Ne parlano questa sera, 30 ottobre, il biologo Gianni Tamino e l’epidemiologo Edoardo Bai
Le associazioni Faenza eco-logica e Rete emergenza climatica e ambientale Emilia-Romagna organizzano un incontro sull’inquinamento e la qualità dell’aria nella città delle ceramiche. L’appuntamento, dal titolo “Faenza e la mal’aria“, è mercoledì 30 ottobre alle ore 20.30 nella Sala delle associazioni, in via Laderchi 3.
«Faenza è la città delle ceramiche conosciuta in tutto il mondo, ma anche la città dell’aria cattiva. Chi arriva a Faenza per prima cosa sente la sua “puzza”», affermano gli organizzatori. «Nella zona nord di Faenza ci sono cinque centrali a biomassa, di cui una che brucia anche rifiuti, e una centrale a biometano. Ci sono poi due industrie di ceramica e l’autostrada; ma anche tanta gente che ci vive. Quale è l’impatto sulla salute di questi grandi impianti, molti di questi a rischio di incidente rilevante?».
Durante l’incontro si parlerà di questi temi con Gianni Tamino, biologo e membro dell’associazione Isde – Medici per l’ambiente, che si è occupato dell’impatto ambientale delle centrali a biomassa, a biogas e biometano; ed Edoardo Bai, epidemiologo e medico del lavoro, membro dell’associazione Isde- Medici per l’ambiente e autore di L’industria della ceramica, i vantaggi della produzione e la necessità di tutelare la salute pubblica. Modera la giornalista Linda Maggiori, attivista di Faenza eco-logica.
I fondi provengono dalle donazioni arrivate sul conto “Un aiuto per l’Emilia-Romagna” aperto dalla Protezione civile regionale nel maggio del 2023
Paratie e sistemi di prevenzione per accrescere la sicurezza delle abitazioni dagli eventi di piene e tracimazioni. Il nuovo bando promosso dalla Regione ha l’obiettivo di prevenire o mitigare gli effetti degli eventi alluvionali negli immobili che si trovano nei territori di Ravenna (ma anche Cesena, Reggio-Emilia, Modena, Bologna e Ferrara) duramente colpiti dal maltempo di maggio dello scorso anno.
Sono stati messi a disposizione circa 10 milioni di euro, provenienti dalle donazione di cittadini e imprese per la campagna “Un aiuto per l’Emilia-Romagna”, lanciata nel 2023. I fondi potranno essere richiesti dai cittadini per l’installazione di sistemi di protezione come paratie antiallagamento, barriere frangi-acque, valvole anti-riflusso, pozzetti di raccolta e pompe. Previsti aiuti anche per l’acquisto di attrezzature tra cui generatori elettrici, sacchi di sabbia, sacchi auto espandenti, sanitari con scarico forzato.
Il contributo potrà raggiungere il 100% della spesa sostenuta e documentata, fino a un massimo di 3mila euro, cumulabile con altre agevolazioni ottenute dalla Regione e da altri soggetti pubblici o privati e si potrà utilizzare sia per acquisto delle attrezzature che per l’eventuale posa in opera. Al tempo stesso dovranno essere rispettate tutte le normative riguardanti omologazione, sicurezza e certificazione dei requisiti sanitari ed edilizi e gli interventi dovranno essere coerenti con la tipologia e l’ubicazione degli immobili.
Potranno fare domanda di contributo i proprietari dell’immobile (a uso abitativo) sul quale si intende effettuare l’intervento, a patto che vi risiedano al momento della presentazione della domanda e da almeno il primo maggio 2023. In caso di condominio, per gli interventi alle parti comuni, la domanda viene presentata dagli amministratori. Le domande andranno presentate online dalle ore 15 del 30 ottobre 2024 alle ore 16 del 31 gennaio 2025. A seguito dell’approvazione dell’elenco dei beneficiari, gli interventi dovranno essere sostenuti entro un massimo di 10 mesi per ottenere il rimborso. Possono essere presentate le spese sostenute a partire dal primo maggio 2023 corredate dalla documentazione intestata al soggetto beneficiario. Non sono ammesse spese effettuate in contanti e spese sostenute per lavori in economia.
Cerimonie e incontri accompagnati dalla banda cittadina il 2 e il 4 novembre
In occasione della commemorazionedeiCaduti in guerra (2 novembre) e della ricorrenza della giornata delle dell’Unità nazionale e delle Forze armate (4 novembre), sono in programma in città celebrazioni in collaborazione con le associazioni Combattentistiche e d’Arma.
Sabato 2 novembre la commemorazionedeiCaduti inizierà alle 9, con la cerimonia al sacrario militare di Camerlona, per proseguire alle 10.15 al riquadro militare del cimitero monumentale di Ravenna e concludersi alle 11.15 con la celebrazione della messa al sacrario deicaduti in via Baccarini.
Lunedì 4 novembre, in occasione della festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate, l’appuntamento è alle 9.15 al monumento ai Caduti in viale Farini, dove si terrà la deposizione di corone al monumento ai Caduti e la lettura di messaggi commemorativi. Alle 10, in piazza del Popolo si svolgerà la cerimonia militare dell’alzabandiera, accompagnata dall’inno nazionale e da brani a tema cantati dagli alunni della scuola media Don Minzoni. Alle 16.30, sempre in piazza del Popolo, si terrà infine l’ammainabandiera.
Tutte le cerimonie saranno accompagnate dalla banda cittadina. La cittadinanza è invitata a partecipare e ad esporre il Tricolore. Nella settimana dal 2 al 10 novembre verrà reso omaggio ai caduti anche nei cippi presenti nelle varie frazioni del territorio comunale.
Il 30 ottobre, in occasione dell’incontro con il divulgatore Temporelli, è prevista anche una speciale apertura serale
La chiusura della mostra “Ettore Frani. Verso la gioia”, inizialmente prevista per il 10 novembre è stata prorogata a domenica 24 novembre. I visitatori avranno quindi maggiore occasione di visitare l’esposizione gratuita all’ex convento di San Francesco di Bagnacavallo, dal giovedì al venerdì (17-21) e dal sabato alla domenica (10-12 e 16-19) e il 30 ottobre è prevista anche un’apertura straordinaria dalle 19 alle 22 in occasione dell’evento “L’intelligenza artificiale ci salverà”, incontro con il divulgatore scientifico Massimo Temporelli (Sala Oriani dell’ex convento, ore 19).
L’esposizione, curata da Paola Feraiorni e Massimo Pulini, conta ottanta lavori su carta, oltre quaranta dipinti e, per la prima volta, cinque installazioni pittoriche dell’artista molisano. In queste installazioni, dal titolo “Offerta”, l’artista si appropria anche di materiali atipici all’interno del suo percorso artistico, ma dal significativo valore simbolico: sassi, polvere, cenere, vetro, quaderni d’appunti, stracci e pennelli.
Dopo l’episodio del 5 ottobre il circolo privato Bolero in via Emilia è stato controllato da polizia e guardia di finanza: venivano servite bevande anche a chi non era socio e c’erano lavoratori non in regola
Il questore di Ravenna, Lucio Pennella, ha disposto la sospensione della licenza per 30 giorni del night club Bolero di Castelbolgnese con la conseguente chiusura temporanea del locale in via Emilia Ponente. Il provvedimento è originato dalla sparatoria che avvenne davanti al club all’alba del 5 ottobre scorso a seguito di un diverbio cominciato all’interno del locale tra due avventori. Sembrava tutto concluso e invece uno dei due è andato a recuperare l’arma ed è tornato sparando quattro volte contro il rivale, rimasto ferito all’inguine.
Nei giorni seguenti, il locale – che risulta come circolo privato con tesseramento dei soci – è stato controllato a fondo dalla divisione di polizia amministrativa della questura e del commissariato di Faenza insieme alla guardia di finanza e sono emerse violazioni e infrazioni alle norme di legge inerenti la somministrazione di cibi e bevande anche ai “non soci” e l’impiego irregolare di lavoratori.
Un ricco cartellone per tutta la famiglia, ma anche residenze creative, laboratori e incontri, nella proposta artistica e sociale curata da Due Mondi
“Un teatro di pace”, questo il titolo (e tema) della prossima stagione della Casa del teatro di Faenza, al via dal 6 novembre. «“Quando gridano i cannoni le muse restano in silenzio”: noi non vogliamo restare in silenzio, vogliamo dare all’arte voce e parole di pace – spiega Alberto Grilli, direttore del Teatro Due Mondi -. Questo è il motivo della scelta del titolo, un teatro di pace, che accompagnerà tutti i progetti della prossima Stagione della Casa del Teatro, che sempre di più vogliamo definire come luogo di relazione, dialogo, confronto; uno spazio dove le storie e le culture differenti si incontrano e si intrecciano e dove ogni giorno si costruisce, su scala ridotta, quello che vorremmo fosse la normalità per tutto il Pianeta».
Il prologo di mercoledì 6 novembre prevede l’incontro Parlare di pace in tempo di guerra, con la partecipazione di Maria Matteo di Assemblea Anarchica, la studiosa di teatro Cristina Valenti e il direttore artistico di Teatri di Vita Stefano Casi. Fino ad aprile 2025 sono invece in programma spettacoli di artisti provenienti da tutta Italia ma anche residenze creative, laboratori e incontri per tutti, secondo un’idea di arte e di cultura massimamente inclusiva e accogliente.
Gli spettacoli, che avranno un costo fisso di 2 euro, si apriranno con Zitti tutti! di Raffaello Baldini, interpretato da Denis Campitelli, in prima nazionale. Lo storico gruppo Teatro Tascabile di Bergamo proporrà invece Il principe dei gigli, mentre la compagnia Manimotò sarà in scena con Tomato Soap, teatronovela sulla violenza di genere in un’unica puntata, spettacolo che attraversa i linguaggi del teatro di figura così come Lear e il suo Matto di Teatro Invito, rilettura shakespeariana per attore e burattini.
Spazio anche alla danza che suggerisce storie poetiche di umanità e fragilità, con Luisa di Valentina Dal Mas, spettacolo vincitore del Premio Scenario Periferie 2023 ed Esercizi di Fantastica di Sosta Palmizi, creazione anche per ragazzi ispirata dal genio di Gianni Rodari e dalla Patafisica di Alfred Jarry. Pensati per i ragazzi anche gli spettacoli Candido, che il Teatro Due Mondi ha realizzato a partire dal romanzo filosofico di Voltaire, e Zizola. Ti voglio bene come il sale di Teatro Ippocampo. Dopo gli appuntamenti serali, sono in programma dialoghi fra artisti e spettatori moderati dal critico teatrale Michele Pascarella.
Dal 14 novembre, la Casa del Teatro accoglierà la nuova edizione del laboratorio gratuito di teatro partecipato Senza Confini. Contro tutte le guerre. Il programma della stagione sarà affiancato dal progetto “Residenze d’artista”, sostenuto della Regione Emilia-Romagna. La Casa del Teatro ospiterà gli artisti Natiscalzi DT, Cicconi/Vono e Sea Dogs Plus. Nuovi appuntamenti saranno in programma per la Residenza dello Spettatore, un’occasione di confronto, riflessione, elaborazione aperta gratuitamente tutti.
La Casa del Teatro accoglierà anche tre spettacoli inseriti nella rassegna Teatri d’inverno a cura di Accademia Perduta/Romagna Teatri e, ad aprile, nuovi appuntamenti “a sorpresa” del ciclo Kabarett ’25 in compagnia del Teatro Due Mondi. Per gli spettacoli i posti sono limitati, prenotazione consigliata allo 0546 622999, sul sito di Teatro due Mondi o il giorno dello spettacolo al 331 1211765.
Tre giorni di appuntamenti e una mostra fotografica collaterale alla Galleria Comunale
Torna a Faenza l’evento che “porta la montagna in città”: dal 7 al 9 novembre andrà in scena al teatro Masini la 57esima edizione della Festa della Montagna di U.o.e.i., dal titolo “Esplorare e conoscere”.
Giovedì 7 novembre, è atteso in teatro Hervè Barmasse (ore 20.45) scalatore e divulgatore (noto per le sue partecipazioni al programma “Il Kilimangiaro” di Rai3) che porterà a Faenza la conferenza “Oltre l’orizzonte”. Barmasse, tra i più raffinati interpreti dell’alpinismo moderno, e scrittore pluripremiato, si muove agevolmente tra gli estremi spaziali e temporali: l’alpinismo classico e quello social, tradizione e innovazione, micro e macro, il Cervino e le montagne lontane, dalle Alpi alla Patagonia, dalla Cina, al Pakistan dove ha realizzato importanti ascensioni.
Le successive due serate si svolgeranno nell’Aula Magna della scuola Europa, a partire dall’incontro di venerdì 8 “I 150 anni del Museo Nazionale della Montagna”, un dialogo a tre voci, tra esperienze e immagini con la direttrice Daniela Berta e i giornalisti di settore Roberto Mantovani e Luca Calzolari, che approfondiranno il tema del 70esimo anniversario dalla spedizione italiana prima a conquistare il K2. A chiudere la serata, la partecipazione del giovane torinese Federico Tommasi, che tra i 12 e i 13 anni, assieme alla guida alpina Matteo Faletti, ha scalato il Monte Bianco e il Cervino. Da quella esperienza è nato un libro “Ho fatto il solletico al cielo. Il sogno della montagna” (Electa Junior).
Sabato 9 “Tra i monti cresce e si consolida l’amicizia”. appuntamento conclusivo con Lino Zani, personaggio della montagna a 360 gradi, noto per la sua partecipazione ai programmi tv RAI “Linea Bianca”, “I rifugi più belli d’Italia” e “Linea Verde Sentieri” trasmessi da Rai 1. Zani ha scalato le più alte vette del mondo e organizzato varie spedizioni tra cui le più importanti al Polo Sud e al Polo Nord. Maestro di sci, alpinista, nel 2011 ha descritto la sua vita in un libro “Era Santo era Uomo”, il racconto di una bella amicizia nata tra le sue montagne con S.S. Giovanni Paolo II. Nel 2013 il testo è diventato un film “Non Avere Paura” per Rai 1.
Nel corso delle serate saranno celebrati alcuni “anniversari della montagna”: il settantesimo della Spedizione del Cai al K2, il cinquantesimo di Dolomiti Superski- La Valanga Azzurra fa 50 e il quindicesimo dell’iscrizione delle Dolomiti nel patrimonio mondiale Unesco.
Come evento collaterale sarà proposta alla Galleria Comunale d’arte la mostra tematica “L’emozione delle vette”, un percorso tra straordinarie immagini fotografiche. La collettiva, che sarà inaugurata martedì 5 novembre (alle 18) resterà aperta fino al 14 novembre e coinvolgerà diversi autori: il protagonista dell’avventura Michele Dalla Palma, il naturalista e paessaggista Paolo Morelli e il pittore e alpinista Luigi “Gigi” Dal Re che firmerà l’immagine ufficiale della Festa della Montagna. Sarà possibile percorrere con le immagini il Sentiero delle Dolomiti in miniatura, le bellissime sculture su roccia dedicate alle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco a San Tomaso Agordino. La sezione “Le immagini del tempo” proporrà in retrospettiva gli anniversari della montagna con interessanti e spettacolari foto. Gli orari di apertura sono dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.
L’area era stata individuata come prioritaria dall’Amministrazione comunale e sarà fruibile in occasione delle festività di morti e santi
In vista delle imminenti festività di Ognissanti e della giornata di commemorazione dei defunti è stato riaperto il cimitero di Traversara, una delle zone considerate prioritarie dall’Amministrazione comunale di Bagnacavallo per gli interventi a seguito dell’alluvione di settembre.
L’area, fruibile ora in sicurezza grazie all’opera dell’Area tecnica del Comune, è stata ripulita dal fango e sono stati sistemati gli stradelli interni, provvedendo all’espurgo della linea fognaria, alla verifica e sistemazione dell’impianto elettrico e all’eliminazione dell’acqua in eccesso in alcune decine di tombe.
Eventuali criticità ravvisate dagli utenti del cimitero vanno segnalate all’Area Tecnica, contattando il numero 0545 280871 oppure al custode chiamando il 339 7278428.
Crescono le imprese giovanili (+2,07 percento), le imprese straniere (+0,95 percento) e le femminili (+0,24 percento)
Giorgio Guberti, presidente della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna
Secondo i dati di Movimprese (elaborati dall’Osservatorio della Camera di Commercio di Ferrata e Ravenna), l’estate 2024 ha portato fiducia per il sistema imprenditoriale ravennate: il terzo trimestre di quest’anno ha mostrato ottimi segnali nell’ambito di Servizi professionali, Turismo e Artigianato che chiude con un saldo generale di 36 unità (+36 percento) tra le nuove imprese (168) e quelle che hanno cessato l’attività (132).
In generale, il registro delle imprese di Ravenna ha riportato un saldo positivo di 70 attività economiche alla fine del trimestre, frutto di 418 iscrizioni e 348 cessazioni. (+0,19percento, in linea con l’andamento medio regionale pari sempre al +0,19 percento ma leggermente sotto al trend nazionale del +0,26 percento).A fine settembre 2024, dunque, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ravenna si attesta sulle 36.973 unità.
Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, commenta così lo scenario attuale: «Viviamo e lavoriamo in tempi non ordinari, in cui le prospettive economiche e sociali possono cambiare senza preavviso. Abbiamo attraversato quattro anni difficilissimi, dal Covid alla fiammata inflazionistica 2022-2023, dai cambiamenti climatici fino ai conflitti bellici. Eppure, le imprese ravennati hanno dimostrato grande capacità nell’affrontare situazioni straordinarie e imprevedibili, aumentando ancora, in questo difficile 2024, la loro quota di export. Un risultato impensabile, frutto di iniziativa, di innovazione, di intraprendenza, di capacità e di grande senso di dedizione. L’11 ottobre scorso, la Presidente del Consiglio dei Ministri ha istituito, su proposta della Regione Emilia Romagna, la Zona logistica semplificata, che permetterà alle imprese emiliano-romagnole – già insediate o di prossimo insediamento – di accedere alle semplificazioni amministrative e alle agevolazioni previste in relazione agli investimenti realizzati sul territorio, nonché al nuovo credito d’imposta. Un’opportunità da non perdere, non potremmo perdonarcelo».
A livello settoriale, al netto delle cancellazioni d’ufficio, risultano in espansione la maggior parte degli ambiti: le costruzioni continuano a far registrare il saldo più alto in valore assoluto (+24 unità e +0,4 percento la crescita trimestrale in termini relativi), con un indotto del +7 (0,3 percento) per le attività immobiliari e un +15 (1,3 percento) per il noleggio e i servizi di supporto alle imprese. Continua il dinamismo anche per servizi di alloggio e ristorazione, cresciuti di 15 unità (0,5 percento) nei mesi estivi. a ciò si accompagna anche la crescita delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+6 e +0,7 percento). Tra i settori con la crescita percentuale più significativa sono emerse le attività finanziarie e assicurative (+14 unità e +1,8 percento).
Anche le attività professionali, scientifiche e tecniche continuano a crescere, con un incremento di 10 nuove unità nell’ultimo trimestre (+0,7percento); Il comparto degli altri servizi ha fatto registrare un incremento di 9 unità e con una crescita percentuale dello 0,5%, simile a quella dell’anno precedente. In crescita anche settori più tradizionali, come trasporti e magazzinaggio (+7 imprese e +0,6 percento) e manifattura, anche se per quest’ultima più lieve (+2 attività e +0,1 percento). Sul versante opposto, fermi il commercio e l’agricoltura. Il settore del commercio ha visto un decremento di 7 unità nel terzo trimestre del 2024 con una lieve flessione trimestrale pari a -0,1 percento; la riduzione più apprezzabile nel numero di attività ha riguardato l’agricoltura (-12 imprese e -0,2 percento).
I nuovi imprenditori sembrano prediligere l’impresa individuale (che conta 273 iscrizioni) con un incremento di 23 unità (+0,12 percento) e la creazione di società di capitali. Nel trimestre estivo, il saldo netto è stato positivo per 73 unità, pari a un tasso di crescita dello 0,80 percento. rosegue il declino dell’appeal delle società di persone come strumento imprenditoriale, con un saldo negativo di -23 unità e un tasso pari a -0,31 percento.
Le dinamiche per tipologia. Crescono in generale le imprese giovanili (+2,07 percento, corrispondente ad un saldo tra iscrizioni e cessazioni volontarie pari a +48 unità), con un tasso di crescita trimestrale relativo che risulta più elevato rispetto al complesso delle imprese (+0,19 percento quello complessivo). In espansione le imprese straniere (+0,95 percento e saldo pari a +45 unità) e le imprese femminili con 19 attività in più e tasso pari a +0,24 percento. Infine, mentre per le giovanili e le femminili si denota un certo rallentamento (nel terzo trimestre del 2023 avevano realizzato, rispettivamente, +3,34 percento e +0,33 percento), per le imprese straniere non si registrano variazioni significative rispetto al 2023 (era +0,98 percento un anno fa).
Nel 1948 a Ravenna un poliziotto ammazzato in strada in centro da Eugenio Mazzotti di Massa Lombarda, evaso dal carcere in cerca di vendetta per la condanna per rapina nell’indagine sul sodalizio criminale del bandito veneto Giuseppe Bedin che negli anni Trenta aveva costretto il regime di Mussolini a creare un gruppo di polizia speciale. Tutto ricostruito nel libro di un giornalista ravennate
Il capo era veneto e gli anni Trenta furono il suo periodo d’oro, ma alla banda di Giuseppe “Bepi” Bedin è legato un violento episodio del 1948 a Ravenna: l’omicidio di un poliziotto in strada in pieno giorno per vendetta. È proprio da questa vicenda che è nato l’interesse di un 42enne giornalista pubblicista ravennate, Daniele Pompignoli, per il sodalizio criminale che mise a segno numerosi colpi nel nord Italia e portò il regime fascista a istituire un gruppo speciale di poliziotti per dare la caccia ai banditi.
Ne è nata una ricostruzione storica che ora Pompignoli ha pubblicato con Phasar Edizioni con il titolo L’indagine sulla banda del Robin Hood italiano, disponibile sulle principali piattaforme di acquisto online. Nelle pagine anche una foto segnaletica attribuita a Giuseppe Bedin.
L’omicidio a Ravenna del poliziotto Marsilio Piermattei è stata la miccia del lavoro di Pompignoli, in passato collaboratore di Corriere Romagna e Voce di Romagna.Nel 1962 Eugenio Mazzotti, originario di Massa Lombarda, venne condannato per aver ucciso nel Piermattei nel 1948. L’agente di polizia aveva contribuito in segreto nel 1939 alle indagini sul filone ravennate della banda. Mazzotti, condannato per rapina nel processo che si tenne a Venezia nel 1939, riuscì ad evadere dal carcere laziale in cui si trovava a seguito degli eventi bellici e si rifugiò a Ravenna fin quando un giorno, trovatosi di fronte a Piermattei in pieno centro, decise di vendicarsi e lo uccise con diversi colpi di pistola.
La figura di Mazzotti non manca di aspetti controversi. A cominciare dall’esenzione dal servizio militare di leva per “malinconia”. Il massese vanta un curriculum criminale di tutto rispetto: in meno di dieci anni dalla maggiore età, ricostruisce Pompignoli, aveva già collezionato una ventina di condanne. Anche i due fratelli erano poco inclini alla legalità: «Tutti e tre finirono in manicomio e in galera – ricorda Pompignoli – e ci sono dei rapporti dei carabinieri che parlano di “strane conoscenze” che avrebbero sempre permesso loro di farla franca di fronte alla giustizia».
La condanna del 1939 considerò Mazzotti un membro della banda Bedin, ma il diretto interessato ha sempre detto di essere estraneo. E anche un altro complice superstite della banda negò sempre che Mazzotti ne facesse parte nonostante Mazzotti fosse stato riconosciuto da quattro impiegati di uno zuccherificio veneto nel corso di una rapina.
La storia di Bedin e della sua banda è ben nota non solo nel Veneto ma in buona parte del Nord Italia e la sua figura è stata spesso associata a quella di Robin Hood. Anche questo aspetto trova spazio nella pubblicazione: grazie ai proventi dei colpi elargiti anche alle persone loro vicine, infatti, la banda era riuscita ad entrare nelle grazie di molte persone e, proprio da queste (secondo gli atti del processo, oltre quattrocento), aveva ottenuto protezione e favoreggiamenti. «La mia sensazione è che la sua generosità verso altre persone fosse più spinta dal volersi comprare una garanzia di farla franca».
L’attore ha trascorso la notte al terminal della città impegnato in una scena a bordo di un tir
Il porto di Ravenna si trasforma un set per la nuova serie Netflix sul mondo del motosport. Al centro delle riprese, Luca Argentero, che ha passato la nottata di ieri (lunedì 28) al terminal della città, impegnato in una scena a bordo di un tir tra lo stupore dei lavoratori di turno in quel momento. Le riprese sono partite alle 18 per terminare intorno alle 4 del mattino.
La serie, sostenuta da Emilia-Romagna Film Commission è diretta da Matteo Rovere (regista di “Veloce come il vento” con Stefano Accorsi e Matilda De Angelis) ed è stata girata nel corso di diversi mesi tra Imola e Roma, con un un’unica tappa di riprese al porto di Ravenna. Al fianco di Argentero anche Giulia Michelini e Caterina Forza. La distribuzione è attesa per il 2025, e sarà destinata ad un pubblico internazionale.
Coinvolti anche un furgone e un camioncino. L’incidente alle 5 del mattino a Casemurate
Un ragazzo di 22 anni è morto in un incidente avvenuto alle 5 di oggi (29 ottobre) a Casemurate, lungo via Dismano, nei pressi del cavalcavia Bagnolo-Salara. La vittima abitava a Forlimpopoli e si chiamava Antonio Silvestre.
L’incidente ha visto il coinvolti quattro veicoli, due auto, un furgone e un camioncino. La dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri di Milano Marittima e della polizia locale di Ravenna, ma dalle prime informazioni è lecito supporre che si sia trattato di un sorpasso finito male, tra le due auto, con la fiat Punto condotta dal ragazzo che si è poi andata a schiantare anche contro gli altri due mezzi. Il giovane è morto sul colpo, sbalzato fuori dall’abitacolo.
Un’altra persona è finita al pronto soccorso, ma con ferite lievi. Le forze dell’ordine hanno eseguito test anti alcol e droga agli autisti coinvolti, i cui esiti sono ancora da certificare.
Sul posto sono giunti dopo poco anche i genitori del ragazzo, per una scena inevitabilmente straziante.