodora, l’altra squadra di Ravenna che oggi occupa il primo posto con Orvieto, finiti entrambi con la vittoria delle giallorosse: «Purtroppo è andata così, devo dire che la tensione si sentiva, almeno per me che sono di questa città. Chi non è di Ravenna non può avere la stessa tensione per una partita così. All’andata poi abbiamo giocato al Pala De Andrè ed è stato uno spettacolo di pubblico straordinario. Al ritorno c’era meno gente». La divisione cittadina fa un effetto strano per una giocatrice cresciuta in questo sport: «Forse un’unica società avrebbe più risorse e più forze ma quest’anno è andata così».

Pallavolista da sempre ma appassionata anche di altri sport: «Il mio preferito è il calcio, quando posso vado a vedere le partite». Quindi tifosa del Ravenna al Benelli? Babbi ride: «Veramente vado a Cesena ma solo per seguire mio fratello che gioca negli Allievi nazionali».

Anche nella Ravenna Women Cup 2017 c’è la Juventus sul gradino più alto del podio

Giovanili femminili / Si è conclusa con la vittoria delle bianconere la prima edizione della competizione per formazioni femminili Under 12 che si è disputata nei giorni scorsi nel ravennate. L’assessore Fagnani: «Il torneo diventerà un appuntamento fisso»

Ravenna Women Cup 2017
Alcune partecipanti del torneo in Piazza del Popolo

Anche la “Ravenna Women Cup 2017” non si è differenziata dall’attuale panorama calcistico nazionale, con le baby bianconere della Juventus che si sono classificate al primo posto. La edizione inaugurale del torneo femminile a carattere internazionale riservato alle giovani calciatrici Under 12, però, è stata innanzitutto una grande festa  dove i protagonisti principali sono stati la lealtà e l’amore per lo sport, con le ragazze che hanno anche avuto l’opportunità di visitare i monumenti della città bizantina.

Le sedici formazioni partecipanti – assieme alle vincitrici torinesi c’erano infatti Brescia, Verona, le tedesche del Wolfsburg, le spagnole del Barcellona, Milan, AS Roma, le francesi dell’Olympique Lione, ASD Roma Calcio Femminile, le russe del Chertanovo Mosca, Matuziana Sanremo, San Zaccaria, Cesena, Jesina, Genoa e Arezzo – sono state suddivise in quattro gironi da quattro squadre, con match 9 contro 9 che si sono disputati nei centri sportivi di Fosso Ghiaia e San Zaccaria. Le giovanissime della Juventus, allenate da Daniele Diana, hanno chiuso al primo posto il girone di qualificazione, mentre nel raggruppamento finale delle migliori hanno superato il Brescia, il Verona e il Wolfsburg, alzando quindi al cielo la coppa della prima edizione del torneo. Le ravennati del San Zaccaria, sono giunte terze nel girone preliminare per infine piazzarsi al dodicesimo posto.
«Il torneo – ha commentato l’assessore allo Sport Roberto Fagnani – diventerà un appuntamento fisso per la città di Ravenna. Per ben tre giorni società sportive di tutta Italia ed Europa hanno portato in campo le piccole calciatrici, che grazie a questo genere di manifestazioni possono imparare a vivere le competizioni con impegno, sacrificio e divertimento». Questa la classifica finale della Ravenna Women Cup 2017: 1. Juventus; 2. Brescia; 3. Verona; 4. Wolfsburg; 5. Barcelona; 6. Milan; 7. AS Roma; 8. Olympique Lione; 9. Chertanovo Mosca; 10. Matuziana Sanremo; 11. Asd Roma Calcio Femminile, 12. San Zaccaria; 13. Cesena; 14. Jesina; 15. Genoa; 16. Arezzo.

La nuova primavera dello sport ravennate

Nelle tre principali discipline di squadra i sodalizi bizantini in corsa per (inattesi) traguardi prestigiosi. Calcio: l’undici di Antonioli in lotta per conquistare la Lega Pro. Pallavolo: il Porto Robur costa si gioca un posto nelle coppe europee, Teodora e Olimpia sognano l’A2. Pallacanestro: la Piero Manetti tra le big in corsa per la A1

C’è chi lotta per andare in prima serie, chi per tornare tra i professionisti, chi addirittura per rivivere di nuovo l’Europa. Si può parlare di una vera e propria rinascita dello sport ravennate, di una sorta di primavera in cui le maggiori squadre della città, dal volley al basket, passando per il calcio, sono in lotta per raggiungere traguardi prestigiosi tra l’entusiasmo dei loro tifosi. Le aziende del territorio, la gente comune, l’amministrazione stessa, al lavoro per costruire un nuovo palazzetto, stanno mostrando di stare vicine alle varie società e domenica dopo domenica il Pala De André, dove giocano la Bunge nel campionato di Superlega maschile e l’Orasì in quello di Serie A2 di basket maschile, lo stadio “Benelli”, dove il Ravenna disputa i match del torneo di Serie D di calcio, e il PalaCosta, dove sul campo si alternano Conad SiComputer e Olimpia Cmc, entrambe partecipanti alla Serie B1 femminile, si registrano dati di affluenza del pubblico sempre maggiori.

Questo, ovviamente, è anche il frutto degli ottimi risultati delle formazioni bizantine, a partire dall’Orasì, ai vertici del girone Est e già qualificata per i playoff promozione, per proseguire con il Ravenna, balzato in testa a tre giornate dal termine e in piena lotta per conquistatare la Lega Pro, e con le due ‘cugine’ della pallavolo femminile, entrambe nei piani alti con l’ambizione di salire in A2, per finire soprattutto con la Bunge, che ha bagnato l’anno del ritorno al Pala De André sfiorando l’ottava posizione che valeva i playoff scudetto e che si giocherà le sue carte nella Final Four per il quinto posto che assegna il pass per partecipare alla Challenge Cup.

Sembra passato un secolo, ma sono trascorsi solo pochi anni da quando nella stagione 2008-2009 Ravenna sembrava una periferia quasi dimenticata dello sport nazionale. Solo l’undici giallorosso partecipava a un campionato importante, la Prima Divisione della Lega Pro, ma era comunque reduce dalla retrocessione dalla B e aveva imboccato una parabola discendente che avrebbe portato a un doppio fallimento nel 2011 (con in aggiunta il coinvolgimento nello scandalo calcio-scommesse) e nel 2012 (anno della disastrosa gestione Aletti), prologo della caduta addirittura in Promozione. In contemporanea la Piero Manetti Basket disputava in modo dignitoso la B Dilettanti, in pratica la quarta serie, e la Robur Costa volley la B1, mentre si erano perse le tracce della Teodora, che “vivacchiava” tra la C e la D. In quel periodo, però, quasi sottotraccia stavano crescendo i frutti dei semi piantati da dirigenti con pochi soldi ma che con tanta passione, competenza e coraggio hanno fatto rinascere le società sportive ravennati, utilizzando in particolare lo strumento della cooperativa. E così, tornando al giorno d’oggi, hanno costruito delle realtà con solide basi pronte a lottare per traguardi ambiziosi e importanti, di cui facciamo una breve panoramica.

Boschetti Gianluca DCS 1261

Calcio: 270 minuti per tornare tra i professonisti
A tre giornate dal termine del campionato di Serie D il Ravenna di capitan Riccardo Innocenti si trova al comando del girone D e sta lottando per conservare il primato dagli attacchi dell’Imolese e del Rovigo, distanti rispettivamente uno e due punti. Il primo posto vorrebbe dire promozione sicura tra i professionisti della Lega Pro. Gran parte del destino della formazione di Mauro Antonioli sarà segnata dallo scontro diretto del 23 aprile, che la vedrà ospitare al Benelli il Rovigo in una gara fondamentale anche in chiave playoff (conquistati dal Ravenna con cinque gare di anticipo). Le squadre piazzate dal secondo al quinto posto, infatti, proseguiranno la loro avventura con semifinali e finali secche (gioca in casa la meglio classificata), con la vincitrice che potrà ambire a un eventuale ripescaggio in Lega Pro. Il Ravenna Football Club, è bene ricordarlo, dall’estate del 2012 è l’espressione di una cooperativa che ha come vertice il presidente Alessando Brunelli, un CdA composto da sette membri e un gruppo di quasi trecento soci. Con il supporto per il secondo anno di fila di un main sponsor come la Nta (impianti di condizionamento e riscaldamento), la società giallorossa ha raggiunto buoni risultati anche dal punto di vista del pubblico, con il numero degli abbonati che è cresciuto dai 314 dello scorso torneo ai 515 di quest’anno e una media spettatori quasi raddoppiata, passando da 500 a 900 fino ai mille presenti sugli spalti del Benelli nelle gare con Correggese e Lentigione.

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Il centrale della Bunge Fabio Ricci

Volley maschile: profumo d’Europa per i ragazzi di Soli
Sfumati i playoff scudetto all’ultima giornata della regular season a causa della sconfitta interna con Vibo Valentia, in campo maschile la Bunge sta comunque per chiudere una stagione dal bilancio del tutto positivo. Tornata al Pala De André dopo due anni vissuti al PalaFiera di Forlì, la squadra allenata dall’esordiente Fabio Soli ha riconquistato soprattutto l’entusiasmo del suo pubblico grazie alle brillanti prestazioni di un gruppo molto giovane, dove i più “vecchi” sono i classe ’90 Julien Lyneel e Maarten Van Garderen. Già a inizio stagione si erano visti i primi frutti della nuova gestione del direttore generale Marco Bonitta, in estate passato dal campo alla scrivania, con il numero di abbonati che ha raggiunto quota 868, quasi raddoppiando il dato dell’anno precedente (478), mentre nel corso del torneo la media totale degli spettatori si è stabilizzata attorno alle 2.500 presenze (a Forlì si andava dalle 1.200 alle 1.900), con il picco rappresentato dal “sold out” con Perugia (ben 3.600 in tutto). Ora la società del presidente Luca Casadio, denominata Porto Robur Costa per via delle fusioni tra club ravennati dal 2004 al 2013, proverà a mettere la ciliegina sulla torta, tuffandosi nell’avventura della Final Four dei playoff per il quinto posto che vale l’accesso alla Challenge Cup, traguardo centrato tre anni fa proprio sotto la guida tecnica di Bonitta. La fase finale della competizione, raggiunta grazie al successo 3-0 nella serie con Vibo Valentia, si terrà il 23-24 aprile a Verona e nella semifinale secca Torres e compagni se la vedranno con la forte Calzedonia Verona. Le altre due formazioni saranno invece Piacenza e Monza. Guardando al futuro c’è già una buona notizia in casa Bunge che può far sorridere i sostenitori: il marchio del main sponsor, espressione di un’azienda tra i leader mondiali nel settore del commercio di cereali, sarà presente nelle maglie della squadra anche nella prossima stagione.

Volley femminile: A2, una poltrona per due
Anche in campo femminile si è registrato un ritorno di un interesse fortissimo e di un entusiasmo ormai dimenticato da tempo, con il culmine raggiunto nel novembre scorso con il derby tra Olimpia Cmc e Conad SiComputer che ha visto la presenza di oltre duemila spettatori sulle tribune del Pala De André, un record per una categoria come la Serie B1. Le due formazioni, tra l’altro, sono entrambe in lotta per la vittoria del torneo e per partecipare ai playoff, con la Conad SiComputer guidata da capitan Sestini al primo posto in compagnia di Orvieto e l’Olimpia Cmc di capitan Babbi in terza posizione a quattro punti dalla coppia di vertice. Mancano solo tre giornate alla fine e solo la vincitrice finale salirà di categoria, mentre la seconda, la terza e quarta parteciperanno agli spareggi promozione.

Una giocata spettacolare di Derrick Micheal Marks

Basket: nei playoff per stupire ancora
In ultimo il grande boom della stagione 2016-17, rappresentato dall’Orasì. Il quintetto allenato da coach Antimo Martino ha già staccato il pass per i playoff e, a una giornata dal termine della regular season, occupa la quarta posizione a due punti dal trio composto da Virtus Bologna, Treviso e Trieste. Il sabato di Pasqua capitan Raschi e compagni sono usciti sconfitti da Chieti, mancando un clamoroso aggancio al primo posto, mentre nell’ultimo turno del 22 aprile ospiteranno Mantova, con l’obiettivo di conquistare più punti in modo da partire nella posizione migliore possibile nella griglia playoff. Solo la vincitrice di questa seconda fase della stagione, che vedrà la partecipazione di sedici squadre (le prime otto sia del girone Est, dove è compresa l’Orasì, sia del girone Ovest), salirà in Serie A, con serie al meglio delle tre gare su cinque che inizieranno dagli ottavi fino ad arrivare alla finalissima. Un traguardo durissimo da raggiungere, ma in molte partite i ravennati sembrano non aver conosciuto ostacoli. Club nato da più di trent’anni e consolidato nel tempo, la Piero Manetti Basket Ravenna ha una struttura più “classica” e quindi diversa dal Ravenna Fc e dal Porto Robur Costa, ma questo non ha impedito sia in passato, sia al giorno d’oggi, di non coinvolgere la città e la sua gente, che nel giugno del 2015 ha risposto alla grande all’appello del presidente Roberto Vianello che chiedeva un appoggio economico per iscrivere la squadra in campionato. Anche il progetto denominato “Ravenna nel Cuore” sta riscuotendo un notevole successo, con numerose aziende che hanno affiancato con il loro supporto l’Orasì (commercio di una linea di prodotti alimentari), che sarà il main sponsor anche nella prossima stagione. E soprattutto i sostenitori stanno riempiendo sempre di più il Pala De André, match dopo match: superata quota ottocento abbonati, la media totale degli spettatori viaggia attorno alle 1.800 presenze a partita, in netta crescita rispetto allo scorso anno (la media era di circa 1.400 spettatori), con picchi rappresentati dal “sold out” nella sfida con la Fortitudo Bologna e le tremila persone negli incontri con Virtus Bologna e Forlì.

Il prete lascia la parrocchia di San Severo, la diocesi: «Motivi di salute»

Il don sostituito da tre settimane. Il vicario della diocesi, don Graziani: «Da tempo non stava bene ma non mostrava i suoi problemi. Ci auguriamo che possa recuperare prima possibile»

Preti Pedo 2Il parroco di Ponte Nuovo, un quarantenne ravennate, da tre settimane si è allontanato dalla parrocchia di San Severo dove viene sostituito dal parroco di Classe. La circostanza è stata comunicata nelle occasioni ufficiali della comunità e ora ai fedeli, preoccupati per il prolungarsi l’assenza, arriva la spiegazione ufficiale della curia: motivi di salute. «Ci auguriamo che possa recuperare quanto prima la migliore condizione – dice don Alberto Graziani, vicario della diocesi – perché è l’augurio che possiamo farci per chiunque non stia bene». Don Graziani non entra nei dettagli, limitandosi ad aggiungere che il don ha lasciato la parrocchia solo per recuperare: «Quando una persona non sta bene è normale che lasci il posto di lavoro. È in convalescenza e nel frattempo è sostituito. Da tempo non si sentiva bene ma ha sempre avuto grande attaccamento alla comunità ed era riuscito a nascondere il suo malessere».

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