La spesa è in calo grazie all’istituzione di un ufficio legale interno. Dimezzati gli incarichi esterni negli ultimi due anni
La Provincia ha costituito un ufficio legale interno
In cinque anni la Provincia di Ravenna ha speso oltre seicentomila euro in spese legali per incarichi esterni. In totale 617.471 euro, con una media di 120mila euro l’anno. La cifra, dal 2013 in poi, è in calo: si spendevano 188.151 euro mentre nel 2016 il valore degli incarichi legali esterni è stato di 49.954 euro. Nel quienquiennio le cause sono state 103.
I motivi sono da ricercare in due fattori. Il primo riguarda la diminuzione delle cause, passate dalle 31 del 2012 alle 13 del 2016. Ad incidere anche il ridimensionamento delle competenze dell’ente provinciale dopo la riforma voluta dal governo. Il secondo riguarda invece la scelta di dotarsi di un team di avvocati interni, con un ufficio legale che ha portato alla diminuzione degli incarichi esterni. Costituito nel 2015, l’ufficio interno ha patrocinato sette cause (su 15), nel 2016 gli incarichi esterni sono stati otto (su 13).
I numeri emergono dal piano di razionalizzazione delle spese dell’ente che, con la riduzione progressiva dei trasferimenti statali, non naviga in buone acque. La scelta di costituire un ufficio legale è maturata già nel 2014: la Provincia si avvale di propri dipendenti avvocati, abilitati all’esercizio della professione forense, e già incardinati nella struttura organizzativa. Entrato in funzione nel 2015, l’ufficio legale si occupa dell’attivazione delle procedure per la gestione dei sinistri, del recupero crediti. Ci si rivolge a legali esterni per le cause in Cassazione o nel caso ci siano particolari esigenze che lo consiglino. Secondo i calcoli della Provincia la scelta ha portato ad economie per un totale di 108mila euro. La spesa – si legge nel documento – dovrebbe calare anche nei prossimi anni di una forbice calcolata tra il 5 e il 10%.
Serie A2 / L’ala di San Marino è diventato il leader per anzianità di servizio e anagrafica: «I capelli bianchi ci sono ma ho sempre dato consigli ai compagni». All’asta per le maglie la sua venduta a 200 euro: «Forse qualcuno che pensa sia la mia ultima stagione…». Oltre alla gioia per l’annata anche quella per la nascita della figlia: «Passo tutto il tempo libero con lei»
Dice che tra i compiti di un capitano c’è anche quello di tirare su il morale ai compagni nei momenti difficili ma non si può sapere se Andrea Raschi sia bravo in questo compito perché nel primo anno da capitano della Piero Manetti Basket non ci sono stati momenti tristi: «In effetti così è più facile – dice l’ala classe ’79 – però c’è sempre l’occasione per dare qualche consiglio, soprattutto ai più giovani che stanno facendo per la prima volta la A2, l’ho sempre fatto e quindi non è stato difficile calarmi nella parte». I giallorossi si sono conquistati i playoff promozione con largo anticipo sulla chiusura di stagione (a Chieti il 15 aprile alle 20.30 poi in casa il 22 aprile contro Mantova).
Il sammarinese Raschi è alla terza stagione in giallorosso e ha ottenuto quest’anno i gradi di capitano per anzianità di servizio e anagrafica dopo l’addio di Eugenio Rivali: «I capelli bianchi ci sono e si vedono ma ci sono anche altri compagni che sono a Ravenna da tempo e fanno la loro parte per costruire il gruppo». Se non serve tirare su il morale c’è sempre bisogno di qualcuno che faccia gruppo, anche fuori dal campo: «Qualche cena insieme, una partita a bowling o una serata a biliardo. A volte anche eventi organizzati dalla società e aperti ai tifosi, in questo bisogna riconoscere che la società sta facendo davvero cose belle per unire squadra e tifoseria». Tra le iniziative più recenti anche l’asta delle divise di gioco per sotenere le spese per l’installazione di un canestro pubblico a Ravenna: «La mia maglia? Qualcuno è arrivato a 200 euro, forse pensando che sia la mia ultima stagione…». Pare invece tutt’altro. Anche se negli ultimi due mesi per capitan Raschi, soprannominato il Professore per le doti tecniche in campo, la quotidianità è segnata da un nuovo impegno: «Sono appena diventato papà e ogni minuto lo passo con mia figlia e sembra sempre poco. Poi cerco anche di prendermi qualche momento di riposo perché non ho più vent’anni…».
Il 38enne è anche capitano della Nazionale di San Marino e proprio sul Titano si giocheranno le Olimpiadi dei piccoli Stati in estate: «Rappresentare il mio Paese è un’occasione anche per confrontarsi con avversari internazionali e ne esci sempre con un bagaglio tecnico migliore». La presenza di Raschi sarà però condizionata al cammino dei giallorossi nei playoff. Dove può realisticamente arrivare l’Orasì? «Già quello che abbiamo fatto è straordinario. Affronteremo i playoff con il sorriso di chi si potrà divertire senza farsi strane idee. Però sarebbe bello essere una mina vagante».
Nella mente di Raschi e dei suoi compagni resteranno molti momenti di questa stagione spumeggiante. Ma uno su tutti per ora ha lasciato un gusto particolare: «Vincere a Bologna all’Unipol Arena contro la Virtus è stato un successo straordinario».
Saranno eliminati i dislivelli per rendere la scuola agibile da tutti e sarà ripavimentata la piastra polifunzionale
Esterno della scuola Camerani
Una notizia attesa da tempo dalla centinaia di famiglie i cui bambini frequentano la scuola elementare Camerani, nel borgo San Biagio: come annunciato dall’attuale assessore ai lavori pubblici Roberto Fagnani, l’area esterna della scuola sarà riqualificata. Su proposta dello stesso Fagnani la giunta comunale ha infatti approvato un progetto definitivo esecutivo da 170mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’area esterna della scuola elementare Camerani, in via Bargigia 36.
L’intervento consisterà nel rifacimento completo delle pavimentazioni esterne, in lastre di cemento, poste lungo il perimetro dell’edificio. La nuova pavimentazione risolverà i problemi di dislivello delle superfici che rappresentavano anche un elemento di pericolosità per i bambini durante i momenti di intervallo, in una scuola dove l’orario per tutto è il tempo pieno e i bambini vi passano quindi molte ore al giorno.
In corrispondenza delle scale poste sui marciapiedi nelle zone limitrofe alle uscite di sicurezza verranno realizzate delle rampe, corredate di parapetto e corrimano, che consentiranno di raccordare la quota delle nuove pavimentazioni a quella del terreno. Sull’ingresso verrà realizzata una rampa nuova e sarà ripavimentata l’intera superficie del porticato, con piastrelle antiscivolo.
Sul retro della scuola verrà rifatto il percorso pedonale adiacente alla centrale termica; inoltre verrà rifatta la pavimentazione verso l’ingresso della palestra e, sempre in corrispondenza di questo ingresso, in sostituzione delle scale esistenti verrà realizzata una rampa di accesso.
Infine, l’attuale piastra polifunzionale verrà ripavimentata in conglomerato bituminoso rivestito da una pavimentazione sintetica per campi da gioco; al termine si provvederà alla rigatura del campo da basket e al ripristino dei canestri.
“Il nostro impegno a rendere la città sempre più accessibile alle persone diversamente abili – sottolinea l’assessore Fagnani – è massimo, come dimostra tra l’altro il percorso che stiamo facendo di elaborazione del Piano dell’accessibilità urbana. Questo intervento si inserisce quindi in una strategia complessiva, che vede naturalmente le scuole tra i luoghi al centro della nostra attenzione”.
Il merito, secondo i sindacati, va anche alla compattezza di istituzioni e rappresentanti dei lavoratori nel chiedere che Versalis non fosse dismessa
Cgil, Cisl e Uil unanimi nell’esprimere soddisfazione per gli annunci di Eni nelle scorse giornate rispetto all’intenzione di investire sul territorio sottolineando i meriti di chi sul territorio, istituzioni e sindacati stessi, hanno sempre lavorato per questo obiettivo.
«Il quadro emerso rappresenta finalmente un contesto di grande capacità operativa ed affidabilità, qual’è quello ravennate, sul quale Eni sembra ha scelto di puntare senza più tentennamenti – scrivono i tre sindacati – Per il comparto energetico i due miliardi stanziati, garanzia per il mantenimento di produzioni e personale, sembrano essere solo la base da cui partire per un quadriennio che ha come target il raddoppio delle produzioni e di conseguenza un investimento che potrebbe arrivare ai cinque miliardi di euro. Per la chimica le tempistiche degli investimenti non sono state ancora dichiarate nitidamente, ma sembra comunque decisa la costruzione di un impianto per la produzione di gomme funzionalizzate con un valore stimato attorno ai 130 milioni di euro e molte sembrano essere le idee di sviluppo e innovazione concretizzabili nel sito di Via Baiona. Aldilà dei particolari, ancorché importanti, nel merito degli investimenti, è fondamentale il valore della svolta radicale sui piani industriali della più importante multinazionale italiana rispetto a quanto sembrava già deciso fino a poco tempo fa: un declino inevitabile per il distretto di Marina di Ravenna e addirittura la vendita a terzi di Versalis. Possiamo certamente affermare che a cambiare il corso della storia sia stata la straordinaria compattezza trovata e mantenuta, a partire dal Sindaco di Ravenna, tra le Istituzioni Locali e Regionali, i Sindacati, le aziende locali e l’opinione pubblica. Per una volta l’impegno profuso, a partire da lungimiranti tavoli oltre tre anni fa, per cercare di contrastare una crisi del settore petrolchimico che ancora non si era esplicitata con i toni drammatici degli anni successivi, sembra possa aver dato i suoi frutti. Se gli investimenti annunciati si concretizzeranno nei tempi previsti a beneficiarne non sarà solo il comparto specifico, ma tutto il territorio potrà subire un effetto indotto e di trascinamento quanto mai necessario per cercare di risalire quel gradino economico ed occupazionale che la crisi ci ha fatto scendere da anni». Non solo nei contenuti, ma anche nella modalità illustrate i sindacati colgono solo aspetti positivi e di speranza per il futuro: «la coniugazione delle energie tradizionali con quelle rinnovabili, l’adozione di criteri multipurpose sugli impianti in mare e anche gli stessi piani di decommissioning pongono le basi necessarie per un rilancio positivo nei settori più strettamente relazionati all’ambiente, dal turismo all’itticoltura, oltreché lanciare una vera sfida alle attività portuali e di cantieristica per la dismissione di giganti da 3000 tonnellate di acciaio. In attesa del prossimo incontro di verifica dell’andamento delle iniziative, previsto per la prima decade di dicembre, CGIL, CISL e UIL , raccomandano la massima attenzione alla salvaguardia del patrimonio umano e professionale ravennate, tuttora oggetto di una condizione di crisi dovuto al disgregamento del cluster di aziende che, non avendo lavoro, hanno chiuso o delocalizzato». Infine, un richiamo forte alla qualità del lavoro:« Sarà necessario tutelare la ricchezza delle competenze nelle sue componenti umane e strumentali, anche per assicurare quel livello di qualità e sicurezza che ha consentito nei decenni la cementazione della fiducia dei ravennati verso le attività chimiche e off shore, mettendole al riparo dalla concorrenza di aziende che puntano senza scrupoli alla sola componente economica, spesso ribaltandola sulle condizioni dei propri lavoratori».
Il gruppo consiliare critico con i sindacati sui temi della sicurezza e sul «clima omertoso» che non permette le denunce
Il gruppo consigliare CambieRà interviene con toni critici sullo sciopero di 24 ore indetto dei sindacati a seguito della morte di un camionista nel terminal Setramar giovedì 13 aprile e denunciano una situazione complessa a monte sul tema della sicurezza, data spesso dalla “solitudine” di chi cerca di sollevare il tema sicurezza e dalla fretta di concludere il lavoro. Scrivono infatti i tre consiglieri, Michela Guerra, Samantha Tardi e Marco Maiolini in una nota: “Indire uno sciopero di 24 ore a seguito dell’ennesimo incidente mortale, avvenuto giovedì scorso nel terminal Setramar, non la riteniamo la mossa più corretta da parte dei sindacati, in quanto completamente sbagliata la tempistica. Le problematiche chiave – che i sindacati dovrebbero iniziare a cogliere una volta per tutte – ristagnano tra i lavoratori che andrebbero osservati e tutelati di più. Molti di loro spesso, per il terrore di perdere il proprio posto di lavoro, non appoggiano colleghi che, anche timidamente, hanno la forza di denunciare carenze nel rispetto delle regole sulla sicurezza del lavoro. La mancanza di ascolto, ed il mancato supporto nei confronti dei “preposti” che, rilevando situazioni poco sicure nell’ambito lavorativo, sono titubanti nel denunciare per iscritto, come previsto invece dalla normativa, per non essere malvisti dai datori di lavoro, determinano la decadenza della sicurezza dell’area in cui operano. Inoltre, il bypassare i regolamenti di sicurezza, anche i più elementari, per la fretta di terminare un lavoro, onde evitare il rischio di richiami per improduttività, alimentano non solo i rischi di incolumità personale, bensì anche un clima omertoso che poi, inevitabilmente, può sfociare in tragedie come quella appena passata. E’ per le problematiche sopraelencate che i sindacati dovrebbero assumersi le responsabilità di indire scioperi ed alzare la propria voce a tutela della classe operaia”. Tardi, dicono, scioperare dopo la tragedia: “Quando ormai l’incidente è avvenuto è troppo tardi ed a quel punto sarebbe più coerente e utile proporre una donazione di qualche ora di lavoro alla famiglia di chi non tornerà più a casa, per far capire che i lavoratori sono uniti e solidali, malgrado leggi e regolamenti che sembrano invece studiati per dividerli. Cogliamo l’occasione per rinnovare ed esprimere la nostra vicinanza alla famiglia del camionista prematuramente scomparso ed anche all’operaio Co.fa.ri che, suo malgrado, si è trovato direttamente coinvolto in una tragedia indicibile mentre, anch’egli, eseguiva il proprio lavoro per portare a casa il pane”.
«Papa Francesco ci richiama a non dimenticare che il mondo non è dei forti, dei furbi, dei violenti»
Riceviamo e pubblichiamo gli auguri di Pasqua del vescovo di Ravenna, monsignor Ghizzoni.
«In questi giorni ci auguriamo un po’ tutti Buona Pasqua, anche quelli che sono non credenti o non cristiani. La Pasqua infatti resta storicamente un richiamo per gli ebrei alla Liberazione dalla schiavitù, per i cristiani è la memoria della risurrezione di Gesù Cristo, per i non credenti è una festa positiva, di gioia.
In questi giorni abbiamo visto anche nella nostra città una grande partecipazione ai riti della domenica delle Palme, del Giovedì santo con la lavanda dei piedi, alla Via Crucis nelle strade e nelle piazze con l’adorazione alla Croce del Venerdì santo, e così sarà nella Domenica più importante dell’intero anno, quella di Pasqua. C’è ancora tanta gente che trova nel messaggio del Vangelo una speranza, una luce, un sentimento importante che aiuta a vivere con un senso, un futuro o più esplicitamente che cerca una Paternità sopra di noi che provveda alla vita di tutti, soprattutto di chi non ce la fa da solo e rischia di essere scartato nell’indifferenza generale.
È Papa Francesco che ci richiama sempre a non dimenticare che il mondo non è dei forti, dei furbi, dei violenti, anche se così sembra all’apparenza, ma è nelle mani di un Padre misericordioso che ascolta il grido dei poveri, degli ultimi, e di ciascuno di loro. E alla fine garantirà una giustizia vera che nessuno potrà ingannare. Ma anche oggi la sua Misericordia convertendo i cuori e gli atteggiamenti dei credenti e di tutti gli uomini di buona volontà, fa di essi i primi operatori di giustizia (e quindi di pace), disponibili a pagarne il prezzo. Lo abbiamo sentito da più fonti: in questi anni c’è il maggior numero di cristiani perseguitati e anche di martiri per la fede rispetto alle altre epoche della storia, senza che i cristiani stiano combattendo nessuna guerra per portare il Vangelo agli altri. I 396 missionari martiri uccisi in questi ultimi 15 anni ci dice quale è il prezzo della testimonianza e della fedeltà alla propria vocazione di fedeli laici, preti, suore, vescovi. E ci testimonia quale grande speranza li ha animati e li ha sorretti.
Qui il messaggio della Pasqua è centrale: essi hanno creduto che la Risurrezione non è avvenuta solo per Cristo, ma che a causa di essa tutti noi potremo sperimentare dopo la morte e la risurrezione, la gioia della Vita piena, eterna. Saremo anche noi trasformati e assunti nella pace e nella comunione con Dio, integralmente, con il nostro spirito, la nostra personalità e il nostro corpo.
Proprio questo permette ai cristiani (cattolici, protestanti, ortodossi) di vedere con occhi diversi il male che c’è nel mondo e che sembra crescere. Esso è ridimensionato, perché il Cristo risorto ha tolto l’ultima parola alla morte, al peccato, al male. E noi sappiamo che ci sarà giustizia e pace per tutti, soprattutto per quelli che in questa terra hanno sempre subito violenze, persecuzioni e ingiustizie. Ci sarà misericordia per coloro che hanno usato misericordia anche senza ricevere nulla in cambio. Ci sarà la visione di Dio per coloro che avranno amato Lui nei fratelli con cuore puro.
Nello stesso tempo, questa speranza ci dà la forza per lottare e per far crescere la giustizia, la pace, il rispetto della dignità dei piccoli, dei poveri, degli indifesi, per favorire la riconciliazione là dove l’odio genera conflitti, per cambiare tante situazioni di odio e di morte, di povertà e sfruttamento in condizioni di solidarietà, di condivisione, di amicizia!
Questo vedere il bene oltre e sopra il male, ci permette di dire che la Risurrezione di Cristo agisce già oggi nella vita della Chiesa, dei cristiani e degli uomini di buona volontà. Perciò non abbiamo solo motivi di timore o pessimismo, ma con sano realismo cristiano possiamo augurarci una buona Pasqua e guardare avanti con speranza.
Superlega / Nella semifinale di domenica 23 aprile alle ore 20.30 la squadra di Soli sfiderà i padroni di casa della Calzedonia. In caso di successo i ravennati se la vedranno nella finalissima del giorno dopo, alla stessa ora, contro la vincente della sfida tra Piacenza e Monza
Lo schiacciatore francese della Bunge Julien Lyneel
Come preannunciato dalla stampa veneta in questi ultimi giorni, la fase finale dei Play Off Challenge 5° posto UnipolSai si terrà al PalaOlimpia di Verona nelle giornate di domenica 23 e lunedì 24 aprile. Dopo aver battuto nella serie dei quarti di finale la Tonno Callipo Vibo Valentia, superata con un secco 3-0, la Bunge affronterà in semifinale i padroni di casa della Calzedonia. Il match è in programma alle ore 20.30 di domenica 23 aprile, mentre in precedenza (alle ore 17.30) verrà disputata l’altra sfida, quella tra LPR Piacenza e Gi Group Monza. La finalissima è prevista il giorno dopo, sempre alle ore 20.30. Tutti e tre i match potranno essere seguiti in diretta su Lega Volley Channel.
Giunta quinta al termine della regular season e sconfitta nei quarti dei playoff scudetto dall’Azimut Modena, la formazione guidata da Grbic è approdata alla fase finale di questa competizione grazie al tris di vittorie (a zero) su Sora. Nell’altra semifinale Piacenza si è qualificato grazie al 3-0 su Latina, mentre Monza ha eliminato Molfetta in quattro partite, l’ultima delle quali disputata ieri sera in casa dell’Exprivia (3-1 per il Gi Group). I biglietti per assistere alla Final Four sono disponibili fin da subito sul circuito Vivaticket.
Questo il programma nel dettaglio: Play Off Challenge, Semifinali Domenica 23 aprile 2017, ore 17.30 LPR Piacenza – Gi Group Monza Diretta Lega Volley Channel Domenica 23 aprile 2017, ore 20.30 Calzedonia Verona – Bunge RavennaDiretta Lega Volley Channel Play Off Challenge, Finale Lunedì 24 aprile 2017, ore 20.30 Vincenti semifinali Diretta Lega Volley Channel
La coop agricola di Faenza riunisce 13mila viticoltori con un conferimento di sette milioni di quintali. Il presidente Dalmonte: «Cresce l’export, significa che il nostro prodotto piace all’estero»
Carlo Dalmonte (presidente Caviro) e l’onorevole Paolo De Castro
Fatturato annuo di 304 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente, e una filiera del gruppo che ha raggiunto le 34 cantine: è stato approvato dall’assemblea dei soci il bilancio 2016 di Caviro, la cooperativa agricola di Faenza che riunisce 13mila viticoltori con oltre 37mila ettari di vigneto sparsi in sette regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli, Marche, Puglia, Toscana e Sicilia) per un totale di circa sette milioni di quintali conferiti (l’11 percento dell’uva italiana).
«Nel 2016 abbiamo indirizzato i nostri sforzi ad una maggiore remunerazione dei soci per consentire loro di affrontare futuri investimenti che l’evoluzione del settore richiede – ha sottolineato il Presidente del gruppo Carlo Dalmonte -. La crescita del 12 percento del fatturato estero della capogruppo dimostra l’ottima accettazione dei nostri prodotti. Affronteremo il 2017 con una base sociale ancora più solida ed estesa, grazie agli ultimi due ingressi nella categoria soci speciali che portano a 34 il numero delle cantine della filiera del gruppo. Siamo, invece, preoccupati dell’incertezza normativa che ci ha visti penalizzati sui ricavi legati al settore energetico».
Il gruppo ha conseguito nel 2016 un valore aggiunto di 43 milioni di euro. L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) registrato nel 2016 è stato di 17 milioni di euro al netto della liquidazione straordinaria del vino dei soci, che rappresenta il 90% del totale. Il risultato di esercizio è di 1,3 milioni di euro, prosegue il rafforzamento patrimoniale con i mezzi propri del Gruppo che raggiungono quota 91 milioni di euro mentre la Posizione Finanziaria Netta è di 56 milioni di euro.
I carabinieri l’hanno trovato in bicicletta sui binari e lui si è giustificato dicendo che stava scattando foto al paesaggio, mostrando gli scatti ai militari intervenuti. È accaduto il 13 aprile a Cervia. Alle 16 una chiamata sul numero di pronto intervento 112 segnalava un uomo in bicicletta sui binari in prossimità del passaggio a livello di via Di Vittorio. La pattuglia dei carabinieri di Cervia intervenuta sul posto intercettava l’uomo, uno dei tanti cittadini tedeschi che in questo periodo dell’anno trascorrono le vacanze nella località di mare: è stato invitato a spostarsi e a fare maggiore attenzione.
La pubblica amministrazione diffonde le percentuali di veicoli entro il limite dei 50 orari in corrispondenza delle 24 scatole blu che ospitano a rotazione gli strumenti per la rilevazione nei nove comuni
Le 24 scatole blu per gli autovelox fissi installati nei centri abitati e nelle frazioni dei nove comuni della Bassa Romagna, dove la velocità massima consentita è 50 kmh, stanno educando gli automobilisti al rispetto dei limiti. È questa la sintesi del confronto fatto dall’Unione dei Comuni tra le rilevazioni della velocità in una settimana prima dell’installazione e in una settimana a sei mesi dall’installazione.
Il dato diffuso dalla pubblica amministrazione riguarda la percentuale dei veicoli che transitano a una velocità inferiore ai 50 kmh: nel territorio di Alfonsine il 92,8 percento dopo l’installazione e 26,7 prima, a Bagnacavallo 75,8 (18,3), a Bagnara di Romagna 58,2 (16,4), a Conselice 90 (12,2), a Cotignola 80 (20,1), a Fusignano 71 (9,2), a Lugo 98,7 (15,1), a Massa Lombarda 57,8 (16,5) e a Sant’Agata sul Santerno 93,8 (18,4).
Anche le velocità medie di transito hanno subito una riduzione. Senza la presenza dei box si sono registrate velocità medie comprese fra i 52 kmh e gli 80 (punte fino a 160 orari). Con i box la velocità media registrata nella quasi totalità delle postazioni è risultata inferiore al limite dei 50 kmh.
I 24 box continueranno a ospitare a rotazione gli autovelox, ma anche altri sistemi di rilevazione, come il targa system, che accerta la mancanza dell’assicurazione, della revisione o se un veicolo risulta rubato. La strumentazione all’interno dei box sarà presidiata dalle pattuglie della polizia municipale.
La vittima dell’aggressione ha temuto il peggio perché utilizza un farmaco anticoagulante per motivi di salute. Prognosi di dieci giorni e denuncia per lesioni personali al proprietario dell’animale che ha aperto il cancello di casa
Mentre si trovava per strada a Faenza, a spasso con il proprio cane di taglia media, un uomo è stato morso a una mano da un Labrador uscito da un giardino privato dopo che il proprietario aveva aperto il cancello. È accaduto nel pomeriggio di ieri, 13 aprile. L’episodio non ha avuto gravi conseguenze anche se in un primo momento la vittima dell’aggressione ha temuto il peggio perché utilizza un farmaco anticoagulante per motivi di salute: l’intervento dei soccorsi, chiamati dall’uomo, e l’immediata medicazione in ospedale hanno permesso di tamponare la ferita. I medici hanno diagnosticato una prognosi di dieci giorni e l’uomo ha denunciato il proprietario del labrador per lesioni personali. Quest’ultimo dovrà rispondere anche della violazione amministrativa, e relativa sanzione, per omessa custodia di animale.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine intervenute, l’aggressione è avvenuta quando l’uomo si è fermato con il proprio cane in corrispondenza del giardino dove il Labrador abbaiava e ringhiava. I padroni di casa gli avrebbero richiesto di allontanarsi e lui avrebbe risposto che trovandosi sulla pubblica via e non all’interno di una proprietà privata non era tenuto a spostarsi. A quel punto il proprietario del Labrador ha aperto il cancello e l’uomo, per difenere il proprio animale, è stato morso. Le conseguenze dell’aggressione non sono state più gravi anche perché il padrone del Labrador ha afferrato l’animale riportandolo all’interno del giardino.
Serie D / Felice per il trionfale rientro a Ravenna, l’attaccante non si fa prendere dall’entusiasmo e pensa già alla prossima sfida con il Rovigo: «Adesso siamo padroni del nostro destino e vogliamo arrivare fino in fondo. La spinta dei tifosi deve rappresentare uno stimolo in più»
L’attaccante giallorosso Ivan Graziani
Domenica scorsa, prima della partita contro il Castelvetro e con cinque punti di ritardo dall’Imolese, nemmeno il più ottimista dei tifosi giallorossi avrebbe sperato dopo quattro giorni di vedere il Ravenna in cima alla classifica. La capolista rossoblù però è incappata in due sorprendenti ko, mentre la squadra di Antonioli ha fatto bottino pieno, battendo prima gli emiliani senza grossi problemi al “Benelli” e poi la Colligiana a domicilio, al termine di una gara a lungo sofferta. A mettere lo zampino su questo successo ci ha pensato anche Ivan Graziani, con l’assist per il gol del 2-0 di Innocenti che di fatto ha chiuso la sfida, ma che dall’alto della sua esperienza non si fa prendere dai facili entusiasmi.
Ivan, qual è stata la chiave di volta della vittoria in terra toscana contro un avversario pericoloso come la Colligiana? «Questo è un campionato molto tosto, dove nessuna gara inizia con un risultato scontato e l’abbiamo visto nella giornata di ieri. Abbiamo affrontato il match nel modo giusto, correndo anche dei rischi in quanto la nostra intenzione era quella di attaccare per passare in vantaggio. Contro una squadra come la Colligiana, che lotta per salvarsi, non è mai facile giocare ed è stato fondamentale sbloccare il punteggio con la rete di Forte. Siamo stati bravi a mettere in pratica quello che ci eravamo prefissati nei giorni precedenti alla partita».
Cosa avete provato quando siete tornati a Ravenna, accolti quasi da eroi dai tifosi giallorossi? «E’ stata una grande emozione, una cosa che non capita molto spesso. Un bel gesto da parte dei nostri sostenitori, che ci dà uno stimolo in più per continuare su questa strada nelle prossime tre gare. Non dobbiamo però cullarci su quello che abbiamo fatto finora, ma anzi sfruttare questo entusiasmo in maniera positiva, senza alcuna frenesia».
Domenica scorsa avreste mai sperato di trovarvi in vetta alla classifica prima della sosta di Pasqua? «In quel momento della stagione c’erano ancora quindici punti in palio e noi ci abbiamo sempre creduto, anche se non ci aspettavamo di salire così in fretta. A volte sono più pericolose le sfide con le formazioni in lotta per la salvezza, che gli scontri diretti. Il calcio è strano e basta un piccolo calo di concentrazione per rovinare quanto di buono fatto in precedenza».
Adesso vi aspetta qualche giorno di riposo e poi dovrete iniziare a preparare la gara contro la terza forza del girone, il Rovigo, dietro solo due punti. Sale la tensione? «Bisogna sfruttare i giorni che abbiamo in più per ricaricare le pile e recuperare gli infortunati, in modo da presentarci a mille sul campo del “Benelli”. Questo è un campionato in cui non si può mai essere tranquilli e per raggiungere l’obiettivo del primo posto sarà necessario vincere tutte e tre le prossime partite. Il destino è nelle nostre mani e a questo punto proveremo a raggiungere un traguardo che a inizio stagione era quasi insperato».