sabato
30 Agosto 2025

Porto, dove li metto i fanghi? Le soluzioni dei candidati sindaco

A confronto le idee per l’escavo dei fondali e il loro profilo ideale
per il presidente Ap dopo il commissariamento dell’ammiraglio Meli

Nuova puntata per i candidati sindaci, questa volta su uno dei temi più spinosi e discussi in città: il porto di Ravenna che nel 2015, secondo i dati di Autorità portuale, ha movimentato 24,7 milioni di tonnellate registrando la performance migliore dalla crisi del 2009 e la terza annualità consecutiva con un segno positivo. L’ultimo confronto fatto da Assoporti (su dati 2014, al netto delle rinfuse liquide) metteva Ravenna al quarto posto tra i 26 principali porti italiani e primo dell’Alto Adriatico. Numeri che hanno trovato conferma nel recente disegno di legge di riforma firmato dal ministro Delrio: nella sforbiciata alle attuali ventiquattro Autorità portuali, Ravenna sopravviverà autonoma diventando una delle future quindici Autorità di sistema portuale (il cui presidente sarà nominato dal ministro consultando il presidente di Regione senza l’intervento di enti locali). Attualmente al vertice del governo portuale locale c’è l’ammiraglio Giuseppe Meli, nominato commissario il 2 marzo alla scadenza del primo mandato di Galliano Di Marco.

Quello di Ravenna, è un porto canale che si estende per circa 14 km ed è soggetto a un naturale insabbiamento dei fondali che abbassano il pescaggio. Da tempo e da più parti si ripete che la tassativa necessità del porto è quindi un intervento importante di dragaggio. Questione cruciale è la gestione dei fanghi di escavo. Proprio qui è rimasta impantanata l’ultima presidenza di Ap alle prese con strumenti urbanistici complessi, l’ostruzionismo di alcuni settori imprenditoriali, gli scontri con l’amministrazione Matteucci e gli intoppi di indagini su casse di colmata derivanti da opere svolte in precedenza.

I cinque candidati sindaci si confronteranno sul porto anche questa sera, 19 maggio, in occasione di un incontro organizzato dal Propeller Club (ore 18.30 al ristorante La Campaza): dieci domande uguali per tutti con due minuti di tempo a testa per rispondere.

Intanto ecco la domanda che R&D ha sottoposto ai cinque aspiranti sindaci: «Il Comune da lei guidato quale soluzione proporrà per collaborare con l’Autorità portuale in modo da uscire dallo stallo attuale e cominciare l’attività di dragaggio nell’interesse del porto e di conseguenza del tessuto economico locale? In altre parole: i fanghi degli escavi dove saranno collocati esattamente quando lei sarà sindaco? E infine, anche se formalmente gli enti locali non avranno più ruoli nella nomina dei presidenti, è lecito supporre che ci sarà comunque una consultazione informale: chi indichereste per la guida della futura Autorità di sistema portuale?».

Massimiliano Alberghini (50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord , Lista per Ravenna, Forza Italia e Fratelli d’Italia)
«Soluzione multipla tra cave e fondi stradali»
«Vista la dimensione del problema, la quantità di milioni di metri cubi di materiale di risulta, il problema non può essere risolto in via univoca ma occorrerà pensare a ipotesi diverse dove poterlo collocare, oltre a quello che potrà essere riversato in mare e già autorizzato. Sicuramente potranno essere utilizzate le diverse cave esauste presenti sul territorio, in parte dei sottofondi stradali di nuova realizzazioni possono essere utilizzate le risultanze degli escavi. Per risolvere il problema ci vorrà ovviamente un coordinamento e una intesa tra le varie istituzioni cosa non avvenuta fino ad ora e precisamente tra autorità portuale, il comune e la regione che a dir la verità si è in tutti questi anni quasi totalmente disinteressata dell’unico porto commerciale presente in regione. Occorre anche considerare che le attività di ordinaria manutenzione produrranno ogni anno altro materiale da stoccare. Dopo aver nominato negli ultimi dodici anni persone esterne al territorio ravennate, ritengo di dover indicare un nominativo del territorio con specifiche competenze in materia».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore turistico, consigliere comunale del gruppo misto dopo essere uscito da Forza Italia, è il candidato della lista civica La Pigna)
«Sì all’esproprio, basta conflitti d’interessi in Sapir»
«A Ravenna grazie ai conflitti d’interesse in Sapir, il Progetto di dragaggio approvato dal Comitato Portuale in qui sono presenti Matteucci, il Presidente della Provincia, genero del segretario del Pd e candidato a sindaco De Pascale, Camera di Commercio e Regione, tutti del Pd, è stato poi dagli stessi soggetti vigliaccamente bloccato insieme a Ottolenghi di Pir. Hanno tenuto ferme, in un momento di gravissima crisi economica e di lavoro, opere per 240 milioni di euro che non solo avrebbero permesso di approfondire i fondali ma anche consentito di aumentare l’attività del porto e l’aumento degli occupati con beneficio di tutte le attività economiche. Adesso come dice Marcegaglia aver bloccato i dragaggi costa 500mila euro in più all’anno far sbarcare le merci a loro destinate. Abbiamo già indicato di adottare subito la soluzione di rimodulazione che non prevede cassa di colmata a mare ma la collocazione dei fanghi presso la logistica 1 e contestuale esproprio dei terreni in gran parte di Sapir e dei proprietari presso la zona S3. Dato che il conflitto d’interessi presente con la partecipazione del pubblico in Sapir che intendiamo vendere per sviluppare la città e il territorio, crediamo che il nuovo presidente dell’Autorità Portuale debba essere persona di professionalità ed etraneo ai giochi e agli intrecci affaristici di Ravenna».

Michele de Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali, Sinistra per Ravenna con Valentina Morigi e Ravviva Ravenna che ha come capolista Giovanni Crocetti)
«Sedimenti a mare, in logistica e “lavati”»
«Sul porto di Ravenna vanno intraprese scelte strategiche, realizzati gli investimenti, scavati i fondali e potenziati i collegamenti per aumentarne il rango. Su queste scelte, vogliamo che la città rivesta un ruolo forte nei confronti della Regione e del Governo. In futuro le scelte politiche d’indirizzo sul porto devono essere in capo all’amministrazione, che dovrà farsi carico della responsabilità di mantenere un clima positivo con gli interlocutori. Procederemo allo scorporo della parte terminalistica di Sapir e alla sua completa privatizzazione, mantenendo un ruolo pubblico nella scelta di sviluppo delle aree. A breve dobbiamo scavare i fondali a 12,5 metri, per tutta l’asta del porto. Si tratta di 5 milioni di metri cubi di sedimenti, di cui: 2 milioni possono essere messi a mare, 1 milione può andare in sviluppo di aree di logistica e, per i restanti 2 milioni, pensiamo che la scelta più intelligente sia la realizzazione di un impianto di lavaggio delle sabbie che curi anche la manutenzione. È una soluzione che offre lavoro senza il rischio di problemi ambientali e necessità di espropri. Inoltre consentirebbe una realizzazione per step, e dunque sarebbe possibile partire subito, dandosi un tempo di 4/5 anni. L’Autorità Portuale non è un’azienda, ma un ente pubblico, pertanto a guida del futuro porto di Ravenna, auspichiamo un profilo con forti competenze tecniche in grado di concentrarsi sull’infrastrutturazione del porto».

Michela Guerra (43 anni, avvocato, è il candidato sindaco della lista Movimento Civico CambieRà)
«Casse nell’ex Sarom e draghe ecologiche»
«Se la maggioranza avesse voluto iniziare a breve i lavori, una soluzione ci sarebbe stata, ovvero procedere con il primo stralcio di uno dei tre progetti proposti dall’ex presidente Di Marco, escludendo quello con le “casse a mare”. In questo modo si sarebbero potuti utilizzare i terreni Sapir ove costruire casse di colmata provvisorie per contenere i fanghi e iniziare i lavori che avrebbero visto la conclusione verso il 2020 circa. La maggioranza ha bocciato questa proposta e, sia chiaro a imprenditori portuali e cittadini, qualsiasi proposta formulata ora non permetterà di avere reali benefici prima di 3/4 anni, a essere ottimisti. Considerate queste tempistiche la proposta può quindi essere riformulata dando la priorità alla costruzione di un impianto di trattamento, all’utilizzo dei terreni ex Sarom e a un progetto pilota con “draghe ecologiche”. La bonfica dell’area ex Sarom sarà completate entro 18 mesi. Sono poi necessari adeguamenti degli strumenti urbanistici in modo da poter costruire le casse di colmata provvisorie e l’impianto di trattamento. Il tutto non deve prevedere il pagamento di affitti agli stessi soggetti. Ci vuole un profilo internazionale e il più indipendente possibile dalle lobby locali; un esperto del settore che non abbia mai lavorato con aziende che hanno interessi, diretti o indiretti, nel porto di Ravenna o espressione della politica e/o di associazioni di categoria».

Raffaella Sutter (61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd)
«Usiamo i terreni di Sapir, anche largo Trattaroli»
«Per superare lo stallo, il Comune deve collaborare con l’A.P. nella scelta di progetti utili in termini di costi/benefici (es.posti di lavoro) e sostenibili non solo per gli aspetti economici ma anche quelli di consumo del territorio e di impatto ambientale. Deve agevolarne l’attuazione con strumenti di programmazione coerenti con l’installazione di impianti di trattamento e casse di colmata, con attenzione alle esigenze del territorio, per non ripetere gli errori commessi finora. Sapir deve essere riorientata verso una mission pubblica, infatti un’importante causa di stallo è stata la prevalente tutela degli interessi dei soci privati da parte di Sapir; la disponibilità di terreni deve cessare di essere intesa come speculazione immobiliare, i terreni di Sapir sono la naturale collocazione per le casse di colmata, compresa la penisola Trattaroli, idonea per una gestione continuativa di dragaggi e sedimenti senza intaccare terreni agricoli. Da indicare per l’A.P. ho già alcuni nomi, tra i ravennati, con requisiti di esperienza, qualificazione professionale e capacità di resistenza ai poteri forti. Tra i non ravennati Sergio Bologna, massimo esperto di logistica portuale a livello internazionale; e Galliano Di Marco che ha dimostrato di possedere ottime capacità di resistenza in tal senso».

Confezionava dosi di eroina tra l’erba dietro l’ospedale: arrestato un 44enne

L’uomo in compagnia di un complice ha tentato la fuga ma è stato bloccato. Vicino a un edificio abbandonato trovati 10 g di droga

Stavano seduti in due tra l’erba alta accanto a un edificio abbandonato sul retro dell’ospedale di Ravenna e confezionavano dosi di eroina. Quando hanno visto la polizia hanno tentato la fuga ma uno è stato fermato: il 17 maggio arrestato un 44enne di Mesola che mentre tentava di allontanarsi si è liberato di una bilancina di precisione. Dove i due sedevano è stato trovato tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi con oltre 10 grammi di eroina, tutto adagiato su una pietra. Il 44enne, con numerosi precedenti specifici, è stato condannato dal tribunale di Ravenna a 6 mesi di reclusione, mille euro di multa ed il divieto di dimora in provincia di Ravenna.

Allerta meteo, temporali in arrivo

Dalle 8 a mezzanotte del 19 maggio. Poi un miglioramento

Una nuova allerta della protezione civile dell’Emilia Romagna annuncia temporali in tutta la regione dalle 8 di domani, giovedì 19 maggio, per 16 ore, fino alla mezzanotte di domani. Nel corso della mattinata di domani le zone maggiormente interessate dai fenomeni potranno risultare le aree appenniniche centro-occidentali. Dal pomeriggio è prevista un’intensificazione dei fenomeni sul settore di nord-est con attenuazione sul restante territorio. Nella mattinata di venerdì le precipitazioni tenderanno ad esaurirsi. Si raccomanda ai gestori di attività all’aperto di sistemare e fissare gli oggetti sensibili agli effetti del maltempo. La struttura comunale di Protezione civile monitorerà la situazione. Si consiglia di seguire l’evoluzione della situazione sul web consultando le “Allerte di protezione civile” all’indirizzo http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/servizi/allerte-avvisi-protezione-civile/ultimi-avvisi e sul sito del Comune www.comune.ra.it.

Dalla prigionia all’esilio a 62 anni Folla per Shirin Ebadi a ScrittuRa

Il premio Nobel iraniano ospite al palacongressi ha raccontato la sua storia di ribellione al potere e di lotta per i diritti

«Siccome le donne sono più resistenti e fanno più resistenza, il governo iraniano le tratta  peggio». Con queste parole l’avvocato e pacifista Shirin Ebadi, prima iraniana e musulmana ad aver ricevuto – nel 2003 – il premio Nobel per la Pace, ha cercato di spiegare la difficile situazione femminile in Iran, quell’amata patria che l’ha ripudiata nel 2009, in seguito alle sue prese di posizione contro il regime. E proprio lei, che a 68 anni gira il mondo instancabilmente, è stata l’ospite più attesa della terza edizione di ScrittuRa Festival, incentrata sui temi della libertà di parola e del pluralismo. La sua presenza ha attirato centinaia di persone al Palazzo dei Congressi, curiose di saperne di più sulla sua storia. Sfuggita alla prigione, a diverse minacce di morte, ha raccontato le sue battaglie per i diritti civili in Iran, sottolineando anche gli errori che commette l’Occidente. Dopo aver definito la sua prima volta a Ravenna molto piacevole – “la vostra è una bellissima città e ora mi sento più vicina a voi storicamente” -, ha spiegato cosa è accaduto sette anni fa, quando è stata costretta a lasciare il paese con un solo bagaglio a mano. I dettagli son narrati nel suo romanzo biografico Finché non saremo liberi (Bompiani, marzo 2016). «C’è stato un colpo di Stato e non sono più riuscita a rientrare – afferma –. Molte persone sono state uccise in strada, migliaia gli arrestati. All’età di 62 anni, quando ci si comincia a preparare per la pensione, in un mese ho perso tutto: mio marito, la mia famiglia, la mia casa, il mio conto in banca, il mio lavoro, la mia patria. Dopo un mese durissimo, in cui mi sentivo spaesata, mi sono detta: però, sei ancora viva. Così ho lavorato ancora di più, ho avuto successo come mai prima e ho anche guadagnato parecchio». Ha ricominciato da zero e di questo va molto orgogliosa perché, come ama ripetere ai giovani, alle donne, a tutti: «Con un fallimento non finisce il mondo, le persone cadono più volte nella vita, ma l’importante è sapersi rialzare per ricominciare». Durante l’incontro ravennate, Ebadi ha ricevuto una triste notizia: la condanna a ulteriori dieci anni, per un totale di sedici, della sua collaboratrice e amica, la giornalista Narges Mohammadi, per aver lanciato dal carcere una campagna in favore delle madri detenute. «Neanche il carcere l’ha potuta zittire!», commenta con trasporto. E nel rievocarla, la mente va a quei 25 giorni di isolamento in carcere, nel 1999, quando fu accusata di diffamazione contro la Repubblica Islamica. «Ho subito la cosiddetta tortura bianca – racconta -. Sono stata rinchiusa in una piccola cella senza finestra, con le luci accese giorno e notte, costretta a dormire su una moquette sporca, senza un tavolo, una sedia, un  letto, solo con una coperta che dovevo decidere se trasformare in cuscino o usare per coprirmi. Non avevo orologio, quindi non sapevo quando era giorno e notte, e non potevo incontrare avvocati e familiari. Se penso che molte delle persone che ho difeso hanno subito questo trattamento anche per un anno, è terribile…». Alcune riflessioni anche sull’attualità: l’Iran per Ebadi, ha bisogno di investimenti per dare un lavoro ai tanti giovani disoccupati. «La settimana scorsa, Versace ha aperto uno show-room a Teheran, ma non è di vestiti eleganti che il mio paese ha bisogno, né dei tanti accordi commerciali con l’Occidente che non arricchiranno il popolo. Lo spettro di quanto accaduto in Libia è davanti agli occhi di tutti!», aggiunge. E con ironia, commenta quanto accaduto di recente in Italia. «Il presidente iraniano – dice -, è stato accolto con grande ospitalità, al punto da coprire le statue di un museo per rispettarne la cultura, ma quando poco dopo una delegazione ministeriale italiana è stata in Iran, alle donne è stato chiesto di velarsi. Due pesi, due misure».

Il festival prosegue fino a domenica con incontri, appuntamenti, lezioni e mostre (vedi correlato).

 

Retata a scuola con i cani antidroga Arrestato uno studente per spaccio

Controlli dei carabinieri su 22 ragazzi: in manette un 19enne trovato con quattro dosi di marijuana. A casa ne aveva altre 11 confezionate

Il naso dei cani antidroga nelle scuole superiori di Cervia ha portato al controllo di ventidue studenti e per uno di loro, un 19enne ravennate, è scattato l’arresto: addosso aveva quattro dosi di marijuana e la successiva perquisizione domiciliare ha individuato ulteriori undici dosi ed un sacchetto più grande dello stesso stupefacente. Complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati 21 grammi circa di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. È stato inoltre segnalato un 17enne come assuntore: era in possesso di 3 grammi di marjiuana. I controlli si sono svolti nella mattinata del 17 maggio.

Raccolti in anticipo i 100mila euro per il concerto dei mille di Zaffagnini

Nuova impresa del fusignanese, noto in tutto il mondo per il progetto
sui Foo Fighters. L’appuntamento è in luglio allo stadio di Cesena

Il fusignanese Fabio Zaffagnini ce l’ha fatta ancora. Lui e tutto il suo staff del Rockin’1000 – come era stato ribattezzato l’evento di cui ha parlato tutto il mondo che ha portato l’anno scorso i Foo Fighters a suonare a Cesena (vedi articoli correlati) – hanno infatti raccolto con una settimana d’anticipo rispetto alla scadenza del crowdfunding i 100mila euro necessari per realizzare quello che viene definito come il concerto “della più grande rock band del mondo”.

Saranno infatti ancora mille i musicisti che si ritroveranno a Cesena, provenienti da tutta Italia, ma non per realizzare un video da spedire ai Foo Fighters, bensì per essere protagonisti di un intero concerto, ripercorrendo i brani che hanno fatto la storia del rock.

L’appuntamento, già fissato, è per il 24 luglio allo stadio Manuzzi di Cesena. I 100mila euro sono stati raccolti tramite il pre-ordine dei biglietti, che si potranno acquistare ancora a prezzi scontati entro il 25 maggio a questo link.

Hanno già deciso di aderire all’evento e suoneranno tra i mille di Cesena alcuni musicisti famosi come Saturnino (bassista di Jovanotti), Sergio Carnevale (batterista dei Bluvertigo), Omar Pedrini e Raoul Casadei.

Raccolti in anticipo i 100mila euro per il concerto dei mille di Zaffagnini

Nuova impresa del fusignanese, noto in tutto il mondo per il progetto
sui Foo Fighters. L’appuntamento è in luglio allo stadio di Cesena

Il fusignanese Fabio Zaffagnini ce l’ha fatta ancora. Lui e tutto il suo staff del Rockin’1000 – come era stato ribattezzato l’evento di cui ha parlato tutto il mondo che ha portato l’anno scorso i Foo Fighters a suonare a Cesena (vedi articoli correlati) – hanno infatti raccolto con una settimana d’anticipo rispetto alla scadenza del crowdfunding i 100mila euro necessari per realizzare quello che viene definito come il concerto “della più grande rock band del mondo”.

Saranno infatti ancora mille i musicisti che si ritroveranno a Cesena, provenienti da tutta Italia, ma non per realizzare un video da spedire ai Foo Fighters, bensì per essere protagonisti di un intero concerto, ripercorrendo i brani che hanno fatto la storia del rock.

L’appuntamento, già fissato, è per il 24 luglio allo stadio Manuzzi di Cesena. I 100mila euro sono stati raccolti tramite il pre-ordine dei biglietti, che si potranno acquistare ancora a prezzi scontati entro il 25 maggio a questo link.

Hanno già deciso di aderire all’evento e suoneranno tra i mille di Cesena alcuni musicisti famosi come Saturnino (bassista di Jovanotti), Sergio Carnevale (batterista dei Bluvertigo), Omar Pedrini e Raoul Casadei.

Torna in centro a Ravenna il festival per «fare i conti con l’ambiente»

Oltre 50 iniziative su rifiuti, acqua, energia e sostenibilità

Dal 18 al 20 maggio, ritorna la tre giorni di “Ravenna 2016 – Fare i conti con l’ambiente”, il festival formativo su rifiuti, acqua, energia, bonifiche e sostenibilità ambientale, giunto alla nona edizione.

Oltre 50 iniziative nel centro storico di Ravenna, 105 relatori, più di 2mila partecipanti: questi i numeri della manifestazione totalmente gratuita promossa da Labelab. Non solo conferenze a tema ma anche seminari di formazione (i cosiddetti ‘Labmeeting’), workshop ed eventi culturali, in grado di offrire crediti riconosciuti dagli enti professionali.

«Dal 2008 abbiamo vissuto l’evoluzione del settore a livello di strategie e investimenti – spiega Giovanni Montresori, presidente di Labelab -. Oltre al ricco programma, novità di questa edizione sono le scuole di alta formazione con approfondimenti mirati: accanto a quella sulla “Bonifica di siti contaminati”, c’è quella sulla “Gestione dei rifiuti”, entrambe esaurite a livello di iscrizione. Sei le conferenze in programma: da quella sulla cybersecurity a quella sul nuovo modello di agricoltura circolare in Emilia Romagna, dalla gestione degli inerti al Premio Ambiente & Futuro alla Camera di Commercio».

«Investire sull’ambiente significa avere prospettive future – afferma Paola Morigi, segretario generale della Camera di Commercio di Ravenna -. Il nostro Premio ha due sezioni: Scuola, in cui scegliamo i migliori elaborati scritti, e Imprese, in cui selezioniamo il progetto più innovativo».

Durante i due Labmeeting si parlerà di gestione dei rifiuti e del servizio di depurazione in Italia, mentre nei workshop di fonti energetiche rinnovabili, di nuove tecnologie e materiali per edifici a ridotto impatto ambientale, di rifiuti inerti e terre e rocce da scavo, del rischio idraulico, eccetera.

Come in un vero festival, non mancano anche i momenti culturali, con le Emergenze Creative, performance ambientali, presentazioni di libri, i Live Painting, pittura di frontiera a tema ‘green’ con spettacolo live in piazza del Popolo, le mostre al Mar – Museo d’Arte di Ravenna. «L’artista forlivese Patrizia Giambi – ricorda Silvia Cirelli – sarà protagonista della rassegna annuale d’arte contemporanea su tematiche ambientali. Il suo progetto “Acqua che manca” si concretizza in un lungo tappeto in pvc di dieci metri per due, steso a terra tra via Casa Matha, Piazza San Francesco e piazza del Popolo, su cui si muoveranno quattro performer, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, interpretando la donazione e ricezione dell’acqua».

Info e iscrizioni: www.ravenna2016.it 

Torna in centro a Ravenna il festival per «fare i conti con l’ambiente»

Oltre 50 iniziative su rifiuti, acqua, energia e sostenibilità

Dal 18 al 20 maggio, ritorna la tre giorni di “Ravenna 2016 – Fare i conti con l’ambiente”, il festival formativo su rifiuti, acqua, energia, bonifiche e sostenibilità ambientale, giunto alla nona edizione.

Oltre 50 iniziative nel centro storico di Ravenna, 105 relatori, più di 2mila partecipanti: questi i numeri della manifestazione totalmente gratuita promossa da Labelab. Non solo conferenze a tema ma anche seminari di formazione (i cosiddetti ‘Labmeeting’), workshop ed eventi culturali, in grado di offrire crediti riconosciuti dagli enti professionali.

«Dal 2008 abbiamo vissuto l’evoluzione del settore a livello di strategie e investimenti – spiega Giovanni Montresori, presidente di Labelab -. Oltre al ricco programma, novità di questa edizione sono le scuole di alta formazione con approfondimenti mirati: accanto a quella sulla “Bonifica di siti contaminati”, c’è quella sulla “Gestione dei rifiuti”, entrambe esaurite a livello di iscrizione. Sei le conferenze in programma: da quella sulla cybersecurity a quella sul nuovo modello di agricoltura circolare in Emilia Romagna, dalla gestione degli inerti al Premio Ambiente & Futuro alla Camera di Commercio».

«Investire sull’ambiente significa avere prospettive future – afferma Paola Morigi, segretario generale della Camera di Commercio di Ravenna -. Il nostro Premio ha due sezioni: Scuola, in cui scegliamo i migliori elaborati scritti, e Imprese, in cui selezioniamo il progetto più innovativo».

Durante i due Labmeeting si parlerà di gestione dei rifiuti e del servizio di depurazione in Italia, mentre nei workshop di fonti energetiche rinnovabili, di nuove tecnologie e materiali per edifici a ridotto impatto ambientale, di rifiuti inerti e terre e rocce da scavo, del rischio idraulico, eccetera.

Come in un vero festival, non mancano anche i momenti culturali, con le Emergenze Creative, performance ambientali, presentazioni di libri, i Live Painting, pittura di frontiera a tema ‘green’ con spettacolo live in piazza del Popolo, le mostre al Mar – Museo d’Arte di Ravenna. «L’artista forlivese Patrizia Giambi – ricorda Silvia Cirelli – sarà protagonista della rassegna annuale d’arte contemporanea su tematiche ambientali. Il suo progetto “Acqua che manca” si concretizza in un lungo tappeto in pvc di dieci metri per due, steso a terra tra via Casa Matha, Piazza San Francesco e piazza del Popolo, su cui si muoveranno quattro performer, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, interpretando la donazione e ricezione dell’acqua».

Info e iscrizioni: www.ravenna2016.it 

Ripulivano le auto al mare, a messa, ai cimiteri e al semaforo: due arresti

L’ultimo episodio al parcheggio del mausoleo di Teodorico: colpita la vettura di un turista. Ma i carabinieri li tenevano d’occhio

Davanti ai cimiteri durante i funerali, davanti alle chiese durante la messa, sul lungomare durante l’aperitivo, in colonna in strada al semaforo rosso: non facevano sconti a nessuno, dove c’era un assembramento di auto entravano in azione e ripulivano, spaccando i vetri di quelle in sosta o aprendo gli sportelli per rubare al volo da quelle in moto incolonnate. I carabinieri della Compagnia di Ravenna, al termine di una prolungata attività informativa e di indagine, hanno arrestato due uomini, appartenenti secondo gli inquirenti a una organizzazione più ampia dedita a furti su autovetture. Si tratta di due italiani provenienti da un campo nomadi nell’Imolese.

L’episodio che ha segnato la fine del sodalizio criminale si è svolto nel parcheggio del mausoleo di Teodorico a Ravenna. I carabinieri li tenevano d’occhio da un po’ per coglierli in flagranza di reato, come accaduto sabato 14 maggio: nel tardo pomeriggio i due ladri hanno atteso che un ignaro turista si avviasse verso il mausoleo dopo aver parcheggiato l’auto, prima di sfondare la serratura della macchina e prelevare il portafoglio incautamente lasciato nell’abitacolo. Immediatamente è scattato l’intervento dell’Arma: i due malviventi si sono dati alla fuga ma, braccati da tre pattuglie accorse, si sono dovuti arrendere.

Al processo per direttissima sono arrivati i domiciliari. Per gli altri indagati invece, sono arrivati i deferimenti in stato di libertà da parte dei carabinieri della stazione di Via Alberoni.

Intrappolati in una stanza buia: apre vicino a piazza Kennedy una escape room

Arriva anche a Ravenna il gioco a squadre: per riuscire a liberarsi
occorre risolvere rompicapo e indovinelli. Ecco come prenotarsi

Sull’onda del successo che stanno riscuotendo anche in Italia, arriva pure a Ravenna una escape room, a metà tra una caccia al tesoro, un gioco di ruolo e una scena terrificante tratta dal celebre film Saw-L’enigmista. Il format è quello di “Intrappola.to”, il gioco di fuga dal vivo leader in Italia, da poco sbarcato a Venezia e che con Ravenna approda nella 19esima città italiana dopo il battesimo di un anno fa a Torino con oltre 150.000 partecipanti complessivi, migliaia di recensioni positive del popolo del web e giocatori d’eccezione come il calciatore Andrea Pirlo.

Il gioco consiste nel restare appunto “intrappolati” per un’ora e provare a uscire da una stanza buia e misteriosa dopo aver risolto enigmi, rompicapo e indovinelli a raffica. Per farlo basta mettere insieme una squadra (da 2 a 6 giocatori) e prenotarsi on line (a questo link), a qualsiasi ora di qualsiasi giorno. Intuizione, cervello, logica, capacità di osservazione, lavoro di gruppo e complicità saranno fondamentali per scoprire indizi, identificare codici, risolvere combinazioni e aprire un lucchetto dopo l’altro per tentare di riconquistare la libertà.

«Solo il 2 percento dei partecipanti – dicono dall’ufficio stampa – è riuscito ad uscire e a conquistare l’ambitissimo posto nel wall of fame del sito, riservato ai gruppi che riescono nell’impresa di terminare il percorso».

Un gioco di ruolo per divertirsi tra amici ma sempre più utilizzato anche dalle aziende (Remax, Decathlon o Croce Rossa…) per potenziare il team building e spesso anche come primo colloquio comportamentale.

A Ravenna la “stanza buia” è in pieno centro storico, in via Mafalda di Savoia 19, a pochi passi da piazza Kennedy.

Info: www.intrappola.to.

L’architetto Boeri parla di urbanistica con il candidato De Pascale

Appuntamento il 18 maggio alle 13. E il 20 cena di autofinanziamento con il deputato Richetti

L’architetto Stefano Boeri, già assessore a Milano, sarà ospite a Ravenna il 18 maggio alle 13 al comitato elettorale di Michele de Pascale (via San Mama) in un incontro dedicato allo sviluppo urbanistico della città. «I prossimi cinque anni – dice il candidato sindaco del Pd – saranno anni di grandissime trasformazioni per tutto quello che riguarda le politiche del territorio e la visione della città del futuro. Saranno cinque anni di svolte sulla riduzione della burocrazia, con norme più semplici e un atteggiamento favorevole all’impresa. Nel primo anno dovremo concepire un nuovo Poc che vada ad azzerare il consumo di territorio vergine, con le uniche eccezioni per quel che riguarda investimenti produttivi e turistici. Inoltre nei prossimi 5 anni dovremo elaborare il nuovo Psc e il nuovo Rue, portando innovazione, qualità architettonica e una visione di Ravenna come grande città europea».

Per venerdì 20 maggio alle 20.30 è invece in programma una cena di autofinanziamento elettorale negli spazi dello stesso comitato (prenotazioni 0544.281611). Ospite della serata sarà Matteo Richetti, deputato Pd.

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