venerdì
24 Aprile 2026

A Sant’Alberto inaugura la prima Casa della salute

Nella sede comunale decentrata di via Cavedone offrirà servizi alla persona per la comunità del forese nord

Dal 21 gennaio entra in funzione la Casa della Salute di Sant’Alberto, la prima nel comune di Ravenna. L’inaugurazione avverrà alle 11, alla presenza del sindaco, dei dirigenti Asl e degli amministratori del territorio. Grazie a un’opera di razionalizzazione degli spazi nella sede comunale decentrata di via Cavedone, i servizi sanitari sono andati ad integrarsi con gli altri già erogati alla struttura, quali servizi sociali, cup, anagrafe. Nell’edificio continuano a svolgersi anche le attività del consiglio territoriale e continua a trovare sede anche la locale Auser.

I circoli del Partito Democratico di Sant’Alberto/Mandriole, Savarna e Ca’ Bosco esprimono soddisfazione per la prossima inaugurazione: «È questo un primo e concreto passo nel riequilibrio e nella messa in rete della presenza dei servizi sul territorio, in un’ottica di inversione della tendenza che negli ultimi decenni ha visto troppo spesso un accentramento verso la città a discapito del forese. Il lavoro dei medici di base che vi hanno trovato sede ed il servizio infermieristico recentemente attivato sono il nucleo dell’attività della Casa della Salute, che rivela così la grande prospettiva di espansione e sviluppo dei servizi negli anni a venire, verso un significativo arricchimento della qualità della vita di tutta la comunità del Forese Nord. Laddove c’era un immobile comunale sottoutilizzato ed aperto quasi solo il mattino, alla oramai prossima conclusione del mandato del Consiglio Territoriale riconsegneremo alla nostra comunità quello che sarà a pieno titolo il baricentro dei servizi alla persona del forese nord, dove la Casa della Salute è andata ad integrarsi con i servizi già erogati, a fianco dell’ala dell’edificio che sarà anche la nuova sede dell’Arma dei Carabinieri, per la quale sono già terminati i lavori di rifunzionalizzazione».

La Domus Nova compra la San Francesco Nasce polo privato da 30 mln di fatturato

«Un’opportunità strategica per ampliare l’offerta complessiva»

La storica casa di cura San Francesco di Ravenna, di proprietà della famiglia Guerra fin dalla fondazione nel 1942, viene acquisita dalla Domus Nova, l’altra clinica privata della città, attiva dal 1962. Nasce così un unico polo che somma il fatturato di oltre 19 milioni di euro e 150 medici della San Francesco agli oltre 11 milioni di fatturato e ai 100 medici dell’acquisita. Lo comunica la stessa Domus Nova dichiarando di avere sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisto della totalità delle azioni attualmente detenute dalla famiglia Guerra. La chiusura dell’operazione è indicativamente prevista entro la fine del mese di marzo.

Il dottor Stefano Grandi, presidente di Domus Nova, ha commentato: «L’acquisizione della Casa di Cura San Francesco rappresenta un’opportunità strategica per espandere l’offerta di Domus Nova ai pazienti ravennati e delle altre regioni italiane. Sono particolarmente felice di annunciare la collaborazione tra due eccellenze nel panorama sanitario regionale e nazionale, finalizzata alla crescita dell’offerta sanitaria complessiva delle due cliniche, ciascuna con la proprie peculiarità. Anche a nome del consiglio d’amministrazione e degli azionisti di Domus Nova sono lieto di porgere un caloroso benvenuto al personale medico, ai dipendenti e ai collaboratori della Casa di Cura San Francesco e di ringraziare Carla Braggion per la fiducia accordataci e i figli, il dottor Matteo Guerra e l’avvocato Michela Guerra per la loro confermata collaborazione nei prossimi mesi».

Matteo Guerra e Michela Guerra, figli di Sergio Guerra, scomparso nel settembre 2015 da cui hanno ereditato la clinica di famiglia, hanno commentato: «Desideriamo ringraziare Stefano Grandi, il management e gli azionisti di Domus Nova con alcuni dei quali, da decenni, la nostra famiglia è legata da sentimenti di stima e amicizia. Crediamo che l’ingresso della Casa di Cura San Francesco in Domus Nova rappresenti una garanzia di ulteriore crescita per la struttura ed il personale, garantendo solidità ai piani di investimento programmati. Inoltre, ci preme ringraziare tutto il personale della clinica San Francesco, che in questi anni è stato parte integrante della famiglia, che con fiducia e competenza ci ha permesso di arrivare a questo accordo con Domus Nova. Siamo certi che, insieme, saremo in grado di creare importanti sinergie per offrire ai pazienti un servizio sanitario più efficiente».

Come noto Michela Guerra, avvocato, è oggi in consiglio comunale come capogruppo di CambieRà e durante la scorsa campagna elettorale, quando era addirittura candidata a sindaco, non mancarono polemiche sul presunto conflitto di interessi nonostante avesse lasciato il cda dell’azienda.

La Domus Nova compra la San Francesco Nasce polo privato da 30 mln di fatturato

«Un’opportunità strategica per ampliare l’offerta complessiva»

La storica casa di cura San Francesco di Ravenna, di proprietà della famiglia Guerra fin dalla fondazione nel 1942, viene acquisita dalla Domus Nova, l’altra clinica privata della città, attiva dal 1962. Nasce così un unico polo che somma il fatturato di oltre 19 milioni di euro e 150 medici della San Francesco agli oltre 11 milioni di fatturato e ai 100 medici dell’acquisita. Lo comunica la stessa Domus Nova dichiarando di avere sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisto della totalità delle azioni attualmente detenute dalla famiglia Guerra. La chiusura dell’operazione è indicativamente prevista entro la fine del mese di marzo.

Il dottor Stefano Grandi, presidente di Domus Nova, ha commentato: «L’acquisizione della Casa di Cura San Francesco rappresenta un’opportunità strategica per espandere l’offerta di Domus Nova ai pazienti ravennati e delle altre regioni italiane. Sono particolarmente felice di annunciare la collaborazione tra due eccellenze nel panorama sanitario regionale e nazionale, finalizzata alla crescita dell’offerta sanitaria complessiva delle due cliniche, ciascuna con la proprie peculiarità. Anche a nome del consiglio d’amministrazione e degli azionisti di Domus Nova sono lieto di porgere un caloroso benvenuto al personale medico, ai dipendenti e ai collaboratori della Casa di Cura San Francesco e di ringraziare Carla Braggion per la fiducia accordataci e i figli, il dottor Matteo Guerra e l’avvocato Michela Guerra per la loro confermata collaborazione nei prossimi mesi».

Matteo Guerra e Michela Guerra, figli di Sergio Guerra, scomparso nel settembre 2015 da cui hanno ereditato la clinica di famiglia, hanno commentato: «Desideriamo ringraziare Stefano Grandi, il management e gli azionisti di Domus Nova con alcuni dei quali, da decenni, la nostra famiglia è legata da sentimenti di stima e amicizia. Crediamo che l’ingresso della Casa di Cura San Francesco in Domus Nova rappresenti una garanzia di ulteriore crescita per la struttura ed il personale, garantendo solidità ai piani di investimento programmati. Inoltre, ci preme ringraziare tutto il personale della clinica San Francesco, che in questi anni è stato parte integrante della famiglia, che con fiducia e competenza ci ha permesso di arrivare a questo accordo con Domus Nova. Siamo certi che, insieme, saremo in grado di creare importanti sinergie per offrire ai pazienti un servizio sanitario più efficiente».

Come noto Michela Guerra, avvocato, è oggi in consiglio comunale come capogruppo di CambieRà e durante la scorsa campagna elettorale, quando era addirittura candidata a sindaco, non mancarono polemiche sul presunto conflitto di interessi nonostante avesse lasciato il cda dell’azienda.

Al via il corso Fai per far conoscere ai migranti la storia e la cultura di Ravenna

Ha preso il via martedì 17 gennaio la seconda edizione del progetto “Arte un ponte tra culture”, corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, per accrescere l’appartenenza alla comunità, favorire l’integrazione e stimolare il confronto.

Il corso – promosso dal Comitato Fai Emilia Romagna in collaborazione con l’Associazione Amici del Fai – Restauro Monumenti e Paesaggio onlus e con il Fai – Fondo ambiente italiano, grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Ravenna – intende preparare persone che possano a loro volta guidare i propri conterranei alla scoperta della storia, della cultura e dei monumenti di Ravenna, parlando nella loro lingua.

Il corso comprende 8 lezioni teoriche e 8 visite sul territorio e si concluderà sabato 22 aprile.

I corsisti parteciperanno come ciceroni alle Giornate Fai di Primavera 2017, accompagnando gli appartenenti alle proprie comunità alla scoperta dei luoghi nascosti che verranno aperti per visite straordinarie.

Sono 27 gli iscritti al corso, appartenenti alle diverse comunità di stranieri che vivono nella nostra città. Ad essi si sono aggiunte due volontarie del Gruppo Fai Giovani, «a testimonianza – scrive il Fai in una nota inviata alla stampa – di quanto questo progetto tenda all’integrazione, allo scambio e alla conoscenza reciproca».

Al via il corso del Fai per far conoscere ai migranti la storia, i monumenti e la cultura di Ravenna

Ha preso il via martedì 17 gennaio la seconda edizione del progetto “Arte un ponte tra culture”, corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, per accrescere l’appartenenza alla comunità, favorire l’integrazione e stimolare il confronto.

Il corso – promosso dal Comitato Fai Emilia Romagna in collaborazione con l’Associazione Amici del Fai – Restauro Monumenti e Paesaggio onlus e con il Fai – Fondo ambiente italiano, grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Ravenna – intende preparare persone che possano a loro volta guidare i propri conterranei alla scoperta della storia, della cultura e dei monumenti di Ravenna, parlando nella loro lingua.

Il corso comprende 8 lezioni teoriche e 8 visite sul territorio e si concluderà sabato 22 aprile.

I corsisti parteciperanno come ciceroni alle Giornate Fai di Primavera 2017, accompagnando gli appartenenti alle proprie comunità alla scoperta dei luoghi nascosti che verranno aperti per visite straordinarie.

Sono 27 gli iscritti al corso, appartenenti alle diverse comunità di stranieri che vivono nella nostra città. Ad essi si sono aggiunte due volontarie del Gruppo Fai Giovani, «a testimonianza – scrive il Fai in una nota inviata alla stampa – di quanto questo progetto tenda all’integrazione, allo scambio e alla conoscenza reciproca».

Al via il corso del Fai per far conoscere ai migranti la storia, i monumenti e la cultura di Ravenna

Ha preso il via martedì 17 gennaio la seconda edizione del progetto “Arte un ponte tra culture”, corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, per accrescere l’appartenenza alla comunità, favorire l’integrazione e stimolare il confronto.

Il corso – promosso dal Comitato Fai Emilia Romagna in collaborazione con l’Associazione Amici del Fai – Restauro Monumenti e Paesaggio onlus e con il Fai – Fondo ambiente italiano, grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Ravenna – intende preparare persone che possano a loro volta guidare i propri conterranei alla scoperta della storia, della cultura e dei monumenti di Ravenna, parlando nella loro lingua.

Il corso comprende 8 lezioni teoriche e 8 visite sul territorio e si concluderà sabato 22 aprile.

I corsisti parteciperanno come ciceroni alle Giornate Fai di Primavera 2017, accompagnando gli appartenenti alle proprie comunità alla scoperta dei luoghi nascosti che verranno aperti per visite straordinarie.

Sono 27 gli iscritti al corso, appartenenti alle diverse comunità di stranieri che vivono nella nostra città. Ad essi si sono aggiunte due volontarie del Gruppo Fai Giovani, «a testimonianza – scrive il Fai in una nota inviata alla stampa – di quanto questo progetto tenda all’integrazione, allo scambio e alla conoscenza reciproca».

Prete rompe dito all’amante: condannato “Ma gli lanciò statuetta della Madonna”

Due mesi di carcere all’ex parroco di Punta Marina, assolto invece dall’accusa di violenza sessuale: la giovane era consapevole

L’ex parroco di Punta Marina don Alessio Baggetto, 43 anni, è stato condannato a due mesi di carcere per avere fratturato in canonica un dito a quella che era stata per cinque mesi la sua perpetua e amante. Lo rivela in un’agenzia l’Ansa.

Fummo i primi in città a raccontare la vicenda ormai quasi tre anni fa (vedi articoli tra i correlati qui a fianco), mentre i fatti risalgono al 2013.

Il prete è stato però assolto – citiamo sempre l’Ansa – dall’accusa di violenza sessuale (per induzione) perché la perizia psichiatrica disposta dal Tribunale di Ravenna ha stabilito che la giovane, pur segnata da gravi problematiche emotive, era consapevole delle sue azioni.

Per lui la Procura aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione. Mentre la difesa – avvocato Enrico Maria Saviotti – aveva chiesto l’assoluzione anche per le lesioni in quanto il prete si sarebbe semplicemente difeso dal lancio di una statuetta in gesso della Madonna. La ragazza – una 26enne dell’est europeo il cui amministratore di sostegno è l’avvocato Christian Biserni – nel frattempo si è sposata e vive a Roma.

In centro a Ravenna arriva la pizza alla romana Per l’inaugurazione assaggi gratuiti tutto il giorno

“Alice” ha aperto al posto del negozio Vodafone di via IV Novembre

Inaugura ufficialmente domani, mercoledì 18 gennaio, il primo punto vendita di Alice Pizza a Ravenna, solo il secondo in Romagna dopo quello al centro commerciale di Savignano sul Rubicone. Si tratta di un franchising di qualità nato a Roma con l’obiettivo di diffondere in tutta Italia la pizza romana, in teglia. Il segreto – si legge sul web – sarebbe nell’impasto, caratterizzato dal ridottissimo contenuto di lievito.

Alice Pizza a Ravenna ha aperto in pieno centro, al posto del negozio Vodafone di via IV Novembre e vicino alla piadineria del Melarancio.

In occasione dell’inaugurazione, dalle 12 fino a sera di mercoledì 18 gennaio tutti coloro che passeranno dal punto vendita saranno omaggiati con una degustazione gratuita di pizza.

Ruba dalla cassa del bar entrando di notte con le chiavi: nei guai 30enne incensurato

I carabinieri scoprono un amico di un dipendente

Da un po’ di tempo aveva registrato ammanchi di denaro dal registratore di cassa, per piccoli importi, senza riscontrare però segni di effrazione nella porta d’ingresso, al punto da sospettare dei suoi dipendenti. Così il titolare di un bar del centro di Faenza si è rivolto ai carabinieri, portando loro anche le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso installate per cercare di risolvere il mistero.

Dalla visione dei filmati è emerso che durante la notte un uomo si introduceva all’interno del bar, utilizzando probabilmente una chiave per aprire la porta di ingresso, rubando poi denaro del registratore di cassa, con passamontagna e guanti.

Scandagliando le amicizie dei dipendenti del locale, i carabinieri sono riusciti a individuare l’autore: un 30enne faentino incensurato. Quando si sono presentati a casa sua, i militari hanno trovato gli indumenti utilizzati durante i furti, passamontagna compreso. L’uomo, infatti, sfruttando l’amicizia con un dipendente del bar, a sua insaputa, era riuscito a procurarsi una copia delle chiavi del locale. Per lui è scattata la denuncia per furto aggravato e continuato.

Via libera a una Camera di Commercio unica per Ravenna e Ferrara

«Province affini dal punto di vista economico, priorità turismo, cultura
e infrastrutture». Nomine e nuovi organi a partire dall’autunno

I consigli delle Camere di commercio di Ravenna e Ferrara hanno deliberato simultaneamente, con maggioranze particolarmente qualificate, di proporre all’Unioncamere nazionale la loro fusione.

La costituzione di un’unica, nuova Camera che rilanci i due territori – si legge nel comunicato inviato alla stampa – è stata disposta anche in applicazione della riforma del Sistema camerale, contenuta nel D.lgs. 219/2016, che prevede tra l’altro la rideterminazione territoriale delle Camere di commercio che da 105 dovranno passare a 60.

Il processo di avvicinamento col territorio ferrarese, partito da tempo, ha attivato nel corso dell’ultimo anno tavoli di confronto tra gli organi di governo e i referenti di tutte le associazioni di categoria di rappresentanza delle attività economiche delle Camere di commercio di Ravenna e di Ferrara e sono state effettuate analisi di dati economico-patrimoniali e di attività.

«È emerso, infatti, che le due province presentano un elevato grado di affinità sotto il profilo economico – continua la nota stampa – che rende più efficace l’impostazione di politiche a sostegno delle imprese e del sistema produttivo in sinergia e in continuità con l’attuale programmazione».

Ravenna e Ferrara condividono per esempio la presenza di un polo chimico-energetico di rilevanza nazionale e sviluppate filiere nei settori dell’agroalimentare, delle costruzioni, della logistica e dell’economia del mare. Nei due territori il turismo e il suo indotto ricoprono un’importanza fondamentale non solo nel segmento balneare, ma anche in quello delle città d’arte e della cultura, grazie ai flussi di visitatori attratti dalle città capoluogo, patrimonio dell’umanità. «In entrambe le province – scrivono dalla Camera di commercio di Ravenna – una straordinaria attività culturale e un patrimonio storico e paesaggistico per ampi tratti in comune, rafforzano il processo identitario, generano sviluppo sociale, attirano visitatori e producono reddito. Non a caso Ravenna e Ferrara appaiono ben posizionate per cogliere molte opportunità legate al successo mondiale del “Brand Italia”. Il decreto di riforma ha, fra l’altro, previsto esplicitamente fra le funzioni proprie assegnate alle Camere di commercio proprio quelle destinate allo sviluppo del turismo e alla valorizzazione del patrimonio culturale, che rappresentano due aspetti rilevanti e caratterizzanti dei territori di Ravenna e di Ferrara. Prospettive comuni di sviluppo sono, inoltre, legate al potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie in grado di consentire alle industrie locali e al porto di Ravenna di avere un efficiente collegamento verso il Nord Est e l’Europa orientale attraverso il corridoio Baltico-Adriatico».

La nuova Camera, che avrà sede legale a Ravenna, in viale Farini 14, e sede secondaria a Ferrara (via Borgoleoni 11), oltre alle unità locali dislocate sul territorio, come Lugo, Cento e Comacchio, avrà un bacino di utenza di circa 93.000 imprese, divenendo così tra le Camere dimensionalmente più consistenti.

Resta da condividere la denominazione, che – assicurano dall’ente camerale – sarà determinata a breve. «Si tratta del primo passo verso la concreta realizzazione del nuovo ente, le cui operazioni di nomina e individuazione dei nuovi organi inizieranno presumibilmente nel prossimo autunno».

Cellulare al volante: multe in serie dei vigili nelle ultime due settimane

Controlli con targa system: 7mila euro di multa e 117 punti decurtati complessivamente. Si rischia anche la sospensione della patente

Nelle ultime due settimane sono state una quarantina le violazioni contestate dalla Polizia Municipale di Ravenna nell’ambito dei servizi per contrastare i comportamenti di guida che costituiscono pericolo per la sicurezza stradale, per un ammontare complessivo di oltre 7.500 euro e 117 punti decurtati ai responsabili.
Gli agenti, anche con auto civetta, muniti della strumentazione tecnica in dotazione del tipo “targa system”, hanno pattugliato le zone centrali e periferiche della città ponendo particolare attenzione all’utilizzo del telefono cellulare durante la guida.

Le vie interessate dalle verifiche delle ultime due settimane, alle quali hanno concorso tutti gli uffici della Vigilanza di quartiere (Città, Emergenza e sicurezza stradale, Forese e Mare) sono le seguenti: strada statale16, Dismano, Cella, Ravegnana, Romea Sud, Circonvallazione Canale Molinetto, Carso, Darsena, Zalamella, Faentina, Fiume Montone Abbandonato, Trieste, Mattei, Santerno Ammonite e viale Europa.

I trasgressori sono equamente suddivisi tra uomini e donne, in maggioranza italiani, di cui un 15 per cento residente fuori provincia.

Delle irregolarità accertate, il 70 per cento riguarda l’inottemperanza alle norme di comportamento da parte dei conducenti (uso del telefonino in primis poi sorpassi azzardati, transiti vietati, passaggi con semaforo rosso, mancato utilizzo delle cinture). Il restante 30 per cento è inerente ad anomalie sui documenti di circolazione del veicolo (omessa revisione, mancanza dell’assicurazione obbligatoria, patente scaduta).

Ai sensi dell’articolo 173 del Codice della strada – ricordano dal Comune – l’uso dell’apparecchio telefonico è sanzionabile non solo quando è fatto a fini di conversazione, ma anche per qualsiasi altra operazione che comporti la distrazione e l’impegno delle mani, come ad esempio l’invio di sms, la consultazione della rubrica telefonica, eccetera. Tali divieti non si applicano solo ai conducenti di autovetture ma anche ai conducenti di motocicli, ciclomotori e velocipedi. Per circolare in regola, quindi, è necessario munirsi di apparecchiature viva voce o dotate di auricolare. Sono esentati i conducenti dei veicoli delle Forze Armate, dei Corpi di Polizia e dei Corpi previsti dall’articolo 138 del Codice della strada. Chi vìola queste disposizioni è soggetto a sanzione amministrativa, da 161 a 646 euro, e alla decurtazione di 5 punti dalla patente. Non da ultimo, si ricorda che se si incorre in due di queste infrazioni nel biennio la Prefettura emanerà un decreto per la sospensione della patente di guida da 1 a 3 mesi.

Terza allerta meteo in tre giorni: previste onde alte più di tre metri

Il Comune invita a non accedere a moli e dighe e in spiaggia

È in vigore una nuova allerta dell’Agenzia regionale di protezione civile, la numero 8, per evento costiero, fase di attenzione, scattata alle 10 di questa mattina e attiva fino alla mezzanotte di oggi (martedì 17 gennaio).

Condizioni di forte ventilazione da nord-est sul mare Adriatico, si legge nell’allerta, determineranno altezza dell’onda superiore ai valori di soglia sottocosta (3 metri) con possibilità di ingressioni marine.

Il Comune di Ravenna raccomanda di non accedere a moli e dighe foranee ed alle spiagge. Si fa presente che questa allerta si sovrappone parzialmente alla 6 (vento e stato del mare) e alla 7 (neve) per i cui dettagli si rimanda agli articoli correlati qui sopra.

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