Nella sede comunale decentrata di via Cavedone offrirà servizi alla persona per la comunità del forese nord
Dal 21 gennaio entra in funzione la Casa della Salute di Sant’Alberto, la prima nel comune di Ravenna. L’inaugurazione avverrà alle 11, alla presenza del sindaco, dei dirigenti Asl e degli amministratori del territorio. Grazie a un’opera di razionalizzazione degli spazi nella sede comunale decentrata di via Cavedone, i servizi sanitari sono andati ad integrarsi con gli altri già erogati alla struttura, quali servizi sociali, cup, anagrafe. Nell’edificio continuano a svolgersi anche le attività del consiglio territoriale e continua a trovare sede anche la locale Auser.
I circoli del Partito Democratico di Sant’Alberto/Mandriole, Savarna e Ca’ Bosco esprimono soddisfazione per la prossima inaugurazione: «È questo un primo e concreto passo nel riequilibrio e nella messa in rete della presenza dei servizi sul territorio, in un’ottica di inversione della tendenza che negli ultimi decenni ha visto troppo spesso un accentramento verso la città a discapito del forese. Il lavoro dei medici di base che vi hanno trovato sede ed il servizio infermieristico recentemente attivato sono il nucleo dell’attività della Casa della Salute, che rivela così la grande prospettiva di espansione e sviluppo dei servizi negli anni a venire, verso un significativo arricchimento della qualità della vita di tutta la comunità del Forese Nord. Laddove c’era un immobile comunale sottoutilizzato ed aperto quasi solo il mattino, alla oramai prossima conclusione del mandato del Consiglio Territoriale riconsegneremo alla nostra comunità quello che sarà a pieno titolo il baricentro dei servizi alla persona del forese nord, dove la Casa della Salute è andata ad integrarsi con i servizi già erogati, a fianco dell’ala dell’edificio che sarà anche la nuova sede dell’Arma dei Carabinieri, per la quale sono già terminati i lavori di rifunzionalizzazione».
La storica casa di cura San Francesco di Ravenna, di proprietà della famiglia Guerra fin dalla fondazione nel 1942, viene acquisita dalla Domus Nova, l’altra clinica privata della città, attiva dal 1962. Nasce così un unico polo che somma il fatturato di oltre 19 milioni di euro e 150 medici della San Francesco agli oltre 11 milioni di fatturato e ai 100 medici dell’acquisita. Lo comunica la stessa Domus Nova dichiarando di avere sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisto della totalità delle azioni attualmente detenute dalla famiglia Guerra. La chiusura dell’operazione è indicativamente prevista entro la fine del mese di marzo.
La storica casa di cura San Francesco di Ravenna, di proprietà della famiglia Guerra fin dalla fondazione nel 1942, viene acquisita dalla Domus Nova, l’altra clinica privata della città, attiva dal 1962. Nasce così un unico polo che somma il fatturato di oltre 19 milioni di euro e 150 medici della San Francesco agli oltre 11 milioni di fatturato e ai 100 medici dell’acquisita. Lo comunica la stessa Domus Nova dichiarando di avere sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisto della totalità delle azioni attualmente detenute dalla famiglia Guerra. La chiusura dell’operazione è indicativamente prevista entro la fine del mese di marzo.
Ha preso il via martedì 17 gennaio la seconda edizione del progetto “Arte un ponte tra culture”, corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, per accrescere l’appartenenza alla comunità, favorire l’integrazione e stimolare il confronto.
Ha preso il via martedì 17 gennaio la seconda edizione del progetto “Arte un ponte tra culture”, corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, per accrescere l’appartenenza alla comunità, favorire l’integrazione e stimolare il confronto.
L’ex parroco di Punta Marina don Alessio Baggetto, 43 anni, è stato condannato a due mesi di carcere per avere fratturato in canonica un dito a quella che era stata per cinque mesi la sua perpetua e amante. Lo rivela in un’agenzia l’Ansa.
Inaugura ufficialmente domani, mercoledì 18 gennaio, il primo punto vendita di Alice Pizza a Ravenna, solo il secondo in Romagna dopo quello al centro commerciale di Savignano sul Rubicone. Si tratta di un franchising di qualità nato a Roma con l’obiettivo di diffondere in tutta Italia la pizza romana, in teglia. Il segreto – si legge sul web – sarebbe nell’impasto, caratterizzato dal ridottissimo contenuto di lievito.
Da un po’ di tempo aveva registrato ammanchi di denaro dal registratore di cassa, per piccoli importi, senza riscontrare però segni di effrazione nella porta d’ingresso, al punto da sospettare dei suoi dipendenti. Così il titolare di un bar del centro di Faenza si è rivolto ai carabinieri, portando loro anche le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso installate per cercare di risolvere il mistero.
I consigli delle Camere di commercio di Ravenna e Ferrara hanno deliberato simultaneamente, con maggioranze particolarmente qualificate, di proporre all’Unioncamere nazionale la loro fusione.
Nelle ultime due settimane sono state una quarantina le violazioni contestate dalla Polizia Municipale di Ravenna nell’ambito dei servizi per contrastare i comportamenti di guida che costituiscono pericolo per la sicurezza stradale, per un ammontare complessivo di oltre 7.500 euro e 117 punti decurtati ai responsabili.
È in vigore una nuova allerta dell’Agenzia regionale di protezione civile, la numero 8, per evento costiero, fase di attenzione, scattata alle 10 di questa mattina e attiva fino alla mezzanotte di oggi (martedì 17 gennaio).